Depositata dalla Corte Costituzionale la sentenza che boccia la Mediazione obbligatoria

Depositata a dicembre la sentenza della Corte Costituzionale relativa  alla non obbligatorietà della Mediazione. Ricorrere alla Conciliazione anziché alla giustizia ordinaria per risolvere una controversia civile o commerciale, per la Consulta, non può essere un obbligo ma deve restare una facoltà.

Lo scorso 23 ottobre la Corte Costituzionale aveva dichiarato con un comunicato stampa l’illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della Mediazione.

Il procedimento finalizzato alla Conciliazione, opportunamente sfruttato da parti sensibili ai problemi della giustizia e da Mediatori adeguatamente preparati ad “aprire” l’ambito a interessi delle parti anche estranei al caso concreto esaminato, poteva essere una “scorciatoia” verso il risarcimento del danno, con notevole risparmio di tempo e denaro per tutti. Di contro lo stesso strumento, se utilizzato scorrettamente da menti esperte nel ricercare profitti da ingiustificabili ritardi nel risarcimento del danno e da Mediatori inesperti e/o scarsamente preparati, poteva condurre a un “allungamento” dei tempi del rimborso. In questo caso, dunque, sarebbe stato inutile l’aggravio di spese per una Mediazione destinata a fallire, a carico del povero – già tartassato – automobilista.

Bocciati inoltre gli emendamenti alla legge finanziaria che volevano reintrodurre l’obbligatorietà.

Rc auto: prezzi sempre più alti e fuori controllo

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Polizze sempre più care secondo l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, in particolare al Sud,dove si sono registrati “casi limite” di polizze sopra i 9.000 euro

Da tempo si sente dire che i prezzi delle polizze Rca prima o poi si sarebbero gradualmente abbassati. E invece…continuano inesorabilmente ad aumentare. A confermalo è il rapporto “Rc auto. Quanto mi costi?” appena presentato da Cittadinanzattiva, il movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, che ha rilevato i prezzi applicati in ogni regione.

I prezzi rilevati non sono affatto rincuoranti. Sono 19 infatti le città dove un automobilista appartenente alla classe di massimo sconto pagano più di 800 euro. La tariffa Rc auto più alta per un guidatore adulto che non ha causato incidenti è stata registrata a Napoli (1.737 euro l’anno), la più economica ad Aosta (335 euro). Il capoluogo valdostano, insieme a Bolzano e Cuneo, si distingue a livello nazionale per gli importi tariffari più contenuti.
La situazione peggiora nettamente per i neopatentati, con prezzi medi di 2.828 euro a polizza e alcuni “casi limite”con tariffe sopra i 9.000 euro. Il record per un neopatentato è stato registrato a Salerno: 9.307 euro l’anno.

In generale, il caro Rc auto è più evidente al Sud (in media, un neopatentato spende 3.101 euro e un adulto 776 euro), dati simili al Centro (rispettivamente 3.013 euro e 712 euro), mentre tariffe meno gravose in media sono proposte nelle regioni settentrionali (2.532 euro per un giovane e 547 euro per un adulto).

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