AICIS: incidenti stradali lievi, arrivano gli ausiliari

AICIS: incidenti stradali lievi, arrivano gli ausiliari

La bozza del decreto legge sul lavoro pubblico all’esame del governo prevede la possibilità per gli organi stradali di affidare ad ausiliari appositamente abilitati il rilievo degli incidenti stradali senza feriti e i servizi di viabilità in occasione di sinistri, lavori, depositi, fiere o altre manifestazioni. Lo scrive in una nota l’AICIS, l’Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale.

Le modifiche previste riguardano gli artt. 11 e 12 del codice della strada. La bozza di decreto dispone che gli organi di polizia stradale rilevino i sinistri dai quali sono derivate la morte o lesioni personali.

Il rilievo degli incidenti senza lesioni e i servizi connessi diretti a regolare il traffico potranno essere effettuati da persone specificamente abilitate, che dipendono da imprese, associazioni ed enti autorizzati dal prefetto.

Gli ausiliari – continua l’AICIS – dovranno comunicare l’inizio dell’attività di rilevamento agli organi di polizia stradale competenti per territorio, fatta salva la facoltà di richiedere l’intervento degli stessi qualora nel corso dell’attività di rilevamento emergano lesioni personali.

Alla stessa tipologia di ausiliari potrà essere affidata l’effettuazione di servizi diretti a regolare il traffico in occasione di lavori, depositi, fiere o altre manifestazioni che determinino l’occupazione totale o parziale della sede stradale. Sia per il rilievo degli incidenti stradali sia per i servizi di viabilità appena descritti, le persone dovranno avere raggiunto la maggiore età, essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, aver effettuato un’attività di formazione di durata non inferiore a sei mesi ed essere abilitate dal ministero dell’interno.

Gli atti di accertamento redatti dalle persone autorizzate avranno l’efficacia probatoria di atto pubblico ai sensi degli artt. 2699 e 2700 del codice civile.

Gli oneri economici relativi alla formazione, abilitazione ed equipaggiamento saranno interamente a carico degli interessati oppure delle imprese, associazioni o enti da cui dipendono. Invece, gli oneri economici per gli interventi effettuati saranno interamente a carico dei richiedenti.

Tra i primi commenti rileviamo quello dell’Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, che fa rilevare che la problematica era già stata affrontata con una “soluzione idonea a garantire legalità e professionalità in ben due progetti di legge presentai nel corso della XVI Legislatura da rappresentanti dei due principali partiti facenti parte dell’attuale coalizione di Governo, PD e PDL.

L’on. Alberto Fluvi del PD e l’attuale Ministro dell’Agricoltura on. Nunzia De Girolamo, rispettivamente con le proposte di legge n. 3486 e n. 4639 depositate alla Camera dei Deputati, nel proporre la trasformazione del Ruolo Periti attualmente gestito dalla CONSAP dal 1.1.2013 (e precedentemente dall’ISVAP) in Albo professionale, dei soli Esperti d’automobile il primo e degli esperti di veicoli e danni a cose il secondo, volevano affidare ad una figura professionale già esistente, che ha superato una prova pubblica d’idoneità su materie quali fisica, topografia, diritto della circolazione, delle assicurazioni, nozioni di diritto pubblico e privato, etc., dopo un tirocinio biennale presso un perito già abilitato, ed assegnandogli le funzioni d’incaricato di pubblico servizio e quindi con tutti gli obblighi civili e penali derivanti dalla funzione ed ancor meglio specificati nelle proposte di legge, previa ulteriore formazione ed iscrizione in apposito elenco specialistico, la funzione di “coadiuvare, integrare o sostituire le autorità” “nella rilevazione degli incidenti stradali” “su richiesta delle medesime” (vedasi rispettivamente commi 4 e 5 della proposta di modifica dell’articolo 156 del D. Lgs. 209/2005 cosi detto Codice delle Assicurazioni, per il PDL 3486 e commi 5 e 6 della proposta di modifica dell’articolo 156 del D. Lgs. 209/2005, per il PDL 4369)”.

L’AICIS invita dunque il Governo a voler rivisitare la prima impostazione data alla problematica nella stesura del Decreto Legge sulla Razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, rendendosi disponibile per ogni approfondimento e/o confronto.

http://www.ntr24.tv/it/news/associazioni/aicis-incidenti-stradali-lievi-arrivano-gli-ausiliari.html

Privatizzazione incidenti: pagheremo noi quel che lo Stato e le assicurazioni non vogliono pagare

Schermata 03-2456376 alle 10.11.09  Diciamolo chiaro: la privatizzazione degli incidenti, che dovrebbe essere varata oggi dal Consiglio dei ministri, non convince. Quindi è auspicabile che il Parlamento modifichi il testo che uscirà da Palazzo Chigi (e che nel frattempo non entrerà in vigore, perché si tratta di un disegno di legge e non di un decreto-legge).

Ecco i punti che non convincono:

  • La rilevazione degli incidenti senza morti né feriti diventa un’esclusiva dei privati, per cui paradossalmente se una pattuglia interviene a sedare una rissa tra i guidatori coinvolti deve poi alzare le mani quando c’è da verbalizzare il sinistro;
  • E’ vero che gli ausiliari sarebbero inquadrati come pubblici ufficiali e quindi in caso di errori o corruzione rischierebbero praticamente quanto un agente delle forze dell’ordine, ma nei corpi di polizia c’è maggior controllo su quello che fa il personale e quindi ci sono anticorpi più efficaci per far venire a galla la corruzione (almeno a livello di singolo reparto, c’è più “controllo” reciproco tra colleghi);
  • Gli incidenti rilevati dalle forze dell’ordine confluiscono (sia pure a fatica) nei dati Istat, mentre ora – come giustamente nota Stefano Giannini, della Polizia Roma Capitale (i vigili di Roma) – non è chiaro se ciò avverrà anche con i sinistri rilevati dai privati (o poi dovranno pensarci le stesse forze dell’ordine, che secondo la bozza di disegno di legge dovranno essere avvertite dagli ausiliari ogni volta che arriva una chiamata?);
  • Non è detto che si risolva il problema del sovraccarico di lavoro per gli agenti, perché comunque gli atti finiranno nei loro uffici per far partire i verbali relativi alle infrazioni  rilevate dagli ausiliari intervenendo sull’incidente e – verisimilmente – permetterne la consultazione alle assicurazioni e agli interessati.

In sostanza, capiamo che le forze dell’ordine non hanno tempo e uomini per intervenire sugli incidenti banali, per i quali in Italia c’è il vizio di chiamarle anche quando non necessario (la malafede sugli incidenti stradali è massima). Per questo sono nate società di ausiliari. Ma finora i loro bilanci sono negativi (la prima in assoluto è durata solo pochi mesi), perché le assicurazioni non sono interessate al servizio (probabilmente perché costa, mentre è più comodo trasferire il peso delle frodi pari pari sulle tariffe Rc auto). Ora non si vede perché questi bilanci debbano essere raddrizzati dando a queste società l’esclusiva della rilevazione degli incidenti con soli danni a cose.

Peraltro, già nella scorsa legislatura era stato proposto di far intervenire periti specializzati (avevano depositato proposte i deputati Alberto Fluvi del Pd e l’attuale ministro pidiellino dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo). Quindi non pattuglie private, ma professionisti esperti che affiancassero il lavoro delle forze dell’ordine, sgravandolo e rendendolo più preciso. Come mai non si è proseguito su questa strada?

Autore: Maurizio Caprino – Strade sicure (Articolo originale)