Le parole chiave dell’automotive

  Quando ci facciamo fare un sito da un professionista ci chiede qualche centinaio di parole chiave con cui indicizzarlo. Ma quali sono le parole chiave o Tagkeyword che di si voglia di un sito che parla di auto?

Noi abbiamo selezionato queste. Se ne avete altre inseritele tra i commenti, le metteremo nel “lago di parole” qui sotto

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Dieselgate Volkswagen L’Audi licenzia Ulrich Weiss e tre ingegneri

audi

Tre ingegneri della divisione diesel e Ulrich Weiss, ex numero uno dello sviluppo propulsori e supervisore delle emissioni negli Stati Uniti: sono i quattro dipendenti licenziati dall’Audi per le presunte responsabilità emerse nello scandalo Volkswagen, scoperchiato oltreoceano e propagatosi fino a Wolfsburg, Ingolstadt e Zuffenhausen.

Weiss e gli altri. I licenziamenti sono stati anticipati da un articolo del quotidiano Handelsblatt e confermati da un portavoce della Casa ad Automotive News Europe. Il siluramento di Weiss, in congedo retribuito da un anno e mezzo, si aggiunge ai forfait eccellenti di Ulrich Hackenberg – ex capo dello Sviluppo tecnico – e del successore Stefan Knirsch, entrambi dimissionati dopo l’esplosione del dieselgate.

Le vetture coinvolte. Le Audi europee interessate dalla manipolazione alle emissioni sono 2,1 milioni. Negli Usa, invece, le vetture dei Quattro anelli fanno parte delle 83 mila tedesche con il propulsore 3.0 V6 TDI per cui è stata recentemente trovata una soluzione: l’accordo prevede richiami, buyback e indennizzi per i proprietari fino a 16 mila dollari.

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Tutto quello che (forse) non sapete sulle auto blindate

mercedes-blindataQuello delle auto blindate è un mercato che non conosce crisi: top manager, politici, personalità di rilievo e chiunque tema per la propria incolumità hanno solo l’imbarazzo della scelta. Tra le proposte delle Case e gli allestimenti personalizzati delle carrozzerie specializzate esiste certamente la vettura adatta a ogni esigenza di sicurezza. L’auto blindata, tuttavia, non va considerata alla stregua di un carro armato: è invece un mezzo che, pur dovendo proteggere gli occupanti, ha la necessità di mantenere la stessa apparenza di uno di serie. Per questa ragione, è necessario scendere a compromessi (ma nemmeno troppo). Ecco alcuni segreti di queste vetture capaci di resistere agli attentati.

Resistenza certificata. Come si fa a stabilire se un’auto blindata è sicura oppure no? Un primo indizio lo fornisce il livello di protezione certificato. Nel corso degli anni, il progresso dei materiali e l’accuratezza dei test hanno determinato il susseguirsi di varie classificazioni, generando un po’ di confusione. Come regola generale, si tende a suddividere i livelli di sicurezza dei veicoli in base al calibro dell’arma da fuoco (corta o lunga) a cui si cerca di opporre resistenza. Al livello più basso, il primo (norme PM, VR, BR, BSW e HVN), la vettura deve resistere a colpi calibro .22 LR da 10 metri, una cartuccia in grado di imprimere alla pallottola un’energia di 168 Joule. Al quarto e quinto livello, la protezione dev’essere efficace contro i calibri .357 e .44 Magnum capaci di arrivare, rispettivamente, a 1.194 e 1.510 Joule. Per offrire un termine di paragone, le cartucce calibro 9X19 mm Parabellum in dotazione alle forze dell’ordine (e le similari 9X21 mm in vendita sul mercato civile) esprimono, con caricamenti standard, circa 518 Joule se sparate da una pistola.

Vetri a prova di tutto. Salendo ancora di livello, il sesto, il settimo e l’ottavo, pur con qualche sovrapposizone tra le varie norme, certificano la resistenza ai colpi delle armi lunghe, dal calibro .223 Remington (ovvero il 5,56X45 mm adottato dalle forze Nato) al .308 Winchester (il vecchio 7,62 Nato) passando per il 7,62X39 mm del famigerato Ak-47 Kalashnikov: qui le energie in gioco vanno da 1.805 a 3.289 Joule a seconda dei caricamenti. Al top della protezione, i livelli 13 e 14 che devono opporsi ai calibri .50 (12,7X99 mm) delle mitragliatrici pesanti e ai 14,5 mm dei cannoncini automatici: in quest’ultimo caso, l’energia da stoppare è di ben 26.308 Joule. A questo punto si potrebbe pensare che, con le scocche protette, il punto debole siano i cristalli. E invece no: anche i moderni vetri blindati possono resistere con successo ai colpi d’arma da fuoco. Oltre alla collaudata tecnica a strati (cristallo+plastica), sono arrivati sul mercato nuovi materiali con una buona trasparenza in grado di elevare il livello di protezione. I vetri, dunque, non sono il tallone d’Achille delle auto blindate.

nella foto: Mercedes Classe S Guard

Blindata inarrestabile. In caso di attentato, nemmeno mirare alle gomme potrebbe fermare una di queste auto. Varie sono le tecniche per assicurare la mobilità anche con rilevanti danni alla copertura, dalle mousse interne all’uso di strutture di plastica intorno al cerchio che mantengono la luce da terra costante anche se non c’è più pressione nel pneumatico. Ai livelli di protezione più alti, le auto devono anche resistere alle esplosioni. Il test si effettua facendo brillare 6 kg di tritolo sotto le ruote. Ulteriori accorgimenti per impedire che la vettura venga bloccata consistono nell’adozione di protezioni per parti vitali della meccanica come il vano motore, le centraline, la batteria e il radiatore. Un impianto automatico, poi, provvede a estinguere gli incendi in caso di utilizzo di munizioni incendiarie. I veri punti deboli, semmai, sono le giunzioni tra porte e carrozzeria e il sottoscocca. Anche qui, tuttavia, è possibile ridurre al massimo il rischio.

Originale o aftermarket? Molte case automobilistiche offrono vetture blindate allestite direttamente in fabbrica. Il vantaggio di questa soluzione consiste nella perfetta integrazione tra il corpo vettura e le blindature, oltre alla possibilità di adottare soluzioni (e modifiche) mirate a rafforzare i punti deboli. La Mercedes ha una piccola gamma di blindate, la serie Guard: le Classi E, G, M ed S, infatti, possono essere ordinate con livelli di protezione da VR1 a VR10. Anche la BMW offre lo speciale allestimento Security su Serie 7 e X5 certificate da VR4 a VR9. Non è da meno l’Audi con l’A8 L Security, berlina di rappresentanza di livelllo VR9. Sebbene le Case offrano la possibilità di personalizzare queste auto, è opinione di molti che il lavoro delle carrozzerie specializzate, che blindano vetture di serie in aftermarket, sia altrettanto valido, con il vantaggio di una personalizzazione ancor più spinta. Insomma, anche se non siamo ai livelli dell’auto del presidente Usa (che è un vero autoblindo travestita da berlina), questi mezzi danno sicuramente filo da torcere all’industria del crimine.

Cosimo Murianni

Il Salone dell’auto torna a Torino

Pienone al parco del Valentino

Per la prima edizione della rassegna (11-14 giugno) presenti 35 marchiPV_planimetria_13_05_2015 A-kjvG-U43080786522828KJD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Da giovedì 11 giugno a domenica 14 giugno, si svolgerà a Torino, il Parco Valentino Salone & Gran Premio. Non definitelo però un altro salone dell’Auto: «L’unico punto di contatto con la definizione classica di Salone è la presenza di 35 marchi con le loro novità. Tutto il resto è un format nuovo, così come è nuovo il fatto che sia gratis, all’aperto e visitabile fino a mezzanotte (ndr orario di apertura 10 – 24): è qualcosa di diverso, nato con l’obiettivo di dare all’Italia il grande festival automobilistico che mancava», spiega Andrea Levy, presidente del Comitato organizzatore della manifestazione.
Dai centri stile alle università

Lungo l’elenco, come ricordava Levy, delle Case automobilistiche presenti con le proprie pedane nel parco del Valentino, alle quali proprio nelle ultime ore si è aggiunta anche Mercedes: Abarth, Alfa Romeo, Audi, Bentley, Bmw, Ferrari, Fiat, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Lexus, Lotus, Maserati, McLaren, Mercedes, Porsche, Pagani, Subaru, Suzuki, Tesla, Toyota e Volkswagen. Alle Case si aggiungono i Centri Stile e i Carrozzieri: Centro Stile Ferrari, Fioravanti, I.DE.A Institute, IED Torino, Italdesign Giugiaro, Pininfarina, Spada, Studiotorino, Torino Design e UP Design. Per l’innovazione sarà presente il Politecnico di Torino e la B-Tron. Un interesse mostrato già nei confronti della prossima edizione: «Ci sono marchi, anche tra gli assenti di quest’anno, già prenotati per il 2016», dichiara Levy. Domenica 14 giugno è poi previsto il Gran Premio Parco Valentino (riedizione del Gran Premio che si correva negli stessi luoghi dal 1935 al 1955): auto storiche e concept moderni, vetture da competizione di Formula 1 e rally, sfileranno per le vie del centro partendo da Piazza San Carlo per arrivare fino ai giardini della Reggia di Venaria. Auto ma non solo. Gli organizzatori assicurano eventi d’intrattenimento durante tutti i 4 giorni della manifestazione e un’area dedicata allo street food.

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Company Car Drive. Un sogno per gli appassionati

Circuito Internazionale di Monza

Album: Circuito Internazionale di Monza

La sensazione è quella che prova un bimbo in un negozio di giocattoli. Quando si trova libero di provare ogni tipo di novità senza la paura che la mamma gli dica:  non toccare. Può prendere, maneggiare, provare, ogni tipo di giocattolo.

Oggi è stato così! Era una sensazione che non provavo da 50 anni. Se me lo avessero detto, non ci avrei creduto.  Anche perché sono trent’anni che  frequento, partecipo, organizzo manifestazioni del settore motoristico o automotive,  ma questa è proprio la più bella, almeno per i veri appassionati.

C’erano tutti. Case automobilistiche e società che offrono servizi flotte. Lo spettacolo era per loro. I fleet manager. Quelli che decidono quali vetture inserire nel parco auto aziendale.

Kia, BMW, Audi, VW, Mercedes, Nissan, Volvo, Seat, Skoda, Ford, Mazda, Hyundai, Renault, Porsche, Maserati, Lexus, hanno dato la possibilità di provare i loro modelli nel circuito cittadino, nella pista fuoristrada o in pista. La stessa pista dove corrono le Formula 1. Due giri con ogni vettura che si desidera provare. Se ci si da da fare si riescono a provare anche 15 macchine in un giorno per oltre 30 giri. A fine giornata si è stanchi ma appagati. Si conosce la pista. Si sa come si comportano i modelli di interesse e se si aveva una mezza intenzione di cambiare auto, si decide di farlo e si punta sul modello che più è piaciuto, ma non solo esteticamente.

Se invece si deve decidere per la propria flotta aziendale si ha l’occasione per parlare coi i vari responsabili flotte delle case auto per valutare le condizioni che si riescono a spuntare in base alla consistenza ed utilizzo del proprio parco. Non mancano le società di noleggio a lungo termine quali Leaseplan, Athlon o Alphabet e le società di servizi per cui il cerchio si chiude.

Complimenti agli organizzatori per cui vi rimando al loro sito http://www.companycardrive.com 

#LAMANIFESTAZIONEMOTORISTICAPIUCOINVOLGENTE

Autodromo di Monza “e-Vehicles Fleet Day ” by FLEET magazine e Alphabet

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La Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid nella parabolica

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Circuito di Monza: Fangio, campione del mondo F1 degli anni “50

È sempre affascinante tornare al Circuito di Monza.  E questo è uno di quegli eventi ai quali particolare tanto per l’argomento che per la location. Il circuito lo conoscono in tutto il mondo.  L’argomento dell’incontro è la mobilità compatibile. Compatibile con che?  Con l’ambiente! Quindi elettrico ed ibrido.
Le auto elettriche esistono da sempre, “da prima del motore” , ma mai come in questi ultimi anni sono state attuali.
Tanto da “accendere” gli interessati degli utenti professional e di conseguenza dei noleggiatori.

Già altri quali Arval ed ALD hanno investito in promozione della green mobility. Ora è la volta di Alphabet, che accogliendo nel parco circolante la nuova nata di famiglia, la BMW I3, ha di fatto aperto all’elettrico ed all’ibrido di tutte le marche.

E’ nato il reparto specializzato ed allora le auto offerte sono tutte quelle presenti sul mercato, dalla Birò alla Tesla. Ed oggi c’erano tutte, a disposizione degli ospiti, per poterle ammirare e provare tra i birilli del piazzale ed in pista, nella parabolica e nel rettilineo di uscita dove si sono potuti toccare e superare i 200 km/h.
Le abbiamo provate tutte! Tutte quelle che non avevamo avuto ancora modo di provare almeno.  Oggi è stata la volta della Tesla appunto, no il Birò no. “Emu za detu” come dicono a Genova. Poi Peugeot 508 Diesel + elettrico 4×4, 2 modelli Lexus e 2 Infinity, Toyota Auris e Yaris Hybrid, BMW I3, Hyundai ix35 Hybrid, Opel Ampera,  Audi A3 Ibrida, Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid, Ma c’erano proprio tutte, dalla Ford Focus, alla Vw Up e poi  Renault Zoe e Twizy e tutte le altre,
In aula si è parlato di come sceglierle e come gestirle in modo …olistico.
Mi è piaciuta molto la Infiniti Q70 ma è un 3500 a benzina. La Opel Ampera, ma costa 44.000 €. La BMW i3, ne costa 39.
Oggi avrei scelto la Toyota Auris Starion Wagon, un buon compromesso di velocità, scatto, economia, e prezzo (26.000 €).  Molto maneggevole e son convinto che è quella che terrà anche il prezzo oltre la media.
Una bella giornata e quando si è tornati alla propria vettura per tornare a casa, anche se recente, è sembrato di tornare al passato ascoltando il “rombo” del proprio motore.
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Dopo lo xeno e i Led, ecco i fari laser. Le tedesche pioniere della nuova tecnologia

E’ la luce di domani: consuma poco ed è potentissimo. La BMW i8 in vendita a primavera sarà la prima auto di serie a proporre l’innovativa fonte d’illuminazione. Ma Audi e Mercedes si preparano a competere

Dopo lo xeno e i Led, ecco i fari laser. Le tedesche pioniere della nuova tecnologia

Quando tre costruttori, uno dopo l’altro, dicono che la nuova frontiera per l’illuminazione è quella delle luci laser, bisogna iniziare a crederci. Sopratutto se le tre in questione sono BMW, Audi e Mercedes, cioè i tre marchi tedeschi del lusso, sempre in competizione nell’adozione di nuove tecnologie. Il capitolo “laser” della storia dell’auto è iniziato nell’autunno 2011 al Salone di Francoforte, quando la BMW propose questo nuovo tipo di faro sulla concept della sportiva ibrida i8 e l’Audi mostrò un’applicazione laser per i retronebbia della concept A2. Nella primavera 2013, al Salone di Shanghai, Mercedes annunciò la presenza di fari laser sulla concept della Suv GLA.

La corsa è iniziata, tanto che l’Audi esibisce in queste ore un prototipo che il laser ce l’ha addirittura nel nome, Sport Quattro Laserligh concept car. L’occasione per il debutto la crea il sempre più seguito CES (Consumer eletronics show electronics and technology tradeshow) di Las Vegas, in tempi recenti palcoscenico ideale anche per l’industria dell’auto, sempre più impegnata sul fronte dell’integrazione dell’elettronica sui veicoli. Certo, finora non abbiamo citato che prototipi, ma le applicazioni pratiche non tarderanno ad arrivare: il primo veicolo di serie a montare luci laser (come optional) sarà la BMW i8 in vendita in primavera, e ne sarà dotata anche l’Audi R18 e-tron che correrà nella 24 Ore di Le Mans a giugno.

I vantaggi sono molteplici; sulla Laserlight concept car, per esempio, Audi ha integrato le luci a matrice di led (già disponibili sull’ammiraglia A8) con il laser: utilizzato come abbagliante, il faro di domani è in grado di illuminare a circa 500 metri di distanza, cioè il doppio di un abbagliante a led, e di triplicare la luminosità. Tutto attraverso una sorgente luminosa di appena qualche micron (cioè, qualche millesimo di millimetro), e con una resa quasi doppia rispetto ai led, oggi la tecnologia di gran lunga più efficiente sul mercato. La BMW sostiene di non avere l’intenzione di ridurre per questo le dimensioni dei gruppi ottici, che sono anche un fondamentale elemento di stile. La riduzione dell’ingombro in profondità, però, permetterà di liberare spazio nel cofano e consentirà ai designer di sbizzarrirsi nelle forme e nel posizionamento delle luci sulla carrozzeria.

Secondo la BMW, la tecnologia laser è anche sicura perché l’intensità dei fari non comporta rischi per l’occhio umano o per quello degli animali, “perché la luce non è emessa direttamente”. L’Audi entra nel dettaglio: “un fascio di luce laser blu colpisce una lente di cristallo giallo al fosforo”, trasformandosi in un fascio di luce bianca molto potente e non fastidiosa per l’occhio. Grazie all’efficacia superiore e al minore assorbimento di energia, il laser sarà utilizzato per tutte le funzioni svolte oggi dalle lampadine (dentro e fuori dal veicolo) e dai led, anche perché la compattezza della fonte e la direzionalità tipica del suo fascio luminoso si prestano ad applicazioni finora inesplorate. Per esempio, Mercedes già prevede che così si arriverà anche a proiettare sull’asfalto le indicazioni a pittogrammi del navigatore satellitare, rendendo quasi impossibile imboccare la via sbagliata.

Audi porterà il sistema operativo Android sui suoi modelli

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Ces di Las Vegas: le novità dell’automobile
La sfida fra Apple e Google corre in macchina
Audi porterà il sistema operativo Android sui suoi modelli
La Ford presenta un modello a ricarica solare

Fari al laser, vetture senza pilota, sistemi operativi open-source e pannelli solari sul tetto. Al Ces di Las Vegas – al via il 6 di gennaio – l’automobile è protagonista insieme ai giganti dell’hi-tech. A dire il vero succede da un po’ di tempo che i produttori scelgano la fiera del Nevada come vetrina di inizio anno, nonostante la vicinanza con il Salone di Detroit che parte il 13.

UN BUSINESS DA 10 MILIARDI DI DOLLARI -Mai come quest’anno la presenza è così massiccia: un quarto degli espositori sviluppa software e hardware per l’industria automobilistica, spiegano gli organizzatori. Perché il giro d’affari è enorme: 11 miliardi di dollari l’anno, una percentuale che cresce di anno in anno a ritmi del 20%. La parola d’ordine è integrare: trasformare l’automobile in un centro «sempre connesso» capace di veicolare informazioni all’esterno, ad altre vetture per esempio (per segnalare una coda o un incidente) o in grado di dialogare con semafori e altre infrastrutture (per ridurre il traffico e gli incidenti).

Ces, tutte le novità delle Case automobilsitiche

LA SFIDA DEI SISTEMI OPERATIVI- Fra gli annunci più importanti di Las Vegas c’è l’accordo, anticipato dalWall Street Journal, fra Audi e e Google per portare in macchina il sistema Android. È la risposta alla Apple che ha già rapporti con diverse Case, fra le quali General Motors, Bmw e Mercedes, per rendere disponibili le app e i comandi vocali di Siri nell’abitacolo attraverso la piattaforma «iOS in the car». Che funziona con gli schermi touch o con la voce. Ma della partita è anche Microsoft, che rispetto alle concorrenti è entrata nel settore automotive molto prima. Insieme alla Ford ha realizzato «Sync» nel 2007: secondo il costruttore di Detroit entro l’anno prossimo saranno 15 milioni le vetture che ne saranno dotate.

LE NOVITA’-E sempre dalla Ford arriva un prototipo a celle fotovoltaiche montate sul tetto, capace di ricaricare le batterie in quattro ore. Mentre l’Audi, sempre al Ces, mostrerà la coupé Sport Quattro con i fari al laser. Sono più piccoli dei Led ma illuminano meglio. Una tecnologia che potrebbe debuttare presto sulle auto di serie.

02 gennaio 2014

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Corriere. It

Giro di vite sul «leasing tedesco»

IN ALTO ADIGE

Giro di vite sul «leasing tedesco»
Maxi sequestro di supercar con targa straniera

Blitz della Guardia di Finanza contro le società che offrono servizi per sfuggire al redditometro e al Superbollo

Una delle vetture sequestrate dalla GDF    Una delle vetture sequestrate dalla GDF

MILANO- Auto di grossa cilindrata con targa straniera per eludere redditometro e superbollo. La Guardia di Finanza sferra un duro colpo contro il «leasing tedesco»:scoperta un’evasione di Iva pari a 6,7 milioni e sequestrati automobili e beni per un valore di 4 milioni di euro. Sono 120 le vetture coinvolte, fra le quali tre Ferrari, altrettante Porsche e numerose Audi, Bmw e Mercedes.

 VIDEO

UN’INDAGINE COMPLESSA-L’indagine del Comando provinciale di Bolzano è partita «dal numero di autovetture di grossa cilindrata con targa tedesca circolanti sulle strade dell’Alto Adige, utilizzate da cittadini residenti in base a contratti di noleggio a lungo termine stipulati con aziende estere». Che si promuovono sul web facendo leva sulla riservatezza e sulla difficile rintracciabilità del proprietario: in poche parole significa non fornire informazioni finanziarie a enti o registri italiani, come quello dell’Agenzia dell’Entrate. Dopo un’articolata indagine con controlli su strada, la Guardia di Finanza è arrivata a una società con sede in Germania, i cui servizi sono risultati assai diffusi in Alto Adige. Dai controlli fiscali è emerso che attraverso la stipula di contratti di noleggio, venivano simulate vere e proprie cessioni di autovetture. «A seguito della verifica la residenza fiscale della società tedesca è stata ricondotta in Italia: di qui le contestazioni in materia di IVA per 6,7 milioni di euro e la ricostruzione di un giro d’affari non dichiarato per 34 milioni di euro». Il Gip del tribunale di Bolzano accogliendo la proposta del Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento cautelare eseguito in questi giorni dalle fiamme gialle, attraverso il sequestro, oltre che dei beni immobili e delle disponibilità bancarie dell’indagato, anche di molte delle auto con targa tedesca in circolazione sul territorio italiano oggetto dei noleggi.

D.S.

leggi lìarticolo originale del corriere.it ed i commenti dei lettori

leggi il seguito: il ricorso della società coinvolta