Palermo: Falsi incidenti per truffa assicurazioni, 81 indagati

Procura chiude inchiesta, danno per circa 500mila euro

Frode Assicurativa - Incidente ImcUna truffa da quasi mezzo milione di euro ai danni di diverse assicurazioni potrebbe costare il rinvio a giudizio a 81 persone a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Tra di loro anche gli avvocati E. C. e R. M.. Agli indagati si contesta a vario titolo la truffa e l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Geri Ferrara, un terreno nelle campagne di Partinico (Pa) era stato trasformato in una grande pista per fare scontrare le macchine. Centinaia i sinistri fasulli organizzati. Nel fascicolo dell’inchiesta ci sono i video e le foto che immortalano la costruzione ad arte dei finti incidenti per raggirare i controlli delle compagnie. La mente della banda sarebbe V. N., che si avvaleva della collaborazione di parenti e amici per organizzare le truffe alle assicurazioni. Una stessa macchina veniva utilizzata più volte, spesso cambiando la targa dopo averne denunciato il furto o lo smarrimento. Alcuni dei veicoli utilizzati per la truffa erano noleggiati: dopo il sinistro la banda le rimetteva a posto.

In un magazzino erano accatastate portiere, cofani, paraurti e altro materiale da adoperare all’occorrenza. L’appezzamento di terreno, poco distante dal centro abitato di Partinico, era protetto da alte mura di cinta. Decine gli automobilisti che hanno lucrato risarcimenti per in falsi sinistri. Coinvolti anche diversi periti assicurativi.

Nel mirino della banda dei finti incidenti sono finite, tra le altre, le compagnie Hdi, Fondiaria-Sai, Generali, Cattolica, Sara e Direct Line.

Fonte: ANSA (Articolo originale)

La filiera virtuosa del sinistro. Dalla denuncia al risarcimento in forma specifica

logo UEA

Si terrà sabato 10 maggio, presso la sede dell’Università Parthenope, Villa Doria D’Angri – Via Petrarca 80, Napoli  il convegno organizzato da UEA su “La filiera virtuosa del sinistro. Dalla denuncia al risarcimento in forma specifica”. PROGRAMMA ore 9.00 Registrazione partecipanti ore 9.30 Inizio dei lavori e  saluti istituzionali Chairman, Francesco Barbieri, Direttore Attualità Uea PRIMA SESSIONE Relazione introduttiva prof. Francesco D’Innella, docente di Diritto delle assicurazioni, Università Parthenope Uea Pensiero” Alfonso Santangelo, Università Parthenope e consigliere Uea Tutela legale: il valore del servizio al cliente” Marco Rossi, direttore commerciale Das SpA Le attività di controllo tecnico nella filiera di gestione del sinistro” Higinio Silvestre Borbon, insurance specialist Asacert SpA Una modalità efficace e trasparente per contrastare le frodi assicurative” Maurizio De Dominicis, Università Parthenope e avvocato patrocinante in Cassazione ore 11.15 Coffee Break SECONDA SESSIONE “La riparazione diretta in Europa e in Italia: una nuova opportunità di servizio” Stefano Sala, amministratore delegato Per SpA “Agenti assicurativi e amministratori di condominio: un caso di successo di riparazione diretta” Armando Bianchessi, titolare di Bianchessi sas, agenzia Toro Generali Una buona pratica di assistenza in caso di sinistro: il valore della relazione” Carlo Colombo, consigliere Uea Considerazioni finali Filippo Gariglio, presidente Uea La partecipazione al convegno è gratuita. Per iscriversi è sufficiente mandare una mail con i propri dati (nome, cognome, indirizzo mail e numero di telefono) all’indirizzo: info@uea.it

CATANIA Truffe ad assicurazioni Arrestati due vigili e oltre 50 indagati

Due ispettori della polizia municipale, Salvatore Saeli, 55 anni, e Attilio Mazzara, 52 anni, e una guardia particolare giurata, Giuseppe Santo Privitera, 49 anni, arrestati dalla polizia stradale nell’ambito di un’inchiesta sul truffe ai danni di compagnie di assicurazioni con incidenti stradali presentati in modo da diverso da come si erano verificati.Altre 53 persone sono indagate

resizer.jsp

(AGI)(AGI)

Catania – L’indagine è iniziata nel 2012 in seguito a una segnalazione trasmessa alla Procura della Repubblica dallla polizia municipale circa una serie di presunte anomalie nelle pratiche relative ad alcuni incidenti stradali per i quali i rilievi erano stati compiuti da Saeli e Mazzara. In almeno 20 sinistri tra aprile e ottobre del 2011 gli atti sono risultati redatti sempre da un singolo appartenente della polizia municipale e che in molti casi risultava libero dal servizio o mentre era in congedo o in malattia. In tutti gli incidenti erano segnalati feriti, per i quali però non risultavano mai interventi di ambulanze ma solo referti, sempre del pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi. Nei rapporti, poi, mancavano i rilievi planimetrici completi. I sinistri venivano trattati per le procedure risarcitorie dei due avvocati sospesi. La truffa consisteva non nel denunciare falsi incidenti ma nel presentare come più gravi eventi effettivamente accaduti, modificandone artificiosamente la dinamica, i protagonisti e i luoghi in modo da assicurarsi ii risarcimenti da parte delle assicurazioni. (AGI) Due ispettori della polizia municipale di Catania, Salvatore Saeli, 55 anni, e Attilio Mazzara, 52 anni, e una guardia particolare giurata, Giuseppe Santo Privitera, 49 anni, sono stati arrestati da agenti della polizia stradale nell’ambito di un’inchiesta sul truffe ai danni di compagnie di assicurazioni con incidenti stradali presentati in modo da diverso da come si erano verificati. Il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare ha disposto anche l’interdizione dall’esercizio della professione forense per due mesi degli avvocati Girolamo Graziano Miraldi e Rosario Mauro Privitera. Altre 53 persone sono indagate. L’indagine è iniziata nel 2012 in seguito a una segnalazione trasmessa alla procura della Repubblica dalla polizia municipale circa una serie di presunte anomalie nelle pratiche relative ad alcuni incidenti stradali per i quali i rilievi erano stati compiuti da Saeli e Mazzara.

Evento 9 aprile

Più Concorrenza Più Diritti – Verso una riforma della RC Auto

Mercoledi 9 aprile dalle 10 alle 13.
Roma – Auletta dei gruppi parlamentari
Via di Campo Marzio 74 – Roma

Organizzazioni promotrici:

Mobast
Federcarrozzieri
Associazione Familiari Vittime Strada
Assoutenti
CUPSIT
Associazione Valore Uomo
OUA – Commissione Resposabilità Civile
UNARCA
SISMLA

La manifestazione di gennaio a Bologna e quella di febbraio a Genova, con l’ulteriore tappa di Torino del 29 marzo, sono stati un prezioso tassello per consolidare un movimento composto da artigiani, consumatori, Vittime della Strada e professionisti che si battono per un mercato assicurativo concorrenziale e in grado di garantire le opportunità di scelta del danneggiato di scegliere il proprio medico e il proprio riparatore e di ottenere un giusto ed equo risarcimento.

Il movimento che si è creato ha sparigliato le carte di rappresentanze che ragionano con logiche ambigue o consociative. Le Compagnie assicuratrici, abituate a dialogare solo con gli anelli deboli delle categorie interessate, si sono ritrovate spiazzate. L’inedita coalizione della Carta di Bologna ha fatto comprendere al Legislatore che le proposte avanzate non erano frutto di un ragionamento corporativo ma di una elaborazione complessa e sofisticata di proposte liberali e del tutto in linea con i più recenti orientamenti giurisprudenziali e legislativi sia in Italia che all’estero.

I punti della carta di Bologna diventeranno una proposta di legge che sarà presentata a Roma il prossimo 9 aprile nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari, il luogo più prestigioso e ampio per far percepire ai parlamentari la nostra presenza. Sarà un giorno memorabile dove la nostra protesta diventerà una proposta, dove la nostra partecipazione attiva sarà il segno del nostro interesse a proseguire uniti per una seria riforma della RC Auto.

Di seguito il programma provvisorio e il form di registrazione che dovrà essere scrupolosamente compilato per agevolare le procedure di registrazione che saranno gestite dal personale della Camera previa presentazione di un documento di identità.

IL CONVEGNO HA NATURA FORMATIVA

Considerato il luogo è consigliabile (non obbligatorio) indossare giacca e cravatta.

PROGRAMMA DRAFT

9:30 – 10:00 Registrazione
A seguire fino alle 13:00 Rappresentanti delle Associazioni PromotriciProf.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – Presidente AIFVS Associazione Familiari Vittime della StradaDott. Furio Truzzi – Presidente AssoutentiDott. Stefano Mannacio – Presidente CUPSIT Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali ItalianiDavide Galli – Presidente FedercarrozzieriAvv. Settimio Catalisano – Coordinatore Commissione Responsabilità Civile Organismo Unitario dell’AvvocaturaAvv. Marco Bona – PEOPIL, Pan-European Organisation of Personal Injury LawyersMario De Crescenzio – Presidente MO BAST!Avv. Giuseppe Mazzucchiello – Presidente Associazione Valore UomoAvv. Francesco d’Agata – Portavoce Sportello dei Diritti

Avv. Massimo Perrini – Responsabile scientifico UNARCA

Dott. Giampaolo Bizzarri – Confederazione Libertà del Danneggiato

Prof. Dott. Raffaele Zinno – Segretario SISMLA Sindacato italiano specialisti medicina legale e delle assicurazioni

Ivano Vernazzano – Consorzio fra Carrozzieri della provincia di Genova

Dott.ssa Annamaria Gandolfi – Inretecar

Dott. Enrico Pedoja – Segretario SMLT Società Medico Legale del Triveneto

Dott. Claudio Cangialosi – Direttore SicurAUTO.it

Avv. Matteo Mion – Giornalista Quotidiano Libero

Esponenti politiciDott. Cosimo Maria Ferri – Sottosegretario Ministero GiustiziaSen. Altero Matteoli (Forza Italia) – Presidente Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni – SenatoOn. Daniele Capezzone (Forza Italia) – Presidente Commissione Finanze – CameraOn. Alessandro Bonafede (Movimento 5 Stelle) – Vice presidente Commissione Giustizia – CameraOn Antonio Boccuzzi (Partito Democratico) – Commissione Lavoro – CameraOn. Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) – Commissione Giustizia – CameraOn. Marco Di Stefano (Partito Democratico) – Commissione Finanze – CameraOn. Leonardo Impegno (Partito Democratico) – Commissione Attività Produttive – CameraOn. Giovanna Palma (Partito Democratico) – Commissione Agricoltura – Camera

Sen. Sergio Puglia (Movimento 5 Stelle) – Commissione Lavoro – Senato

On. Mario Sberna (Per l’Italia) – Commissione Finanze – Camera

On. Paolo Russo (Forza Italia) – Commissione Agricoltura – Camera

Moderatore: Tommaso Caravani (Car Carrozzeria)

Promotori della Carta di Bologna

partecipanti all'evento

Aderenti alla carta di Bologna

partecipanti all`evento

partecipanti all`evento

CARTA DI BOLGNA

CARTA DI BOLGNA

Cambiamenti nel team di gestione di Donau Versicherung

donau Vienna: Nell’ultima riunione del Consiglio di Sorveglianza di Donau Versicherung sono stati decisi e  annunciati i seguenti  cambiamenti nel team di gestione . Il Direttore Generale Mag Johanna Stefan cessa il suo mandato nel consiglio direttivo , dopo oltre 14 anni di attività nel gruppo  assicurativo Donau , di cui quasi sette anni a livello manageriale e  due anni in qualità di direttore generale, dal  31 Agosto 2014 si dedicherà ad una nuova vita al di fuori del gruppo .

Il Direttore Esecutivo Mag. Robert Haider si ritirerà al 30 Giugno 2014 dal team esecutivo di Donau  Assicurazione e dal Gruppo Vienna per adottare una nuova posizione di gestione .

Gerhard Breitlahner, che recentemente ha lavorato per il gruppo assicurativo Vienna nella Repubblica Ceca in qualità di membro del consiglio di Kooperativa Pojistovna e Ceska Pojistovna Podnikatelská  è andato a rinforzare dal 1 Marzo 2014 il team di gestione responsabile di Donau Versicherung ed è  in quella posizione con la responsabilità sugli  investimenti di capitale e sulla gestione. Nel suo nuovo ruolo egli porta la sua particolare esperienza di molti anni in società finanziarie nel il controllo  di gestione .

Fino al loro pensionamento previsto entro l’estate, il Direttore Generale Mag Johanna Stefan e il direttore esecutivo Mag. Robert Haider continueranno le loro agende immutate nel team di gestione della Donau Assicurazioni affiancati da Harald Riener, responsabile Vendite e Marketing e Gerhard Breitlahner. La data effettiva della successione alla direzione generale non è stata ancora decisa.

I due dirigenti del board che lasciano il gruppo sono quelli che avevano deciso i recenti cambiamenti al vertice della rappresentanza italiana della compagnia Donau.

 

In arrivo la APP di Periti Auto

 mockup_2 Sono in fase avanzate le operazioni per diffondere la APP dei Periti Assicurativi. Conterrà la posizione sul territorio dei Periti Auto registrati che possono intervenire nell’immediatezza del sinistro per “cristallizzare” la situazione e la chiamata automatica di soccorso con l’invio del carro attrezzi o dell’ambulanza nel punto preciso in cui ce n’è bisogno rilevato in automatico dallo smartphone.

Ma vediamo nel dettaglio le funzionalità di questa nuova APP Android / Iphone.

In avvio l’app provvede subito a localizzare la persona, mostrando il livello di qualità di ricezione del segnale (Gps piu’ alto, Wifi medio, 3G meno preciso), anche con la precisione in metri con la quale si segnalerà la posizione dell’utente. Ci sono poi due pulsanti della stessa dimensione:

RICHIESTA INTERVENTO
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e  CHI SIAMO

premendo il pulsante “CHI SIAMO” si apre una pagina di spiegazioni sul servizio, chi ne e’ titolare, ed un disclaimer sulla privacy ed altre informazioni.

Premendo il pulsante dell’ intervento, viene richiesto all’utente se si tratta di sinistro o guasto. In caso di sinistro è data la possibilità, dopo la richiesta di soccorso se necessario, di aggiungere 4 foto georeferenziate ed inserire altre informazioni come ad esempio feriti, eventuali testimoni ecc ecc. e di chiedere se si desidera l’invio di un Perito Auto per “cristallizzare” il sinistro o semplicemente per un aiuto nella compilazione della CAI.

In caso di guasto si va direttamente all’invio di richiesta di soccorso.

La schermata della richiesta di soccorso richiederà :

nome e cognome della persona
targa del mezzo (pre-impostabili)

eventuali note descrittive (che vengono inviate al server per “apertura pratica”) ed un pulsante “invia segnalazione” alla pressione del quale è precompilato un sms da inviare ad un numero verde predefinito, con testo anch’esso predefinito, contenente i dati di localizzazione, nome cognome dell’utente e modello e targa del veicolo. Viene aggiunto anche il dato dell’ IMEI che identifica univocamente il telefonino.

In caso di sinistro, oltre all’ sms è previsto un invio al server delle foto, più i dati dell’utente, targa e tutti i dati inseriti dall’utente. In caso di mancanza di connettività, l’app sospende l’invio fino a che non sarà nuovamente disponibile una connessione ad internet.

E’ previsto, per semplificare la richiesta di soccorso in caso di emergenza,  il censimento della persona  che può inserire nome, cognome, targa del mezzo, da riproporre poi direttamente nella schermata di richiesta di soccorso.

mockup_1 Cari Colleghi Periti Auto, Investigatori, Accertatori, Ricostruttori, Avvocati, Periti R.E., Agenti di Assicurazione, Broker, Patrocinatori, Carrozzieri o di altre categorie legate al mondo dell’Infortunistica Stradale, se siete disponibili ad intervenire nell’immediatezza del sinistro per fare una rilevazione “light” (solo per sinistri senza feriti) con la compilazione della CAI, affrettatevi a registrarvi con gli orari e le zone di reperibilità e l’email, oltre al n° di telefonino ovviamente.

Scarica la App per Android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.peritiauto.app

registrazione periti periti auto

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L’ANEIS contro la scatola nera

L'ANEIS contro la scatola nera    L’ANEIS mette sotto accusa la scatola nera: “Ennesima trovata ai danni dei consumatori, violata la privacy e rischio contestazioni infondate”

L’ANEIS, l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, punta il dito contro la scatola nera, il dispositivo che le compagnie assicurative propongono di installare sulle auto degli assicurati (in cambio di sconti sul premio rc auto) per rilevare automaticamente i sinistri e prevenire eventuali truffe.
“Quella che apparentemente può sembrare un’iniziativa a favore dei consumatori, è in realtà l’ennesima trovata delle Assicurazioni – spiega Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – I dati raccolti, inviati via satellite a un database che li conserva, permetterebbe alle compagnie assicurative di controllare il comportamento degli automobilisti, ma non solo, anche i percorsi, le ore, le velocità ecc. violando così quel diritto alla privacy che tutti rivendichiamo. Non servirà assolutamente a scongiurare le truffe, visto che un semplice dosso rallentatore viene segnalato come un crash per cui basterà passare in velocità ed in forte frenata sopra un dosso per simulare una bel tamponamento, altro che scongiurare le truffe. Per la imprecisione dello strumento, poi, i dati raccolti non avranno alcuna utilità per la ricostruzione del sinistro. La posizione del veicolo viene rilevata con approssimazioni che vanno, secondo la bontà del segnale che arriva al satellite, da qualche metro a venti e più metri, e questo, se si pensa ad un incrocio, è addirittura fondamentale e non consente alcuna sicura valutazione. Un effetto sicuro la scatola nera sicuramente lo avrebbe ed è quello di sentirsi contestare eccessi di velocità in caso di sinistro, con il conseguente risparmio, ma solo per le compagnie, sull’importo del risarcimento. Tutto ciò per presunti “sconti” calcolati su premi di polizze liberi e non vincolati, e quindi di nessun valore, ben potendo la compagnia alzare a piacimento il costo iniziale della polizza per poi, operato il finto sconto, tornare al premio pieno normalmente praticato. Il tutto con piena pace delle associazioni dei consumatori che di questi argomenti ben poco ne sanno. Insomma, l’ennesimo sistema inventato dalle Assicurazioni per guadagnare in generale e risparmiare sui sinistri a danno degli automobilisti”.

Truffa alle assicurazioni auto a Roma: 27 persone indagate

Coinvolti anche un avvocato e 2 medici. Creavano falsi incidenti stradali per i rimborsi

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      INFOPHOTO<br />

Roma,  (TMNews) – Creavano falsi incidenti stradali mediante la presentazione di falsa documentazione medica a carico di infortunati ed inesistenti conducenti di autoveicoli, creando un vero e proprio raggiro a danno delle compagnie assicurative. E il meccanismo per indurre in errore le assicurazioni, prevedeva svariate richieste di rimborsi di piccole somme di denaro, proprio per evitare controlli accurati.

Ma i carabinieri della Stazione di Grottaferrata e agenti della Polizia Locale di Roma Capitale U.O. di P.G. presso le Procure della Repubblica hanno interrotto questa truffa alle assicurazioni che operavano nella capitale.

In totale sono 27 le persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni. A cinque persone, coloro i quali sono considerati i promotori dell’organizzazione, carabinieri e agenti hanno notificato misure cautelari, emesse dal Gip su richiesta della Procura di Roma. Si tratta di 2 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 ordinanze di sospensione dall’esercizio della professione per un avvocato e due medici (un medico legale ed un radiologo).

L’indagine, nata nell’anno 2011 in seguito alle denunce sporte da alcune compagnie assicurative ai Carabinieri ed alla Polizia Locale di Roma Capitale, ha permesso di individuare un’organizzazione criminale di professionisti (medici, avvocati e periti infortunistici) resisi responsabili della falsa certificazione di 27 sinistri stradali mai verificatisi, nonché della indebita percezione dei risarcimenti assicurativi.

L’illecita attività permetteva la riscossione del risarcimento prevalentemente di incidenti mai esistiti e, in alcuni casi, di incidenti realmente accaduti ma accompagnati dalla denuncia di lesioni false o da falsi referti medici.

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Sala Consilina, scoperta maxi truffa alle assicurazioni: 58 indagati

La guardia di Finanza di Sala Consilina ha scoperto una maxi truffa sulle assicurazioni rc auto sull’asse Vallo di Diano e provincia di Napoli. Le persone indagate sono 58, tra queste una donna di Sala Consilina che sarebbe considerata dagli inquirenti la mente della frode. La maggior parte delle persone coinvolte nell’indagine sono automobilisti residenti in provincia di Napoli, ma fra essi figurano anche diversi stranieri di origine cinese, indiana e romena così come accertato nel corso delle indagini che sono state coordinate dal magistrato Carlo Rinaldi, sostituto procuratore presso il tribunale di Lagonegro.

La truffa consisteva nell’accendere nuove polizze auto a favore di automobilisti consenzienti ai quali venivano applicate le tariffe della Basilicata anzichè quelle della Campania, e ciò attraverso la contraffazione di documenti. Si otteneva così un consistente risparmio sul premio assicurativo il cui importo, in alcuni casi, risultava essere tre volte minore rispetto alle tariffe vigenti in Campania. In Basilicata, infatti, i premi assicurativi sono molto bassi per la scarsa percentuale di sinistri che vi si registrano.  La mente della truffa lavorava quale sub agente presso un’agenzia assicurativa del Vallo di Diano, agenzia che, del tutto estranea ai fatti, una volta scoperto il raggiro, ha provveduto immediatamente a denunciarla.

©Riproduzione riservata

Truffa alle assicurazioni sulle supercar: arrestati a Milano ex primario e il figlio

Coinvolti Andrea De Amicis e il padre Aldo, rispettivamente nipote e cognato del presidente della Provincia, Podestà. Lamborghini e Bentley risultavano rubate, ma in realtà venivano rivendute all’estero wpid-424360_6647_big_Polstrada5.jpg

Il pezzo forte era una Bentley Continental, ufficialmente superaccessoriata. Assicurata ai Loyd’s di Londra per la bella cifra di 350mila euro. Uno delle 62 fuoriserie acquistate FRA il 2008 e il 2011 dalle società Cavallino Sport e Nuova Santa Valeria dell’imprenditore Andrea De Amicis, 42 anni, nipote del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà (estraneo a ogni accusa). De Amicis è rinchiuso in carcere al termine di un’operazione coordinata dal pm Mauro Clerici e condotta dagli investigatori della polizia stradale. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Le auto — si è scoperto grazie a una denuncia formalizzata dai Loyd’s — dopo l’acquisto e dopo aver ottenuto un contratto di leasing, sparivano con un furto simulato dai complici di De Amicis. Solo una tappa della destinazione finale: secondo l’accusa finivano per essere smerciate su mercati esteri. Un giro che sarebbe fruttato diversi milioni di euro a discapito di assicurazioni e società di leasing, secondo quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip Cristina Di Censo. Agli arresti domiciliari sono finiti anche l’avvocato Egidio Pastore, 78 anni, studio in via Caldare; la sua segretaria Anna Rita Greco e il padre di De Amicis, Aldo (che ha sposato la sorella di Podestà). De Amicis senior, oggi in pensione ma per anni primario del Fatebenefratelli in Ortopedia, è accusato di aver imposto ad alcuni medici del suo reparto le auto che vendeva il figlio. Apparivano come semplici intestatari di contratti che spesso non venivano nemmeno onorati. L’elenco di auto acquistate è impressionante. Porsche, Lamborghini Gallardo, Bmw X5, uno svariato numero di Bentley, versione extralusso. Acquistate, poi assicurate per cifre superiori al reale valore, «sovraffatturando il prezzo di vendita mediante l’indicazione di una falsa serie di optional e allestimenti non veritieri», avrebbero permesso a De Amicis e a Pastore di spartirsi poi il premio assicurativo e, con la complicità di alcuni indagati a piede libero, ottenere anche il prezzo di vendita all’estero. Gli arresti, leggendo l’ordinanza d’arresto, sembrano essere solo una tappa dell’indagine. Restano da scoprire anche i broker assicurativi che si sono prestati a sottoscrivere contratti di leasing palesemente gonfiati, ma anche l’iter seguito per l’immatricolazione al Pra (il registro automobilistico).

di EMILIO RANDACIO

BOLLETTINO IVASS DICEMBRE: SANZIONE DA 138.000 EURO (IN SOLIDO) PER ERGO ASSICURAZIONI

La compagnia del gruppo Munich Re è stata sanzionata in solido a seguito di accertamenti ispettivi presso il Centro Servizi liquidativo di Milano gestito in outsourcing

IVASS HPMancato rispetto, per sinistri del ramo r.c. auto con n. 29 posizioni di danno, dei termini per la formulazione dell’offerta di risarcimento al danneggiato ovvero per la comunicazione dei motivi di diniego della stessa“. E’ questa la motivazione contenuta nell’ordinanza n. 3456/13 del 23 dicembre che ha portato alla sanzione di 138.105 Euro per Ardemagni s.r.l. e, in solido, per Ergo Assicurazioni. Secondo quanto riporta il BollettinoIVASS di dicembre, l’Istituto ha disposto la sanzione a seguito di accertamenti ispettivi presso il Centro Servizi liquidativo di Milano di Ergo Assicurazioni, gestito in outsourcing da Ardemagni s.r.l..

Tra le altre sanzioni rilevanti a carico delle compagnie, 60.000 Euro di multa per Assicuratrice Milanese(Ordinanza n. 3290/13 dell’11 dicembre), Alleanza Toro (Ordinanza n. 3292/13 dell’11 dicembre) e Unipol Assicurazioni (Ordinanza n. 3451/13 del 23 dicembre); 53.333,33 Euro, ancora per Assicuratrice Milanese (Ordinanza n. 3349/13 del 16 dicembre); 50.000 Euro per Milano Assicurazioni (Ordinanza n. 3250/13 del 5 dicembre) e quattro sanzioni da 40.000 Euro: in due casi per Groupama Assicurazioni(Ordinanza n. 3218/13 del 3 dicembre e n. 3266/13 del 6 dicembre) e in altrettante fattispecie – Ordinanza n. 3336/13 del 12 dicembre e n. 3377/13 del 17 dicembre – nuovamente per Unipol Assicurazioni.

Intermedia Channel

Auto italiane immatricolate in Ticino: Un “trucchetto” che può danneggiare gli assicurati svizzeri

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Recentemente, nel nord Italia vi è stato un aumento di incidenti che hanno coinvolto automobilisti residenti nella Penisola, ma i cui veicoli erano stati comperati ed immatricolati in Ticino. I conducenti avevano contratto un’assicurazione RC e kasko presso compagnie svizzere. Questa pratica, illegale in Italia, potrebbe a termine danneggiare gli assicurati indigeni.

«In Svizzera chiunque può comperare e targare un veicolo senza essere necessariamente in possesso di una patente di guida», spiega Jeanine Hoppe, responsabile della comunicazione presso la Basilese Assicurazioni. «Nei casi che ci riguardano e che toccano il Ticino, la sezione della circolazione non è quindi in grado di verificare se il proprietario di un veicolo da immatricolare possiede o meno una patente svizzera».

«Chiunque è in grado di fornire un indirizzo valido in Ticino, ad esempio tramite un prestanome o una società a garanzia limitata, e che desidera acquistare una vettura in Svizzera, può ottenere un permesso di circolazione. Basta presentare un attestato assicurativo», aggiunge Jeanine Hoppe. «Una volta immatricolata in Ticino, l’automobile può facilmente essere utilizzata anche da una persona residente in Italia».

Premi più elevati d’Europa

Stando a Jeanine Hoppe, il fenomeno è ancora marginale, anche se non deve essere sottovalutato. «L’automobilista italiano ha un doppio vantaggio a comperare e targare un’auto in Ticino: un risparmio finanziario all’acquisto – l’IVA in Svizzera è dell’8% contro il 20% in Italia – e uno sui premi assicurativi di responsabilità civile (RC) e kasko, soprattutto sulla garanzia furto del veicolo».

Stando ai dati pubblicati dall’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici (ANIA), i premi RC applicati in Italia sono i più alti d’Europa. La media è di 491 euro contro 278 negli altri paesi dell’Unione europea. In Svizzera, un premio annuo RC per una macchina di media cilindrata varia tra i 290 e i 470 franchi, tra 240 e 396 euro, senza tener conto di eventuali bonus.

Questa differenza, spiega l’ANIA, è legata a un numero maggiore di incidenti e a un carico fiscale più alto. Inoltre, il gran numero di furti registrati oltreconfine fa lievitare i premi dell’assicurazione kasko. Detto ciò, in Italia gli indennizzi in caso di morte sono quattro volte superiori rispetto ad altri paesi europei (in media 649mila euro contro 138mila euro).

Tenuto conto di queste differenze e delle riduzioni praticate dalle compagnie svizzere in caso di assenza di sinistri (fino a 70% del premio di base), un automobilista italiano ha un buon margine di risparmio se compra e targa il suo veicolo in Ticino. Una pratica che però, se si dovesse estendere, potrebbe ripercuotersi sugli assicurati svizzeri.

Non solo il numero di sinistri è più alto in Italia, ma anche le fatture ad essi correlati, sottolinea Jeanine Hoppe. «Va quindi da sé che se queste spese devono essere coperte da una compagnia svizzera, a lungo andare possono danneggiare i nostri assicurati».

Pratiche illegali che possono costare caro

Di recente, alcuni avvisi di sinistri hanno fatto nascere qualche sospetto negli uffici della Basilese. «È importante ricordare che questa pratica è illegale in Italia. Un automobilista può essere accusato di frode fiscale e rischia sanzioni che possono andare fino al sequestro del veicolo» precisa Hoppe. «Da parte nostra, se scopriamo casi simili ci riserviamo il diritto di rifiutare la copertura casco e di studiare la possibilità di ricorrere per quanto riguarda l’RC».

Dal canto suo, il vice responsabile della sezione della circolazione del canton Ticino, Aldo Barboni, sottolinea che le autorità non sono in grado di controllare dove risiede effettivamente il proprietario di un’automobile. «Rilasciamo il numero di immatricolazione a condizione che i documenti presentati, ovvero l’effettivo indirizzo in Svizzera, siano validi».

«Le compagnie assicuratrici con sede in Ticino dovrebbero avvisarci in caso di dubbio, affinché il nostro ufficio possa fare delle verifiche più approfondite. La nostra regola è quella di rifiutare una richiesta di immatricolazione se non ci sembra chiara», aggiunge Aldo Barboni.

Le altre compagnie sanno

Cosa ne è delle altre assicurazioni? Swissinfo.ch ha tastato il terreno presso le principali compagnie attive in Ticino.

Luigi Colletti, responsabile del servizio interno della Nationale Suisse, ammette di averne sentito parlare: «La nostra compagnia non è ancora stata confrontata con casi di questo tipo. Ma non escludo che ciò possa avvenire, in caso di verifiche più approfondite. Ad ogni modo ci riserviamo il diritto di rifiutare un contratto assicurativo se sospettiamo che dietro ci sia qualcosa di losco».

Anche la Zurich e la Vaudoise per ora non hanno registrato problemi di questo tipo. L’addetto stampa di quest’ultima, Marc Bachmann, sottolinea inoltre che tali pratiche sono sconosciute in Svizzera romanda perché i premi in vigore in Francia sono molto più bassi di quelli italiani (324 euro annui contro 492).

Dal canto suo, l’Axa Winterthur dichiara di intervenire unicamente quando i clienti sono in grado di provare che risiedono davvero in Svizzera: «Se scopriamo che qualcuno ci ha fornito dati fasulli, abbiamo la possibilità di annullare il contratto», precisa Marc Hauser, portavoce del gruppo.

«Sappiamo che esistono raggiri di questo tipo, ma per ora il nostro ufficio sinistri esteri non ci ha ancora segnalato nulla di sospetto. In futuro potremmo però intensificare i controlli», afferma Franco Albisetti, della Generali Assicurazioni. «Ci è capitato di indagare su incidenti occorsi in Italia con auto professionali immatricolate in Ticino e guidate da conducenti residenti oltrefrontiera. Tuttavia, in questi casi si trattava davvero di macchine di servizio messe a disposizione degli impiegati dalle singole ditte».

Autore: Gemma d’Urso – Swissinfo.ch (Articolo originale)

Auto senza assicurazione. Dal 15 febbraio controlli a tappeto

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Giorni contati per i furbetti dell’Rc auto. Tra poco più di due settimane, infatti, i numeri di targa di tutti i veicoli privi di copertura assicurativa saranno nella piena, costante e aggiornata disponibilità delle forze di polizia. Lo ha annunciato oggi a Roma, a margine della presentazione della “Fabbrica delle patenti”, il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Erasmo D’Angelis. Dati incrociati. Dal 15 febbraio l’archivio informatico della Motorizzazione civile, grazie all’incrocio di tutti i dati in possesso del ministero dell Infrastrutture (immatricolato e revisioni) e delle compagnie assicurative, fornirà in tempo reale al ministero dell’Interno e alle Forze dell’ordine, nazionali e locali, i numeri di targa e i nomi degli intestatari di tutte le auto prive di copertura assicurativa che poi potranno essere controllate e sanzionate utilizzando anche i varchi Ztl, i portali autostradali del Tutor e, ovviamente, le pattuglie su strada. “Senza accanimento vessatorio – ha spiegato D’Angelis – verrà comunicato ai cittadini interessati che entro 15 giorni dovranno rimediare pena il pagamento di sanzioni che vanno da un minimo di 841 euro a un massimo di 3.366 euro fino al sequestro dell’auto. Basterà la documentazione fotografica”. Quasi 4 milioni senza assicurazione. “In Italia – ha ricordato il sottosegretario con delega alla Motorizzazione civile e alla sicurezza stradale – dieci auto su cento stanno circolando senza assicurazione, ben 3,8 milioni di veicoli su un parco di 37. Una cifra impressionante che ci consegna il record negativo europeo in materia di infrazioni e irregolarità. I proprietari di veicoli non assicurati – ha sottolineato – creano problemi enormi a migliaia di italiani onesti per l’impossibilità di risarcimento dei danni nei contenziosi post incidenti stradali, anche in presenza di lesioni gravi a passeggeri (nel 2012 sono stati 186.726 gli incidenti stradali con 264.716 feriti e 3653 morti). Era per noi un obbligo morale prima che politico fare un salto di qualità per aumentare la capacità di contrasto alle frodi assicurative perché penalizzano tanti italiani che rispettano le leggi e le regole. In questi mesi – ha proseguito il sottosegretario – grazie al lavoro della direzione della Motorizzazione Civile guidata da Maurizio Vitelli, senza costi aggiuntivi abbiamo creato la piattaforma tecnologica più avanzata d’Europa che modifica radicalmente il sistema degli accertamenti”.
da Roma, Mario Rossi
http://mobile.quattroruote.it/

ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Truffa alle assicurazioni, in 61 rinviati a giudizio

I carabinieri di Novi hanno portato alla luce la frode, denominandola “Operazione Photoscape”. Secondo gli inquirenti, il titolare di una carrozzeria di Basaluzzo, avrebbe alterato l’entità dei danni sui veicoli protagonisti di incidenti stradali ritoccandone le foto, per ottenere così risarcimenti gonfiati

NOVI LIGURE – La procura di Alessandria ha chiesto il rinvio a giudizio per 61 persone: si tratta di 54 automobilisti residenti in Novi e nel novese e di altre 7 persone, che sarebbero a vario titolo coinvolte in una ingegnosa truffa ai danni di numerose compagnie di assicurazioni.I carabinieri di Novi, che hanno portato alla luce la frode, l’hanno chiamata “Operazione Photoscape”: secondo gli inquirenti, Paolo Severino Pesce, titolare della carrozzeria “Progetto” di Basaluzzo, con la complicità di alcuni periti assicurativi, avrebbe alterato l’entità dei danni sui veicoli protagonisti di incidenti stradali attraverso un programma di fotoritocco, per ottenere così risarcimenti gonfiati dalle agenzie assicurative, con valori anche triplicati rispetto al dovuto.Il principale accusato è Pesce, che avrebbe già ammesso le proprie responsabilità: per cercare di rientrare degli ingenti investimenti effettuati nella propria azienda, a un certo punto avrebbe deciso di utilizzare sistemi irregolari. Nei guai con lui sono finiti anche due dipendenti della carrozzeria “Progetto”: Anna Maria Impronta, 56 anni, di Novi, e Davide Santacesaria, 33 anni, di Quargnento. E poi quattro periti assicurativi: Gianfranco Tromba (74 anni) e Sergio Caraturo (62 anni) di Novi, Stefano Bisoglio (46 anni) di Alessandria e Pietro Milanesi (60 anni) di Volpedo. Infine 54 automobilisti, che sarebbero stati partecipi dell’attività illegale. Il danno economico della frode si aggirerebbe intorno ai 120 mila euro. Le compagnie assicurative vittime della frode sono Allianz, Axa, Hdi, Generali, Unipol e Itas Mutua.
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Roma, l’ex perito che truffava l’assicurazione con falsi incidenti

 ROMA – Truffavano l’assicurazione con falsi incidenti stradali. A capo dell’organizzazione che aveva la sua base operativa in un appartamento al Tuscolano, ci sarebbe stato, come riporta il Messaggero, Fabio Casale, 47 anni, di professione imprenditore ed ex perito assicurativo ora impegnato con alcune società di sua proprietà nello smaltimento di rifiuti speciali.

Complessivamente, secondo l’accusa, il sistema avrebbe fruttato loro almeno 300mila euro quasi tutti ai danni dell’assicuazione Uniqa di Udine.

Coinvolti anche la moglie e la sorella, una impiegata e la madre di quest’ultima oltre ad altre persone. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Filippi, si è protratta per oltre un anno di investigazioni, coordinata dal Sost. Proc. Dott.ssa P. Filippi, ed ha sgominato una associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno delle assicurazioni, ed particolare in danno della società Uniqa spa, con sede in Udine. Le indagini che si sono avvalse anche do accertamenti bancari e perquisizioni, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 40 persone, coinvolte a vario titolo. La documentazione sequestrata, comprende dati, sempre relativi a sinistri stradali, che attualmente sono al vaglio degli investigatori.

Dal 2010 il gruppo, con base operativa in zona Tuscolano a Roma, aveva organizzato una serie di incidenti stradali falsi, allegando alle richieste di risarcimento documentazione artefatta, come moduli di contestazione amichevole sinistri, documentazione medica e fatture di carrozzerie. Per non presentarsi dai periti della controparte assicurativa, inoltre, più di una volta avevano denunciato il furto delle loro autovetture.

L’attività ha portato all’esecuzione, da parte dei carabinieri, di cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale, di cui uno alla custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico, per tutti coinvolti. Restano indagate altre 40 persone. Altri incidenti stradali sono al vaglio degli inquirenti.

Riforma Rc auto: protesta carrozzieri a Roma il 15 gennaio

Per protestare contro la riforma assicurativa, Federcarrozzieri si mobilita. E svela a SicurAUTO.it una ricetta vincente per la Rca

 
carrozziere

Chi ha seguito SicurAUTO.it negli scorsi mesi, lo sa bene: il settore Rca sta per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia, uno dei più tenaci oppositori (così come lo fu, con successo, contro l’Esecutivo Monti), è Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Che giudica “terribilmente negativa per automobilisti e riparatori la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento“. Stando a Galli, “il decreto mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente“.

DUE STRADE, UN OBIETTIVO – Il primo punto che Galli contesta è la Rca che prevede il risarcimento in forma specifica. L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l’Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell’8%. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca. “Con la conseguenza – denuncia Galli – che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla“. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada“, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Per presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; e per organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

QUALI SOLUZIONI, ALLORA? – Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, perché spesso è facile criticare e distruggere, senza essere propositivi: abbiamo allora chiesto a Galli qualcosa di più sul settore Rca.

C’è già spazio per un forte calo delle tariffe?
Certo. Mi baso su due dati. Il primo è un dato statistico dell’Istat: nel 2012, si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Il secondo aspetto è che il parco circolante sta drammaticamente invecchiando: questo offre alla Compagnia la possibilità di risarcire poco. In funzione del valore della macchina: se questa costa meno, anche il rimborso è inferiore. Quelle poche vetture nuove sono tecnologicamente molto sicure, così anche i feriti sono diminuiti. Tutto questo è già più che sufficiente per far calare notevolmente il costo di una polizza. Eppure il premier Letta ha dato l’ok al decreto Destinazione Italia. Perché? Per fare un favore all’Ania, visto che la riforma Rca rispecchia le posizioni della Confindustria delle Assicurazioni“.

Ok, ma avete anche una vostra ricetta per migliorare il settore Rca, e per favorire la competitività e la trasparenza nell’àmbito riparazione auto?
Sì. Serve trasparenza con il consumatore, con l’assicuratore. L’idea è semplice: in caso di riparazione, si deve creare una cartella di rete o icloud dove inserire tutta la documentazione fruibile da tutti gli attori. Foto del danno e delle fasi della riparazione certificate e non alterabili, bolla di acquisto dei ricambi, cessione di credito, foglio firmato di noleggio, fattura analitica della riparazione, misurazione assetto pre e post, misurazione telaio pre e post, constatazione amichevole, libretto, polizza“.

Perché, a che serve?
A mettere a conoscenza tutti su tutto, senza segreti e senza inganni. La cartella rimane attiva per sempre e funge da carta d’identità della vettura: si evita l’esborso del danno più volte con una sola riparazione. La stessa cartella andrebbe creata dal carrozziere specialista anche nei casi di non riparazione e di riparazione in economia, per due motivi. Uno, per evitare che il danneggiato richieda di nuovo un risarcimento sullo stesso danno non riparato. Due, per rimettere in sicurezza vetture che normalmente non vengono riparate, ma che sono insicure per chi le guida e per chi le incontra in strada, aumentando l’esborso di danni fisici“.

di E.B.

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http://www.sicurauto.it/news/riforma-rc-auto-protesta-carrozzieri-a-roma-il-15-gennaio.html

Forma specifica, cessione del credito, scatola nera: ecco cosa prevede la bozza dell’art 8 della riforma Rc auto

Forma specifica, cessione del credito, scatola nera: ecco cosa prevede la bozza dell'art 8 della riforma Rc auto

Riportiamo i punti fondamentali contenuti nella bozza dell’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” che è entrato oggi al Consiglio dei Ministri per essere approvato
Riportiamo i principali punti sul risarcimento in “forma specifica”, sulla “cessione del credito” e sulla “scatola nera” contenuti nella bozza dell’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” approvato oggi.

Risarcimento in forma specifica

In alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle imprese di assicurazione, in assenza di responsabilità concorsuale, risarcire in forma specifica danni a cose, fornendo idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. L’impresa di assicurazione che intende avvalersi della facoltà di cui al primo periodo comunica all’IVASS entro il 20 dicembre di ogni anno e, per l’anno 2014, entro il 30 gennaio, l’entità della riduzione del premio prevista, in sede di prima applicazione, in misura non inferiore al cinque per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.

Nei casi di cui al presente articolo il danneggiato, anche se diverso dall’assicurato, può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica da parte dell’impresa convenzionata con l’impresa di assicurazione, individuandone una diversa; la somma corrisposta a titolo di risarcimento, che non può comunque superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell’ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari

Divieto di cessione del diritto al risarcimento
 L’impresa di assicurazione ha la facoltà di prevedere, in deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo I, capo V, del codice civile, all’atto della stipula del contratto di assicurazione e in occasione delle scadenze successive, che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell’assicuratore tenuto al risarcimento. Nei casi di cui al presente articolo, l’impresa di assicurazione applica, in sede di prima applicazione, una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al quattro per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.

Scatola nera
Se l’assicurato acconsente all’installazione dei meccanismi di cui al quarto periodo, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono a carico dell’impresa che deve applicare, all’atto della stipulazione del contratto, una riduzione significativa del premio rispetto ai premi stabiliti ai sensi del primo periodo, non inferiore al 7%


Per completezza riportiamo integralmente qui sotto tutto il testo  13-12-13-art-8-dl-sviluppo-su-r-c-auto

http://www.carrozzeria.it/News-Carrozzeria/Attualita/Forma-specifica,-cessione-del-credito,-scatola-nera–ecco-cosa-prevede-l-art-8-della-riforma-Rc-auto_20131213.aspx