RcAuto, le statistiche Ania parlano di una costante contrazione della frequenza dei sinistri.

Immagine     MILANO – L’Ania ha fornito i dati riferiti agli indicatori tecnici nel Ramo RcAuto 2014. Ventotto le Compagnie interessate alla rilevazione (86% del totale raccolta premi), 33 milioni gli assicurati e 1,8 milioni i sinistri. Secondo l’Associazione delle Imprese, la frequenza dei sinistri accaduti (escludendo quelli che vengono denunciati tardivamente) sul totale dei veicoli mostra nel 2014 (e per il quinto anno consecutivo, ndr) una contrazione, con un dato pari a 5,48% (contro il 5,62% del 2013). Il costo medio dei sinistri verificati e liquidati nel 2014 (cosiddetti “sinistri gestiti di generazione corrente”) – rileva l’Ania – è stato pari a € 1.719, sostanzialmente stabile rispetto al 2013 e al 2012. L’andamento tecnico del Ramo RcAuto, pertanto, si conferma positivo.

“Gli Agenti devono attrezzarsi per mantenere un’alta fidelizzazione della clientela – ha sottolineato Claudio Demozzi, Presidente Nazionale SNA – indipendentemente dalla politica commerciale della singola Compagnia rappresentata. E questo per poter rimanere centrali nella distribuzione assicurativa”.
Luigi Giorgetti 

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Riduzione dei sinistri in taxi: Fondazione Ania introduce Roadscan

Come migliorare la sicurezza stradale e ridurre il prezzo delle assicurazioni taxi? Fondazione Ania ha presentato un nuovo progetto che prevede l’installazione a bordo dei taxi di Roadscan, una telecamera dotata di accelerometro e localizzatore Gps in grado i monitorare quanto accade durante la guida. La riduzione dei sinistri è il primo obiettivo della fondazione, e la sperimentazione dei dispositivi, iniziata nel 2014 ha già dato i suoi frutti.

Assicurazioni taxi. Introdotte telecamere a bordo per monitorare la guida

Dal 2014 200 vetture appartenenti alla Cooperativa Taxi di Milano sono state coinvolte in un progetto di Fondazione Ania, mirato a ridurre i sinistri stradali e ad abbassare il costo delle assicurazioni taxi. L’iniziativa pilota, che ha già riscosso un discreto successo, prevede l’installazione di dispositivi intelligenti a bordo dei veicoli, capaci di registrare informazioni molto importanti pur nel rispetto dellaprivacy.

Le telecamere utilizzate per il progetto si chiamano Roadscan e permettono di monitorare la guida e di registrare cosa accade durante i tragitti percorsi dai taxi. Le Roadscan sono dotate di accelerometroe Gps e diventano veri e propri testimoni delle modalità di accadimento dei sinistri. Il progetto diFondazione Ania rientra nella vasta gamma di iniziative portate avanti dalle assicurazioni per migliorare la sicurezza stradale e ridurre i sinistri in Italia.

Come anche il progetto Roadscan dimostra, l’utilizzo di dispositivi come le scatole nere, permette dirisparmiare sull’Rc auto. Inoltre, in base alle norme introdotte dal Ddl Concorrenza, le assicurazionisaranno obbligate a praticare sconti consistenti nei confronti degli automobilisti che acconsentiranno all’installazione di tecnologie per il controllo del comportamento alla guida.

Come la pensa Focarelli, direttore generale ANIA

Focarelli direttore ANIA Riportiamo alcune dichiarazioni che il direttore generale dell’ANIA ha fatto al Sole 24 ore in merito ai provvedimenti previsti dal concorrenza, dei quali sembra molto soddisfatto (a differenza dei carrozzieri)

Riportiamo alcune delle dichiarazioni del direttore generale dell’ANIA Dario Focarelli a Il Sole 24 ore.
Secondo il segretario, le scelte del Ddl Concorrenza “rappresentano un primo passo nella giusta direzione: sono misure che incrementano ulteriormente la trasparenza e, per questa via, la concorrenza fra le imprese. Inoltre, introducono meccanismi per ridurre il fenomeno delle frodi alle assicurazioni. Si tratta di interventi significativi che, qualora approvati, potrebbero avere effetti positivi sul mercato della Rc auto”.

«Obiettivo del mercato assicurativo – dice Focarelli al Sole 24 Ore – è avere un sistema efficiente che offra agli assicurati prezzi sempre più contenuti. Negli ultimi due anni le tariffe Rc auto italiane sono diminuite del 10% per l’effetto della crisi (che ha ridotto l’uso dei veicoli e, di conseguenza, il numero di incidenti stradali) e per la drastica riduzione delle richieste di risarcimento seguita all’entrata in vigore della norma che ha reso più rigorosi gli accertamenti clinici in caso di danni lievi alla persona”

In merito agli sconti previsti dal ddl per chi accetterà di installare la scatola nera e riparare l’auto presso carrozzerie convenzionate, Focarelli commenta: “Il Ddl prevede l’applicazione di sconti per gli assicurati che accettano l’ispezione preventiva del proprio veicolo, per chi istalla la scatola nera o apparecchi per prevenire la guida sotto effetto di alcol, per chi fa riparare il veicolo presso carrozzerie convenzionate con le imprese e per chi rinuncia parzialmente alla cessione del credito. Le imprese hanno la facoltà di proporre queste clausole. Se decidono di farlo, sono tenute a comunicare l’offerta e lo sconto obbligatorio associato ad ognuna di esse. È un sistema estremamente equilibrato perché lascia agli assicurati la libertà di valutare le singole proposte e di scegliere l’offerta più conveniente”.

Per quanto riguarda i risarcimenti, «l’adozione di tabelle per la valutazione del danno non patrimoniale in caso di danni gravi alla persona è prevista dal Testo unico delle assicurazioni dal 2005. Se venissero approvate sarebbero garantite uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale e certezze per i danneggiati. Noi chiediamo che venga approvato un sistema di risarcimento maggiormente in linea con quelli adottati negli altri Paesi europei, così da poter adeguare i prezzi italiani al resto d’Europa»

Giudizio positivo anche sulla scatola nera: “è una disposizione sicuramente positiva. Le imprese da oltre dieci anni utilizzano questa tecnologia per fornire sia servizi Rc auto, quali la ricostruzione del crash a fini antifrode e la personalizzazione delle tariffe, sia altri servizi assicurativi come l’assistenza stradale, il ritrovamento dei veicoli in caso di furto, l’infomobilità e il driver coaching (istruttore virtuale di guida)»

Carrozzeria.it

L’ANIA (non) ha sempre ragione

Un intervento di dottrina legale critica il parere CONSAP sull’interpretazione dell’art 156/2 del Codice delle Assicurazioni

Dall’Archivio Giuridico della Circolazione e dei Sinistri Stradali un intervento di dottrina legale critica il parere CONSAP sull’interpretazione dell’art 156/2 del Codice delle Assicurazioni, relativo all’accertamento e stima dei danni, che risulta appiattito sulle richieste di ANIA che richiedeva il parere stesso. Le argomentazioni giuridiche proposte coincidono con gli analoghi riferimenti indicati da AICIS nella richiesta di rettifica a CONSAP. Ora l’intervento viene inviato a Consap ed ANIA e viene diffuso al mercato assicurativo. Se l’articolo di ogni legge, in Italia, è soggetto a varie interpretazioni, come espresso nella comunicazione a CONSAP, risulta quantomeno singolare che “l’Ente Esponenziale” esprima giudizi che possano pregiudicare il loro operare, mentre tace sugli interventi che le compagnie assicutrative attuano per condizionare l’operato del Perito che vuole applicare la tecnica con scienza e coscienza, secondo i principi di conformità alle regole del costruttore e nel rispetto del codice etico professionale.

Leggi l’intervento: Fonte: Esercizio diretto dell’attività peritale da parte di imprese assicurative: riflessioni a margine dell’art. 156 comma 2, Cod. Ass.Archivio giuridico della circolazione e dei sinistri stradali – Anno 2014 – Ed. La Tribuna

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Arriva il “negoziatore”

928e7572-3fb1-4cd3-ab73-ea9a4bf4e489_290_120 La figura del negoziatore, intodotto dal decreto 132, si interporrà tra la compagnia assicuratrice e l’automobilista nel caso in cui sorgano controversie

Una delle novità in campo Rca, presente nel decreto 132 convertito con Legge n. 162/2014 del 10 novembre, è quella del “negoziatore”.

La figura del negoziatore si interporrà tra la compagnia assicuratrice e l’automobilista nel caso in cui sorgano delle controversie sull’indennizzo dopo che si è verificato un sinistro. Si tratta di un avvocato super partes che si occupa di studiare la pratica facilitando l’iter del sinistro e assicurando maggiore velocità nei pagamenti.
La negoziazione assistita viene descritta nel Decreto Legge n. 132/2014 come quella procedura mediante la quale assicurazione e assicurato converranno di operare per risolvere in via amichevole la controversia relativa ad un sinistro in ordine al risarcimento Rc auto, tramite l’assistenza di avvocati.
La negoziazione assistita sarà gestita da un avvocato che cercherà una soluzione che possa accontentare entrambe le parti. La negoziazione assistita sarà obbligatoria per l’assicurato: chi non si presenta alla negoziazione, o dichiara espressamente di non volerla effettuare, potrebbe avere pesanti risvolti a suo sfavore nel giudizio civile per il risarcimento del danno. Esiste già tra l’altro un tipo di negoziazione facoltativa, da effettuare tramite l’Ivass: il rischio è di avere troppe norme per lo stesso problema.

I carrozzieri di CNA, Confartigianato e Casartigiani a Roma per presentare la loro proposta di legge

I carrozzieri di CNA, Confartigianato e Casartigiani a Roma per presentare la loro proposta di legge

02/10/2014 | I Carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani hanno presentato a Roma una proposta di legge per modificare le norme in materia di Rc auto. Ecco i punti principali

Carrozzieri da tutta Italia si sono ritrovati a Roma  per presentare la proposta di legge unitaria per la modifica delle norme in materia di Rc Auto.

Negli ultimi 10 anni, tra marzo 2004 e marzo 2014, in Italia, i prezzi delle assicurazioni sui mezzi di trasporto sono aumentati del 27,9%, più del doppio rispetto al 13,6% di aumento medio registrato in Europa. Per i tedeschi i rincari si sono fermati all’8% e addirittura i francesi hanno speso soltanto il 6,6% in più. A denunciare la corsa delle tariffe Rc auto sono i Carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani che a nome delle 18.672 imprese artigiane di carrozzeria attive in Italia, hanno presentato a Roma una proposta di legge per modificare lenorme in materia di Rc auto contenute nel Codice delle assicurazioni private.

“In questi anni – hanno sottolineato i Presidenti delle tre Associazioni, Franco Mingozzi (Cna Autoriparazione), Silvano Fogarollo (Carrozzieri Confartigianato), Mario Coltelli (Casartigiani Autoriparazione) – si sono susseguiti tentativi di introdurre norme in materia di Rc auto che avrebbero leso i diritti dei consumatori e alterato le regole della libera concorrenza nel settore dell’autoriparazione. E’ ora di cambiare per ristabilire, una volta per tutte, corretti rapporti tra cittadini, assicurazioni, imprese di riparazione. Chiediamo regole chiare per raggiungere una serie di obiettivi: abbassare le tariffe Rc auto, garantire ai consumatori il diritto di scegliere il carrozziere di fiduciaper la riparazione dei danni, assicurare libertà di concorrenza nel mercato della riparazione, tutelare la qualità delle riparazioni e la sicurezza della circolazione stradale”.

Nel dettaglio, la proposta di legge di cui i Carrozzieri sollecitano la presentazione in Parlamento è composta da5 articoli che puntano a riequilibrare il rapporto tra consumatori, assicurazioni, carrozzieri. Un rapporto oggi fortemente sbilanciato a vantaggio delle Compagnie di assicurazione.

Le Associazioni dei Carrozzieri chiedono quindi che, in caso di incidente, l’assicurato sia libero di scegliere la carrozzeria cui affidare la riparazione che deve essere eseguita nel rispetto della conformità con gli standard dei costruttori. Se l’incidente ha compromesso la sicurezza del veicolo, i carrozzieri chiedono che sia prevista la revisione dell’auto riparata.

Altro punto della proposta di legge riguarda l’obbligo della fatturazione di tutti gli interventi riparativi. La fattura deve essere analitica e deve specificare tempi e modalità di riparazione e ricambi utilizzati, anche al fine di poter ‘tracciare’ l’intervento per combattere le frodi assicurative.

Inoltre, nella proposta di legge si prevede l’utilizzo pieno della cessione del credito, inteso quale diritto e opportunità previsti dalle leggi vigenti. Con la cessione del credito si permette, inoltre, all’automobilista di ricevere la riparazione in forma specifica, recandosi presso la carrozzeria che ha scelto liberamente, senza esborso anticipato di danaro.

Per difendere la concorrenza nel mercato dell’autoriparazione, le norme sollecitate dalle Associazioni dei Carrozzieri prevedono che non sia concesso alcun vantaggio alle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni né prevista alcuna penalizzazione per i carrozzieri indipendenti.

E, ancora, gli automobilisti dovranno ricevere il risarcimento integrale dei danni subiti, compresi i servizi aggiuntivi e complementari della riparazione quali, ad esempio, il soccorso stradale e l’auto di cortesia durante il periodo della riparazione.

La proposta di legge prevede altresì l’abrogazione della disciplina del risarcimento diretto e del suo Regolamento, in coerenza con la sentenza della Corte costituzionale n° 180/2009 che ne ha decretato la facoltatività e anche in considerazione del suo fallimento in termini di riduzione dei premi assicurativi. Infine, le Associazioni dei Carrozzieri chiedono che sia garantita la terzietà e indipendenza del perito assicurativo.

Incidenti stradali in calo: quale conseguenza per le Rc auto?

L’ANIA, Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici, ha diffuso un report tramite il quale viene fotografata la situazione degli incidenti stradali in Italia e del loro costo medio di risarcimento: in questo modo si mira a stabilire quanto i sinistri stradali vadano effettivamente a ripercuotersi sulla determinazione dell’assicurazione auto.

Two Vehicle accident at a busy intersection

Secondo l’analisi in questione, nel corso del 2013 sono accaduti 2.139.311 incidenti con una diminuzione del 7.1% rispetto all’anno precedente nell’ambito del quale si sono verificati 2.302.570 sinistri. Il costo medio dei sinistri, risultato del rapporto tra il costo totale degli incidenti e il numero degli eventi avvenuti, parla di una cifra che per il 2013 è stata di 4.597 euro: +2.3% rispetto ai 4.495 euro del 2012. Ad influenzare questo dato sono stati i danni alle persone che sono aumentati dai 14.804 euro del 2012 ai 15.766 euro del 2013 (+6.5%), mentre i danni alle cose sono rimasti piuttosto stabili (1.899 nel 2012, 1.908 nel 2013). Anche il numero generale di sinistri ha segnato un decremento attestandosi su quota 19.3%, quando invece i sinistri di lieve entità nel 2012 erano stimati nella misura del 20.1%.

Questa situazione generale ha perciò contribuito a ridurre il costo finale della RCauto nella misura media del 4.7%. Tuttavia rimane ancora immutata (e irrisolta) quella situazione per la quale una Rc auto stipulata in determinate città viene a costare talvolta anche il doppio o il triplo di altri comuni. E’ questo quanto accade a Napoli, città con l’assicurazione auto più cara d’Italia probabilmente dovuta al fatto che qui, la frequenza dei sinistri è del 60% più elevata della media nazionale. Se la cavano meglio le città del Nord Est dove la frequenza incidenti è ridotta al minimo, con particolare riferimento alla città di Rovigo che ad oggi è quella meno incidentata d’Italia (3.66%) e che viene seguita da alcune province del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

Al di là di questa analisi resta il fatto che stipulare un’assicurazione autooggi, rispetto a ieri, può persino divenire motivo di risparmio. Probabilmente motivate da una crisi economica che sta riducendo di molto le possibilità di spesa delle famiglia nonché limitando al massimo le opportunità di acquistare un’auto, le imprese assicuratrici stanno via via proponendo pacchetti mirati e promozioni varie mirate a ridurre il peso di una polizza.

Purtroppo la situazione generale continua a rimanere critica, tant’è che le stesse compagnie di assicurazione si vedono costrette a reinventarsi in una chiave più economica e rispondente alle necessità imperanti.

B&T News

Incidenti col trucco, c’è il giro di vite

L’Ania: in Umbria un sinistro su dieci è “fasullo”, via alle verifiche

 PERUGIA – Incidenti sospetti? Le compagnie assicurative vogliono vederci chiaro e incrementano le attività di controllo.

È la risposta allo spinoso fenomeno delle truffe assicurative rc auto, spesso semplici raggiri realizzati nei confronti delle imprese di assicurazioni – sia durante l’iter contrattuale sia nella fase di gestione del sinistro – che generano danni economici alle imprese stesse. A livello nazionale – l’ultimo dato disponibile risale al 2012 – il 14,1% dei sinistri denunciati è esposto a rischio frode. In Umbria tale percentuale scende al 10%, la più bassa tra le regioni del Centro, dove l’incidenza media è del 13,1%, con le Marche che raggiungono la quota più elevata (16,8%) seguite da Lazio (13,4%) e Toscana (11,4%).

Ma l’Umbria è la regione del Centro Nord in cui si è dato maggior seguito ad ulteriori accertamenti in casi sospetti, proprio per contrastare i comportamenti fraudolenti nel ramo rc auto. Dai dati raccolti dall’Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici) pubblicati in questi giorni, infatti, risulta che nella nostra regione il 36% di tutti questi sinistri a rischio frode sono stati soggetti ad approfondimento, contro una media che si ferma al 23,6% nell’Italia settentrionale e al 30,6% in quella centrale. Il dato medio nazionale sale, invece, sale a quota 32,6%, in quanto risente dell’alta incidenza dei sinistri a rischio frode dell’Italia Meridionale, dove quasi un quarto dei sinistri denunciati è risultato sospetto contro il 10,8% dell’Italia settentrionale, l’area del Paese in cui si registrano in percentuale meno incidenti a rischio frode.

Eppure circa la metà dei sinistri denunciati si sono verificati proprio al Nord, il 22,5% nel Centro, il 19% nel Sud del Paese, e solo poco più del 9% in Sicilia e Sardegna. A livello regionale, l’incidenza più bassa di casi sospetti (9,2%) si rileva in Liguria, quella più alta in Campania, dove si supera il 29%.

Se si osserva, poi, la tipologia dei sinistri a rischio frode, vediamo che in Umbria le pratiche sospette con le lesioni personali presentano un’incidenza del 23,2%, oltre il doppio rispetto a quelle con danni materiali, che si fermano al 10%. La tendenza della nostra regione è in linea con quanto avviene sia livello nazionale (13,9% contro 28%) sia nelle diverse aree del Paese, in quanto i casi con lesioni personali sono sempre circa il doppio di quelli con i danni alle cose. Resta il fatto – e questo è un dato positivo – che l’incidenza degli incidenti con danni fisici – pur rimanendo tra le più elevate in Europa, nel nostro Paese è in calo, anche se in alcune province raggiungono valori record fino al 35% rispetto alla media nazionale, che è del 19,2%. Anche l’Umbria supera tale media, con una percentuale che raggiunge il 21% in provincia di Terni per scendere al 19,5% in quella di Perugia, ma in entrambe le province si assiste ad un calo a 2 cifre, nell’ordine del’11,5% e del 12% tra il 2011 e il 2012.

Ora i risultati dell’attività di sorveglianza raccolti dall’Ania. Vediamo che nonostante la percentuale dei controlli “accessori” sia così alta, a seguito di questa attività nella nostra regione ben il 30,2% dei sinistri oggetto di approfondimento è stato chiuso senza un seguito, mentre per l’1,5% è stata presentata una denuncia-querela. È andata decisamente peggio, ad esempio, in Toscana, dove i sinistri per i quali sono state presentate denunce o querele hanno raggiunto il 4,6% (la media del Centro è del 2,6%) o in Piemonte con il 4,2% (la media del Nord è del 2,5%). Il record va però ancora una volta va al Meridione, con una percentuale di sinistri “fasulli” per i quali sono state presentate denunce o querele che sale al 5,1%, per raggiungere il livello massimo in Campania, che detiene il record con il 5,4% di casi denunciati. E questo è solo quello che viene alla luce, perchè stando ai risultati di una ricerca effettuata da Boston Consulting Group, in Italia risulta una percentuale di frodi non rilevata che è circa i doppio di quella degli altri Paesi europei che si aggiunge alla percentuale di sinistri che vengono ufficialmente accertati.

Dal canto suo, l’Ania, che si è riunita lo scorso 2 luglio a Roma per l’assemblea annuale, dopo aver respinto come «infondate» le accuse dell’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), relative ai costi assicurativi, che risulterebbero tra i più alti in Europa, ha chiesto un intervento su più fronti, per contrastare il fenomeno, a partire da un maggiore impulso all’attività di sorveglianza dell’Istituto stesso, che dovrebbe vedere potenziato il ruolo investigativo, fino al fatto di dotare tutti i veicoli di scatola nera, cosa che già oggi permette di usufruire di sconti sulla polizza e che sarebbe un metodo efficace al fine di evitare dubbi relativi al sinistro, la possibilità di false dichiarazioni e quindi di frodi sul rimborso. Da rivedere anche i tempi entro i quali va presentata la richiesta di risarcimento: oggi il termine è di due anni, e i dati mostrano palesemente la coincidenza tra un numero notevole di posticipi ingiustificati dell’avanzamento della richieste.

DI LARA PARTENZI

SICUREZZA STRADALE, PARTE IL PROGETTO FEDERTRASPORTI – FONDAZIONE ANIA CON TELECAMERE SUI MEZZI PESANTI

Autotrasporto Imc Tecnologia e sicurezza stradale. Un binomio che si fa sempre più stretto e che si conferma nella nuova iniziativa di Fondazione ANIA e del Gruppo Federtrasporti, attraverso la società Federservice (che all’interno del gruppo si occupa di servizi assicurativi, formativi, editoriali). Per contrastare incidenti e truffe assicurative – si legge in una nota – è partito un progetto pilota che prevede l’installazione su 2.000 veicoli – circa cioè il 40% del proprio parco veicolare di camion e furgoni – di una piccola telecamera (chiamataRoadscan) dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che diventa a tutti gli effetti un testimone in grado di ricostruire un incidente in maniera oggettiva.

Con questo test, il primo del genere a essere condotto in Europa nel mondo del trasporto pesante, il Gruppo Federtrasporti reputa di ottenere “un prezioso aiuto in quel pluriennale percorso verso la riduzione degli incidenti che, a partire dal 2002, quando la frequenza sinistri dei suoi veicoli si attestava intorno al 72,8%, è arrivata nel 2013 al 33,4%“.

Un esperimento simile è stato già condotto dalla Fondazione ANIA sui bus che svolgono servizio urbano in alcune città d’Italia. L’idea del progetto sviluppato con Federtrasporti, è quella di monitorare ciò che accade anche in ambito extra urbano.

«Nel periodo in cui abbiamo monitorato i bus – spiega Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA – abbiamo rilevato delle caratteristiche ricorrenti nei sinistri che riguardano i mezzi di trasporto pubblico urbano. In molti casi, ad esempio, abbiamo rilevato che gli incidenti sono dovuti a momenti di distrazione degli autisti. Con questo esperimento, vogliamo capire quali sono le cause più ricorrenti che provocano gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i mezzi di trasporto pesante. I roadscan, inoltre, consentono di ricostruire le dinamiche dei sinistri, attribuendo le giuste responsabilità. I dati che si ricavano da queste osservazioni, costituiscono un’ottima base per la formazione degli autisti».

Va sottolineato – prosegue la nota – che le telecamere agiscono nel totale rispetto della privacy e, oltre a garantire la ricostruzione in maniera oggettiva di un sinistro e a porre un argine alle truffe assicurative, hanno anche un’altra funzionalità. La loro collocazione in cabina “incoraggia la concentrazione dell’autista e produce un effetto deterrente rispetto a comportamenti di guida errati“. Effetto che pare confermarsi anche sul campo, visto che «nessuno dei veicoli su cui sono state installate alcuni mesi fa le prime telecamere – riscontra Valerio Baldi, Responsabile dell’Ufficio Assicurativo di Federservice – ha denunciato sinistri».

COME FUNZIONA LA ROADSCAN
Il modello di telecamera scelto da Federservice per la sperimentazione si chiama Roadscan PRO. Viene applicata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore tramite una semplice installazione. A quel punto è in grado di memorizzare immagini e dati di guida verificatisi prima e dopo l’incidente, ricostruendone così l’intera dinamica. Per la precisione la telecamera registra la traccia video, un accelerometro rileva gli scostamenti di velocità lungo i tre assi (quindi anche sobbalzi o scostamenti laterali), mentre un GPS localizza posizione del veicolo, data e ora.

La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori di soglia impostati e tiene in memoria il periodo precedente e quello successivo a tale variazione, così che se effettivamente questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Roadscan PRO conserva in una memoria interna oltre 60 eventi con sovrascrittura dei più remoti, ma protezione di quelli di più grave entità. Il trasferimento delle informazioni dal sistema al PC avviene tramite una semplice scheda SD, identica a quella in uso sulla fotocamere, ma può essere effettuato anche tramite wi-fi.

Intermedia Channel

Riforma Rc auto: protesta carrozzieri a Roma il 15 gennaio

Per protestare contro la riforma assicurativa, Federcarrozzieri si mobilita. E svela a SicurAUTO.it una ricetta vincente per la Rca

 
carrozziere

Chi ha seguito SicurAUTO.it negli scorsi mesi, lo sa bene: il settore Rca sta per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia, uno dei più tenaci oppositori (così come lo fu, con successo, contro l’Esecutivo Monti), è Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Che giudica “terribilmente negativa per automobilisti e riparatori la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento“. Stando a Galli, “il decreto mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente“.

DUE STRADE, UN OBIETTIVO – Il primo punto che Galli contesta è la Rca che prevede il risarcimento in forma specifica. L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l’Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell’8%. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca. “Con la conseguenza – denuncia Galli – che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla“. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada“, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Per presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; e per organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

QUALI SOLUZIONI, ALLORA? – Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, perché spesso è facile criticare e distruggere, senza essere propositivi: abbiamo allora chiesto a Galli qualcosa di più sul settore Rca.

C’è già spazio per un forte calo delle tariffe?
Certo. Mi baso su due dati. Il primo è un dato statistico dell’Istat: nel 2012, si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Il secondo aspetto è che il parco circolante sta drammaticamente invecchiando: questo offre alla Compagnia la possibilità di risarcire poco. In funzione del valore della macchina: se questa costa meno, anche il rimborso è inferiore. Quelle poche vetture nuove sono tecnologicamente molto sicure, così anche i feriti sono diminuiti. Tutto questo è già più che sufficiente per far calare notevolmente il costo di una polizza. Eppure il premier Letta ha dato l’ok al decreto Destinazione Italia. Perché? Per fare un favore all’Ania, visto che la riforma Rca rispecchia le posizioni della Confindustria delle Assicurazioni“.

Ok, ma avete anche una vostra ricetta per migliorare il settore Rca, e per favorire la competitività e la trasparenza nell’àmbito riparazione auto?
Sì. Serve trasparenza con il consumatore, con l’assicuratore. L’idea è semplice: in caso di riparazione, si deve creare una cartella di rete o icloud dove inserire tutta la documentazione fruibile da tutti gli attori. Foto del danno e delle fasi della riparazione certificate e non alterabili, bolla di acquisto dei ricambi, cessione di credito, foglio firmato di noleggio, fattura analitica della riparazione, misurazione assetto pre e post, misurazione telaio pre e post, constatazione amichevole, libretto, polizza“.

Perché, a che serve?
A mettere a conoscenza tutti su tutto, senza segreti e senza inganni. La cartella rimane attiva per sempre e funge da carta d’identità della vettura: si evita l’esborso del danno più volte con una sola riparazione. La stessa cartella andrebbe creata dal carrozziere specialista anche nei casi di non riparazione e di riparazione in economia, per due motivi. Uno, per evitare che il danneggiato richieda di nuovo un risarcimento sullo stesso danno non riparato. Due, per rimettere in sicurezza vetture che normalmente non vengono riparate, ma che sono insicure per chi le guida e per chi le incontra in strada, aumentando l’esborso di danni fisici“.

di E.B.

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Le microlesioni: Tabelle fìsse ma il giudice può concedere di più

Colpo di frusta (2) Imc  Per situazioni particolari il risarcimento può essere alzato fino al 20%

Decenni di incertezze e polemiche, poi finalmente parametri nazionali. Così il risarcimento del danno biologico di lieve entità ha smesso di essere il principale oggetto di polemica nei dibattiti sulla Rc auto e i suoi alti costi. Resta il problema delle truffe: in questo tipo di danno rientra anche il cosiddetto colpo di frusta, diffusissimo nelle richieste di risarcimento alle assicurazioni. Perciò, dall’anno scorso è obbligatorio che il danno sia dimostrato con un «accertamento clinico strumentale obiettivo».

Il calcolo va fatto su precisi parametri tabellari, fissati dal Codice delle assicurazioni private (Digs 209/2005, articolo 139), che però salvaguarda anche la discrezionalità del giudice: gli da la possibilità di aumentare fino al 20% il risarcimento in situazioni particolari, valutando «con equo e motivato apprezzamento» le «condizioni soggettive del danneggiato».

I calcoli sulle “micropermanenti

Al danneggiato viene riconosciuto un importo che cresce – in modo più che proporzionale – in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità. Il numero di punti viene determinato dai medici in base a una tabella fissata dal Dm Salute del 3 luglio 2003, che attribuisce un punteggio a ciascun tipo di menomazione; il Codice delle assicurazioni prevede l’emanazione di un Dpr, in attesa del quale si continua ad applicare il decreto ministeriale del 2003, “figlio” della disciplina precedente (legge 57/2001).

L’importo da risarcire si calcola applicando a ciascun punto percentuale di invalidità un coefficiente stabilito dall’articolo 139 (che cresce in modo più che proporzionale rispetto ai punti d’invalidità). Al risultato, infine, si applica una riduzione tanto più alta quanto maggiore è l’età del soggetto. Il taglio è dello 0,5% per ogni anno di età a partire dall’11esimo anno di età. Il valore del primo punto è di 791,95 euro ed è soggetto ad adeguamenti annuali in base all’inflazione (variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall’Istat). L’ultimo adeguamento è stato fissato col decreto emanato dal ministero dello Sviluppo economico il 6 giugno, che ha previsto un aumento dell’1,1% rispetto al 2012.

Il danno temporaneo

L’articolo 139 regola pure la quantificazione del danno biologico quando è temporaneo: 46,20 euro per ogni giorno di inabilità assoluta. In caso di inabilità temporanea inferiore al 100%, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno. Per esempio, qualora venisse accertata un’inabilità temporanea del 50%, il risarcimento giornaliero sarebbe di 23,10 euro (il 50% dell’importo pieno).

L’accertamento obiettivo

Da aprile 2012, con la conversione in legge del decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012, articolo 32, comma 3-quater), il danno alla persona per lesioni di lieve entità non può essere risarcito se non viene dimostrato con un «riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione». Un tentativo di frenare le truffe, favorite del fatto che spesso queste lesioni sono riscontrabili solo con dispendio di tempo e soldi eccessivo in rapporto all’entità del risarcimento.

Secondo le prime stime dell’Ania questa stretta ha funzionato, determinando l’1,1% del ribasso tariffario del 4,5% registrato finora nel 2013 rispetto al 2012. Ma le truffe restano possibili, anche perché ci sono oggettivi problemi tecnico-giuridici nell’applicare l’obbligo di accertamento obiettivo.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore Supplemento

Il Presidente dell’Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente dell'Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito In un’audizione alla VI Commissione Finanze della Camera, il presidente dell’Ania Minucci ha presentato le posizioni delle Compagnie, che sono sostanzialmente in linea con quanto previsto dalla risoluzione 7-00060 Gutgeld. Pieno appoggio quindi alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente di Ania Aldo Minucci è stato ascoltato ieri (30 ottobre) dalla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati in merito alla risoluzione n. 7-00060 presentata dall’Onorevole Gutgeld.
Minucci ha presentato le proposte del settore assicurativo per giungere ad una riduzione strutturale dei prezzi dell’assicurazione obbligatoria, che appaiono sostanzialmente in linea (quasi una fotocopia) con i provvedimenti contenuti nella risoluzione. Minucci, a nome del settore assicurativo, appoggia infatti pienamente l'”incentivo del risarcimento in “forma specifica”, affermando che “significativi risparmi di spesa possono essere realizzati prevedendo, in via generalizzata, la facoltà per l’impresa di offrire direttamente la riparazione dei mezzi danneggiati in alternativa al risarcimento pecuniario. In caso di rifiuto della riparazione da parte del danneggiato, il risarcimento pecuniario andrebbe limitato al costo che l’impresa avrebbe sostenuto provvedendo direttamente alla stessa riparazione”.
Pieno appoggio inoltre anche alla riduzione dei termini di richiesta di risarcimento per i danni subiti in seguito ad un incidente, che “sono attualmente troppo elevati (due anni) e sono spesso sfruttati per pratiche fraudolente, alterando i mezzi di prova ed impedendo verifiche da parte della compagnie. Un termine più ragionevole, novanta giorni (salvaguardando reali situazioni di forza maggiore), limiterebbe simili abusi e contribuirebbe ad accelerare tempi dei risarcimenti”.

L’Ania ritiene inoltre opportune alcune modifiche nelle procedure di liquidazione dei danni. In particolare si propone di ampliare da 5 a 8 giorni i termini a disposizione di una compagnia per svolgere perizie sui mezzi danneggiati; di identificare immediatamente gli eventuali testimoni dei sinistri impedendo la tardiva segnalazione di testimoni che attualmente consente pratiche scorre
tte; di ampliare da 30’ a 90 giorni i termini previsti per gli approfondimenti in caso di sospetta frode.
Ma oltre a questo l’Ania chiede di vietare la cessione del credito del diritto al risarcimento, “impiegata attualmente per aumentare il costo del sinistro a favore di intermediari professionali”.
Minucci ha anche parlato di “scatola nera”, affermando che l’Ania sottolinea che l’offerta di simili dispositivi debba essere lasciata alla facoltà delle imprese, e dell’attuazione delle nuove tabelle di risarcimento per i danni gravi alla persona. “Da queste potrebbe scaturire un abbattimento delle tariffe r.c. auto nell’ordine del 3-5%: si tratta di circa 20 euro in meno per veicolo, pari a un risparmio per gli italiani di oltre 800 milioni in ciascun anno”.

Durante l’audizione Minucci fatto inoltre riferimento alla suddivisione del costo del sinistro
“Nel 2012 il premio medio della Rc auto si attestava a 560 euro. L’80% di questa cifre era rappresentato dai costi dei risarcimenti e dagli oneri fiscali e parafiscali. I costi di gestione erano pari al 16% del prezzo finale in linea se non inferiori alla media europea. Il margine operativo ed i rendimenti finanziari pesavano per il 4%, una percentuale anch’essa comparabile con lamedia europea. Nel corso degli ultimi due anni la tassazione nel ramo della rc auto è progressivamente aumentata. Se si aggiungono gli oneri parafiscali,pari al 10,5%, si arriva ad un’aliquota complessiva prossima al 26%, superiore di circa otto punti percentuali alla media europea. L’attuale situazione dei conti pubblici rende difficile agire sul fronte fiscale. La strada maestra per realizzare una significativa riduzione della spesa è pertanto quella di incidere sul costo dei risarcimenti(12,1 miliardi nel 2012) che per il 68% del totale (8,3 miliardi) è rappresentato dal rimborso dei danni fisici subiti in conseguenza di un incidente. Il resto, (32%, pari a 3,8 miliardi) è imputabile al risarcimento dei danni a cose, relativi al costo dei ricambi ed alle spese per le riparazioni”.

Sintesi: http://www.ania.it/it/Come-ridurre-prezzi-rc-auto/Per-ridurre-i-prezzi-della-rc-auto.html

Testo Completo: Audizione-Comm.-Finanze-Risoluzione-Gutgeld

Aumentano gli utili delle Compagnie assicurative

Aumentano gli utili delle Compagnie assicurative Secondo stime dell’ANIA, l’utile netto realizzato dal settore assicurativo nella prima metà del 2013 ammonta a 3,2 miliardi. E il costo dei sinistri è calato di circa il 6,4%

Secondo stime provvisorie dell’ANIA, il risultato netto realizzato dal settore assicurativo nella prima metà del 2013 è stato pari a 3,2 miliardi (nello stesso periodo del 2012 e 2011 era stato, rispettivamente, di 3 e 0,9 miliardi).
In particolare, nel primo semestre del 2013 il conto tecnico del settore vita è stato pari a 2,3 miliardi (in diminuzione rispetto ai 2,9 miliardi del primo semestre 2012) mentre quello del settore danni è stato pari 2,0 miliardi (in aumento rispetto agli 1,3 miliardi del primo semestre 2012). È rimasto invece ostanzialmente invariato il risultato della gestione non tecnica pari a -1,1 miliardi (era -1,2 miliardi a giugno 2012).

Il rapporto sinistri a premi (loss ratio) relativo alla sola generazione corrente (escludendo pertanto la sufficienza/insufficienza delle riserve relative a sinistri degli esercizi precedenti), è risultato anch’esso in miglioramento (da 55,8% nel giugno 2012 a 52,1% nel giugno 2013). Nel ramo r.c. auto in particolare, a fronte di una diminuzione dei premi di competenza nel primo semestre del 2013 del 3,8% (mentre i premi contabilizzati diminuiscono del 6,2%), il costo dei sinistri di generazione è calato di circa il 6,4%; conseguentemente il loss ratio di generazione corrente per il primo semestre 2013 (che non tiene conto dei sinistri IBNR e del fondo di garanzia vittime della strada e che incidono mediamente per il 15% dei premi a fine anno) è lievemente migliorato dal 56,7% del primo semestre 2012 al 55,2% dello stesso periodo del 2013.

Un pò di storia: Le Carrozzerie ANIA

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alle 12.13.45 Se si cercano su internet
le carrozzerie ANIA, o meglio le carrozzeire concordatarie ANIA,
non si trova più nulla. Questo per il fatto che quando sono nate, a
cavallo tra gli anni 80 e 90, le compagnie “non erano ancora
meccanizzate”. Che vuol dire? Che tutte le informazioni erano
custodite dalle compagnie di assicurazioni su sistemi informatici
centrali che occupavano stanze e piani interi ed in archivi
cartacei che occupavano capannoni. Gli uffici periferici erano
tutti su carta e di elettronico c’erano solo le macchine da
scrivere elettriche, i fax e le telescriventi. I primi periti a
meccanizzarsi usarono un programma che viaggiava con i dati
di memorie su molti floppy disck da 5 pollici. Poi cominciarono ad
informatizzarsi i carrozzieri a metà anni 90 ed infine le
compagnie. Quando nacque il programma delle Carrozzerie Ania poche
erano le compagnie meccanizzate a livello locale per cui l’elenco
viaggiava su carta o su dischetti. Poi l’avvento di internet ha
visto la cessazione dell’accordo ed infine se ne è persa la
memoria. Siamo riusciti ad averne una copia cartacea e con i mezzi
attuali l’abbiamo trasformata da cartacea ad elettronica. Ve la
proponiamo così com’era. Ci sono le fasce A1, A2, B1 ecc. Chi se le
ricorda? Chi si ricorda cosa volessero dire? La manodopera non è
riportata ma in qualche nota si parla di 31.000 £, 14 € o 17 € per
ora. Nei commenti è possibile aggiungere maggiori dettagli. carrozzerie
ania oriz

Verdone (Ania): Il database bloccherà le truffe

Parla Vittorio Verdone (nella foto), direttore centrale auto, distribuzione e consumatori dell’Ania, che spiega cosa prevede la nuova regolamentazione entrata in vigore il 18 ottobre e che entro due anni abolirà il tagliando cartaceo per l’Rc Auto.

Vittorio Verdone IMC

I dati sulle truffe e sui veicoli che circolano privi di contrassegno sono allarmanti. Le cose cambieranno con il nuovo provvedimento che abolisce i contrassegni cartacei?

Il sistema dovrebbe annullare la falsificazione tagliandi. Non vi sarà più l’obbligo di esposizione dei certificati. Il nuovo sistema di controllo prevede infatti che entro due anni ci sarà la possibilità di incrociare il numero di targa della vettura circolante con la banca dati Ania dei veicoli assicurati aggiornata in tempo reale. Ci sono 18 mesi di tempo per completare il sistema di archivio integrato presso la motorizzazione civile. Verranno dunque effettuati controlli di massa, con tutti gli strumenti già esistenti e con altri omologati: si pensi al sistema Tutor e ad altri ausili idonei a registrare veicoli su pubblica via.

Chi farà i controlli e quali sono le sanzioni previste?

Prevalentemente la polizia locale ma anche tutte le altre forze di polizia abilitate. Si pone però un problema: se il fermo avviene subito dopo la rilevazione delle telecamere è possibile sanzionare. È ancora impossibile invece inviare la sanzione differita in quanto manca una modifica del Codice della strada. Si tratta di un dettaglio non da poco.

Ma adesso cosa accade a chi viene fermato privo di copertura? 

La sanzione applicata attualmente va da 700 euro a oltre 3mila euro. Inoltre è previsto il sequestro del veicolo. Però, e questo è un altro punto debole della nostra normativa, se chi infrange la legge si dota successivamente di una copertura Rc per un periodo di almeno sei mesi può riottenere subito il veicolo indietro.

Un po’ poco come punizione….

Sì, soprattutto se si pensa a quanto avviene nel resto d’Europa. In Francia chi circola senza polizza Rc va in prigione; in Gran Bretagna demoliscono il veicolo.

C’è chi imputa l’escalation dei tagliandi contraffatti al caro polizza. Quando avremo prezzi più in linea con l’Europa?

Quando si risolveranno i tre principali problemi del nostro mercato. I risarcimenti danni alla persona fuori controllo al di sopra media europea da 2 a 9 volte. Le frodi e la procedura d’offerta che in alcune zone si presta a speculazioni.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

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