SICUREZZA STRADALE, PARTE IL PROGETTO FEDERTRASPORTI – FONDAZIONE ANIA CON TELECAMERE SUI MEZZI PESANTI

Autotrasporto Imc Tecnologia e sicurezza stradale. Un binomio che si fa sempre più stretto e che si conferma nella nuova iniziativa di Fondazione ANIA e del Gruppo Federtrasporti, attraverso la società Federservice (che all’interno del gruppo si occupa di servizi assicurativi, formativi, editoriali). Per contrastare incidenti e truffe assicurative – si legge in una nota – è partito un progetto pilota che prevede l’installazione su 2.000 veicoli – circa cioè il 40% del proprio parco veicolare di camion e furgoni – di una piccola telecamera (chiamataRoadscan) dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che diventa a tutti gli effetti un testimone in grado di ricostruire un incidente in maniera oggettiva.

Con questo test, il primo del genere a essere condotto in Europa nel mondo del trasporto pesante, il Gruppo Federtrasporti reputa di ottenere “un prezioso aiuto in quel pluriennale percorso verso la riduzione degli incidenti che, a partire dal 2002, quando la frequenza sinistri dei suoi veicoli si attestava intorno al 72,8%, è arrivata nel 2013 al 33,4%“.

Un esperimento simile è stato già condotto dalla Fondazione ANIA sui bus che svolgono servizio urbano in alcune città d’Italia. L’idea del progetto sviluppato con Federtrasporti, è quella di monitorare ciò che accade anche in ambito extra urbano.

«Nel periodo in cui abbiamo monitorato i bus – spiega Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA – abbiamo rilevato delle caratteristiche ricorrenti nei sinistri che riguardano i mezzi di trasporto pubblico urbano. In molti casi, ad esempio, abbiamo rilevato che gli incidenti sono dovuti a momenti di distrazione degli autisti. Con questo esperimento, vogliamo capire quali sono le cause più ricorrenti che provocano gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i mezzi di trasporto pesante. I roadscan, inoltre, consentono di ricostruire le dinamiche dei sinistri, attribuendo le giuste responsabilità. I dati che si ricavano da queste osservazioni, costituiscono un’ottima base per la formazione degli autisti».

Va sottolineato – prosegue la nota – che le telecamere agiscono nel totale rispetto della privacy e, oltre a garantire la ricostruzione in maniera oggettiva di un sinistro e a porre un argine alle truffe assicurative, hanno anche un’altra funzionalità. La loro collocazione in cabina “incoraggia la concentrazione dell’autista e produce un effetto deterrente rispetto a comportamenti di guida errati“. Effetto che pare confermarsi anche sul campo, visto che «nessuno dei veicoli su cui sono state installate alcuni mesi fa le prime telecamere – riscontra Valerio Baldi, Responsabile dell’Ufficio Assicurativo di Federservice – ha denunciato sinistri».

COME FUNZIONA LA ROADSCAN
Il modello di telecamera scelto da Federservice per la sperimentazione si chiama Roadscan PRO. Viene applicata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore tramite una semplice installazione. A quel punto è in grado di memorizzare immagini e dati di guida verificatisi prima e dopo l’incidente, ricostruendone così l’intera dinamica. Per la precisione la telecamera registra la traccia video, un accelerometro rileva gli scostamenti di velocità lungo i tre assi (quindi anche sobbalzi o scostamenti laterali), mentre un GPS localizza posizione del veicolo, data e ora.

La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori di soglia impostati e tiene in memoria il periodo precedente e quello successivo a tale variazione, così che se effettivamente questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Roadscan PRO conserva in una memoria interna oltre 60 eventi con sovrascrittura dei più remoti, ma protezione di quelli di più grave entità. Il trasferimento delle informazioni dal sistema al PC avviene tramite una semplice scheda SD, identica a quella in uso sulla fotocamere, ma può essere effettuato anche tramite wi-fi.

Intermedia Channel

Riforma Rc auto: protesta carrozzieri a Roma il 15 gennaio

Per protestare contro la riforma assicurativa, Federcarrozzieri si mobilita. E svela a SicurAUTO.it una ricetta vincente per la Rca

 
carrozziere

Chi ha seguito SicurAUTO.it negli scorsi mesi, lo sa bene: il settore Rca sta per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia, uno dei più tenaci oppositori (così come lo fu, con successo, contro l’Esecutivo Monti), è Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Che giudica “terribilmente negativa per automobilisti e riparatori la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento“. Stando a Galli, “il decreto mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente“.

DUE STRADE, UN OBIETTIVO – Il primo punto che Galli contesta è la Rca che prevede il risarcimento in forma specifica. L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l’Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell’8%. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca. “Con la conseguenza – denuncia Galli – che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla“. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada“, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Per presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; e per organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

QUALI SOLUZIONI, ALLORA? – Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, perché spesso è facile criticare e distruggere, senza essere propositivi: abbiamo allora chiesto a Galli qualcosa di più sul settore Rca.

C’è già spazio per un forte calo delle tariffe?
Certo. Mi baso su due dati. Il primo è un dato statistico dell’Istat: nel 2012, si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Il secondo aspetto è che il parco circolante sta drammaticamente invecchiando: questo offre alla Compagnia la possibilità di risarcire poco. In funzione del valore della macchina: se questa costa meno, anche il rimborso è inferiore. Quelle poche vetture nuove sono tecnologicamente molto sicure, così anche i feriti sono diminuiti. Tutto questo è già più che sufficiente per far calare notevolmente il costo di una polizza. Eppure il premier Letta ha dato l’ok al decreto Destinazione Italia. Perché? Per fare un favore all’Ania, visto che la riforma Rca rispecchia le posizioni della Confindustria delle Assicurazioni“.

Ok, ma avete anche una vostra ricetta per migliorare il settore Rca, e per favorire la competitività e la trasparenza nell’àmbito riparazione auto?
Sì. Serve trasparenza con il consumatore, con l’assicuratore. L’idea è semplice: in caso di riparazione, si deve creare una cartella di rete o icloud dove inserire tutta la documentazione fruibile da tutti gli attori. Foto del danno e delle fasi della riparazione certificate e non alterabili, bolla di acquisto dei ricambi, cessione di credito, foglio firmato di noleggio, fattura analitica della riparazione, misurazione assetto pre e post, misurazione telaio pre e post, constatazione amichevole, libretto, polizza“.

Perché, a che serve?
A mettere a conoscenza tutti su tutto, senza segreti e senza inganni. La cartella rimane attiva per sempre e funge da carta d’identità della vettura: si evita l’esborso del danno più volte con una sola riparazione. La stessa cartella andrebbe creata dal carrozziere specialista anche nei casi di non riparazione e di riparazione in economia, per due motivi. Uno, per evitare che il danneggiato richieda di nuovo un risarcimento sullo stesso danno non riparato. Due, per rimettere in sicurezza vetture che normalmente non vengono riparate, ma che sono insicure per chi le guida e per chi le incontra in strada, aumentando l’esborso di danni fisici“.

di E.B.

Tags:

© Riproduzione Riservata

http://www.sicurauto.it/news/riforma-rc-auto-protesta-carrozzieri-a-roma-il-15-gennaio.html

Le microlesioni: Tabelle fìsse ma il giudice può concedere di più

Colpo di frusta (2) Imc  Per situazioni particolari il risarcimento può essere alzato fino al 20%

Decenni di incertezze e polemiche, poi finalmente parametri nazionali. Così il risarcimento del danno biologico di lieve entità ha smesso di essere il principale oggetto di polemica nei dibattiti sulla Rc auto e i suoi alti costi. Resta il problema delle truffe: in questo tipo di danno rientra anche il cosiddetto colpo di frusta, diffusissimo nelle richieste di risarcimento alle assicurazioni. Perciò, dall’anno scorso è obbligatorio che il danno sia dimostrato con un «accertamento clinico strumentale obiettivo».

Il calcolo va fatto su precisi parametri tabellari, fissati dal Codice delle assicurazioni private (Digs 209/2005, articolo 139), che però salvaguarda anche la discrezionalità del giudice: gli da la possibilità di aumentare fino al 20% il risarcimento in situazioni particolari, valutando «con equo e motivato apprezzamento» le «condizioni soggettive del danneggiato».

I calcoli sulle “micropermanenti

Al danneggiato viene riconosciuto un importo che cresce – in modo più che proporzionale – in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità. Il numero di punti viene determinato dai medici in base a una tabella fissata dal Dm Salute del 3 luglio 2003, che attribuisce un punteggio a ciascun tipo di menomazione; il Codice delle assicurazioni prevede l’emanazione di un Dpr, in attesa del quale si continua ad applicare il decreto ministeriale del 2003, “figlio” della disciplina precedente (legge 57/2001).

L’importo da risarcire si calcola applicando a ciascun punto percentuale di invalidità un coefficiente stabilito dall’articolo 139 (che cresce in modo più che proporzionale rispetto ai punti d’invalidità). Al risultato, infine, si applica una riduzione tanto più alta quanto maggiore è l’età del soggetto. Il taglio è dello 0,5% per ogni anno di età a partire dall’11esimo anno di età. Il valore del primo punto è di 791,95 euro ed è soggetto ad adeguamenti annuali in base all’inflazione (variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall’Istat). L’ultimo adeguamento è stato fissato col decreto emanato dal ministero dello Sviluppo economico il 6 giugno, che ha previsto un aumento dell’1,1% rispetto al 2012.

Il danno temporaneo

L’articolo 139 regola pure la quantificazione del danno biologico quando è temporaneo: 46,20 euro per ogni giorno di inabilità assoluta. In caso di inabilità temporanea inferiore al 100%, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno. Per esempio, qualora venisse accertata un’inabilità temporanea del 50%, il risarcimento giornaliero sarebbe di 23,10 euro (il 50% dell’importo pieno).

L’accertamento obiettivo

Da aprile 2012, con la conversione in legge del decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012, articolo 32, comma 3-quater), il danno alla persona per lesioni di lieve entità non può essere risarcito se non viene dimostrato con un «riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione». Un tentativo di frenare le truffe, favorite del fatto che spesso queste lesioni sono riscontrabili solo con dispendio di tempo e soldi eccessivo in rapporto all’entità del risarcimento.

Secondo le prime stime dell’Ania questa stretta ha funzionato, determinando l’1,1% del ribasso tariffario del 4,5% registrato finora nel 2013 rispetto al 2012. Ma le truffe restano possibili, anche perché ci sono oggettivi problemi tecnico-giuridici nell’applicare l’obbligo di accertamento obiettivo.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore Supplemento

Il Presidente dell’Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente dell'Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito In un’audizione alla VI Commissione Finanze della Camera, il presidente dell’Ania Minucci ha presentato le posizioni delle Compagnie, che sono sostanzialmente in linea con quanto previsto dalla risoluzione 7-00060 Gutgeld. Pieno appoggio quindi alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente di Ania Aldo Minucci è stato ascoltato ieri (30 ottobre) dalla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati in merito alla risoluzione n. 7-00060 presentata dall’Onorevole Gutgeld.
Minucci ha presentato le proposte del settore assicurativo per giungere ad una riduzione strutturale dei prezzi dell’assicurazione obbligatoria, che appaiono sostanzialmente in linea (quasi una fotocopia) con i provvedimenti contenuti nella risoluzione. Minucci, a nome del settore assicurativo, appoggia infatti pienamente l'”incentivo del risarcimento in “forma specifica”, affermando che “significativi risparmi di spesa possono essere realizzati prevedendo, in via generalizzata, la facoltà per l’impresa di offrire direttamente la riparazione dei mezzi danneggiati in alternativa al risarcimento pecuniario. In caso di rifiuto della riparazione da parte del danneggiato, il risarcimento pecuniario andrebbe limitato al costo che l’impresa avrebbe sostenuto provvedendo direttamente alla stessa riparazione”.
Pieno appoggio inoltre anche alla riduzione dei termini di richiesta di risarcimento per i danni subiti in seguito ad un incidente, che “sono attualmente troppo elevati (due anni) e sono spesso sfruttati per pratiche fraudolente, alterando i mezzi di prova ed impedendo verifiche da parte della compagnie. Un termine più ragionevole, novanta giorni (salvaguardando reali situazioni di forza maggiore), limiterebbe simili abusi e contribuirebbe ad accelerare tempi dei risarcimenti”.

L’Ania ritiene inoltre opportune alcune modifiche nelle procedure di liquidazione dei danni. In particolare si propone di ampliare da 5 a 8 giorni i termini a disposizione di una compagnia per svolgere perizie sui mezzi danneggiati; di identificare immediatamente gli eventuali testimoni dei sinistri impedendo la tardiva segnalazione di testimoni che attualmente consente pratiche scorre
tte; di ampliare da 30’ a 90 giorni i termini previsti per gli approfondimenti in caso di sospetta frode.
Ma oltre a questo l’Ania chiede di vietare la cessione del credito del diritto al risarcimento, “impiegata attualmente per aumentare il costo del sinistro a favore di intermediari professionali”.
Minucci ha anche parlato di “scatola nera”, affermando che l’Ania sottolinea che l’offerta di simili dispositivi debba essere lasciata alla facoltà delle imprese, e dell’attuazione delle nuove tabelle di risarcimento per i danni gravi alla persona. “Da queste potrebbe scaturire un abbattimento delle tariffe r.c. auto nell’ordine del 3-5%: si tratta di circa 20 euro in meno per veicolo, pari a un risparmio per gli italiani di oltre 800 milioni in ciascun anno”.

Durante l’audizione Minucci fatto inoltre riferimento alla suddivisione del costo del sinistro
“Nel 2012 il premio medio della Rc auto si attestava a 560 euro. L’80% di questa cifre era rappresentato dai costi dei risarcimenti e dagli oneri fiscali e parafiscali. I costi di gestione erano pari al 16% del prezzo finale in linea se non inferiori alla media europea. Il margine operativo ed i rendimenti finanziari pesavano per il 4%, una percentuale anch’essa comparabile con lamedia europea. Nel corso degli ultimi due anni la tassazione nel ramo della rc auto è progressivamente aumentata. Se si aggiungono gli oneri parafiscali,pari al 10,5%, si arriva ad un’aliquota complessiva prossima al 26%, superiore di circa otto punti percentuali alla media europea. L’attuale situazione dei conti pubblici rende difficile agire sul fronte fiscale. La strada maestra per realizzare una significativa riduzione della spesa è pertanto quella di incidere sul costo dei risarcimenti(12,1 miliardi nel 2012) che per il 68% del totale (8,3 miliardi) è rappresentato dal rimborso dei danni fisici subiti in conseguenza di un incidente. Il resto, (32%, pari a 3,8 miliardi) è imputabile al risarcimento dei danni a cose, relativi al costo dei ricambi ed alle spese per le riparazioni”.

Sintesi: http://www.ania.it/it/Come-ridurre-prezzi-rc-auto/Per-ridurre-i-prezzi-della-rc-auto.html

Testo Completo: Audizione-Comm.-Finanze-Risoluzione-Gutgeld

Aumentano gli utili delle Compagnie assicurative

Aumentano gli utili delle Compagnie assicurative Secondo stime dell’ANIA, l’utile netto realizzato dal settore assicurativo nella prima metà del 2013 ammonta a 3,2 miliardi. E il costo dei sinistri è calato di circa il 6,4%

Secondo stime provvisorie dell’ANIA, il risultato netto realizzato dal settore assicurativo nella prima metà del 2013 è stato pari a 3,2 miliardi (nello stesso periodo del 2012 e 2011 era stato, rispettivamente, di 3 e 0,9 miliardi).
In particolare, nel primo semestre del 2013 il conto tecnico del settore vita è stato pari a 2,3 miliardi (in diminuzione rispetto ai 2,9 miliardi del primo semestre 2012) mentre quello del settore danni è stato pari 2,0 miliardi (in aumento rispetto agli 1,3 miliardi del primo semestre 2012). È rimasto invece ostanzialmente invariato il risultato della gestione non tecnica pari a -1,1 miliardi (era -1,2 miliardi a giugno 2012).

Il rapporto sinistri a premi (loss ratio) relativo alla sola generazione corrente (escludendo pertanto la sufficienza/insufficienza delle riserve relative a sinistri degli esercizi precedenti), è risultato anch’esso in miglioramento (da 55,8% nel giugno 2012 a 52,1% nel giugno 2013). Nel ramo r.c. auto in particolare, a fronte di una diminuzione dei premi di competenza nel primo semestre del 2013 del 3,8% (mentre i premi contabilizzati diminuiscono del 6,2%), il costo dei sinistri di generazione è calato di circa il 6,4%; conseguentemente il loss ratio di generazione corrente per il primo semestre 2013 (che non tiene conto dei sinistri IBNR e del fondo di garanzia vittime della strada e che incidono mediamente per il 15% dei premi a fine anno) è lievemente migliorato dal 56,7% del primo semestre 2012 al 55,2% dello stesso periodo del 2013.

Un pò di storia: Le Carrozzerie ANIA

Schermata 07-2456505
alle 12.13.45 Se si cercano su internet
le carrozzerie ANIA, o meglio le carrozzeire concordatarie ANIA,
non si trova più nulla. Questo per il fatto che quando sono nate, a
cavallo tra gli anni 80 e 90, le compagnie “non erano ancora
meccanizzate”. Che vuol dire? Che tutte le informazioni erano
custodite dalle compagnie di assicurazioni su sistemi informatici
centrali che occupavano stanze e piani interi ed in archivi
cartacei che occupavano capannoni. Gli uffici periferici erano
tutti su carta e di elettronico c’erano solo le macchine da
scrivere elettriche, i fax e le telescriventi. I primi periti a
meccanizzarsi usarono un programma che viaggiava con i dati
di memorie su molti floppy disck da 5 pollici. Poi cominciarono ad
informatizzarsi i carrozzieri a metà anni 90 ed infine le
compagnie. Quando nacque il programma delle Carrozzerie Ania poche
erano le compagnie meccanizzate a livello locale per cui l’elenco
viaggiava su carta o su dischetti. Poi l’avvento di internet ha
visto la cessazione dell’accordo ed infine se ne è persa la
memoria. Siamo riusciti ad averne una copia cartacea e con i mezzi
attuali l’abbiamo trasformata da cartacea ad elettronica. Ve la
proponiamo così com’era. Ci sono le fasce A1, A2, B1 ecc. Chi se le
ricorda? Chi si ricorda cosa volessero dire? La manodopera non è
riportata ma in qualche nota si parla di 31.000 £, 14 € o 17 € per
ora. Nei commenti è possibile aggiungere maggiori dettagli. carrozzerie
ania oriz

Verdone (Ania): Il database bloccherà le truffe

Parla Vittorio Verdone (nella foto), direttore centrale auto, distribuzione e consumatori dell’Ania, che spiega cosa prevede la nuova regolamentazione entrata in vigore il 18 ottobre e che entro due anni abolirà il tagliando cartaceo per l’Rc Auto.

Vittorio Verdone IMC

I dati sulle truffe e sui veicoli che circolano privi di contrassegno sono allarmanti. Le cose cambieranno con il nuovo provvedimento che abolisce i contrassegni cartacei?

Il sistema dovrebbe annullare la falsificazione tagliandi. Non vi sarà più l’obbligo di esposizione dei certificati. Il nuovo sistema di controllo prevede infatti che entro due anni ci sarà la possibilità di incrociare il numero di targa della vettura circolante con la banca dati Ania dei veicoli assicurati aggiornata in tempo reale. Ci sono 18 mesi di tempo per completare il sistema di archivio integrato presso la motorizzazione civile. Verranno dunque effettuati controlli di massa, con tutti gli strumenti già esistenti e con altri omologati: si pensi al sistema Tutor e ad altri ausili idonei a registrare veicoli su pubblica via.

Chi farà i controlli e quali sono le sanzioni previste?

Prevalentemente la polizia locale ma anche tutte le altre forze di polizia abilitate. Si pone però un problema: se il fermo avviene subito dopo la rilevazione delle telecamere è possibile sanzionare. È ancora impossibile invece inviare la sanzione differita in quanto manca una modifica del Codice della strada. Si tratta di un dettaglio non da poco.

Ma adesso cosa accade a chi viene fermato privo di copertura? 

La sanzione applicata attualmente va da 700 euro a oltre 3mila euro. Inoltre è previsto il sequestro del veicolo. Però, e questo è un altro punto debole della nostra normativa, se chi infrange la legge si dota successivamente di una copertura Rc per un periodo di almeno sei mesi può riottenere subito il veicolo indietro.

Un po’ poco come punizione….

Sì, soprattutto se si pensa a quanto avviene nel resto d’Europa. In Francia chi circola senza polizza Rc va in prigione; in Gran Bretagna demoliscono il veicolo.

C’è chi imputa l’escalation dei tagliandi contraffatti al caro polizza. Quando avremo prezzi più in linea con l’Europa?

Quando si risolveranno i tre principali problemi del nostro mercato. I risarcimenti danni alla persona fuori controllo al di sopra media europea da 2 a 9 volte. Le frodi e la procedura d’offerta che in alcune zone si presta a speculazioni.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

RELAZIONE ANNUALE ANIA

Schermata 07-2456505 alle 12.13.45

Il 2 luglio 2013 l’ ANIA ha pubblicato nel sito internet la relazione annuale “L’assicurazione Italiana 2012-2013″ L’Associazione pubblica annualmente una relazione sull’evoluzione e sull’andamento del mercato assicurativo, ma non si sofferma solo sul trend della raccolta, descrive interessanti studi e analisi, nonchè l’azione di vigilanza dell’Ivass, e le ultime novità normative.

 

Clicca sul logo per scaricare la Relazione:

 

 

Rca: l’Antitrust interviene. Ed è subito polemica – Antitrust chiama, Ania risponde, il CUPSIT dice la sua su al Volante.

Schermata 03-2456355 alle 07.08.04        Rca: l’Antitrust interviene. Ed è subito polemica

Il garante del mercato e della concorrenza denuncia il caro-tariffe: gli rispondono le compagnie e i patrocinatori stragiudiziali.

CHI FERMERÀ L’ESCALATION? – Non che si trattasse di una grande novità: già era stranoto che gli automobilisti italiani pagano Rca carissime. Comunque, la recente indagine Antitrust conferma che le tariffe in Italia sono in media più elevate, e crescono più velocemente, rispetto a quelle dei principali paesi europei: si sborsa più del doppio rispetto a Francia e Portogallo; e la Rca italiana supera quella tedesca dell’80% e quella olandese del 70%. La crescita dei prezzi per l’assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia. Il motivo? Risaputo anche questo: il nostro paese si caratterizza per la frequenza e per il costo medio dei sinistri, i più elevati tra i principali paesi europei. Tuttavia, il numero delle frodi ai danni delle compagnie accertate in Italia è quattro volte inferiore a quello del Regno Unito, e la metà di quello della Francia.

COME INTERVENIRE – L’Antitrust individua cinque punti critici della Rca in Italia. Primo: i rimborsi alle compagnie che risarciscono i propri assicurati dovrebbero essere determinati sulla base di forfait definiti secondo le modalità attuali, ma decurtati di una percentuale: andrebbero cioè previsti livelli via via decrescenti delle somme che oggi le compagnie si pagano reciprocamente a fronte dei danni causati dai propri assicurati. Secondo: nuovi modelli contrattuali che aumentino sia la capacità di controllo dei risarcimenti da parte delle compagnie, sia le possibilità di selezione da parte degli assicurati. Terzo: eliminare qualunque elemento di incertezza sulle microlesioni permanenti, rendendo risarcibili solo quelle che emergono da indagini strumentali. Quarto: certezza e chiarezza in merito alle classi interne, prevedendo, in caso di cambiamento di compagnia assicuratrice, che quella nuova attribuisca al neo cliente una classe interna non inferiore a quella che assegnerebbe a un suo assicurato di uguali caratteristiche di rischio. Quinto: favorire lo sviluppo di nuovi ed efficaci strumenti online utili alla comparazione di un ampio numero di premi per la Rca.
ITALIANI POCO “MOBILI” – L’Antitrust denuncia che il tasso di mobilità tra una compagnia e l’altra (un’arma a disposizione dei consumatori per stimolare la concorrenza) è in realtà ancora basso, intorno al 10%: nel periodo 2007-2010, solo le compagnie telefoniche, che tuttavia rappresentano solo un 5% del mercato, sono state caratterizzate da maggiore mobilità in termini di ingressi (16-18%).
SCATOLA NERA? UN FLOP – Anche il ricorso alla scatola nera (vedi qui), dice il Garante, non è stato incentivato: gli oneri contrattuali a carico della clientela per l’istallazione superano gli sconti offerti dalle compagnie. Il numero di contratti con la scatola nera non ha superato il 3% del totale.
L’ANIA: IL PROBLEMA DELLE FRODI – All’indagine Antitrust ha fatto seguito il commento dell’Ania (l’associazione delle assicurazioni), che sostanzialmente concorda col Garante sui motivi che determinano forti differenze di prezzo della Rc auto tra l’Italia e altri paesi europei. In più, l’Ania aggiunge “due punti trascurati dall’Antitrust: va resa operativa con urgenza la tabella per la valutazione economica delle lesioni più gravi, ferma da mesi dopo aver completato l’iter autorizzativo. Il costo delle lesioni gravi in Italia è il doppio che in altri Paesi. E le imprese italiane dovrebbero poter disporre degli stessi strumenti di indagine utilizzati dalle imprese di tutti gli altri paesi e contare su un sistema investigativo e giudiziario efficiente”.
MA I PATROCINATORI NON CI STANNO – Sulla questione, alvolante.it ha voluto sentire anche l’opinione di Stefano Mannacio, presidente del Cupsit (il comitato che riunisce i patrocinatori stragiudiziali): “Il risultato dell’indagine conoscitiva dell’Antitrust sposa, come mai prima, il programma delle compagnie. Che le assicurazioni desiderino pagare i sinistri come vogliono, quando vogliono, con i loro riparatori, con i loro medici e senza alcun contraddittorio, è cosa nota. Che lo desideri anche l’Antitrust, pubblicando un’indagine conoscitiva che si avvale, nei punti critici, solo dei dati dell’Ania e dell’ex autorità di controllo, suscita grandi perplessità. Visto il mutamento radicale dell’orientamento dell’autorità rispetto a documenti precedenti, la domanda è la seguente: è ancora utile il sistema delle Autorità di controllo che, tra scandali di natura finanziaria, indagini conoscitive ‘parziali’ e indagini giudiziarie, invece di salvaguardare il mercato e i consumatori avalla progetti azzardati di fusioni e concentrazioni di imprese traballanti come Unipol e Fonsai? Non è forse meglio restituire le competenze ai ministeri competenti?”.Da CUPSIT 26 febbraio 2013

———- Messaggio inoltrato ———-
Da: luigi mercurio <mercurio_luigi@tin.it>
Date: 26 febbraio 2013 22:16
Oggetto: Antitrust chiama, Ania risponde, il CUPSIT dice la sua su al Volante.
A: info@peritiauto.it

leuropa sorride agli autoriparatori indipendenti

RC AUTO: ANIA, IN ITALIA RISARCIMENTI DOPPI RISPETTO AGLI ALTRI PAESI E TROPPE FRODI

I prezzi della Rc auto, sostiene l’associazione delle imprese di assicurazione, sono più alti in Italia a causa di una frequenza dei sinistri doppia che in altri paesi, di risarcimenti molto più elevati (soprattutto per i danni alla persona) e di una inadeguata azione di contrasto dei reati di frode in assicurazione

Replica a stretto giro da parte dell’ANIA a quanto affermato dall’Antitrust a seguito della conclusione dell’indagine conoscitiva sullo stato dell Rc auto in Italia. L’associazione delle imprese concorda con l’authority “sull’identificazione dei fattori che determinano forti differenze di prezzo della Rc auto tra l’Italia e altri paesi europei. L’indagine conclusa oggi evidenzia, infatti, che il nostro Paese è caratterizzato da un più elevato costo dei risarcimenti“.

In generale, l’ANIA ritiene che le proposte dell’Antitrust debbano costituire un elemento di riflessione per ridurre i costi del sistema. In particolare, l’associazione però sottolinea che:

  1. Va modificato il meccanismo di calcolo dei forfait nel sistema del risarcimento diretto. La legge già prevede la necessità di rivederlo. La questione fondamentale è consentire a ogni singola impresa di controllare come e quanto è stato liquidato per i danni causati dal proprio assicurato;
  2. Vanno incentivate le forme contrattuali – quali la clausola di risarcimento in forma specifica o l’utilizzo della “scatola nera” – che determinano la riduzione dei prezzi, ferma restando la libertà delle imprese di offrire tali modelli contrattuali;
  3. Va eliminato qualunque elemento di incertezza sulle lesioni micro-permanenti rendendo risarcibili solo quelle che emergono da indagini strumentali;
  4. Va rivisto il sistema bonus malus, reso ormai obsoleto dagli interventi normativi che sono stati sviluppati nel tempo;
  5. Lo strumento on line per la comparazione efficace di tutti i premi Rc auto applicati dalle imprese non può che essere il preventivatore dell’IVASS.

L’ANIA aggiunge inoltre due punti che ritiene trascurati dall’analisi dell’Antitrust:

  • Va emanata con urgenza la tabella per la valutazione economica delle lesioni più gravi, inspiegabilmente ferma da mesi dopo aver completato l’iter autorizzativo. Il costo delle lesioni gravi in Italia è il doppio che in altri Paesi;
  • Sulle tema delle frodi l’ANIA vuole essere molto chiara: le imprese italiane vorrebbero disporre degli stessi strumenti e modalità di indagine utilizzati dalle imprese di tutti gli altri paesi e poter contare su un sistema investigativo e giudiziario efficiente.

La legge attribuisce all’IVASS nuovi poteri in materia – conclude l’associazione –, che vanno nella giusta direzione di favorire il coordinamento delle attività delle imprese con quelle delle forze dell’ordine, anche al fine di superare i problemi sollevati in passato in materia di privacy. L’ANIA sta collaborando con l’IVASS per costruire i data base informatici necessari per identificare la mancata assicurazione e gli elementi di frode. Si tratta di un’indispensabile azione di recupero della legalità che andrà a vantaggio dell’intera collettività. L’implementazione di queste misure determinerà una significativa riduzione dei prezzi Rc auto“.

Intermedia Channel

E’ nato il Tempario degli autoriparatori

tempario carrozzieri

Il “tempario degli autoriparatori”, basato su una metodologia oggettiva e certificata, vuole essere uno strumento “super partes” per definire in maniera corretta i tempi di riparazione e garantire interventi a regola d’arte

È stato lanciato a inizio anno il “Tempario degli Autoriparatori“, che può essere consultato all’interno dell’apposito sito web. Da tempo si sentiva l’esigenza di individuare nuovi standard e nuovi parametri per valutare i tempi di riparazione, in linea con l’evoluzione del settore, e il nuovo tempario è andato in questa direzione.

Per prevenire il rischio di essere “marchiato” come “di parte”, questo tempario è stato generato con un sistema oggettivo e semplice. La metodologia con cui è stato concepito non si discosta da quella applicata in questi anni, ma ne rappresenta invece un sensibile miglioramento in termini quantitativi e qualitativi a garanzia di tutti. Il tempario è stato infatti relizzato avvalendosi di una metodologia certificata e di strutture presenti non solo a livello Europeo ma anche a livello mondiale.
Un sistema così articolato vuole essere l’anello di congiunzione per tutti gli utenti: carrozzieri, compagnie, periti, flotte e automobilisti, perché chiunque, volendo, può verificarne, in totale trasparenza, sia l’attendibilità sia il funzionamento. L’attendibilità del sistema è certificata così come la metodologia di calcolo; i risultati prodotti sono verificabili da tutti e, prima di tutti, dall’ Autoriparatore stesso. Vediamo come.

Le tecniche costruttive dei veicoli sono in costante evoluzione soprattutto per motivi di sicurezza e ambientali: quindi, scocche più resistenti con cellule di sopravvivenza, scocche più leggere per diminuire i consumi e quindi l’inquinamento, etc.
L’utilizzo di materiali sofisticati pone problemi, in particolare, quando occorre intervenire sulle strutture e, per effettuare un lavoro “a regola d’arte“, si devono necessariamente seguire quelle che sono le “specifiche del costruttore” e utilizzare le opportune attrezzature; il che comporta, oltre gli investimenti economici, notevoli conoscenze del lavoro e notevoli capacità operative.
Chi più dell’Autoriparatore può avere conoscenze del lavoro e capacità operative?

A questo punto, avendo da un lato un sistema che fornisce un preventivo dettagliato, oggettivo e soprattutto ripetibile con lo stesso risultato da chiunque e dall’altro la certificazione della corretta riparazione, l’Autoriparatore si propone alle compagnie di assicurazione, alle flotte, a tutti gli automobilisti come garante della riparazione del veicolo effettuata a norma di costruttore secondo gli standard dallo stesso progettati in totale sicurezza per l’automobilista e in completa trasparenza riguardo i costi.

Il tempario calcola i tempi di riparazione e/o di sostituzione in modo analitico e oggettivo, individuando il giusto valore compreso fra i valori minimi e massimi previsti nel Tempario
Per la realizzazione del tempario degli autoriparatori sono stati attentamente analizzati la “Guida alla Applicazione dei Tempi” di Domus, il tempario di Confartigianato e di Bada, allo scopo di individuarne gli errori di concetto e non ripeterli nel Tempario Carrozzieri

CESTAR non esiste più. Al suo posto GENERALI ICAR.

CESTAR (CEntro STudi Auto Riparazioni S.c.r.l.) nasce nel 1981 su iniziativa delle Imprese Assicuratrici esercenti l’assicurazione RC Auto e inizia ad operare nel 1983; sin dall’inizio si è qualificata quale punto di incontro e di riferimento, a livello nazionale ed internazionale, per l’analisi e lo scambio di esperienze tra tutte le categorie interessate agli aspetti tecnici connessi alla riparazione dei veicoli. Nel dicembre 2007 è stato acquistato da Assicurazioni Generali S.p.A.

Dal questo mese ha assunto la nuova denominazione Generali ICAR.

Maggiori informazioni nel sito www.generalicar.it di  Generali Innovation Center for Automobile Repairs

Anche il logo è cambiato da CESTAR al nuovo di Generali ICAR

generalicar

Diffida alle imprese di assicurazione per l’incarico di perizie in c.d. authority in difetto di regolare iscrizione RPA

Oggi, dal sito dell’associazione AICIS

Diffida:

La presidenza Aicis, avendo notizia di perizie in authority effettuate da soggetti in difetto della regolare iscrizione al Ruolo Periti Assicurativi, ha trasmesso opportuna diffida.
Il testo:

Alla C.a.    dei Sigg. Presidenti

                   dei Sigg. Direttori Generali

                   dei Sigg. Direttori Sinistri                

                   delle Imprese di Assicurazione

e. p c.       Sigg.ri Pesidenti di:

                 ISVAP

                      ANIA

                     CONSAP

 

e. p c.     ADICONSUM

            ADUSBEF

            CODACONS

            ADOC

            ALTROCUNSUMO

            CONFCONSUMATORI

            FEDERCONSUMATORI

Milano, 20.12.2012                                                              

Oggetto: Cosiddetta authority, cioè perizia a distanza, sui sinistri RCA-CVT


Buongiorno,

con riferimento all’oggetto, con la presente, preso atto che il mercato assicurativo RCA-CVT sta cominciando ad utilizzare per l’accertamento e la stima dei danni derivanti dalla circolazione dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore soggetti alla disciplina dell’assicurazione obbligatoria di RCA di cui al Titolo X del D. Lgs. 209/2005 e successive modificazioni ed integrazioni, metodologie informatiche di verifica a distanza di fotografie e/o preventivi, senza l’accesso al veicolo per la reale verifica dei danneggiamenti, premesso che riteniamo tale pratica estremamente rischiosa rispetto all’effettivo e reale accertamento e stima del danno, con la presente siamo a comunicarvi che anche l’attività di accertamento e/o stima a distanza dei danni, rientra a tutti gli effetti tra le attività  riservate dal capo VI del Titolo X del sopra richiamato Codice delle Assicurazioni ed è pertanto di competenza del Perito iscritto nel Ruolo Nazionale.

Nel richiamare la Vs. attenzione sulla problematica, con la presente vogliamo segnalarVi che, qualora verificassimo che in qualche circostanza o comunemente, la richiamata attività sia svolta da personale non iscritto nel richiamato Ruolo, sarà nostro impegno morale segnalare la problematica alla Competente Procura della Repubblica affinché indaghi ed intervenga nei confronti tanto dell’operatore quanto del Legale Rappresentante dell’Impresa che lo ha incaricato.

La segnalazione di cui sopra sarà ovviamente effettuata anche in tutti i casi nei quali l’impresa, avvalendosi della collaborazione di Periti iscritti al Ruolo, permetta che i propri collaboratori utilizzino per interventi di accertamento o di stima, collaboratori non abilitati ai sensi di legge.

Certi del Vs. cortese e sollecito interessamento, a garanzia degli assicurati che non provocano danni e sui quali ricadono i costi di qualsiasi  mala gestio assicurativa, con l’occasione si inviano

Distinti Saluti ed i migliori Auguri per un sereno 2013

Il Presidente Aicis

Marco Mambretti                                      

AUGURI – FEDERPERITI, quando una associazione di categoria fa concorrenza ai propri associati.

image001C’era una volta una associazione, o meglio una federazione di categoria, che raggruppava diverse associazioni di periti di varie città italiane prevalentemente del nord Italia.  Era nata alla fine degli anni 80,  anni in cui c’era il fermento originato dalla istituzione del Ruolo dei Periti Assicurativi. Tutti quelli che facevano perizie sulle auto da almeno 5 anni potevano accedere al neonato Ruolo senza esame ma usando titoli equipollenti. Gli altri dovevano fare il primo esame. Ci si riuniva, si facevano corsi, ci si organizzava in ogni città  e l’associazione “maggiormente rappresentativa” di allora, l’Aicis, dovette cedere un pò di spazio e di associati alla nuova associazione che si proponeva di essere anche un sindacato. Cosa che l’Aicis lasciava fare allo Snapis.

Quindi da un lato l’attività associativa, di crescita professionale, di aggregazione, di formazione e confronto. Dall’altro l’aspetto sindacale a tutela degli interessi economici e previdenziali degli iscritti. Si studiavano parcelle, si fissavano tariffe minime, si studiavano strategie per riuscire ad ottenere dalle compagnie assicurative qualcosa di più in termine di parcelle e regolamentazione dei rapporti.

Federperiti fu l’unica che non volle firmare la parcella Ania, perchè ritenuta troppo bassa, mentre le altre associazioni, ritenute dal legislatore “maggiormente rappresentative” della categoria accettarono, ritenendo quello un utile punto di partenza nella contrattazione sindacale, anche se poi questa scelta fu censurata dal garante della concorrenza e del mercato. Li il presidente Filippo Zaffarana ci vide lungo, scongiurando una multa che invece gli altri sottoscrittori presero.

Ci vide lungo anche quando capì che l’aggregazione di più periti poteva dar vita ad una forza commerciale notevole. Nacque così Bureau Italia s.r.l. affidata al perito Roberto Marino di Genova che in pochi mesi si aggiudicò le liquidazioni sinistri e le perizie di Sasa Assicuraziuoni (allora Gruppo IRI), di D’Eass Assicurazioni e di Debis, broker del gruppo Mercedes Benz Italia.

Cominciarono ad arrivare molti soldi nelle casse della società e come spesso capita molti conflitti di interesse, a seguito dei quali Bureau Italia si disgregò. Marino costituì la rete Stima s.r.l. che faceva lo stesso lavoro di Bureau Italia s.r.l. e Federperiti continuò la sua attività di Associazione e Sindacato.

Poi un bel giorno Stima, diventata nel frattempo leader di mercato,  fece un’offerta ad Assimoco Assicurazioni per 75 € a perizia in ogni parte d’Italia in 48 ore dall’incarico, tutto compreso.

L’allora responsabile sinistri di Assimoco, intenzionato ad affidare le perizie sul territorio ad un’unica società che coordinasse e supervisionasse la parte tecnica e logistica della valutazione dei danni ad un unico interlocutore, comunicò di aver deciso di affidare l’incarico a Stima s.r.l.

Qualche giorno prima dell’incontro di definizione arrivò invece la comunicazione che un altra società aveva preso l’appalto per una cifra più bassa di circa il 10% di quella proposta.

Ci sta. E’ nella dinamica delle cose. Le gare si vincono e perdono. Si perdono e si vincono…. Ma chi è questo competitor??? E’ Federperiti gest ! Ma scusa non era una associazione di categoria? Un sindacato? Quelli che dicevano che le parcelle erano troppo basse? Che ci volevano la parcella e ma anche le spese di trasferta? Fu così che l’associazione diventò una società di servizi e gli interessi associativi e sindacali della categoria furono relegati in un secondo piano. O terzo….

Buon Natale a Tutti.

circolare federperiti direct line

NUOVO TEMPARIO 2.0

Buongiorno a tutti,
oggi alle ore 20.30 a Bologna il CNA ha indetto una riunione per tutti gli scritti del settore autoriparatori.
Sarà oggetto di discussione il NUOVO TEMPARIO 2.0 dove verranno scelti/calcolati i tempi di riparazione dei nuovi modelli commercializzati.
Noi non siamo stati ne inviatati ne interpellati.
La domanda: PERCHE?
I periti Assicurativi, a mio modesto parere, dovono far parte del tavolo di discussiione e come al solito accade in Italia ne L’ISVAP ne L’ANIA hanno divulgato la notizia.
Vorrei conoscere il Vostro punto di vista sulla questione.
Buon Lavoro a tutti i colleghi
GLB
Pubblicato da Gian Luca Biagioli