Sopraelevata di Genova: tarato sui 70 all’ora Tutor cittadino “Celeritas”

Genova è città di primati ed anche quello dell’unica città con un Tutor in città. Dopo  8 anni dal suo debutto viene alzata la velocità massima consentita da 60 a 70 km/h.
“Celeritas”,il sistema di controllo della velocità sulla Sopraelevata (prodotto da Selex-Elsag), è in funzione dal 2012 e serve per ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza, già a quell’epoca aveva fatto sperare in un innalzamento del limite a 70 all’ora.

Le sanzioni vanno da circa 60 euro, spese di notifica e varie comprese, per le infrazioni meno gravi (quando il limite è superato di meno di 10 chilometri all’ora) a circa 750 euro – con scaglioni progressivi – per chi supera i 120 Km all’ora.

Come comportarsi per evitare sanzioni
È necessario, ovviamente, rispettare la velocità, tenendo conto che:
− Il sistema, rilevando la velocità media, è meno severo di un autovelox, perché non punisce la distrazione di un attimo: se mi accorgo di aver superato il limite, rallento subito dopo, riducendo così la media.
− Il limite di 70 chilometri orari è in realtà, tenendo conto delle tolleranze di legge (5 km/h sotto la velocità di 100 km/h, il 5% della velocità al di sopra), di 75. Chi riceverà una contestazione per una velocità media di 71 Km/h deve sapere che la velocità media rilevata è stata di 76;
− I tachimetri delle auto non sono strumenti di precisione e sono tarati in eccesso; se non si superano i sessanta tachimetrici si può ragionevolmente pensare che anche piccole distrazioni rientrino nella norma.
− La velocità è calcolata sul percorso più breve, cioè quello di chi taglia le curve (commettendo infrazione): chi mantiene la propria corsia risulta perciò leggermente più lento rispetto alla realtà.
− Il Ministero delle Infrastrutture, interpellato dal Comune, ha chiarito che il metodo di calcolo della velocità media è quello qui riportato e che non valgono ulteriori abbattimenti della stima.
È bene, in definitiva, rispettare il limite secondo le indicazioni del tachimetro, che sono prudenziali, rallentare in caso di superamento per distrazione, non tagliare le curve.

L’effetto dissuasivo
All’inizio della sperimentazione del Celeritas nella primavera del 2011, le infrazioni rilevate erano circa 1.200 al giorno (ma bisogna dire che su un campione di 3.700, ad esempio, oltre il 75% era riferito allo sforamento dei 10 Km., cioè della fascia minima); dopo un anno, quando che gli automobilisti si sono abituati a notare, bene in vista sul loro percorso, i misuratori di velocità, si sono ridotte a circa 600-700.
Nel primo anno di sperimentazione, la velocità di picco dei veicoli è calata del 25 per cento; quella media del quindici. Il tasso di mortalità si è più che dimezzato (meno 51%), mentre quello di incidentalità è sceso del 19%. Questi dati, se ci inducono a pensare a una correlazione forte tra la velocità, gli incidenti e i danni connessi, ci portano a ben sperare sulla riduzione del rischio in una vecchia strada a cui la Genova del XXI secolo non riesce a rinunciare.