L’inchiesta sugli spaccaossa Processo per 35 indagati – Live Sicilia

Rito abbreviato per gli accusati di truffe alle assicurazioni.PALERMO – Trentacinque imputati a giudizio col rito abbreviato, quattro chiedono di patteggiare pene tra i due anni e mezzo e i cinque anni e sei optano per il processo l’ordinario. Ieri nell’ udienza nell’aula bunker dell’Ucciardone davanti al gup Giulia Mala ponte si sono costituite le parti civili e sono stati chiesti i riti del processo nato dalle inchieste Tantalo e Tantalo bis, sugli spaccaossa e sulle truffe alle compagnie di assicurazioni con finti incidenti e persone cui venivano fratturate le ossa per ottenere i risarcimenti. Lo scrive il Giornale di Sicilia. Tantalo la prima inchiesta sugli spaccaossa provocò un blitza l’8 agosto 2018. Nell’ aprile dell’anno scorso con la collaborazione con i magistrati di quattro arrestati nel primo filone scattarono altri arresti con l’inchiesta Tantalo bis. Lo stesso giorno fu messa a segno, dalla guardia di finanza, Contra Fides, il 15 maggio toccò poi ai carabinieri con Over e infine, a novembre, l’ultimo capitolo – scrive il Gds – cioè l’indagine con la quale sono stati ricostruiti presunti interessi del clan di Brancaccio nella maxi truffa. Nello specifico, ieri, hanno scelto l’ordinario Michele Caltabellotta, Natale Santoro, Alessandro Santoro, Giuseppe Di Maio (detto fasulina), Orazio Falliti e Benedetto Mattina. Il patteggiamento è stato invece avanzato da coloro che hanno collaborato con i magistrati, l’infermiera Antonia Conte, Salvatore La Piana, Francesco Mocciaro e Giuseppe Burrafato. Tutti gli altri faranno l’abbreviato: Carlo Alicata, Gaetano Alicata, Filippo Anceschi (detto il nano), Salvatore Arena (detto Mandalà), Monia Camarda, Gioacchino Campora (detto Ivan),Vincenzo Cataldo, l’avvocato Graziano D’Agostino, Salvatore Di Gregorio (detto Salvino), Salvatore Di Liberto, Michele Di Lorenzo, Francesco Faija (detto Berlusconi), Isidoro Faija (detto Dorio), Vittorio Filippone, Gaetano Girgenti, Francesco La Monica, Giovanna Lentini, Alfonso Macaluso, Giuseppe Mazzanares, Maria Mazzanares (detta Mary), Salvatore Mazzanares, Mario Modica, Piero Orlando (detto Piero Sh), Cristian Pasca, Vincenzo Peduzzo, Giuseppe Portanova (detto Popò), Giuseppa Rosciglione, Alfredo Santoro, Antonino Santoro, Antonino Saviano, Domenico Schillaci (detto Emanuele), Letizia Silvestri, Maria Silvestri e Massimiliano Vultaggio. Sono parte civile le più importanti compagnie assicurative, e l’ordine degli infermieri, ma solo contro Antonia Conte, che lavorava all’ospedale Civico.(ANSA).

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Falsi incidenti, nessun colpevole: assoluzioni e prescrizioni per 45

FALCONARA  – Quarantacinque imputati, quattro anni di indagini, quasi due di processo e una sentenza senza colpevoli. È terminata con un nulla di fatto la maxi inchiesta iniziata per fare luce su una serie di presunte frodi assicurative nate, secondo l’accusa, da finti incidenti stradali o sinistri pianificati ad hoc tra il 2008 e il 2013, prevalentemente nei comuni di Ancona e Falconara.

L’iter dibattimentale è terminato giovedì pomeriggio davanti al giudice Elisa Matricardi: su un totale di 45 imputati, 15 sono stati assolti e gli altri prosciolti a causa dell’avvenuta prescrizione dei reati: falso e frode assicurativa. I tempi biblici che hanno accompagnato l’inchiesta e i continui rinvii delle udienze, passate in mano ad almeno tre giudici, hanno praticamente spolpato l’essenza del processo.

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Conferimento incarichi CTU, violazione legge Gelli e proposte | Scisciano Notizie

“Ma i Presidenti dei Tribunali non dovrebbero vigilare sul comportamento anche dei Giudici di Pace ?”. Perché gli incarichi sono conferiti sempre alle stesse persone?.  Non è possibile che vi siano consulenti che hanno 100 incarichi e chi ne ha soltanto 2! Il controllo dovrebbe, altresì, riguardare anche le specializzazioni ed il Know How. A chi spetta il controllo ?, e ,soprattutto, esiste un controllo? Ci dovrebbero essere solo eccellenze!!

Napoli, 24 Gennaio –  La problematica avente ad oggetto, il ruolo , le competenze e le modalità di nomina dei consulenti tecnici di ufficio nell’ ambito del processo civile è stata gia’ affrontata, in tempi recenti, dagli avvocati Riccardo Vizzino ed Emma Vizzino, con Studio Legale Associato Vizzino, con un articolo pubblicato sul sito denaro.it, poiché essi sono  considerati particolarmente attenti alla situazione di degrado etico- morale in cui versa, in generale, il nostro Paese, ed in particolare, il sistema giudiziario. In particolare, il presente elaborato  vuole nuovamente richiamare l’ attenzione su uno dei principali aspetti che concorrono a determinare le vicende critiche del sistema giudiziario del nostro Paese che, purtroppo, non sempre riesce a tutelare l’ esercizio indipendente ed imparziale della Giurisdizione, né a garantire una corretta gestione dei suoi Uffici. Al giorno d’ oggi, il processo civile (come anche quello penale ed amministrativo) risulta sempre più caratterizzato dall’ “ipertecnicità” delle materie oggetto di indagine del giudice, tale da richiedere spesso l’intervento di professionisti portatori di nozioni diverse da quelle strettamente giuridiche, che richiedono un impiego di sapienze che vanno al di là della cognizione dell’uomo medio. Si crea, pertanto, la necessità di fare riferimento all’ apporto di cognizioni ampliative di soggetti esperti ed “esterni” come i Consulenti Tecnici di Ufficio, (CTU), i quali, con il proprio contributo professionale, contribuiscono alla decisione della controversia. Il ruolo del CTU diventa fondamentale nel processo civile, in virtù della preparazione tecnica e professionale di queste figure prestate a servizio della giustizia.

Nomina CTU: i requisiti e attribuzione degli incarichi.

L’ attività di tali consulenti deve essere svolta secondo i criteri dell’ imparzialità, trasparenza e terzietà, poiché in mancanza sarebbe compromesso l’ esito del giudizio e ciò inciderebbe sull’ effettiva tutela dei diritti ed interessi dei soggetti dell’ ordinamento. E’ importante, quindi, porre un’ adeguata attenzione e riflessione sul ruolo, le competenze e le responsabilità dei CTU al momento del conferimento degli incarichi di questi ultimi, auspicando che i Presidenti del Tribunali abbiano gli strumenti per svolgere una adeguata attività di vigilanza e di intervento sulle iscrizioni agli albi e sulle modalità di reclutamento dei ConsulentiTecnici di Ufficio, affinchè gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti all’Albo. Infatti, proprio per garantire la competenza dei consulenti del Giudice, l’articolo 61 c.p.c. dispone che gli stessi debbano essere scelti tra le persone iscritte negli Albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. In particolare, L’ Albo dei Consulenti Tecnici, il cui funzionamento è disciplinato dagli artt. 13-23 disp. att. c.p.c., presenta una suddivisione, seppure non tassativa,  ricomprendendo ulteriori aree specialistiche.

Tali Albi sono tenuti da un apposito Comitato composto dal Presidente del Tribunale  (anche nel caso di Tribunale suddiviso in sezioni) e dal Procuratore della Repubblica, ovvero da un loro delegato, e dal rappresentante dell’ ordine professionale di volta in volta interessato. Il Comitato provvede all’ iscrizione degli aspiranti, alla revisione periodica quadriennale dell’Albo ed alla irrogazione di sanzioni disciplinari.

Al momento dell’iscrizione all’ Albo, il consulente assume due obblighi fondamentali, quello di conservare i requisiti di speciale competenza e della specchiata moralità, la quale sarà oggetto di controllo in sede di revisione dell’Albo, e quello di adempiere fedelmente le funzioni affidategli al solo scopo di far conoscere al giudice la verità , il quale rappresenta anche il contenuto del giuramento del consulente disciplinato dall’ art. 193 c.p.c .Orbene, è fondamentale che, il CTU, in qualità di ausiliario del giudice, sia al pari del magistrato, imparziale, attento e scrupoloso, e conosca i doveri connessi allo svolgimento dell’ incarico, la cui violazione può dare luogo a responsabilità civile, penale e disciplinare. Di fondamentale importanza è anche l’art. 23 disp. att c.p.c., così come modificato dal comma 1 dell’ art. 52, l. 18 Giugno 2009, n.69, il quale prevede che il Presidente del Tribunale vigila affinchè, senza danno per l’ amministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti all’albo in modo tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano e… continua a leggere in Sorgente

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Incidenti ‘combinati’ per frodare l’assicurazione: in due alla sbarra – Cuneodice.it

Tre sinistri in sette mesi con gli stessi protagonisti su veicoli diversi: uno era intestato alla madre di uno dei due imputati, priva di patente e all’oscuro di tutto Tre incidenti stradali in sette mesi sono una bella sfortuna per tutti, ma che in ciascuno di questi casi fossero coinvolte le stesse due persone è sembrata davvero più di una coincidenza. Almeno secondo il perito assicurativo della sede Axa di Mondovì, che aveva seguito tutti e tre i sinistri avvenuti tra la fine di aprile e la metà di novembre del 2015: parti in causa erano sempre V.P. e V.V., due cittadini rumeni domiciliati rispettivamente a Villanova Mondovì e a Mondovì.

I vari incidenti avevano coinvolto tre autovetture: una Volkswagen Polo intestata alla madre di V.P, una Ford Focus appartenente a V.V. e una Mercedes il cui intestatario risultava una terza persona, per conto del quale però lo stesso V.V. aveva stipulato la polizza assicurativa in vista di un successivo passaggio di proprietà. Sulle tracce dei due l’agenzia assicurativa aveva messo perfino un investigatore privato, che ha scoperto qualcosa di più a riguardo interpellando la madre di V.P.: la donna ha confermato che la Polo, unica auto coinvolta in tutti e tre gli incidenti, era nella disponibilità unica di suo figlio, stante il fatto che lei oltretutto risultava priva della patente di guida.

Prima che suonasse il campanello d’allarme, due dei sinistri erano già stati risarciti dalla compagnia assicuratrice, con la cifra di 1400 euro in un caso e di 700 nel secondo. In quest’ultima occasione lo stesso V.V. si era presentato in carrozzeria pretendendo con insistenza il denaro, sebbene avesse firmato in precedenza la cessione del credito: alla fine il carrozziere aveva optato per un compromesso.

Sulla base dei riscontri, il perito ritiene che solo nel primo caso ci sia stato un vero urto tra i due veicoli indicati. Tuttavia, anche in questo caso i danni rilevati non corrispondevano alle misure delle automobili e la circostanza che il presunto incidente fosse avvenuto su una strada isolata delle campagne monregalesi – e che lo stesso V.P. in seguito avesse disconosciuto la firma apposta sul CID – aveva alimentato ulteriori dubbi. I conducenti si sarebbero perfino recati insieme dal perito nel tentativo di convincerlo ad ‘aggiustare’ il suo rapporto, palesando un’intesa assai sospetta agli occhi di quest’ultimo.

Per il prossimo 21 aprile è attesa la discussione finale del procedimento.

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Case auto esposte all’effetto domino del coronavirus, Volkswagen la più colpita – Carrozzeria

La società di rating S&P Global Ratings ha rivisto al ribasso le stime sulla produzione di veicoli e sulle immatricolazioni. Il settore automotive sta infatti scontando l’effetto coronavirus, che si abbatte sia sul calo della richiesta dell’enorme mercato cinese sia sui blocchi produttivi dovuti alla chiusura degli stabilimenti imposta dal governo cinese, con pesanti ripercussioni sulla forniure di componenti alla Case auto.

Secondo S&P Global Ratings la chiusrua degli stabilimenti cinesi porterà ad un calo della produzione del 15% nel primo trimestre dell’anno, con un effetto domino su tutta la catena di fornitura a livello globale. Gli effetti sono già evidenti: FCA negli scorsi giorni ha dichiarato che un suo stabilimento europeo potrebbe interrompere la produzione nelle prossime settimane, Tesla ha già annunciato ritardi nelle consegne, e anche i produttori coreani stanno facendo i conti con le mancate forniture di componentistica prodotta in Cina.

Anche Volkswagen risulta particolarmente esposta, visto che in Cina il costruttore tedesco ha 23 stabilimenti che pesano per circa il 40% della sua produzione (tra componenti e veicoli assemblati). Per VW il mercato cinese è inoltre tra i più importanti.  Anche i produttori giapponesi sono legati a doppio filo con la Cina. Nissan in Cina fa il 30% delle vendite e il 31% della produzione (in particolare nuovi modelli ibridi ed elettrici), mentre Honda fa in Cina il 30% delle vendite e della produzione in Cina e ha gran parte degli stabilimenti nella zona di Wuhan. Per Toyota la Cina pesa il 15,5% a livello di produzione e il 16,7% per le vendite. Fortemente penalizzata anche General Motors, che in Cina ha il 19% della sua produzione.

Anche la componentistica è direttamente colpita dagli effetti della chiusura degli stabilimenti cinesi. Un colosso come Bosch in Cina ha ricavi per ben 14 miliardi di euro, con due importanti stabilimenti nella zona di Wuhan che in queste settimane sono rimasti chiusi per ordine delle autorità.

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Cosa Succede alla Fine del Noleggio a Lungo Termine?

Cosa succede alla fine del noleggio a lungo termine? Questa è una delle domande più frequenti tra chi sta pensando di prendere una …………….. Se ti stai chiedendo se la restituzione può avvenire PRIMA della scadenza, la risposta è dipende. Nel tuo contratto sono esplicitate le condizioni, che generalmente richiedono un periodo minimo entro il quale il contratto non può essere sciolto. La riconsegna del veicolo viene formalizzata previo appuntamento con un perito incaricato (circa 15 gg prima della scadenza del contratto di noleggio) presso un centro convenzionato ed autorizzato al ritiro. Viene redatto quindi un verbale di riconsegna, un documento sottoscritto dalla società di noleggio e dal contraente. All’interno del verbale sono indicate informazioni come i chilometri percorsi, la data di riconsegna e gli eventuali danni subiti.Con la restituzione dovrai restituire, oltre al veicolo, anche tutti gli optional e gli elementi che ti sono stati consegnati all’inizio del contratto. Parliamo, ad esempio, della doppia chiave e il libretto di circolazione. …………………………………

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Incidente auto: come comportarsi con il perito assicurativo?

Uno dei momenti più temuti dagli assicurati che si trovano coinvolti in un incidente stradale è quello della perizia assicurativa. Ed è facile capirne il motivo. Lo scopo principale della perizia, infatti, è quello di fare una stima dei danni riportati dal veicolo o dai passeggeri e di decidere se procedere o meno al risarcimento e in quale entità. In sostanza, il perito assicurativo è colui che decide se l’assicurato ha diritto a un indennizzo da parte della compagnia di assicurazione e l’importo di tale indennizzo. E’ comprensibile, quindi, quanto sia importante per un assicurato che voglia ottenere il giusto risarcimento che gli spetta, sapere come gestire questa delicata fase della procedura di rimborso. Vediamo insieme, nella guida che segue, come funziona una perizia assicurativa; quali sono le tempistiche previste dalla legge e come comportarsi con il perito assicurativo.

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Gaetano Esposito – Primi passi PC-Crash – Modulo 1 – Venerdì 31 Gennaio – Scisciano

Il prossimo 31 Gennaio 2020 (venerdì dalle 15:00 alle 19:00) presentiamo il corso Primi passi PC-CRASH – Modulo 1.Il primo di una serie di 3 corsi di base che hanno l’obiettivo di fornire strumenti di conoscenza a chi lavora nel settore della infortunistica stradale con particolare riguardo a chi opera nel settore delle consulenze tecniche sia come consulente del Giudice sia come consulente di parte e sia come perito fiduciario.Molti lamentano di non avere tempo per formarsi e aggiornarsi e curano il proprio sapere in modo autodidattico. Noi pensiamo che studiare in gruppo sia meno noioso e porta risultati migliori.La diffusione sempre più capillare dei computer, la sempre maggiore offerta di software specifici, ha messo in campo strumenti di lavoro che aiutano la nostra professione: NOI VORREMMO CHE TU CI DESSI L’OCCASIONE DI DIMOSTRARTELOe per questo ti invitiamo a conoscere, ed usare, quegli strumenti che da tempo hanno migliorato la qualità della nostra vita consentendoci di conseguire buoni risultati.

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Garmin: presentata al CES 2020 la nuova Dash Cam Tandem per un monitoraggio completo dentro e fuori l’auto – Carrozzeria

In occasione del CES a Las Vegas, la più grande fiera internazionale dedicata alla tecnologia, Garmin ha presentato l’ultima novità in fatto di sicurezza e assistenza per i guidatori: Dash Cam Tandem, il dispositivo che raddoppia il monitoraggio del proprio veicolo a tutela del conducente grazie a una doppia telecamera in grado di riprendere con immagini ad alta definizione tutto ciò che accade dentro e fuori l’abitacolo. Sensore di rilevamento incidenti, funzione di ‘sorveglianza’ e doppio sistema satellitare GPS e Galileo, completano la dotazione della nuova Garmin Dash Cam Tandem

Ogni anno sulle nostre strade si verificano migliaia di incidenti che molto spesso si concludono con un concorso di colpa dopo cause legali che durano per anni, salvo che il conducente dimostri di non aver provocato l’incidente.

Proprio in quest’ottica, per offrire alle autorità un ulteriore strumento di valutazione, Garmin annuncia la nuova Dash Cam™ Tandem: la prima mini “videocamera” di Garmin che si occupa della sicurezza dell’utente, dentro e fuori l’abitacolo dell’automobile.

Il nuovo device dispone di una camera frontale che, con un angolo di ripresa di 180°, registra, grazie alla tecnologia Garmin Clarity® HDR, filmati ad alta definizione di ciò che succede sulla strada. Ma la grande novità della Dash Cam Tandem è rappresentata dalla camera rivolta verso l’interno che ha una risoluzione HD di 720p e consente riprese anche in condizioni di scarsa luminosità grazie all’esclusiva tecnologia NightGlo™. Con la nuova telecamera interna è possibile identificare i dettagli del viso dei conducenti e dei passeggeri, anche se si trovano sui sedili posteriori; funzione utile per tassisti e veicoli con conducente in caso di possibili aggressioni o atti vandalici.
Inoltre, nella nuova Dash Cam Tandem, è possibile attivare la funzione di videosorveglianza che monitora il veicolo anche quando l’auto è posteggiata, registrando eventuali tentativi di manomissione (è necessario l’acquisto separato di un cavo per attivare questa funzione).

Garmin Dash Cam Tandem è un dispositivo di registrazione ad alta definizione e di facile utilizzo e installazione. La nuova strumentazione Garmin è in grado di acquisire foto, video e audio: una volta installata sul parabrezza e collegata a una fonte di alimentazione tramite il cavo USB, Garmin Dash Cam Tandem registra filmati in loop continuo su una scheda micro-SD™ (inclusa nella confezione) e sovrascrivendo i dati raccolti una volta che quest’ultima avrà esaurito la sua capacità di memorizzazione.

Tra le numerose funzioni di assistenza agli automobilisti, la nuova DashCam Tandem integra la possibilità di salvare, avviare o interrompere la registrazione di filmati con il comodo ausilio del comando vocale senza dover impiegare le mani. Inoltre, sincronizzando la propria Dash Cam Tandem con la app Garmin Drive™ scaricabile su smartphone, il conducente può visualizzare direttamente sul display del telefono le registrazioni di ciò che avviene intorno e dentro la vettura.

Infine, la nuova Garmin Dash Cam Tandem incorpora un sensore GPS e Galileo, cosicché sia possibile individuare facilmente il luogo in cui è avvenuto un evento, e un sensore di rilevamento automatico degli incidenti, che consente al dispositivo di archiviare automaticamente i minuti antecedenti e posteriori ad un evento.

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Buona fine e Buon inizio. Bocciate anche in Corte d’Appello le polizze Presto & Bene di UnipolSai. – Blog IlCarrozziere.it

Dopo il Tribunale di Torino anche la Corte d’Appello subalpina boccia i prodotti UnipolSai stabilendo un importante principio: sulla riparazione in forma specifica decide il danneggiato e non l’assicuratore debitore.“Se non ripari dove dico io ti pago quanto dico io”. Questo in sintesi il contenuto delle varie polizze che circolano abusivamente sul mercato invocando a

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DIRIGENTI E COMPAGNIE: ECCO CHI HA CAMBIATO CASACCA NEL 2019 – TuttoIntermediari

Pochi cambi nei piani alti, molti in quelli inferiori. Ecco cosa è successo l’anno scorso, con diversi dirigenti che hanno accettato nuove sfide professionali. 

Nei piani alti delle compagnie non ci sono stati stravolgimenti se non l’uscita di scena di Alberto Minali (era amministratore delegato di Cattolica), non voluta dal diretto interessato (che comunque resta in compagnia come membro del Cda), l’arrivo del francese Pierre Cordier alla guida di Groupama Assicurazioni e il ritorno del veterano Carlo Salvatori (presidente di Aviva Italia Holding).

Per il resto, i cambi di casacca registrati nel 2019 nel settore assicurativo (lato compagnie) hanno riguardato i piani…per così dire inferiori. E allora andiamo a vedere chi, durante l’anno che si è appena concluso, ha deciso di intraprendere una nuova avventura professionale e, quindi, una nuova sfida.

Proprio quella che attende Fiammetta Fabris, che dopo 30 anni ha detto addio al gruppo Unipol (era amministratore delegato di UniSalute) per dire sì ad Allianz Italia, dove ha assunto la responsabilità della divisione health.

Anche Andrea Pezzi, alla ricerca di nuovi spazi, ha lasciato il gruppo Unipol, diventando direttore generale di Poste Assicura.

Una sfida nella sfida è quella di Massimo Toselli, che tanto bene aveva fatto in Amissima dove aveva riorganizzato tutta l’area relativa ai sinistri. Lo stesso compito che gli è stato affidato in Groupama. A proposito della filiale italiana del gruppo francese, da segnalare l’arrivo di Nicolas Naftalski (ha assunto l’incarico di vice direttore generale).

Antonello Cattani, vecchia conoscenza del settore assicurativo, è andato a sperimentare il mondo bancario, accettando il ruolo di  direttore assicurativo di Banca Patavina, istituto di credito aderente al gruppo bancario cooperativo Iccrea.

Si può parlare di salto di qualità per Andrea Trivellato, ex Allianz, nuovo head of sales agents & broker in Zurich Italia. Proprio lo stesso percorso compiuto da Andrea Molteni chief operations officer nella compagnia elvetica.

È passato in Sara Assicurazioni Roberto Landi (direzione auto): arriva da Generali Jeniot. A proposito della compagnia dell’Aci c’è l’innesto anche di Luigi Baccaro, nuovo direttore area sinistri al posto di Gaetano Occorsio che è andato a fare il consulente in Amissima, ritrovando Alessandro Santoliquido e non solo.

Ha lasciato la Turchia per rientrare in Italia: è il percorso fatto da Maurizio Pescarini, ormai ex ceo di Generali Turchia e ora nuovo amministratore delegato di Genertel e Genertellife.

Prima le dimissioni da head of commercial insurance del gruppo Zurich Italia; poi il passaggio con il ruolo di country leader di Axa Xl per l’Italia. E’ la scelta fatta da Saverio Longo.

Dopo una lunga esperienza durata 13 anni, Francesco Semprini ha lasciato Hdi Global Se Italia (dove ricopriva l’incarico di direttore generale). La nuova sfida, per lui, è in Swiss Re Corporate Solutions, dove ha assunto il ruolo di responsabile per l’Italia.

Un altro cambio nell’ambito del settore sinistri è quello di Francesco Montesano, che da Zurich Italia ha traslocato in Cattolica con l’incarico di responsabile claims control della compagnia veronese. Chi ha assunto il ruolo di direttore underwriting in ArgoGlobal Assicurazioni è Marco Serra, che ha lasciato The navigators Group.

L’ex Ariscom ha registrato pure l’arrivo di Ivan Santovito (responsabile della divisione sinistri), proveniente da AmTrust International.Nuova vita anche per Benoit Verbrigghe che dopo 7 anni ha detto addio ad Aviva per approdare in Tua Assicurazioni come responsabile area tecnica e operations.

Da Amissima è andato via anche Massimo Vignoli, passato in Zurich Italia nel ruolo di head of It. Stesso percorso anche per Stefano Di Bucci  che adesso indossa la casacca di Zurich, con l’incarico di agencies and portfolios recruiting.

Ancora Zurich Italia, la compagnia che forse ha registrato più cambi nel corso del 2019: a quelli già riportati c’è infatti da aggiungere anche gli innesti di Paolo Moia (ex Banca Profilo) nel ruolo di life market & business initiatives manager e Massimiliano Roveda (ex Aon) nel ruolo di head of commercial insurance.

Fabio Sgroi

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Previdenza per i periti assicurativi, Drago (M5S): “Un ddl per ridare dignità”

Nel corso degli ultimi mesi ho lavorato – spiega Drago – gomito a gomito con altri due portavoce M5s al Senato, Lorefice e Anastasi, e con rappresentanti di categoria (in primis SNAPIS). Categoria che conta oltre seimila professionisti che svolgono un ruolo importantissimo come quello valutare il peso sociale dei sinistri, soprattutto di quelli che comportano lesioni specie se gravi, analizzando i costi che si ripercuotono sulla collettività e studiando le ragioni che hanno prodotto l’incidente pe contribuire al miglioramento dei sistemi di prevenzione e sicurezza”. “La professione però – evidenzia Drago – ha visto difficoltà sempre più crescenti per gli operatori. Da qui la proposta della creazione di un albo professionale e la revisione del loro regime previdenziale. Non è accettabile che questi professionisti siano costretti a versare alla gestione separata INPS, ma serve un sistema previdenziale diverso”. “Per evitare sprechi dovuti alla creazione di nuovi enti ho proposto – prosegue la senatrice – di assoggettare la figura dei periti all’Eppi (Ente Previdenziale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati) che gestisce la previdenza dei periti industriali garantendo, unitamente al proprio scopo istituzionale principale, una vasta gamma di servizi aggiuntivi. Ad esempio: coperture assicurative, servizi di assistenza sanitaria, servizi in convenzione, iniziative di sostegno alla professione”. “Si tratta di un ddl che vuole conferire dignità e tutele a una professione molto importante e a una platea ampia di professionisti da tempo dimenticati dal Palazzo. La proposta di legge é il frutto di un progetto di lavoro condotto con i colleghi Criatiano Anastasi e Pietro Lorefice, che ha dato origine a tre diversi ddl, compreso quello in questione, al fine di conferire dignità professionale e maggiori tutele agli “esperti in danni e valutazioni”, secondo la nomenclatura europea. Ciò permetterebbe, infine, che la scelta dell’esperto venga operata nel rispetto delle competenze e seguendo una rotazione più equa”, ha concluso la senatrice.

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Perito assicurativo a Roma – Lavoro Lazio

        Randstad Finance Roma è alla ricerca, per azienda operante nel settore dei servizi, leader nel mercato di riferimento, di un perito assicurativo

Responsabilità:  All’interno di un contesto strutturato e insieme al team di riferimento, si occuperà delle seguenti mansioni: Redigere le perizie Analizzare preventivi provenienti dalla carrozzerie per determinare la corretta copertura assicurativa Verificare la congruità tecnica e assicurativa dei preventivi Calcolare il valore dei danni subiti dal richiedente Inserire i dati all’interno di portali specifici Occuparsi delle attività amministrative necessarie alla gestione delle perizie. competenze Sono richiesti i seguenti requisiti: Diploma Tecnico Iscrizione all’albo dei Periti Competenze informatiche per l’utilizzo di portali specifici Aver maturato esperienza pregressa nel ruolo presso società di servizi in ambito automotive/assicurativo e/o compagnie assicurative Predisposizione al raggiungimento di obiettivi Spiccate capacità relazionali e precisione.Si offre inserimento diretto in azienda con contratto a tempo indeterminato; l’offerta economica è competitiva.Orario di lavoro: full time.

Sede di lavoro: Roma. livello di studio Laurea specialistica o a ciclo unico I candidati ambosessi (L.903/77) sono invitati a leggere l’informativa sulla privacy ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati (GDPR).  Candidati

Sorgente: Perito assicurativo a Roma – Lavoro Lazio

Contributo di vigilanza: determinato l’importo dovuto a CONSAP | Ipsoa

Misura e modalità di versamento all’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni del contributo dovuto per l’anno 2019 da parte dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo sono stabilite con decreto 28 novembre 2019 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Precisamente, il contributo di vigilanza per l’anno 2019 è determinato nella misura di euro ottantacinque.Il contributo di vigilanza dovuto per l’anno 2019 dovuto alla società CONSAP, dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo è determinato nella misura di euro ottantacinque.Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 novembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 2019, stabilisce che sono tenuti al pagamento del contributo di vigilanza i soggetti che risultano iscritti nel ruolo alla data del 30 maggio 2019 e sono tenuti al versamenti del contributo di vigilanza sulla base di apposito provvedimento della CONSAP concernente le modalità ed i termini di versamento del contributo stesso, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 337, comma 3, del decreto legislativo n. 209/2005.

Sorgente: Contributo di vigilanza: determinato l’importo dovuto a CONSAP | Ipsoa

Informazioni per gli iscritti | Consap S.p.A.

A. ADEMPIMENTI ANNUALI (ART. 337 DEL CODICE DELLE ASSICURAZIONI);

A1) CONTRIBUTO DI GESTIONE 2019I sensi dell’art. 337 del D.Lgs. 209/2005 recante il Codice delle assicurazione private, come modificato dal D.Lgs. 74/2015 (art. 1 comma 192), i periti assicurativi iscritti nel Ruolo sono tenuti al pagamento a Consap di un contributo annuale denominato “contributo di gestione del Ruolo dei periti assicurativi”, il cui importo è stabilito annualmente con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Per l’anno 2019, con D.M. del 28 novembre 2019, la misura del contributo è determinata in euro 85,00. Sono tenuti al pagamento i soggetti che risultano iscritti nel Ruolo alla data del 30 maggio 2019, secondo le modalità e i termini di cui al provvedimento Consap n. 15 del 9 dicembre 2019, di seguito riepilogati:

Versamento: bonifico bancario Banca: BNL – Gruppo BNP Paribas Beneficiario: CONSAP S.p.A. – Ruolo Periti Assicurativi                                  IBAN: IT 76 W 01005 03239 000000001002 Swift Code: BNL II TRR        Causale (obbligatoria): matricola, cognome e nome perito, anno del contributo (esempio: P000009999, Rossi Mario, 2019)Scadenza: 14 febbraio 2020

Sorgente: Informazioni per gli iscritti | Consap S.p.A.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo


C’è un antico presepe a Genova, scolpito nel marmo. Risale alla metà del ‘400 ed è attribuito a uno degli scultori della famiglia Gagini. Lo vedete passando in Via Orefici, al nr 47r come soprapporta di una bottega di coltelleria.

La nostra sede è a Genova. Con i più classici Auguri vi mandiamo un’immagine Natalizia della città. Nei commenti potete ricambiare con un’immagine della vostra, se vi fa piacere

Una Tesla Model 3 emette più CO2 di una Mercedes turbodiesel – Sotto la Lente – ANSA.it

Guidare in Germania una Tesla Model 3 ha un effetto negativo sull’ambiente, in termini di emissioni di CO2, maggiore rispetto ad una vettura turbodiesel di analoghe dimensioni. E’ quanto afferma il magazine francese AutoPlus che ha ripreso, aggiornandolo, uno studio che era stato diffuso qualche mese fa dall’ente indipendente di ricerca tedesco IFO. E’ innegabile che un’auto elettrica non inquini durante il suo uso – si legge sul magazine francese – e sicuramente non lo fa con il motore, anche se freni e pneumatici rilasciano polveri e residui nell’aria.Per calcolare l’inquinamento totale del veicolo è però necessario misurare anche la fonte che alimenta le batterie e che fornisce l’energia al motore. In Germania, anche se la produzione totale annua di elettricità proviene al 35,6% da fonti rinnovabili e al 52,6% da combustibili fossili, il ciclo vita completo di una Tesla Model 3 produce (secondo IFO) fra 156 e 181 g/km di CO2, contro i 141 g/km di una Mercedes C220d. Il calcolo è stato realizzato assumendo per la produzione tedesca di energia elettrica un fattore di emissione di CO2 medio di 0,55 kg/kWh, da cui risulta che fabbisogno energetico di 15 kWh per 100 km della Tesla Model 3 comporta alla fonte 83 g/km di CO2 nel mix attuale tedesco.Ma a questo valore, sottolinea IFO, va aggiunto una emissione addizionale – compresa fra 73 e 98 g/km – legata alla produzione e allo smaltimento delle batterie, da cui si arriva ai citati valori di 156 -181 g/km. IFO precisa anche che secondo i dati l’Agenzia Europea dell’Ambiente (2019), l’intensità delle emissioni di CO2 per la produzione elettrica in Francia è inferiore a 0,100 kg/kWh, in Germania (come è stato considerato) è di circa 0,55 kg/kWh e in Polonia di circa 0,7 kg/kWh.Lo studio prende anche in considerazione i motori a gas naturale (metano) che nel dimensionamento da considerare per il confronto con la Tesla e la Mercedes comporta emissioni di 99 g/km di CO2. Anche nel caso più favorevole di basse emissioni di CO2 nel ciclo vita delle batterie, le emissioni dell’auto elettrica risultano comunque superiori del 58%. Pertanto – conclude lo studio – il motore a combustione interna alimentato a metano sembra essere una fonte di propulsione senza rivali in termini di emissioni di CO2 e che batte tutte le altre alternative.

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Carglass® in Olanda: stop alla carrozzeria – Carrozzeria Autorizzata

Se in Italia riorganizza il business, Carglass® in Olanda smette di credere nel progetto carrozzeria. Vediamo perché.
Dopo quasi quattro anni, Carglass® in Olanda (da inizio 2020) dice stop al servizio carrozzeria. Stando a quanto si legge sul comunicato stampa ufficiale diffuso da Carglass® nel paese, l’azienda in questi anni non avrebbe visto crescere nè il numero di clienti né i margini. Specifichiamo che in Olanda il servizio era prettamente di “smart repair” ed era effettuato all’interno dei centri posa, ma la notizia ha comunque fatto “rumore” sul mercato.
A un noto magazine del paeseWillem Mes, direttore operativo di Carglass® Olanda, ha dichiarato:“il servizio carrozzeria è stato apprezzato per la velocità, per la flessibilità e per i prezzi competitivi dai clienti, ma non ha portato i risultati sperati. Il business non è cresciuto, il numero dei clienti nemmeno e anche nel 2020 non abbiamo prospettive di crescita”.
Il servizio carrozzeria di Carglass® in Olanda, dunque, si fermerà all’inizio del 2020, ma l’azienda, come si legge sulla nota stampa, dichiara di essere completamente focalizzata sulla riparazione e sostituzione cristalli e sulla calibrazione degli ADAS. Nella visione di Carglass®, infatti, a fronte di un circolante sempre più equipaggiato con dispositivi di assistenza alla guida, è necessario saper intervenire, senza se e senza ma, su tali dispositivi.
Ricordiamo che gli ADAS, che sono sempre più diffusi, operano con l’aiuto di telecamere montate sul parabrezza e/o sui vetri del veicolo e, in caso di rottura del vetro, ci si deve attrezzare per ricalibrare le tecnologie di bordo per ripristinare il loro funzionamento.

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