Webinar GRATUITO: Cenni di balistica

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Lo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partner, in collaborazione con l’ Ing. Alessandro Lima, ha organizzato un webinar GRATUITO che si terrà con modalità a distanza il giorno 19.06.2020 dalle ore 16,00 alle ore 17,00 in cui si parlerà di:

” C E N N I D I B A L I S T I C A “

Il seminario verrà svolto esclusivamente in modalità on line. Per iscriversi cliccate qui sotto:

ISCRIVITI AL CORSO

Nella pagina che si apre, cliccate su AGGIUNGI AL CARRELLO, successivamente su CONCLUDI ORDINE ed effettuate il login oppure inserite i vostri dati di fatturazione utili per il rilascio dell’attetato di partecipazione e per l’ottenimento delle credenziali di accesso al sito www.academyinfortunisticastradale.it.

N. B. per la connessione al Webinar si prega di attenersi alle istruzioni indicate nell’allegato Guida Webex pdf

Cordiali saluti Per. Ind. Gaetano Esposito

Scarica Guida Webex.pdf

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Genova, truffa alle assicurazioni: arrestato Cataldo Casciaro ed altri 39 indagati

 © ANSA

Tra gli indagati la moglie dell’uomo e altre 38 persone.

Cataldo Casciaro, l’uomo arrestato dai carabinieri per la maxi truffa alle assicurazioni, stipulava una polizza il venerdì, versando un assegno scoperto, e il giorno dopo simulava un incidente. In questo modo truffava due volte la stessa agenzia. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri che sono partiti dalla denuncia, lo scorso ottobre, di un perito insospettito proprio dalla “velocità” con cui si era verificato l’incidente. Ad aiutare l’uomo, ex venditore ambulante, erano la moglie e quattro carrozzieri complici (tra Rivarolo e Sampierdarena) che indicavano a Casciaro i clienti dell’officina da coinvolgere nei finti incidenti. Una volta ottenuto il premio assicurativo, per cifre che andavano dai mille ai cinque mila euro, veniva diviso tra le tre parti. Gli investigatori, guidati dal capitano Michele Zitiello, hanno scoperto che Casciaro cambiava spesso assicurazioni e falsificava anche le carte di circolazione dei suoi mezzi per poter ottenere quanti più soldi possibili. I militari hanno ricostruito che il gruppo aveva frodato per almeno 27 volte le assicurazioni dal 2017 fino al 2019 racimolando circa 100 mila euro. Per gli inquirenti, però, i colpi potrebbero essere stati molti di più. (ANSA).

 

Finti incidenti stradali a Genova: 40 indagati, tra cui i titolari di 4 carrozzerie. Un arresto

Un'auto dei carabinieri (immagine di archivio)

Gli episodi ricostruiti si sono verificati tra i mesi di giugno 2017 e agosto 201905 Giugno, 2020

Genova – Finti incidenti stradali a Genova. Procura e carabinieri della stazione di Forte San Giuliano hanno indagato 40 persone, tra cui i titolari di 4 carrozzerie genovesi, che simulavano sinistri stradali per ottenere soldi della compagnia assicurative. Nel corso dell’operazione denominata “autoscontri” è stato anche arrestato un uomo di 45 anni originario di Crotone che è ritenuta la mente del raggiro.  

https://www.ilsecoloxix.it/genova/2020/06/05/news/finti-incidenti-stradali-a-genova-40-indagati-tra-cui-i-titolari-di-4-carrozzerie-un-arresto-1.38931492

“Stangata per 34 spaccaossa” C’è chi rischia l’ergastolo – Live Sicilia

PALERMO: richieste di pena pesantissime. Sotto processo pure avvocati e periti.

Altro processo sugli spaccaossa, altri imputati che rischiano la condanna. Per uno di loro potrebbe essere pesantissima. L’accusa, infatti, ha chiesto l’ergastolo per Alfredo Santoro. Sarebbe il responsabile dell’omicidio, contestato con dolo eventuale, di un cittadino tunisino, Hadry Yakoub, trovato morto in strada. Per questa vicenda sono state fermate altre tre persone. All’extracomunitario, nel 2017, sarebbero state somministrate dosi di Crack per evitare che si potesse sottrarre alle lesioni. 

La morte, in un primo momento ritenuta conseguenza di un incidente stradale, in realtà, come hanno ricostruito gli agenti della Squadra mobile era stata provocata dalle fratture multiple.

In abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Giulia Malaponte i pubblici ministeri Daniele Sansone e Alfredo Gagliardi hanno chiesto le condanne per Carlo Alicata (8 anni), Gaetano Alicata (3 anni e 4 mesi), Filippo Anceschi (detto il nano, 3 anni e 8 mesi), Salvatore Arena (detto Mandalà, 8 anni), Monia Camarda (4 anni e 4 mesi), Gioacchino Campora (detto Ivan, 9 anni e 2 mesi), Vincenzo Cataldo (4 anni e 4 mesi), l’avvocato Graziano D’Agostino (8 anni), Salvatore Di Gregorio (detto Salvino, 3 anni e 8 mesi), Salvatore Di Liberto (8 anni e 4 mesi), Michele Di Lorenzo (2 anni e 6 mesi), Francesco Faija (detto Berlusconi, 15 anni), Isidoro Faija (detto Dorio, 3 anni), il perito assicurativo Mario Fenech (7 anni e 4 mesi), Vittorio Filippone (3 anni e 8 mesi), Gaetano Girgenti (3 anni e 4 mesi), Francesco La Monica (6 anni e 4 mesi), Giovanna Lentini (4 anni, 3 mesi e 10 giorni), Alfonso Macaluso 83 anni e 8 mesi), Giuseppe Mazzanares (4 anni e 8 mesi), Maria Mazzanares (detta Mary, 3 anni, 9 mesi e 10 giorni), Salvatore Mazzanares (3 anni, 9 mesi e 10 giorni), Mario Modica (10 anni e 4 mesi), Giovanni Napoli (detto fragolina, 4 anni),  Piero Orlando (detto Piero Sh, 3 anni), Cristian Pasca (6 anni e 4 mesi), Giuseppe Portanova (detto Popò, 8 anni), Giuseppa Rosciglione (4 anni), Alfredo Santoro (detto Lello, ergastolo), Antonino Saviano (4 anni e 2 mesi), Domenico Schillaci (detto Emanuele, 7 anni e 8 mesi), Letizia Silvestri (7 anni), Maria Silvestri (3 anni e 8 mesi) e Massimiliano Vultaggio (8 anni e 8 mesi).

Sorgente: “Stangata per 34 spaccaossa” C’è chi rischia l’ergastolo – Live Sicilia

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ALLYmobile è una piattaforma di video perizie online pensata per migliorare alcune dinamiche lavorative in ambito peritale.
In questa fase di emergenza sanitaria che l’Italia si trova ancora ad affrontare, la modalità di video perizie online risulta essere la soluzione migliore per poter continuare a lavorare da casa o dal proprio ufficio senza doversi recare personalmente dal cliente che ha richiesto una vostra perizia.


Con ALLYmobile ci siamo resi conto di quanto fosse importante trovare una soluzione ai problemi più comuni nel settore peritale, soprattutto in questo periodo.
Per questo, con la nostra piattaforma, abbiamo sviluppato un servizio semplice e intuitivo accessibile online da qualsiasi computer o tablet e, attraverso un cloud based, ALLYmobile è facilmente utilizzabile da smartphone, iOS e Android.
I periti che hanno iniziato ad utilizzare allymobile.it, in accordo con le compagnie, hanno potuto verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da remoto in soli 10 minuti.


Grazie all’efficienza di ALLYmobile siamo riusciti a coinvolgere, nell’utilizzo della nostra
piattaforma di video perizie, circa 70 studi peritali di tutta Italia, di cui la metà sono studi di periti auto e la restante parte sono studi peritali rami elementari e RCt. Siamo riusciti a dare alla nostra categoria un ottimo prodotto e ci impegneremo ad implementarlo in base alle esigenze dei nostri clienti.


ALLYmobile si basa sulla video chiamata da remoto e per poter effettuare la nostra perizia a distanza abbiamo bisogno semplicemente di uno smartphone e di una connessione ad internet. Il professionista può iscriversi gratuitamente alla piattaforma e offrire così il suo servizio ai clienti attraverso una video perizia online.
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Per i periti che si stanno chiedendo se la modalità di video perizia è consentita e regolamentata dal ruolo periti, riportiamo che “ il Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa non entrando nel merito della perizia che rimane attualmente –sia per il contenuto che per le modalità di estensione- di totale pertinenza del Perito Assicurativo.”

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Carote in calcestruzzo, norme cogenti, norme volontarie, CTU e CTP, sentenze e regolamenti: che casino

Di recente è stata pubblicata la versione italiana della norma UNI EN 13791:2019 – Valutazione della resistenza a compressione in sito nelle strutture e nei componenti prefabbricati di calcestruzzo. Si tratta di una norma importante, visto che il tema della qualità del calcestruzzo in opera è sempre più oggetto di discussione. È una norma che modifica sostanzialmente la precedente versione del 2008, prevedendo la possibilità di effettuare carote più piccole, fissando (finalmente) un numero minimo di carote, dei criteri di valutazione dell’affidabilità dei risultati … ma in questo articolo non parlo solo di questo !!!

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Cambiano le norme sul calcestruzzo: ma si applicano le nuove norme ?

La norma, di cui abbiamo pubblicato un bell’approfondimento del dott. Roberto Marino (Cambia la valutazione della resistenza in opera di strutture in calcestruzzo: analisi della nuova norma) in cui si spiegano i passaggi più complessi, riguarda un tema importante.

E non è un semplice passaggio di metodo di prova: nell’articolo si dimostra come con il nuovo riferimento normativo la verifica della resistenza in situ diventa più severa. Nell’esempio riportato di circa un 10% delle prestazioni attese. Questo avrebbe conseguenze anche sulla progettazione del calcestruzzo da parte dei fornitori.

C’è però un problema.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo non è applicabile

Il problema è che le norme tecniche, le NTC 2018, citano le norme del 2008. Per quanto riguarda la gerarchia delle norme (La L.1086 e la gerarchia delle norme: una guida alla comprensione del valore delle norme) infatti prevale, di fronte a due prescrizioni normative diverse, l’indicazione delle NTC.

Nelle NTC 2018 la resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ va calcolata secondo quanto previsto nella norma UNI EN 13791:2008, ai §§ 7.3.2 e 7.3.3, considerando l’approccio B se il numero di carote è minore di 15, oppure l’approccio A se il numero di carote non è minore di 15, in accordo alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo elaborate e pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Quindi, a norma di legge, continua ad avere efficacia la norma del 2008, ritirata però in sede UNI e CEN.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo è applicabile

Non è però del tutto così. Infatti le norme tecniche si applicano per i calcestruzzi strutturali. Ma nel caso di calcestruzzi non strutturali, a quale riferimento normativo mi riferisco?

Il campo di applicazione delle norme tecniche per le costruzioni lo troviamo nell’oggetto stesso del documento “Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità.

Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere.”

Quindi, considerando i requisiti essenziali, se abbiamo un’opera in calcestruzzo che non rientra in questo oggetto delle NTC, ci troviamo in una situazione in cui non vi è la prescrizione cogente alla norma del 2008, e quindi, vale la norma del 2019.

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Quale norma applico ? Prendiamo il caso dei Pavimenti Industriali

Una delle situazioni più complesse e universalmente dibattute è quella delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo. Un caso che ho trattato più volte su INGENIO, e di cui in questo articolo avevamo fatto un quadro piuttosto esaustivo “Lo strano caso dei pavimenti industriali in calcestruzzo” ricordando la genesi dei pareri e delle posizioni ufficiali sull’argomento, fino al parere firmato dal Consiglio Superiore dei LLPP.

Riprendendo dal punto in cui ci lascia l’articolo suddetto e applicandolo a queste riflessioni, … quindi … , se una pavimentazione industriale rientra all’interno delle fattispecie considerate dal parere del Consiglio Superiore dei LLPPallora siamo in un caso di pavimentazione industriale strutturale e … quindi … si applicano le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 e … quindi … in caso di contenzioso, le carote si fanno nel rispetto della UNI EN 13791:2008, mentre nel caso in cui la pavimentazione NON rientri nelle fattispecie di cui allo stesso parere del Consupp e quindi non sia strutturale si applica la UNI EN 13791:2019 con tutte le conseguenze del caso.

Opera strutturale o non strutturale, NTC o non NTC, norme vecchie e norme nuove … un bel casino

Se a qualcuno, per caso, la situazione sembra fino a questo momento di semplice applicazione … vorrei con un esempio spiegare perchè in realtà non lo è.

Prendiamo il caso di un’immobiliare che decide di realizzare un pavimento industriale, scollegato da strutture e fondazioni, in cui non è prevista l’installazione di scaffalature o impianti che possano portare a situazioni di pericolo. Il professionista chiamato a valutare – come il parere del CONSUPP prevede – se l’opera ricade nel concetto di struttura o meno, decide di non caratterizzarla come struttura. Si procede quindi alla realizzazione nel rispetto del DPR 380/2001 e successive integrazioni senza l’onere del progetto, della direzione lavori e collaudo. Il capannone viene acquistato dall’azienda Rossi che decide di realizzarci delle scaffalature di modesta entità. Chiede al progettista delle scaffalature di valutare se l’installazione delle stesse possa creare dei problemi in merito al requisito sulla sicurezza (Requisito 1 Allegato I del Regolamento (UE) n. 305/2011) il quale dichiara che vista la modesta entità delle scaffalature non vi è questo problema. Dopo l’installazione delle stesse, e un certo periodo di utilizzo del capanno, si creano delle fessure alla pavimentazione. Nasce un contenzioso legale, il giudice nomina un CTU il quale ritiene che il problema sia strutturale e, di conseguenza, che la pavimentazione debba intendersi come struttura. Per saggiare la qualità del calcestruzzo fa quindi delle carote.

Semplice? Provate a rispondere alle seguenti domande:

  • Quale giudizio prevale, quello del professionista iniziale, quello che ha dato l’avvallo per l’installazione delle scaffalature o quello del CTU ?
  • Le NTC si applicano?
  • Con quale norma si faranno le prove di carotatura? Quelle del 2008 o del 2019?

Faccio notare che nell’esempio ho considerato la presenza di una serie di pareri scritti dei professionisti che nella realtà quasi mai abbiamo. Quindi stiamo parlando di un esempio virtuoso, virtuosissimo. Inoltre, possiamo aggiungerne altre di domande:

  • il committente che aveva commissionato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • i professionisti che sono stati chiamati a esprimere dei pareri tecnici giudicando l’opera come non strutturale hanno delle responsabilità?
  • l’impresa che aveva realizzato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • il fornitore di calcestruzzo per l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?

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Serve chiarezza e semplificazione

Il DPR 380 dopo vent’anni di onesta vita in servizio andrebbe aggiornato. E sappiamo che è in fase di aggiornamento. Speriamo che si operi una grande azione di semplificazione e razionalizzazione.

Occorre superare il tema del non strutturale e strutturale

Una balaustra di un terrazzo, strutturale o meno, deve essere progettata, la sua costruzione deve essere verificata da un direttore dei lavori, e compresa nel collaudo. Un controsoffitto fa male se cade sulla testa delle persone a prescindere che qualcuno lo abbia catalogato struttura o non struttura. Quando attacco una libreria – in sospensione – a un muro non dovrebbe bastare una valutazione sul costo delle viti e dei tasselli per comprendere se è un pericolo o meno per i figli che ci dovranno studiare a fianco. Occorrono norme basate sui principi, e quindi semplici, con poche differenziazioni.

Più tecnicismi inseriamo nelle norme – come ci insegnava Pozzati – e più rendiamo difficile l’applicazione della legge e la qualificazione delle costruzioni.

Il nuovo testo unico delle costruzioni (già un passaggio importante, non più testo unico della sola edilizia) dovrebbe essere davvero unico, e riguardare tutte le opere, prevedendo sempre la figura del progettista, del direttore lavori e del collaudatore in ogni costruzione, e la presenza di uno strutturista in ogni intervento di ristrutturazione.

Oggi ci sono norme e prassi, riconosciute da Accredia, che affidano il compito di verifica della sicurezza e della progettazione di un serramento a un installatore !!! Ho un caro amico che è stato fermo per tre mesi – miracolato – perchè gli è caduto un infisso in testa mentre passava sotto una palazzina.

E per quanto riguarda la normativa tecnica occorre al più presto arrivare a un riordinamento e a una semplificazione. Valore universale delle NTC, passaggio istituzionale per qualsiasi modifica di una norma richiamata, che deve essere sempre gratuita, visto che è obbligatoria.

Non è possibile che oggi un operatore del settore delle costruzioni – dal professionista all’impresario, dal tecnico all’applicatore – debba sapersi muovere in un marasma di Norme di legge, Istruzioni CNR, Linee Guida CONSUPP, Ordinanze Protezione Civile e Commissari, documenti ENEA, Circolari dell’Agenzia delle Entrate, Marcature CE europee, certificazioni volontarie, CAM EPD CVT, sentenze della Cassazione, sentenze del TAR, sentenze della Corte dei Conti, ANAC, regolamenti edilizi che cambiano all’interno dei 7.982 comuni italiani … 

Per chi in questi mesi si è incazzato solo perchè doveva cambiare l’autocertificazione ogni 20 giorni provi a pensare per un momento a povero tecnico delle costruzioni che a seconda che si chiami pergolato, pergotenda o tenda cambiano le leggi di comune in comune.

Non possiamo pensare di lavorare in un sistema delle costruzioni in cui è la rincorsa alla sentenza più favorevole, allo spostamento della responsabilità tramite asseverazione, alla gigliottina del silenzio assenso che viene affidata la gestione delle regole del buon costruire.

Occorre tirare fuori la testa dalla sabbia, e per una volta affrontare con serietà il problema. Sono partito da un semplice caso, quelle delle carote in calcestruzzo, per arrivare a un problema molto più ampio, quello della normazione del settore delle costruzioni.

Serve una grande opera di semplificazione

La legge non ammette ignoranza! Sì, ma non solo di chi le deve applicare, ma anche di chi le scrive.

Sorgente: https://www.ingenio-web.it/27149-carote-in-calcestruzzo-norme-cogenti-norme-volontarie-ctu-e-ctp-sentenze-e-regolamenti-che-casino

Progetto Asseverazione Carrozzeria

Direzione Standard & Testing <direzione@standardetesting.it>21 maggio 2020 10:12
A: direzione@standardetesting.it
Gent.mi Tutti,

consapevoli della situazione, non brillante ma in graduale ripresa per tutta la filiera dell’autoriparazione, ci fa piacere informarVi che l’attività di Asseverazione è partita con le prime Carrozzerie che hanno superato la prima fase e stanno lavorando sulla seconda (propedeutica all’Asseverazione). La prima fase è per cominciare a mettere le basi e chiederei a Tutti gli interessati di contattarci in modo da poter procedere operativamente. Ci faremo parte attiva anche noi nel contattarVi nei prossimi giorni.
 
Buona giornata e buon lavoro.


Silvano Guelfi 
Paolo Saluto 
380-3029957 

VIDEO PERIZIE ONLINE? SCEGLI ALLYmobile

Il mercato delle video perizie online è un mercato in forte crescita negli ultimi anni, infatti, secondo un’analisi condotta dal nostro responsabile CMO e CDO, il futuro dei periti assicurativi che utilizzano le video perizie è in continua espansione. Il settore delle perizie assicurative è rimasto invariato per anni ma, la trasformazione digitale e la conseguente rivoluzione del settore assicurativo del mondo di oggi, non può che coinvolgere positivamente anche il campo peritale auto e rami elementari. Da ideatori e creatori di allymobile.it, la piattaforma delle video perizie online, abbiamo constatato come, con l’ausilio del video a supporto del perito, si possa offrire una perizia real-time a 360° completamente diversa dalla classica perizia.

Gli studi peritali che utilizzano la video perizia a supporto quotidiano nelle operazioni di verifica sinistri testimoniano, infatti, l’importanza dell’uso della videoperizia perché, oltre ad offrire una panoramica generale e dettagliata allo stesso tempo della perizia, offre una più semplificata gestione del lavoro e una migliorata customer experience del danneggiato. Ovviamente si tratta di un fenomeno che mostra i suoi maggiori utilizzatori nei paesi dove l’ “insurtech”, la “digital insurance” e la risoluzione digitale sono avvenute diversi anni fa, prima in altri settori e poi nel nostro di riferimento e, oggi, prende piede anche nel resto del mondo grazie ad un trend che da poco è arrivato anche nell’industria assicurativa ed in particolare in quello che è il settore peritale: il video.

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CTU Tribunale: quali sono i criteri per la nomina?

Come risaputo il giudice, per dirimere questioni tecniche complesse, ai sensi dell’art. 61 c.p.c., può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti tecnici.

Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) è una delle figure professionali centrali nell’ambito di un procedimento, tanto che ogni giudice, per confezionare il proprio giudizio si avvale di questi professionisti, i cui nominativi sono contenuti in appositi Albi professionali, tenuti presso tutti i Tribunali. Si tratta di un vero rapporto fiduciario che si stabilisce con il giudice, tenuto a scegliere da albi le cui categorie sono imposte dalla legge, ed il professionista nominato.

Sommario:
1. CTU: cos’è e qual è il ruolo del consulente
2. Nomina CTU: i criteri di scelta
3. Il conferimento di incarichi nella prassi giudiziaria

CTU: significato e qual è il ruolo del consulente

La CTU è una consulenza disposta da un Giudice nell’ambito di un procedimento giuridico (civile o penale), la cui finalità è quella di consentire l’acquisizione di informazioni utili a una decisione finale equa e precisa. Capita spesso che i temi sui quali il Giudice è chiamato ad intervenire rientrano in aree specifiche (come ad esempio la medicina, la psicologia, l’ingegneria, la biologia ecc.) per cui si rende necessario l’intervento di un profilo in possesso di competenze tecniche specifiche.

Il ruolo del CTU è quello di supportate il Giudice fornendogli i chiarimenti e le risposte tecniche necessarie per arrivare più agevolmente al giudizio finale. Si tratta in altre parole di un ausiliario del Giudice che non esercita attività decisoria ma opera in un rapporto strettamente fiduciario.

Nomina CTU: i criteri di scelta

Per avere omogeneità e correttezza nelle nomine è sceso in campo il Consiglio Superiore della Magistratura, la cui settima commissione ha adottato una delibera che spiega a tutti i Tribunali come scegliere i CTU. La commissione sottolinea come l’affiancamento nelle perizie del medico legale allo specialista dà garanzia di un collegamento tra sapere giuridico e sapere scientifico, necessario per consentire al giudice di espletare in modo ottimale la funzione di controllo logico razionale dell’accertamento peritale.

La recente legge 24/2017 (legge Gelli – Bianco) ha previsto tra le altre novità che in tutti i procedimenti, sia penali che civili, con oggetto la responsabilità sanitaria, in caso di conferimento di incarico peritale o consulenziale (CTU), vi sia un necessario affiancamento di almeno due professionalità.

Il “collegio” deve comprendere il medico legale e almeno uno specialista nella materia di cui si discute nel procedimento. Inoltre, questi specialisti devono avere una specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento e devono essere scelti tra gli iscritti negli albi come prevedono le disposizioni di attuazione del c.p.c. e del c.p.p. La legge stabilisce che negli albi devono essere indicate e documentate le specializzazioni degli iscritti esperti in medicina e che in sede di revisione degli albi sia indicata l’esperienza professionale maturata, con particolare riferimento al numero e alla tipologia degli incarichi conferiti e di quelli revocati ed ancora che gli albi devono essere aggiornati almeno ogni cinque anni per garantire, oltre a quella medico-legale, un’ adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite a tutte le professioni sanitarie, tra i quali scegliere per la nomina.

Il conferimento di incarichi nella prassi giudiziaria

In questa sede, ciò che preme evidenziare è che purtroppo nell’ambito delle consulenze tecniche d’ufficio ed in particolare in quelle mediche, gli incarichi vengano assegnati non a specialisti della medicina legale, ma a medici privi di qualsivoglia specializzazione (medici di base) o ad “esperti” di branche che poco hanno a che vedere con il tipo di patologia da accertare. Così non è infrequente, specie nei giudizi di risarcimento del danno conseguente a sinistro stradale, che, ad esempio, lesioni ortopediche debbano essere valutate da un cardiologo o da un neurologo, con grave pregiudizio per coloro che si rivolgono alla Giustizia per la legittima tutela dei loro diritti ed interessi.

Tale modus procedendi, infatti, da una parte non consente l’adeguato dispendio delle tecniche della propria scienza, dovendo il consulente valutare casistiche non affini all’area medica di sua competenza e rischiando pericolose improvvisazioni e dall’altra comporta la produzione di CTU nulle perché elaborate senza l’adeguata conoscenza della dottrina e delle regole giuridiche che governano il processo.

Violazioni del genere, purtroppo, si registrano anche per quanto concerne la Ctu tecnica, nell’ambito dei processi, prevalentemente in materia di infortunistica stradale, dove la scelta ricade, anche in questi casi, su soggetti privi dei requisiti normativamente previsti, laddove è indiscutibile che il danno tecnico possa essere stimato solo ed esclusivamente da periti assicurativi iscritti all’albo nazionale gestito dalla Consap.

Ecco perché è doveroso sollecitare un più attento controllo sugli incarichi conferiti affinché, come normativamente previsto e recepito dalla giurisprudenza della Suprema Corte (Cass n. 18773 del 26.09.2016), si assuma davvero la centralità del medico legale (che, oltre ad essere esperto della materia scientifica di cui si parla, conosca il nesso di causa materiale e giuridica, sappia distinguere il concetto di rapporto contrattuale o extracontrattuale, l’onere della prova e così via) a cui, a seconda dei casi concreti, dovranno essere affiancati specialisti della branche concernenti la lesione oggetto della consulenza.

Il vuoto regolamentare riguardante la nomina dei periti per categoria tecnica e specializzazione fa dunque sì che vi siano delle irregolarità nelle consulenze, oltre che una violazione del principio processuale che fa da sfondo ad ogni aula di tribunale: la verità processuale.

Nel silenzio della legge, però, è il Presidente di ogni Tribunale che deve intervenire, vigilando sulle iscrizioni agli albi e sulle modalità di reclutamento dei Consulenti Tecnici di Ufficio investiti del delicato compito di accertare la realtà dei fatti in ottemperanza alla normativa vigente.

È dunque doveroso, a garanzia del corretto funzionamento dell’intero apparato giurisdizionale, sollecitare un opportuno e quantomeno celere intervento normativo che disciplini particolari forme di incompatibilità per i Consulenti iscritti o che vogliano iscriversi agli albi presso i Tribunali.

 

Sorgente: CTU Tribunale: quali sono i criteri per la nomina?

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Van Ameyde

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Securing the story of… Darag: ‘the origin of value’
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Sorgente: Van Ameyde

Sinistro da turbativa: cosa fare e chi paga

Incidenti stradali: come definire il torto e la ragione se le auto non si sono scontrate e una di queste sbanda e va a sbattere contro un ostacolo.

È frequente chiedersi, nell’ipotesi in cui si realizzi un sinistro da turbativacosa fare e chi paga. Prima di rispondere a questo interessante quesito dobbiamo spiegare di cosa si tratta: cos’è e quando si verifica un “sinistro da turbativa”? Premesso che si tratta di un termine di uso comune, che non trova alcuna definizione nel linguaggio giuridico, dobbiamo entrare nel significato che dà ad esso la convenzione. 

Quando parliamo di incidenti stradali siamo abituati a pensare al classico urto tra due o più automobili, verosimilmente a un incrocio o in una strada stretta, dove le carrozzerie si accartocciano e sull’asfalto restano i segni tangibili delle frenate. 

Ma un incidente potrebbe anche non avere questo tradizionale aspetto. Immaginiamo allora una stradina che si incanali su un’arteria più grande. Sulla prima, avanza un’auto che, incurante dello stop, si immette velocemente sulla carreggiata principale. Nel compiere questa manovra imprudente non si avvede di un’altra macchina che, invece, col diritto di precedenza, sta transitando a velocità sostenuta ma regolamentare. Il conducente di quest’ultima, realizzando il pericolo alla sua destra, per evitare una collisione, fa una repentina sterzata. A seguito della manovra, perde il controllo del mezzo e, dopo aver sbandato, va a sbattere contro il muro di contenimento posto sul lato opposto della strada. 

Siamo in presenza di un sinistro senza un effettivo scontro: non ci sono punti di contatto tra le due auto. 

Ecco allora cos’è un sinistro da turbativa: un incidente senza scontri, tipico quando un’auto o un motorino taglia la strada a un altro veicolo facendolo sbandare e urtare contro un altro ostacolo. Bene, in caso di sinistro da turbativa, cosa fare e chi paga? Cerchiamo di chiarirlo qui di seguito.

Sinistro da turbativa: è un incidente stradale?

Nella nozione di incidente stradale in senso stretto rientrano anche quelle situazioni in cui i conducenti delle auto non si scontrano tra loro. I sinistri sono tutti quei fatti che creano una “turbativa” nella normale circolazione e non v’è dubbio che sbandare o frenare all’improvviso possa definirsi tale. 

Dunque, un sinistro da turbativa è un incidente stradale vero e proprio per il quale opera la copertura dell’assicurazione. Ed allora spetterà proprio a quest’ultima decidere a chi liquidare il risarcimento sulla base della ricostruzione della dinamica. 

Il punto però è che, se già è difficile definire il torto e la ragione in un comune tamponamento, figuriamoci come possa divenirlo nel caso in cui tra i veicoli non vi siano punti di contatto. Punti che, di norma, servono proprio per ricostruire la dinamica dello scontro e, quindi, le rispettive ragioni. È anche sulla base dei danni riportati dallo scontro, dalla capacità di un paraurti di penetrare la carrozzeria di un’altra macchina che si può comprendere la velocità dei veicoli. 

Come si stabilisce il torto e la ragione negli incidenti stradali?

Le norme sull’infortunistica stradale sono sempre le stesse, sia con uno scontro che in sua assenza. 

La disposizione che presiede su tutto il meccanismo di indennizzo è l’articolo 2054 del Codice civile in forza della quale vengono stabilite due regole fondamentali:

  • la prima: il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo stesso, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno;
  • la seconda: nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Le vedremo meglio qui di seguito.

La doppia prova per ottenere il risarcimento del danno

La prima regola, come visto, non parla necessariamente di scontro tra veicoli. Per cui, il risarcimento è dovuto anche nel caso di sinistri da turbativa. Per avere però il risarcimento – si deduce dalla norma – non basta dimostrare che l’altro conducente ha violato il Codice della strada, ma bisogna anche dimostrare di aver fatto di tutto per impedire l’urto. Il che significa che chi guida deve poter prevedere anche le imprudenze altrui. E se non lo fa, non può reclamare alcun indennizzo. Un esempio chiarirà meglio la situazione. 

Tullio procede in direzione di un incrocio. Ha la precedenza e, quindi, si avvia verso il centro del quadrivio con una certa disinvoltura e noncuranza per ciò che succede attorno a lui. Tuttavia, alla sua sinistra, c’è un’auto che, a velocità sostenuta, sta facendo di tutto per arrivare prima di lui al centro e passare prima. Tullio, se solo fosse più attento, si accorgerebbe dell’ostacolo e potrebbe fermarsi. Invece, non lo fa, un po’ perché distratto, un po’ perché, con prepotenza, ritiene di dover passare a tutti i costi per primo. Così Tullio va a sbattere contro la macchina che, seppur avente l’obbligo di dare la precedenza, aveva già occupato buona parte dell’incrocio.

La sostanza è semplice: bisogna fare di tutto per evitare gli incidenti, bisogna guidare con attenzione e prudenza, avendo sempre gli occhi puntati sulla strada e prevedendo anche le imprudenze degli altri. 

Sottolineando ancora una volta questo concetto, ciò significa che, per farsi risarcire dall’assicurazione è necessario fornire due prove:

  • quella della violazione del Codice della strada da parte dell’altro conducente;
  • quella di non aver potuto impedire lo scontro pur usando un comportamento diligente.

In assenza di prove opera il concorso di colpa

La seconda regola sull’infortunistica stradale stabilisce invece che, nell’ipotesi in cui nessuno dei due conducenti riesca a fornire la prova delle proprie ragioni per come sopra appena illustrato, si applica un concorso di colpa.

Con il concorso di colpa, ciascuna assicurazione risarcisce solo in percentuale il proprio assicurato. Se il giudice non stabilisce diversamente, la percentuale è del 50% a testa. Così, ad esempio, chi ha riportato un danno da 1.000 euro otterrà solo 500 euro di indennizzo. 

L’aumento della classe di merito assicurativa scatta, però, solo con una percentuale di colpa pari almeno al 51%.

Come definire gli incidenti da turbativa

Per definire il torto e la ragione negli incidenti da turbativa, bisogna raccogliere le poche prove che possono essere reperite come ad esempio:

  • segnaletica stradale (eventuali stop, obblighi di precedenza) dalla quale ricostruire se vi sono state violazioni del Codice della strada;
  • testimonianze dei presenti che abbiano assistito al sinistro o di eventuali passeggeri trasportati nelle auto (non sono ammesse le testimonianze delle parti in causa, ossia dei danneggiati);
  • frenate sull’asfalto;
  • entità dell’impatto dei veicoli contro eventuali ostacoli esterni;
  • verbale della polizia eventualmente intervenuta sul luogo e relative rilevazioni;
  • perizie balistiche.

In assenza di prove sufficienti a definire, in modo netto, la responsabilità di uno dei conducenti, si applicherà il concorso di colpa.

Sorgente: Sinistro da turbativa: cosa fare e chi paga

ALLYmobile, un servizio di video perizie online a portata di smartphone

Quando abbiamo pensato allo sviluppo di un servizio che potesse aiutare concretamente noi periti nelle operazioni di verifica sinistri, velocizzando la gestione delle pratiche, avevamo in mente proprio i servizi offerti dalla nostra piattaforma di video perizie online ALLYmobile.

Con la nostra piattaforma abbiamo sviluppato un servizio semplice e intuitivo accessibile online da qualsiasi computer o tablet, e attraverso un cloud based ALLYmobile è facilmente utilizzabile da smartphone, iOS e Android.

Infatti, i periti che hanno iniziato a svolgere le loro video perizie con  ALLYmobile, in accordo con le compagnie assicurative, hanno potuto verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da remoto.

La nostra piattaforma di video perizie online in pochi semplici passaggi può significativamente contribuire al miglioramento di alcune dinamiche lavorative in ambito peritale.

Con la piattaforma di video perizie ALLYmobile avrai la possibilità di utilizzare una tecnologia in grado di geo localizzare il dispositivo del tuo cliente con una precisione impeccabile e, grazie al video a supporto della customer service, si potranno interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.

ALLYmobile basandosi sull’uso della video chiamata da smartphone, iOS e Android, permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad esempio accettazioni e quietanze; tutto nel rispetto del Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 che disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa.

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L’ iscrizione alla piattaforma allymobile.it è totalmente gratuita e, per far provare il nostro servizio, verrà offerto subito un pacchetto di benvenuto di 10 video chiamate a ogni perito che si iscriverà.

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