Napoli, finti incidenti per ottenere rimborsi: maxi truffa alle assicurazioni

Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema collaudato che, tramite la dichiarazione di falsi incidenti o di sinistri avvenuti in modo differente da quanto dichiarato, si faceva rimborsare dalle assicurazioni, truffano le maggiori compagnie italiane. Nove persone sono state arrestate.

Era una vera e propria associazione a delinquere, operante con un sistema collaudato che, però, è stato scoperto dalle forze dell’ordine. Questa mattina, agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a nove mandati di custodia cautelare emessi dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura. L’attività investigativa ha infatti permesso di accertare, tramite intercettazioni telefoniche e acquisizioni di atti e documenti, l’esistenza di una associazione a delinquere dedita alla truffa delle compagnie assicurative italiane, nella provincia di Napoli, diretta dall’avvocato Gianluca Piccirillo del Foro di Napoli, legale specializzato nel trattare casi di sinistri stradali.

Nella fattispecie, gli inquirenti hanno notato che l’avvocato Piccirillo, quasi in maniera seriale, denunciava incidenti mai avvenuti, oppure verificatisi con modalità differenti da quelle dichiarate, al fine di ottenere dalle compagnie assicurative rimborsi che in realtà non gli spettavano. Per farlo, il legale si avvaleva di una serie di collaboratori fidati che lo aiutavano ad inscenare i sinistri posticci. Sugli atti processuali, poi, venivano apposte marche da bollo che le indagini hanno rivelato essere contraffatte.

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Truffa alle assicurazioni a Prato, coinvolto anche un carrozziere

    Falsi incidenti e rimborsi gonfiati. Oltre al carrozziere, indagati anche medici, avvocati e falsi testimoni

Da un’inchiesta della Procura di Prato, chiusa in questi giorni, è emersa un’associazione a delinquere tra un carrozziere, alcuni medici, avvocati e falsi testimoni finalizzata a inscenare falsi incidenti e ottenere rimborsi gonfiati a danno delle assicurazioni.

Tra gli indagati figura Rosario Lo Porto, titolare fino al 2011 della carrozzeria Nuova San Giorgio a Montemurlo. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2010 e il 2011. Tra i 26 indagati, oltre al carrozziere, figurano quattro avvocati, ben 11 medici e 10 falsi testimoni. L’inchiesta sarebbe nata da una “soffiata” su alcuni sinistri sospetti.

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ESCLUSIVA. Tutti i nomi dell’inchiesta sui falsi incidenti, 23 indagati a rischio arresto.

polizia-di-stato-taranto   Taranto: Coinvolti avvocati, medici e fisioterapisti. Nell”associazione a delinquere dedita alle truffe alle assicurazioni anche un appartenente all’ Arma dei Carabinieri di Taranto. Lunedì mattina pubblicheremo l’elenco completo degli indagati, e le intercettazioni agli atti Continua a leggere…

Fingevano incidenti stradali per truffare le assicurazioni

truffa-palermo     La Polizia Stradale di Palermo sta eseguendo alcune misure cautelari nei confronti di persone inserite in un’organizzazione criminale che era specializzata nel riciclaggio e nella ricettazione di autovetture di piccola e media cilindrata. Un altro campo di attività era quello delle truffe alle compagnie assicurative per falsi sinistri stradali.

L’operazione, denominata “New Life”, ha avuto inizio nel 2013 e ha visto impegnati, per più di un anno gli investigatori della stradale che sono riusciti a individuare e recuperare oltre una ventina di autovetture di provenienza furtiva ed accertare svariate truffe alle compagnie assicurative.

L’associazione criminale, acquistava veicoli da rottamare per utilizzarne la documentazione originale e i contrassegni identificativi, ovvero telaio e targhetta, al fine di riciclare identici veicoli, per tipo e modello, di provenienza illecita che poi venivano commercializzati presso un noto autosalone cittadino o tramite siti specializzati.

L’indagine ha consentito anche di identificare e restituire ai legittimi proprietari, diverse autovetture.

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Truffe alle assicurazioni, prosciolti tutti i 52 imputati

firenze_palazzo_di_giustizia_novoli6   Truffe alle assicurazioni, prosciolti tutti i 52 imputati 07 luglio 2016 19:06Cronaca Firenze Palazzo di Giustizia a Firenze (foto gonews.it) Pioggia di prescrizioni a Firenze: 52 imputati – cioè tutti – sono stati prosciolti dall’accusa di truffa alle assicurazioni realizzate col ‘classico’ metodo della simulazione di incidenti stradali. Di questi solo due andranno a processo, ma per altri reati collegati E’ quanto definito oggi al termine di una udienza preliminare-record durata circa due anni, mentre i fatti – decine di casi di sinistri inventati a Firenze – risalgono al periodo 2006, 2007 e inizio 2008. Coinvolti avvocati, medici legali, titolari di agenzie infortunistiche e personaggi che si prestavano a simulare praticamente gli incidenti attestando il falso. Parti civili, invece, tutte le compagnie assicurative più importanti. Oggi il gup Maria Dolores Limongi ha prosciolto nel merito sette imputati, medici legali, ma per tutti gli altri è scattata la prescrizione sul reato di truffa, considerato estinto per decorso del tempo. Troppo lontani i fatti. In ambiente forense si fanno rilevare alcuni fattori che avrebbero determinato la lunga durata del procedimento (apertura del fascicolo nel 2006): la quantità dei finti sinistri da ricostruire (con relative contestazioni); la complessità delle notifiche; avvicendamenti di pm titolari dell’inchiesta e dei gup; una calendarizzazione meno ‘urgente’ rispetto ad altre vicende. Tra i 52 imputati, comunque, ce ne sono due andranno a processo, ma per reati diversi dalla truffa. Sono un avvocato che esercita a Firenze e che è considerato il reale ‘promotore’ delle truffe e un uomo che lo supportava nell’attività dedicata ai falsi incidenti stradali. Insieme devono rispondere di riciclaggio, per aver impiegato soldi ottenuti dalle compagnie assicurative come risarcimenti dei danni fittizi. L’avvocato sarà anche processato per associazione a delinquere a fini di truffa alle assicurazioni, reato di rango più alto rispetto alla semplice truffa e quindi corredato da un tempo di prescrizione più alto. Per i due, l’inizio del processo è fissato il 6 giugno 2017 davanti al collegio della prima sezione penale del tribunale di Firenze. Fonte: ANSA Tutte le notizie di Firenze

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Incidenti stradali tarocco, 68 imputati accusati di truffa alle assicurazioni

Il tribunale di BrindisiBRINDISI – “Ponci”, altrimenti detti incidenti stradali falsi perché simulati, nel senso di mai avvenuti, o reali ma aggravati quanto a conseguenze per le auto e per i passeggeri: in entrambi i casi, ritenuti  “tarocchi” per truffare le assicurazioni, accusa mossa nei confronti di 68 brindisini finiti sotto processo.

Il 21 dicembre davanti al tribunale del capoluogo, il sostituto procuratore Milto De Nozza ha chiesto ai testi della sua lista di ricostruire alcuni degli episodi contestati con riferimento agli anni 2009 e 2010, rispetto ai quali hanno rispolverato la memoria un funzionario di una compagnia di assicurazione chiamato a riferire di un tamponamento a catena, e un maresciallo della Guardia di Finanza che svolse servizi di appostamento.

Gli imputati sono: Gianluca Egizio Magisto, Danio Maisto, Giusy D’Amico, Vanda Spinosa, Maria Di Totero, Silvia Bellino, Pietro Ciciriello, Giovanna De Vincentis, Domenico Pascariello, Lucia Cavallo, Maria Vergaro, Daniele La Forgia, Vittoria Errico, Antonio Sardella. L’accusa nei confronti dei quattordici è di aver fatto parte di un’associazione per delinquere  tra il 2009 e il 2010 finalizzata alla commissione di truffe ai danni delle compagnie di assicurazione.

La Procura ne ha indicate 17 come parti offese, poi costituitesi in giudizio. In elenco ci sono: Unipol, Assimoco, Aviva, Generali, Ina, Navale, Milano, Aurora, Ubi, Ugf, Lloyd, Fondiaria, Carige, Sara, Axa, Zurichi e Allianz.

Gli altri imputati rispondono di singoli episodi di truffa: Cosimo Bianco, Francesco Bianco, Maria Bleve, Antonio Catanzaro, Angela Cavallo,  Romina Cavallo, Maria Celeste, Rocco Ciciriello, Caterina D’Amico, Daniela D’Amico, Luana D’Amico, Partorina D’Isanto, Andrea De Marco, Giovanni De Matteis, Giuseppe De Tommaso, Giovanni De Vincentis.

A giudizio anche:  Alex Di Giovanni, Cristian Ferrarese, Sandra Fiume, Stefano Fiume, Adolfo Galluzzo, Oronzo Gorini, Antonio Greco, Maria Rosaria Greco, Massimo Greco, Roberto Greco, Vincenzo Indiveri, Antonio Laroso, Anna Maria Leone, Diego Leto, Cosima Maisto, Gennaro Maisto, Antonio Manfredi, Fabrizio Marangio, Giuseppina Margherito, Irene Margherito, Massimo Mauro, Chiara Monaco, Giovanni Monaco, Gianluca Morello, Maria Nisi, Pietro Pascariello, Margherita Pennetta.

E ancora: Maria Daniela Pitzalis, Stefano Pitzsalis, Giuseppe Riso, Antonio Rocco, Luca Romano, Adamo Sardella, Maria Sardella, Teodoro Sardella, Massimo Schiavone, Sabrina Sperti, Carmine Tagliente, Marco Tagliente, Lucrezia Tara e Isabella Trane.

  Stef.DeCri.

 

Truffa alle Assicurazioni: In 50 a processo a Lanciano (CH), quasi tutti campani con false residenze in Abruzzo per beneficiare di sconti sulle polizze Rca.

tribunale-lancianoL’indagine da parte della Polizia Stradale avviata un anno fa ha consentito di svelare un meccanismo abbastanza consolidato per il quale molti possessori di auto, moto, ma anche furgoni commerciali provenienti dalla Campania, facevano risultare la residenza in Abruzzo, ed in particolare a Lanciano, per pagare a prezzi stracciati le polizze Rca, grazie alla compiacenza di assicuratori locali, di origini campane, tra l’altro, ma trapiantati da anni a Lanciano ed Atessa. Le compagnie truffate sono la Milano Assicurazioni, Carige e Unipol. I protagonisti della vicenda dunque sono il 4oenne Vincenzo Palermo, Salvatore Buonincontro 44 anni, il 38enne Luigi D’Alò ed i coniugi Lucio Travaglini e Monia Di Nucci di 46 e 41 anni. Erano loro gli assicuratori, secondo le accuse del Pm Rosaria Vecchi, che producevano falsi certificati di residenza in otto comuni dell’area frentana, in particolare Atessa e Villa S.maria. Complessivamente sono state pagate polizze per circa 27 mila euro invece di 75 mila e rotti, il costo normale se le polizze fossero state sottoscritte in Campania dove gli indici per il rischio sinistri sono più elevati. Il meccanismo é andato avanti dal 2007 al 2014.  Ora chiusa l’inchiesta il Pm ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio per cinquanta imputati, oltre ai cinque residenti in Abruzzo, e i 45 falsi residenti che non si sono mai mossi dai loro centri di Giugliano, Casoria e Napoli.

Pavia, due giudici indagati per corruzione Inchiesta partita da perizia su immobili

tribunale-675Fabio Lambertucci e Andrea Belba sotto indagine a Brescia – procura competente sul tribunale pavese – insieme al perito Fabrizio Montini. Alla base, la denuncia di una cittadina a cui era stata pignorata l”abitazione per un debito di 5mila euro per spese giudiziare dopo una banale causa condominiale. Ma il suo potrebbe non essere l’unico caso

L’intera vicenda ha inizio con l’esposto di Marta Merli che, in seguito a una banalissima lite condominiale, finita in tribunale, si è vista condannata a pagare le spese periziali e quindi pignorare la casa per soli 5000 euro. Di fronte al pericolo di vedere la propria casa, nella quale abitava con gli anziani genitori, andare all’asta per un debito così ridotto e insospettita da una serie di difformità che portavano sempre a giudizi a lei sfavorevoli, ha deciso di reagire e di segnalare tutte le anomalie ai giudici di Brescia, competenti sul tribunale pavese. Così i pm bresciani Lara Ghirardi, Ambrogio Cassani e Sandro Raimondi hanno avviato un’indagine sui colleghi pavesi.

Galeotta fu una crepa, che si era formata sulla sua villetta di Mezzana Rabattone, un comune di neanche 500 anime sulle rive del Po, a suo giudizio in seguito a dei lavori effettuati dal vicino. Questa la materia del contendere che li ha portati in tribunale. Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il giudice Lambertucci dispone una perizia che viene effettuata dal geometra Montini. La perizia dà torto alla signora Merli ma soprattutto viene a costare 5122 euro, pari a 508 ore di lavoro, distribuiti in 254 giorni lavorativi. Un po’ tanto per una crepa su un muro, eccedente, secondo quanto riportato dal suo avvocato, le tabelle del Codice Unico in materia di spese giudiziarie. Nella parcella viene compreso anche il noleggio di una piattaforma aerea che, però, la signora Merli sostiene di non aver mai visto. Ad ogni modo le spese vengono imputate a lei, nonostante fosse ancora pendente il giudizio. La signora Merli lavora come infermiera in una casa per anziani e non può affrontare la spesa. Così, dopo un primo tentativo di opposizione andato a vuoto, chiede una rateizzazione del debito. Cosa che le viene negata. E’ a questo punto che la sua casa rischia di andare a finire in un’asta giudiziaria. Nell’intricata vicenda che segue, su una cosa insiste Marta Merli e cioè sul fatto che il giudice dell’esecuzione non ha mai fissato un’udienza per un giudizio di merito, nella quale, sostiene, avrebbe potuto spiegare le sue ragioni.

La stampa pavese ha riportato diversi casi di persone coinvolte in casi simili, accomunati da perizie contestate. I nomi di giudici e periti coinvolti sono sempre gli stessi, ma va detto che quello di Pavia è un un tribunale di medie dimensioni.

Truffa da tre milioni col “finto morto”

Como, è morto ma vuole l’eredità

Maxi truffa alle assicurazioni: 8 arresti, anche medici e avvocati, 139 indagati

Coinvolti professionisti e i dottori del Santissima Annunziata. Oltre due milioni di euro il danno per 18 compagnie

L’organizzazione simulava incidenti stradali per incassare i risarcimenti dalle Compagnie assicurative e organizzavano le truffe in maniera scientifica. C’era chi reclutava gli automobilisti, chi istruiva la pratica, chi forniva il certificato medico, chi seguiva l’iter fino alla liquidazione del sinistro. La messinscena era davvero plateale: diversi indagati, ignari della presenza dei poliziotti in borghese che avevano iniziato a indagare sul raggiro, entravano in ospedale camminando normalmente e poi uscivano dal pronto soccorso zoppicando.

La presunta organizzazione criminale avrebbe truffato 17 Compagnie utilizzando sempre lo stesso metodo. Sono 25 gli incidenti finti documentati fino a questo momento, ma altre pratiche sono in via di accertamento. L’unico indagato condotto in carcere è Saverio Palumbo, di 48 anni, ritenuto la ‘mente’ della maxi-truffa, che tesseva la rete dell’organizzazione. Un ruolo determinante, secondo gli inquirenti, veniva svolto da Giuseppe Ax, di 61 anni, capo tecnico radiologo, in servizio nel reparto di radiologia dell’ospedale, il quale avrebbe predisposto esami diagnostici contraffatti (Tac ed Ecg) per attestare l’aggravamento della prognosi. Due avvocati, il 42enne Andrea Tagliente e il 37enne Gianfranco Trani, avrebbero curato le pratiche e istruito i soggetti coinvolti nei falsi sinistri anche in relazione alle risposte da dare agli inquirenti nella fase culminante dell’attività investigativa.

Tra gli altri destinatari della misura cautelare figurano un portantino del pronto soccorso dell’ospedale, un autista di ambulanze di un’associazione di volontariato e un ex dipendente di una farmacia di Taranto. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso che l’organizzazione indicava con il termine ‘partita di calcio’ la data dell’accesso al pronto soccorso, con il termine ‘allenatore’ il medico di turno che avrebbe rilasciato la documentazione sanitaria, mentre con la parola ‘maglietta’ si faceva riferimento al referto medico. Il comandante della locale sezione della Polstrada, Giacomo Mazzotta, ha parlato di una vera ‘piaga sociale’ da debellare, mentre il Codacons ha annunciato che si costituirà parte civile.

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Truffa alle assicurazioni con falsi incidenti, 73 indagati. Ecco tutti i nomi

Tra gli indagati medici, professionisti e periti

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Incidenti falsi o “gonfiati” e certificati medici compilati ad hoc, per una truffa alle assicurazioni da un milione di euro. C’è la chiusura delle indagini dell’operazione “Micosca” a firma del sostituto procuratore Antonio Negro. Sono 73 gli indagati che compaiono nell’avviso notificato che gli agenti della polizia stradale di Lecce e i colleghi della polizia giudiziaria guidata dal vice questore aggiunto Antonio De Carlo stanno notificando in queste ore. Oltre alle dodici persone finite ai domiciliari nel dicembre scorso, poi scarcerate dal Riesame e ad una tredicesima sottoposta all’obbligo di dimora ci sono altri 60 soggetti.

I NOMI: Tra gli indagati ci sono gli ex liquidatori “Unipol” Lorenzo Micocci, 42enne di Botrugno, e Nicola Scardino, 42enne di Brindisi; gli avvocati Donato Maruccia, 38enne di Corigliano d’Otranto, e Monica Francesca Vinci, 41enne di Parabita; i medici Claudio Girasoli, 45enne di Lecce, chirurgo in servizio presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Galatina, Donatella Russo, 41enne di Scorrano, altro chirurgo, nonché i periti assicurativi Osvaldo Dell’Onze, 67enne di Lecce, Giorgio Stomeo, 63enne di Lecce; i carrozzieri Antonio Martella, 52enne di Surbo,Leonardo Corlianò, 57enne di Zollino; Alessandro Sbocchi, 43enne di Castrignano de’ Greci, titolare dell’omonima ditta, e Concetto Vilei, titolare di un’agenzia investigativa.

Tutti sono stati scarcerati dal Riesame perché, nel frattempo, le esigenze cautelari sono venute meno. Oltre ai 13 raggiunti da una misura cautelare ci sono altre 60 persone indagate a piede libero.

Ecco tutti gli altri nominativi: i dottori Alfonso Giulio De Carlo, 52 anni, di Monteroni, specialista in ortopedia e traumatologia; Rossano Aurelio Giaracuni, chirurgo, di 58 anni, residente ad Aradeo; Furio Rubino, medico in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”, 55, di Lecce; Ivano Marchello, medico legale, 58 anni, di Cavallino; i fisioterapisti Flavio Carrozzo, in servizio presso l’istituto Angelico di Galatina, 43 anni del posto e Fabrizio Brindisino, di 31 anni di Lequile; Sergio De Blasi, 34 anni, di Martano, con il ruolo nell’organizzazione di titolare dell’omonima ditta e procacciatore di persone che avrebbero partecipato nelle diverse truffe per conto di Donato Maruccia; l’avvocato Maurizio Spedicato, 37 anni, di Monteroni;

E poi ancora; Cosimo Amatulli, 36 anni, di San Pietro Vernotico; Vincenzo Angelini, 41, di Surbo; Carmelo Basile, 56, di Maglie; Alessandro Bongiorno, 28, di Lecce; Luigi Campanile, 63, di Maglie; Fabio Coluccia, 25 anni, di Bagnolo del Salento; Francesco De Amicis, 40, di Lecce; Salvatore De Blasi, 75 anni, di Martano; Luigi Gabriele De Giorgi, 60 anni, di Lecce; Anna Francesca De Giuseppe, 55, di Uggiano La Chiesa; Francesco Luigi Dell’Anna, 37, di Martignano; Giovanni De Matteis, 32, di Surbo; Lidia De Riccardis, 31, di Corigliano d’Otranto; Anna Della Stella, 29, di Maglie; Leonardo Delle Donne, 51, di Martignano; Juan Pablo Ferrari, 36, di Roma; Graziano Filieri, 25, di Galatina; Aldo Garofalo, 36, di Melissano; Alessandro Gemma, 30, residente a Modena ma nato a Maglie;

E poi: Angela Leone, 42 anni, di Botrugno; Alessandro Leucci, 26, di Botrugno; Maria Grazia Leucci, 21, sempre di Botrugno; Gianluigi Maggio, 35, di Sanarica; Piero Mancarella, 26, di San Donato; Pietro Mancarella, 59 anni, di Surbo; Raffaele Mancarella, 31, di Surbo; Rosanna Mangia, 58 anni, di Soleto; Andrea Maniglio, 38 anni, di Lecce; Carmen Maniglio, 35, di Lecce; Luigi Manni, legale rappresentante dell’omonima carrozzeria, 59 anni, di Melissano; Giuseppe Mele, 60 anni, di Castrignano dei Greci; Brizio Pantaleo Mercuri, 43 anni, di Lecce; Antonio Miccoli, 61, di Soleto; Tommaso Miccoli, 28, di Galatina; Vincenzo e Matteo Micocci, rispettivamente di 43 e 37, entrambi originari di Botrugno così come Grazia Miggiano, 76 anni; Aleandro e Sara Moretti, di 28 e 26 anni, di Melpignano; Simone Moschettini, 23, di Martano; Rosanna Placì, 60 anni, di Melissano; Rosaria Margherita Placi, 70, di Specchia; Francesca Plevi, 42, di Lecce; Loredana Rosafio e Pasquale Rosafio, di 37 e 64 anni, residenti a Melissano; Gaetano Rubrichi, 50enne, di Uggiano La Chiesa; Anastasia Schito, 30, di Lecce, Gianluca e Simonetta Toma, di 36 e 42 anni, residenti a Cursi; Maurizio Ugolini, 51 anni, di Soleto. Infine Sofia e Vincenza Zecca, 57 e 61 anni, entrambe residenti a Lecce.

L’INDAGINE – Il vaso di Pandora venne scoperchiato dopo anni di indagini, che hanno fatto luce su almeno 37 falsi incidenti stradali avvenuti nel Salento, organizzati dai protagonisti per incassare i risarcimenti da parte di alcune compagnie assicurative, ed acceso un faro su altri dieci sinistri “dubbi”, che sono ora al vaglio degli investigatori. Ognuno degli arrestati aveva un ruolo definito. L’input alla truffa sarebbe giunto direttamente dai due liquidatori che, anziché tutelare la propria compagnia assicurativa, consentivano il buon esito delle frodi, liquidando i falsi incidenti stradali.

Gli avvocati Maruccia e Vinci, invece, oltre ad occuparsi di tutte le incombenze di carattere tecnico-giuridico, avrebbero creato loro stessi le condizioni per i falsi incidenti, consigliando ed istruendo i loro clienti, indirizzandoli verso medici compiacenti, per il rilascio di false certificazioni attestanti lesioni compatibili con i sinistri stradali. Sinistri che, ovviamente, non si sono mai verificati.

Un ruolo avevano anche i periti assicurativi, che compilavano false relazioni, ed i carrozzieri, che organizzavano falsi incidenti, utilizzando i dati di persone ignare, intestatarie di autovetture che, per un motivo o per l’altro, erano nella loro disponibilità. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Anacleto Chittano, Luigi e Leonardo Covella, Luigi e Arcangelo Corvaglia, Francesca Conte, Vincenzo Blandolino, Giovanni Battista Cervo, Luigi Rella, Viola Messa, Riccardo Giannuzzi, Enrico Chirivì e Americo Barba.

F.Oli.

 

Falsi incidenti, 11 indagati a Messina

Messina: Sotto la lente per truffe alle assicurazioni anche due noti fiduciari delle compagnie. Scoperti falsi verbali di pronto soccorso dell’ospedale Piemonte.

Palazzo di giustizia a Messina

 Sono 11 gli indagati, e tra loro ci sono due periti, sospettati di aver truffato diverse compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali.

Tutto ruota intorno alla coppia Rosaria Mazza e Francesco Patanè. I due figurano in tutti i sinistri finiti sotto la lente della Procura di Messina: per lo più investimenti di pedoni, mai avvenuti, per i quali sono state avanzate richieste di indennizzo, in alcuni casi corredati da certificati di pronto soccorso falsati. I due presentavano falsi cid anche per piccole cifre di risarcimento.

Mini truffe che non hanno peró consentito agli organizzatori di sfuggire agli investigatori, anche perché alcuni di loro erano già stati coinvolti in precedenti inchieste dello stesso tipo, in particolare in “Strike”. Tra i vari casi, anche quello, eclatante, di una ferita da colpo di pistola spacciata per lesione sa sinistro.

Insieme ai coniugi e al perito Tricomo, indagati anche Carlo Fava, Giovanni Napoli, Francesco Conti, Carlo De Salvo, Roberto Ciotto, Fabrizio Cardile, Francesco Cucinotta.

TEMPOSTRETTO

Truffa alle assicurazioni, 5 persone nella rete della Polstrada

Manduria BLASI MARCELLO1 e1416485142730 Truffa alle assicurazioni, <span style=color: #E80000;>un manduriano nella rete</span> della Polstrada

MANDURIA – Alle prime ore dell’alba, agenti della Polizia Stradale di Taranto, in collaborazione con le squadre dei compartimenti di Bari e Milano hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al falso. I cinque, quattro uomini e una donna, tutte del tarantino, avrebbero gestito un commercio di assicurazioni false che vendevano attraverso una rete internet. Presentandosi come fiduciari di grosse compagnie assicurative, i presunti truffatori vendevano polizze auto della durata di cinque giorni.

Gli arrestati sono: Marcello Blasi, 45 anni manduriano (nella foto), Tommaso Perniola di 44 anni di Gioia del Colle(Ba), Francesco Annicchiarico 72 annidi Grottaglie, Pierpaolo Scatigna 43 anni di Taranto e Jiulia Lukianovica, 26 anni di nazionalità lettone.

La truffa si è scoperta a seguito di un incidente stradale con una vittima avvenuto in provincia di Taranto. In quel caso l’automobilista che provocò l’incidente mortale era assicurato con la falsa compagnia di assicuratori finiti oggi in carcere.

Gli arrestati, insieme ad altri otto soggetti, residenti sul territorio nazionale, sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa a danno sia di ignari cittadini che di numerosissime compagnie assicurative nazionali.

L’attività investigativa, ha avuto inizio nel giugno 2013 a seguito dei rilievi di un sinistro stradale, espletati dal personale del distaccamento di Polizia Stradale di Manduria che ebbe purtroppo   esito mortale.

In tale circostanza, emergeva che il veicolo responsabile dell’incidente risultava provvisto di una polizza assicurativa provvisoria falsa, compromettendo di fatto il buon esito del risarcimento civile ed aggravando gli effetti del sinistro stesso.

I siti internet attraverso i quali avveniva la vendita delle assicurazioni taroccate (http://www.playitalia.it , http://www.playitalia.eu ,http://www.siamosicuri.net), venivano ampiamente pubblicizzati attraverso gli organi di stampa e mediante banner pubblicitari ubicati all’interno di alcuni stadi di calcio, anche in occasione di eventi sportivi riguardanti squadre di serie A, ed anche in occasione dell’incontro della nazionale italiana di calcio “Italia – Armenia” del settembre 2012.

La commercializzazione “al dettaglio” delle false polizze assicurative avveniva con la collaborazione di consapevoli, o in talune circostanze ignare, agenzie di pratiche automobilistiche.

L’organizzazione si avvaleva di una vera e propria struttura parallela alle reali compagnie assicurative, attraverso la creazione di un call-center telefonico, in grado di dissimulare la verifica sulla polizza assicurativa e quindi sterilizzare eventuali controlli delle forze dell’ordine.

Le regioni italiane interessate dalla truffa, emerse durante la fase investigativa, risultavano essere in particolar modo la Sicilia, la Calabria, la Puglia, il Friuli Venezia Giulia, la Campania e la Toscana.

L’analisi del numeroso materiale informatico sequestrato, tra cui personal computer, tablet e smartphone, permetteva di accertare la commercializzazione di oltre seicento polizze false, per un valore di qualche milione di euro.

FONTE: www.lavocedimanduria.it

Il soccorso stradale contrasterà  le frodi assicurative

truffa-assicurazioni La prevenzione delle frodi assicurative inizia dal soccorso stradale. IMA Italia Assistance è il primo gruppo che si è dotato in Italia di un protocollo antifrode. «In caso d’incidente stradale, attraverso la nostra centrale operativa h24, siamo in grado di aiutare il cliente nella compilazione della constatazione amichevole, di raccogliere i dati di sintesi dell’incidente, redigere una pre-dichiarazione del sinistro ed inviarla contestualmente alla compagnia assicurativa», spiega Nicola Albarino, responsabile rete fornitori di IMA Italia. «È un servizio a supporto dell’assicurato e della compagnia per una precisa definizione del sinistro che diventa elemento strategico per combattere la possibilità di frode: in meno di 48 ore la compagnia riceve foto e rapportino descrittivo dei danni cagionati al veicolo incidentato, evitando così eventuali alterazioni del sinistro». Le compagnie assicurative hanno già messo in atto meccanismi di controllo: si stima che l’azione antifrode del 2013 possa portare ad un risparmio di 180 milioni di euro; adesso anche i soccorritori stradali scendono in campo. Secondo le prime rilevazioni Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sul 2013, nonostante i sinistri denunciati siano diminuiti del 6,5% circa rispetto all’anno precedente, è aumentato il numero dei sinistri individuati dalle compagnie assicurative come esposti a rischio frode: da 400mila circa del 2012 sono passati a 460mila, portando il tasso dei sinistri a rischio frode al 16,4%; la regione con il tasso più alto è la Campania (39,3), quelle con il valore più basso la Valle d’Aosta (8,3) e il Veneto (9,7). Il costo medio di una frode è stimato in 3.330 euro, per un giro d’affari complessivo stimato intorno al miliardo e mezzo di euro. «A conferma dell’illegalità diffusa, c’è da dire che nel nostro Paese il tasso degli incidenti stradali è pari al 7% -dal 9,3 del Lazio al 5 del Friuli Venezia Giulia-, più alto di Francia (4,4) e Germania (6,6). Ciò significa che gli automobilisti italiani o sono poco prudenti, oppure questo dato è “inquinato” proprio dalle truffe assicurative. Finti tamponamenti, colpi di frusta con persone dal rachide di cristallo, spese mediche gonfiate, incidenti fasulli, danni documentati ad arte, sono solamente alcuni esempi di frode. E la conseguenza sono i premi tra più elevati d’Europa», prosegue Albarino. Con questo nuovo servizio antifrode, il Gruppo IMA Italia rivoluziona il concetto del soccorso stradale. «Davanti ad un mercato sempre più esigente ed in profonda espansione, abbiamo predisposto un network specializzato di assistenza a 360 gradi», spiega Albarino. «Dal soccorso dedicato alle auto ibride ed elettriche all’intervento di riparazione sul posto -depannage-, quando possibile; dalla fornitura del veicolo sostitutivo al servizio di supporto per assicurato e compagnia assicurativa in caso d’incidente. Il tutto h24 sia sull’intera viabilità ordinaria, sia sulla rete autostradale». Questo nuovo concept di soccorso stradale sarà presentato alla prima convention nazionale del Gruppo. IMA Italia Assistance incontrerà infatti i suoi 560 centri nella due giorni che si terrà all’hotel Mediterraneo di Riccione il 21 e 22 novembre. «Nell’occasione – precisa Albarino – verrà illustrato al nostro network l’asset strategico per il periodo 2015-2017 che vedrà il Gruppo IMA impegnato a consolidare la propria posizione di mercato in entrambe le viabilità ordinaria ed autostradale, puntando sempre di più sulla formula “all in one”». Testimonial d’eccezione sarà l’attrice e showgirl Patrizia Pellegrino.

fonte: Ansa.it

Ecco come difendersi dai “furbetti” della Rc-auto

Sono oltre 3 milioni i veicoli senza copertura assicurativa. Le vie per essere risarciti se chi ci tampona non è assicurato. Guida al Fondo di garanzia

Ecco come difendersi dai "furbetti" della Rc-autoQuante volte capita agli agenti intervenuti sul luogo di un incidente consigliando di compilare il Cid che la risposta dei proprietari dei veicoli coinvolti nel tamponamento sia stata: “Non possiamo”. Sempre più spesso, purtroppo. Il motivo? Nessuna delle auto era assicurata.

Considerando che, secondo le stime più ottimistiche, sono 3 milioni i veicoli non assicurati, gli incidenti causati da chi non è in regola con la Rc-auto sono in forte aumento. La maggior parte di questi sfuggono alle statistiche ufficiali perché l’automobilista “irregolare”, in caso di sinistro, cercherà di risolvere in modo “alternativo” il danno provocato senza ovviamente coinvolgere l’autorità pubblica.

Un fenomeno in forte crescitaIncidente 1

Tuttavia il fenomeno è in grande aumento. Basta considerare i dati del Fondo di garanzia per le vittime della strada, alimentato con i premi pagati dagli automobilisti onesti: il numero dei sinistri causati dagli automobilisti non assicurati per i quali è stato richiesto un indennizzo è passato dai 7.356 del 2004 ai 18.396 del 2013 con un andamento costantemente crescente.

Solo nel 2013 l’ammontare degli indennizzi erogati dal Fondo è stato di 148 milioni, mentre nell’ultimo decennio sulle polizze degli automobilisti “regolari” gli incidenti causati dai “furbetti del tagliandino” sono costati quasi un miliardo e mezzo di euro.

Per porre un argine al fenomeno, il governo intende rafforzare i controlli coinvolgendo i dispositivi telematici: autovelox, tutor e le telecamere agli accessi delle Ztl fotograferanno gli automobilisti che non sono in regola con la Rc-auto e lo “scatto” costituirà di per sé un “atto di accertamento”.

Circolare senza copertura assicurativa è poi vietato: si rischia una multa da 841 a 3.366 euro, oltre al sequestro del veicolo. L’automobilista può anche verificare lo stato della propria copertura interrogando il nuovo sistema del Portale dell’automobilista: inserendo la targa è possibile verificare se il proprio veicolo risulta coperto. In caso contrario, se siamo in possesso di un contratto regolare, occorre contattare subito la compagnia. Ricordiamo inoltre che se invece il contratto è scaduto si ha tempo 15 giorni per rinnovare la polizza.

Come funziona il Fondo di garanziarc auto costi

Non c’è dubbio che il livello alto delle polizze Rc-auto contribuisce a incentivare chi non paga l’assicurazione. Tuttavia, è bene ricordare che i costi degli incidenti causati da chi è sprovvisto del “tagliandino” ricadono sugli automobilisti onesti che, attraverso i propri premi, alimentano il Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Come funziona il Fondo e qual è la procedura da seguire per chiedere un risarcimento?

Il Fondo, gestito dalla Consap (www.consap.it), interviene su diverse tipologie di incidenti: da quelli causati da non assicurati a quelli provocati dai non identificati ovvero i pirati della strada, passando per i sinistri dove sono coinvolti veicoli “posti in circolazione contro la volontà del proprietario” (ad esempio in caso di furto dell’auto) o veicoli assicurati con “Imprese poste in liquidazione coatta amministrativa”.

Il Fondo interviene anche in alcuni casi di sinistri causati da veicoli esteri. I massimali previsti, ovvero l’indennizzo massimo che può essere riconosciuto, è di 5 milioni per i danni alla persona e di un milione per i danni alle cose.

Nello specifico, per gli incidenti causati da automobilisti non assicurati, i danni alla persona sono risarciti integralmente nel limite del massimale, mentre per i danni alle cose, a partire dal 2007, non si applica la franchigia di 500 euro. È importante ricordare che in caso di lesioni a persone o danni a cose, il diritto al risarcimento si prescrive in due anni (10 anni in caso di decesso) che decorrono dal giorno dell’incidente.

Tanto l’istruttoria quanto la liquidazione dei danni non vengono svolte direttamente dal Fondo bensì dalle compagnie designate per territorio (l’elenco è pubblicato sul sito consap.it), cinque in tutto suddivise per regione. La richiesta di risarcimento per l’apertura della pratica deve essere inviata, per mezzo di raccomandata A/R, alla compagnia designata e alla Consap. Nel caso in cui l’utente giudichi non congruo l’indennizzo accordato, può presentare ricorso all’autorità giudiziaria citando la sola compagnia designata.

E i furbetti del tagliandino la fanno franca? Il Fondo, una volta erogato il risarcimento al danneggiato, si rivarrà sul responsabile dell’incidente.

La banca dati del ministero per vedere se si è in regolacompliazione modulo constatazione amichevole

Un servizio per verificare se la propria auto risulta assicurata oppure no. Sul portale dell’automobilista (www.ilportaledellautomobilista.it) è possibile, inserendo la targa dell’auto, della moto o del ciclomotore, conoscere se il veicolo è in regola con la copertura assicurativa.

Qualora alla banca dati, aggiornata giornalmente dalle compagnie, non risultasse attivo alcun contratto assicurativo l’utente deve contattare la propria agenzia. Utilizzare un veicolo senza copertura Rc-auto non è  possibile: l’articolo 193 del codice della strada stabilisce che è vietato circolare su strada senza copertura assicurativa e che è prevista una multa da 841 a 3.366 euro, oltre al sequestro del veicolo. La consultazione è libera ovvero non serve essere registrati al sito: basta inserire il tipo di veicolo e la relativa targa.

Sul portale inoltre è possibile verificare la classe ambientale del veicolo, ovvero quale direttiva Euro rispetta il proprio mezzo, un’informazione molto utile in caso di limitazioni del traffico per motivi ambientali. Il sito gestito dal ministero dei Trasporti inoltre può essere interrogato per ricercare, su base territoriale, il medico certificatore o l’officina convenzionata con il Dtt (Dipartimento trasporti terrestri del ministero) più vicina all’utente. Infine sul Portale è possibile anche conoscere il proprio saldo dei punti patente: per ricevere questa informazione però occorre prima registrarsi sempre nello stesso sito.

“Non basta inasprire le pene bisogna abbassare le tariffe”Incidente 2

“Più aumentano gli automobilisti non assicurati, maggiore sarà il costo che viene scaricato sulle polizze di chi paga regolarmente la Rc-auto”. Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia, esperto del settore assicurativo, è convinto che per combattere i “furbetti del tagliandino” non serva solo inasprire le pene. “Serve anche un giro di vite ma non basta; occorre abbassare le tariffe in un momento nel quale le compagnie stanno incamerando ragguardevoli profitti”.

Premuti, circa 3,5 milioni di veicoli girano senza copertura. Non è che l’elevato livello dei premi assicurativi incentivi il fenomeno?

Non c’è dubbio che occorre intervenire sui prezzi della Rc-auto. Però voglio ricordare che una delle componenti maggiori del carico tariffario è proprio rappresentata dai non assicurati che incidono per un buon 10% sulla tariffa. Se il costo medio per la Rc-auto è di 740 euro, il costo sociale dei non assicurati “scaricato” sugli automobilisti onesti è di 74 euro all’anno.

Il numero degli incidenti provocati da veicoli non assicurati è passato dai 7.300 del 2004 agli oltre 18mila del 2013. Quali soluzioni possono essere messe in campo?

In prima battuta serve inasprire le sanzioni: il sequestro non basta, occorre prevedere la confisca dei veicoli non assicurati. Poi però si deve intervenire sui problemi strutturali della Rc-auto per abbassare le tariffe: rendiamo omogeneo a livello nazionale il valore del risarcimento per danni alla persona; consentiamo, attraverso le scatole nere, tariffe ancora più personalizzate per premiare i virtuosi; per fermare la speculazione sulle riparazioni aboliamo la cessione del credito ai carrozzieri e prevediamo uno sconto per l’utente che sceglie un’officina convenzionata con la compagnia a patto che i lavori vengano eseguiti secondo un protocollo di qualità.

Tutte proposte di riforma che, negli ultimi, dieci anni sono state più volte bloccate. Non è che per le compagnie i non assicurati siano l’ennesimo alibi per tenere alte le tariffe?

Ribadisco che il fenomeno “pesa” sulle tariffe degli utenti onesti. Tuttavia, in linea generale, non posso non notare che gli effetti di alcune riforme, penso alla procedura del risarcimento diretto, non siano stati minimamente “traslati” sugli assicurati: sono stati incamerati solo dalle compagnie. In questo momento tra l’altro, il settore è in utile ma non perché finalmente ha trovato l’equilibrio ma solo perché, per la crisi, si circola di meno, si verificano meno incidenti e le imprese pagano meno risarcimenti. In altre parole: è venuto il momento che anche le compagnie facciano la loro parte altrimenti questi utili rischiano di essere speculativi.

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada funziona bene?

Il Fondo, che indennizza il danneggiato in un incidente provocato da un veicolo non assicurato, ricordo che viene alimentato con il contributo degli automobilisti assicurati. Diciamo che potrebbe funzionare molto meglio. I tempi per ottenere un indennizzo sono biblici, superiori anche all’anno quando con il risarcimento diretto siamo anche sotto i 30 giorni. Le procedure poi sono troppo rigide e spesso non consentono un’analisi approfondita del singolo caso. Infine, nei sinistri  provocati da un veicolo non identificato, guidato da un cosiddetto “pirata della strada”, occorre procedere anche in assenza di un verbale di polizia.

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