I nostri costi aumentano: luce +300%

Parliamo sempre di perizie e di danni. Quella di oggi è la documentazione di un danno perpetrato a nostre spese. E quando dico nostre intendo di tutti le persone e le aziende che con questa fornitura ci lavorano e ci vivono.

Il nostro ufficio di Camogli (GE), ha ricevuto le ultime due bollette dell’energia elettrica e a fronte di una riduzione dei consumi del 10% rispetto alla fattura precedente, l’aumento del costo è stato del 300%.

Da 88,18 € x 387 Kw a 231,34 € x 352 Kw !!!

Oltre a ringraziare il nostro attuale Governo ed il ministro della transizione ecologica Cingolani, mi chiedo cosa c’entri la guerra in Ucraina che mi risulta ci abbia solo chiuso il gas. L’energia elettrica in Europa non si fa con le centrali elettriche nucleari, idroelettriche, eoliche, fotovoltaiche o a carbone?

Ma ci stanno truffando?   Pare di si.  ANSA “Cingolani: una colossale truffa”  e se lo dice un ministro della Repubblica Italiana è un dato di fatto. E se ci truffano non dobbiamo denunciare e chiedere i danni?

 

 

 

 

 

 

Gli attori del sinistro: il perito innamorato

perito innamorato Scena terza, atto primo: strani amori, stiamo parlando di quelli tra il perito assicurativo e la compagnia. Un rapporto sbilanciato che spesso vede l'”innamorato” frustrato dalle continue pretese del partner

Questa è una lunga, tormentata e tortuosa storia d’amore.Come spesso avviene c’è uno squilibrio tra i componenti della coppia. Infatti a fronte di una “lei” incontentabile che sembra pretendere sempre di più, c’è un “lui” remissivo che tutto tollera senza opporre riserva alcuna. In questa storia, ahimè, di romantico c’è molto poco. Da una parte c’è la mandante che esercita l’indiscutibile potere, quello di essere una “dispensatrice” di lavoro, aspetto di una certa rilevanza in questa nostra epoca. Potremmo quasi dire che non ha certo bisogno d’esser anche bella. Dall’altra parte c’è il perito assicurativo. Ha scelto di svolgere questo lavoro e sin da subito si è trovato a scegliere:attivo o passivo (?! come si dice in gergo). Non sono scelte semplici. Se la scelta è stata quella di operare come fiduciario, il nostro lui, ha dovuto trovare il modo per esordire perché, come in tutte le professioni c’è il rischio di arenarsi in un circolo vizioso.

Come si fa ad ottenere una chance lavorativa se non si vanta una esperienza pregressa? E come si fa a vantare questa esperienza se nessuno ce ne concede la possibilità? In ogni caso superato l’esame di abilitazione, si èiscritto al ruolo dei periti assicurativi ed ha subito compreso che occorre aderire a una associazione sindacale. E’ una categoria che si trova sprovvista di un albo specifico e teme così di subire conseguenze nefaste dalla incresciosa esclusione. Come se in Italia l’appartenenza ad un albo professionale fosse davvero garanzia di tutela (sic!). Eccolo dinanzi al primo falso problema.

In qualità di fiduciario (nomen omen) ha dato il là a questa relazione fatta di continui dictat, dove per effettuare la stima dei danni al veicolo deve attenersi a precisi standard. Insomma la predizione di una fiducia che c’è solo unilateralmente! Man mano che gli anni passano il perito ha sentito sempre più forte la pressione di questa compagna/matrona ma ha scelto di assecondarla certo che l’amore eterno esistesse e fosse solo necessario sopportare, venirsi incontro, comprendere e anzi anticipare le esigenze di mercato dell’altro. Qualcuno potrebbe pensare che in questo menage ci sia dell’opportunismo, la voglia di rendere questa una storia a tempo indeterminato, con i relativi vantaggi di sicurezza economica. Malpensanti. Come potrebbe un libero professionista, che lotta per istituire un albo professionale, desiderare la trasformazione del rapporto di lavoro? Si perderebbe l’indipendenza, la terzietà. Infondo questa è una relazione dove l’incertezza mantiene vivo il rapporto. Purtroppo la mandante non è mai paga e studia sempre nuove prove d’amore. Ecco allora apparire le simpatiche spie che appaiono a video cambiando colore man mano che il tempo scorre(mamma che ansia) senza dimenticare i target di spesa, le soglie massime, i prezzi sempre più bassi, laperizia smart o light ed i tempi sempre più rapidi fino ad arrivare all’app my angel quella del perito magico: con il dono dell’ubiquità.

Così mentre si discuteva nei convegni su come rilanciare il ruolo del perito nel mondo assicurativo o su come favorire l’integrazione tra le varie associazioni per fare “rete” si finiva col discutere della luna nel pozzo. Si potrebbe dire, per tornare al travaglio amoroso di una relazione complessa, che quando si inciampa in una storia “sbagliata” si utilizzano tutte le energie per tenere in vita un rapporto che, se non si scappa in tempo, finirà per annientare del tutto. Le associazioni di periti proponevano i network, che fino a qualche mese fa, sembravano aumentare le prospettive future mentre la realtà che è sotto gli occhi di tutti è ben diversa. Si sa, è dura ammettere il fallimento amoroso e si preferisce sempre dare la colpa a qualcun altro, all’elemento esterno. Il perito non è da meno, nasconde a se stesso la drammaticità della reale evoluzione del rapporto, e crede di trovare appiglio nelle giustificazioni.

“E’ il mercato assicurativo italiano che non segue l’evoluzione che avviene con successo in altri paesi europei”, “è la crisi economica, sono le ristrutturazioni”, i “nuovi bisogni della clientela” che costringono le compagnie a“concentrarsi” sul mantenimento delle quote di mercato (leggi oligopolio) e sulla “maggiore efficienza”. Insomma per dirla alla Jessica Rabbit “Io non sono cattiva, è che mi disegnano così”. Il problema dunque resta e così la mandante pretende, pressa, chiede una quantità crescente di servizi e attività sempre più difficili da gestire per strutture che non hanno una organizzazione consona. Il perito allora si interroga ancora, invano,sui cambiamenti possibili. Errore classico che dovrebbe, davvero, far accendere una spia colorata lampeggiante. Perché sempre, davanti a chi ci chiede di cambiare, e dunque non ci apprezza per quel che siamo, dovremmo fuggire a gambe levate. Invece no, il perito prova, spera e crede che magari, trasformandosiin imprenditore salverà la sua posizione. Che importa se questa ennesima prova comporterà costi più altia fronte di un guadagno che resta il medesimo, che importa se occorrerà più mano d’opera che non potrà pagare se non di tasca propria che importa se l’unico vero tratto distintivo imprenditoriale sarà quello diassumersi il rischio economico? Un innamorato non conosce ostacoli e tenta, disperatamente tenta.

La Laura nazionale lo cantava tempo fa “Prigionieri liberi”. E’ questa la contraddizione di una libera professione che non ha ancora deciso davvero cosa farà da grande e si perde in un amore squilibrato che la travolgerà.
elena bove
Elena Bove
Professionista – Avvocato
Di Benevento
Elena Bove è avvocato di Benevento e giornalista pubblicista. Esercita la professione forense prevalentemente in controversie a tutela del cittadino nella circolazione stradale e nella responsabilità civile oltre che nella tutela del diritto dei consumatori.

Fonte “carrozzeria autorizzata”
http://www.carrozzeriaautorizzata.com/opinioni/254/gli-attori-del-sinistro-il-perito-innamorato

Incontro con il perito assicurativo per liquidazione danni auto kasko?

https://it.answers.yahoo.com Assicurazioni e immatricolazione

Salve. Ho urtato la mia auto contro un muro in garaga facendo una retromarcia. Precisando che ho la KASKO  , e quindi la mia assicurazione deve pagarne i danni . C’è una franchigia ovviamente che è di 100€ se porto l’auto in una carrozzeria convenzionata con loro oppure di 200 € se non è convenzionata .
Adesso quello che chiedo , se io mi faccio fare un preventivo e lo consegno all’agenzia ass. ,logicamente il preventivo viene fatto  da una carrozzeria non convenziata, verrà il perito a controllare il danno e tratterà sul prezzo del rimborso ? è ovvio che non ti pagano l’ IVA , ma restano sul prezzo del preventivo meno i 200 € o farà lui un’offerta escludendo sempre i 200 €  ? per adesso non voglio ripararla , ci penserò più in là !!
grazie

Answers (2)
Buonasera, in realtà  la cosa non è così semplicistica.
Partiamo dalla valutazione: il perito valuta i danni sulla base degli esami direttamente effettuati sui danni che, nel caso di garanzie dirette (kasko, furto, incendio, atti vandalici, fenomeni atmosferici ecc.) devono essere sottoposti agli accertamenti prima delle riparazioni. L’esecuzione del preventivo, che potrebbe variare da riparatore a riparatore, non ha alcun titolo valutativo ma può essere utile per suo mero scrupolo, onde verificare l’eventuale corrispondenza tra la valutazione del perito e le richieste del riparatore. Nell’eventualità, potrà chiedere al perito di trattare il danno con il riparatore, per provare a raggiungere un accordo, in caso di discrepanze. Si deve tener presente che il perito potrà raggiungere un accordo con il riparatore solo rispetto ai costi di riparazione, al netto di franchigie ed eventuali altri sgravi contrattuali, qualora esistenti, che lei dovrà corrispondere per differenza al riparatore, in caso di esecuzione degli interventi.

Quest’ultima considerazione apre alla seconda parte (più dolente) della valutazione: Franchigia e scoperto.
Le polizze per garanzia diretta devono essere lette attentamente per verificare quali siano le modalità di liquidazione.
Generalmente, alla franchigia viene affiancato uno scoperto in percentuale, laddove la franchigia diviene, in pratica, il minimo dello scoperto. Per esempio: se in polizza viene indicato uno scoperto del 10% ed una franchigia di € 200,00, i danni fino a 2.000 euro verranno liquidati con la franchigia prevista mentre, per somme superiori, verrà defalcata, in luogo della franchigia, la percentuale di scoperto (per es. su un danno di 3.000 eu, lo scoperto del 10%, sarà di € 300, anziché € 200).

Purtroppo, non finisce qui: degrado contrattuale.
Nel caso la riparazione preveda la sostituzione di alcuni componenti, potrebbe essere prevista la defalcazione del degrado commerciale sul loro costo. Nella maggior parte delle polizze, il degrado è previsto non prima del primo anno di età del veicolo. Si calcola indipendentemente dall’usura dei componenti, sulla base della perdita in percentuale del valore del veicolo dal momento della sua immatricolazione al momento del sinistro.
Potrebbero essere previste altre forme di degrado, da verificare polizza per polizza.

Ultima valutazione: insufficienza assicurativa.
Sulla polizza viene sempre indicato il valore per il quale il bene è stato assicurato. Qualora il valore commerciale effettivo del veicolo al momento del sinistro dovesse essere superiore a quello assicurato, sulla liquidazione verrà defalcata la percentuale di differenza tra i due valori (es: se un bene vale 10.000 ed è assicurato per 5.000, lo stesso sarebbe coperto solo per il 50% del suo valore, percentuale che quindi verrebbe defalcata dalla liquidazione.

Le polizze per garanzia diretta vanno sempre lette accuratamente ed è necessario valutare, qualora in presenza di veicoli con qualche anno d’età (purtroppo, per il suo caso, non vengono indicate tali informazioni), se sia effettivamente conveniente assicurare il mezzo.

Il perito saprà certamente offrirle ogni informazione sull’indennizzo legato al suo veicolo, in ragione delle condizioni di polizza ad esso legate.

Un’ultima considerazione personale: sebbene molte imprese assicurative tendano “tradizionalmente” a non voler riconoscere l’IVA, se non in presenza di una fattura di riparazione, salvo esplicite condizioni contrattuali o possibilità accertata di recupero fiscale, l’imposta è un costo è, in quanto tale, liquidabile per legge. In nessuna quietanza, leggerà “liquidazione al netto di IVA” poiché circostanza vietata. La somma indicata in quietanza è, del resto, una semplice transazione, basata su un’offerta della compagnia e, pertanto al di là dei costi effettivi e delle imposte ad essi subordinate.

Spero di esserle stato d’aiuto

Andrea Olivieri
Fonte/i:
Esperienza professionale
http://www.aicis.it/project-definition/ufficio-di-presidenza
Andrea O •