Palermo, ecco il libro mastro dei falsi incidenti: i nomi degli arrestati nel blitz della polizia

Un momento della conferenza stampa tra polizia e guardia di finanza

Un libro mastro con diversi episodi di rotture di ossa provocati ad arte, nomi di vittime e località dell’incidente: è stato trovato durante le perquisizioni nell’ambito dell’indagine che ha permesso di sgominare due gruppi criminali che organizzavano truffe alle assicurazioni. Oltre 50 le vittime che, con i loro racconti, hanno consentito di avvalorare il quadro accusatorio nei confronti degli arrestati.

Le operazioni “Tantalo bis” della Polizia, e la “Fides” della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria, hanno portato all’arresto di 42 persone, ma gli indagati sono 250.

I vertici della consorteria colpita dal provvedimento di oggi sono Carlo e Gaetano Alicata, padre e figlio, Filippo Anceschi e Salvatore Arena, l’avvocato Graziano D’Agostino, il perito assicurativo Mario Fenech, (ndr: non risulta iscritto al Ruolo Consap) Gioacchino Campora, Salvatore Di Liberto, Vittorio Filippone, i fratelli Alessandro e Natale Santoro, Alfredo Santoro, Piero Orlando, Vincenzo Peduzzo, Salvatore Di Gregorio, Domenico Schillaci detto Emanuele e Giovanna Lentini. Si occupavano di finanziare le frodi per le quali anticipavano le spese e della suddivisione tra i complici delle quote che derivavano dai risarcimenti assicurativi.

Eccoo i nomi degli arrestati dalla polizia:
1. Carlo Alicata;
2. Gaetano Alicata;
3. Filippo Anceschi detto “Il nano”;
4. Salvatore Arena, detto “Mandalà”;
5. Gioacchino Campora detto Ivan;
6. Graziano D’Agostino, incensurato
7. Rita Mazzanares;
8. Salvatore Di Ggregorio detto “Salvino”;
9. Salvatore Di Liberto;
10. Giuseppe Di Maio detto “Fasulina” ;
11. Piero Orlando, detto “Piero SH” , incensurato
12. Mario Fenech, incensurato
13. Vittorio Filippone, incensurato
14. Antonino Giglio detto “Tony ‘U Pacchiune”;
15. Gesué Giglio, incensurato
16. Vincenzo Peduzzo;
17. Alessandro Santoro;
18. Alfredo Santoro detto “Lello” ;
19. Natale Santoro;
20. Antonino Saviano;
21. Letizia Silvestri;
22. Monia Camarda;
23. Vincenzo Cataldo;
24. Orazio Falliti;
25. Gaetano Girgenti;
26. Alfonso Macaluso;
27. Benedetto Mattina;
28. Giuseppe Mazzanares;
29. Maria Mazzanares detta “Mary”;
30. Salvatore Mazzanares;
31. Mario Modica;
32. Cristian Pasca;
33. Giuseppa Rosciglione;
34. Maria Silvestri

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“Mi stanno ammazzando”: i boia spaccavano le ossa nella stanza degli orrori di via Imera

I particolari agghiaccianti che emergono dall’operazione che ha portato a 42 arresti. Finti incidenti per intascare i soldi delle assicurazioni. Le vittime, reclutate nella zona della Stazione, venivano messe su un tavolo, immobilizzate con dei mattoni e poi colpite con dischi di ghisa

Mutilavano gambe e braccia per truffare assicurazioni

Nei minimi particolari gli inquirenti hanno ricostruito 76 episodi ma, sottolinea il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti, “i casi sono molti di più e l’inchiesta è molto più complessa”. Le vittime hanno raccontato che in alcuni casi gli ‘spaccaossa’ fratturavano gli arti anche a sette persone a sera. Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro il Betaland Cafe, un’agenzia scommesse all’Albergheria dove venivano praticate alcune delle fratture.

Sono 42 le persone arrestate per avere organizzato una truffa alle assicurazioni con vittime compiacenti che si facevano fratturare gli arti in cambio di poche centinaia di euro. I boia non si fermavano davanti a nulla: “Mi state ammazzando… ammazzando… la gamba… ahi, ahi…”, gridava una delle vittime, Antonino B., in uno dei numerosi episodi di cruda violenza. Questa la risposta di Monia Camarda, arrestata oggi: “Non gridare…”. La mutilazione avveniva in via Imera, in una delle ‘stanze degli orrori’ usate dagli spaccaossa per fratturare gli arti alle vittime designate.

Un sedicenne tra le vittime

Neanche l’età delle vittime costituiva un deterrente per la banda. L’ultima, in ordine di tempo, un giovane di sedici anni, reclutato da un amico e pronto a farsi rompere gli arti in cambio della promessa di soldi che, molto probabilmente, non avrebbe mai visto.

“Solo qualche giorno fa abbiamo evitato che a un ragazzino di 16 anni gli venissero fratturate le ossa – spiega il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodelfo Ruperti -. La bravura dei nostri operatori che hanno percepito le intenzioni di due dei soggetti fermati oggi, ci ha permesso di evitare un’altra vittima”. Le vittime venivano reclutate soprattutto fra le persone in difficoltà, era questo il criterio principale. “Molti sono stati reclutati alla stazione centrale di Palermo – aggiunge – dove c’erano proprio dei reclutatori che li avvicinavano raccontandogli di conoscere delle persone, gli spaccaossa, che potevano aiutarli e che sarebbero stati in grado di farli svoltare nella loro vita”.

I numeri dell’operazione

Questi i numeri dell’operazione di oggi: 250 indagati, 159 capi di imputazione, 34 fermati dalla polizia e otto dalla guardia di finanza. “Le indagini – ha aggiunto Ruperti – hanno portato a scoprire non alcuni delitti ma una vera e propria fenomenologia che si era sviluppata sul territorio di Palermo. Determinante è stata la collaborazione di tre persone arrestate ad agosto che hanno aperto uno squarcio su un sistema diffuso con un meccanismo di reclutamento di poveri malcapitati e di arricchimento per questa associazione senza scrupoli”.

I boia parlavano così: “Ho trovato 2 fidanzati…” | Video

Cinquanta le vittime compiacenti che alla fine hanno deciso di collaborare con le forze dell’ordine. “Arrivavano alla Squadra mobile con il braccio o la gamba rotti, in alcuni casi anche entrambi – racconta Ruperti -. Storie tristi di persone che si sentivano anche in colpa per avere, in un primo momento, accettato di farsi fratturare le ossa con la promessa di soldi e rimborsi che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai ricevuto”.

Il libro mastro con i nomi

Nulla era lasciato al caso nell’organizzazione degli ‘spaccaossa’. C’era perfino un libro ‘mastro’ in cui appuntare i nomi delle vittime, le fratture e i rimborsi da riconoscere. “Ci siamo occupati di alcuni soggetti che ricoprivano il ruolo di capo e promotori dell’attività anche per quanto riguarda il reclutamento delle vittime – ha spiegato in conferenza stampa il colonnello Cosmo Virgilio, comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo. Le indagini della guardia di finanza si sono concentrate anche sui patrimoni accumulati dai capi dell’organizzazione. In particolare “uno di loro, Domenico Schillaci, aveva un bar molto noto ‘Dolce Vita’ in via Brunelleschi, una Porsche e un gommone fuoribordo. Tutti beni che sono stati sequestrati d’urgenza”. Ad altri indagati, in particolare infermieri in servizio in alcuni ospedali di Palermo, sono stati sequestrati farmaci che dovevano essere utilizzati per le fratture.

Il finto incidente finito in tragedia

Emerge anche un tragico risvolto. Quello della morte di un tunisino, una delle vittime reclutate dal clan criminale. Dovevano ‘solo’ fratturargli le ossa, ma la tortura si è trasformata in un omicidio. “A quest’uomo gli erano state procurate delle fratture molto gravi – ha spiegato Ruperti -. Sembra che a un certo punto il tunisino volesse fermarsi per il troppo dolore, ma per continuare gli avrebbero somministrato del crack che gli avrebbe procurato un arresto cardiocircolatorio”. La morte dell’uomo non ha fatto desistere la banda ‘spaccaossa’. “Lo hanno comunque portato al bordo di una strada – sottolinea Ruperti – tentando di fingere un incidente stradale e istruire la falsa pratica assicurativa”.

Quei medici compiacenti

Le indagini, dicono gli investigatori, “hanno messo in luce uno spaccato criminale variegato, fatto di “reclutatori” che agganciavano le vittime tra le fasce più deboli della società; di “ideatori” che individuavano luoghi non vigilati da telecamere, veicoli per inscenare gli eventi e falsi testimoni; di “boia-spaccaossa” che procedevano alle materiali lesioni fisiche degli arti superiori ed inferiori (ai quali gli indagati si riferivano convenzionalmente come “primo piano e piano terra”); di “medici compiacenti” che vergavano perizie mediche di parte; di “centri fisioterapici” che attestavano cure alle vittime ma mai effettivamente somministrate; di strutture criminali più organizzate che acquistavano le “pratiche” mettendo al lavoro avvocati o sedicenti tali e studi di infortunistica stradale che gestivano poi il conseguente iter finalizzato al risarcimento”.

Nel danaroso business illecito, i vertici dei vari gruppi criminali “mantenevano rapporti di mutua assistenza e solidarietà, prestandosi – vicendevolmente – i propri “boia-spaccaossa” a seconda della impellenza del momento: le strutture delinquenziali individuate – seppur autonomamente costituite, promosse ed organizzate – operano nello stesso “settore”, senza interferire nei rispettivi affari ma dividendosi i proventi illeciti derivanti dai falsi sinistri stradali distintamente organizzati”. Altri gruppi criminali hanno invece mostrato una visione più strategica ed una vocazione marcatamente “imprenditoriale”, preferendo acquistare il “pacchetto” delle menomazioni per poi gestire la pratica sino alla liquidazione del rimborso assicurativo.

Le “vittime”, in preda a lancinanti dolori, venivano trasportati presso gli ospedali cittadini, all’interno dei quali la gestione della frode passava nelle mani di altre persone compiacenti che si facevano carico di vigilare sui ricoverati per provvedere alle loro necessità, ma ancor più per evitare che qualcuno potesse recedere dall’originario intento, magari denunciando i fatti alle forze dell’ordine. Dopo il ricovero dei fratturati, si apriva la fase amministrativa e burocratica dell’istruzione della pratica assicurativa entrando in scena i vertici dell’associazione, che curavano la presentazione delle richieste di risarcimento presso le compagnie assicurative e la successiva suddivisione delle “quote” del premio da liquidare. In questa fase peraltro poteva trovare spazio talvolta la cessione della pratica assicurativa, completa degli atti peritali e dei referti medici, ad altri soggetti ritenuti membri di vertice dell’associazione criminale, che acquistavano la pratica liquidando al “venditore” una quota, così da assumere in prima persona la gestione della fase risarcitoria.

I nomi degli spaccaossa

I vertici del clan sono stati individuati Carlo e Gaetano Alicata, padre e figlio, Filippo Anceschi, Salvatore Arena detto “Mandalà”, l’avvocato Graziano D’Agostino, il perito assicurativo Mario Fenech, Gioacchino Campora detto “Ivan”, Salvatore Di Liberto, Vittorio Filippone, i fratelli Alessandro e Natale Santoro, Alfredo Santoro detto “Lello”, Piero Orlando detto “SH”, Vincenzo Peduzzo, Salvatore Di Gregorio, Domenico Schillaci detto Emanuele e Giovanna Lentini. A ciascuno di loro viene riconosciuto un ruolo fondamentale: si occupavano di finanziare le frodi per le quali anticipavano le spese occorrenti e della suddivisione tra i complici delle quote derivanti dai risarcimenti assicurativi. Alla rottura delle ossa erano deputati altri complici, “specializzati” nell’infliggere le fratture alle “vittime”. Tra questi figurano Giuseppe Di Maio detto “fasulina”, Antonino Giglio detto “Tony u’ pacchiune”, Gesuè Giglio, Alfredo Santoro detto “Lello”, Cristian Pasca.

Il gruppo criminale poteva avvalersi pure dell’opera di altri complici incaricati di predisporre con cura la scena dei falsi sinistri, trovando i veicoli da utilizzare, reclutandone i conducenti, e assoldando gli eventuali testimoni. Una volta realizzata la scena del finto incidente questi si occupavano anche dell’assistenza medica delle “vittime” fratturate controllando che non si sottraessero agli impegni presi con l’associazione. Questi i loro nomi: Vincenzo Cataldo, Monia Camarda, Orazio Falliti, Gaetano Girgenti, Alfonso Macaluso, Benedetto Mattina, Giuseppe Mazzanares, Maria Mazzanares, Rita Mazzanares, Salvatore Mazzanares, Giuseppa Rosciglione, Mario Modica, Antonino Saviano, e infine le sorelle Maria e Letizia Silvestri.

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FONTE

 

Anche i driver potranno partecipare a Company Car Drive 2019

Anche i driver delle flotte aziendali, cioè le persone a cui le auto delle flotte sono affidate, potranno partecipare all’edizione 2019 di Company Car Drive che si svolgerà nel mitico Autodromo di Monza ribattezzato Monza Eni Circuit, il 22 e il 23 maggio.
Gli organizzatori dell’evento hanno preso questa decisione per venire incontro alle richieste di molti fleet manager che nelle scelte sull’auto aziendale ed in particolare nella definizione della car list si avvalgono della collaborazione di driver di particolare esperienza e ciò anche perché nell’edizione 2019 di Company Car Drive sono previste prove dinamiche anche per testare gli ADAS, cioè i nuovi dispositivi di cui sono sempre più dotate le auto per facilitare la guida e migliorare la sicurezza.

9° Summit mercato auto usate Fleet&Mobility

 

Si è appena concluso il 9° Summit dedicato al mercato delle auto usate e circolanti organizzato da Pierluigi Del Viscovo, Fondatore e Direttore del Centro Studi Fleet&Mobility.

Sotto il brand “La Capitale Automobile” ogni due o tre mesi, si incontrano i vari operatori del mercato di fleet e rent, cars, vans e trucks, mobility, moto, usato e circolante.

Oggi era il turno di usato&circolante e si è fatto il punto di tutti gli aspetti del mercato, dai numeri alle strategie possibili per svecchiare il mercato. Si è parlato dell’andamento dei vari settori, usato giovane ed ultra decennale, elettrico, benzina, diesel, metano. Poi i servizi che possono agevolare le vendite quali i trasporti, le garanzie e le ispezioni di auto lontane acquistate su internet.

Tra i relatori Toni Purcaro Head of Region Central East Europe & Middle East- Executive Vice President DEKRA Group, Ercole Messina Presidente presso AIRVO Associazione Italiana Rivenditori Veicoli d’Occasione, Massimiliano Archiapatti General Manager, Italy at Hertz, Giampiero Mosca, direttore Aon Benfield, Michele Crisci, presidente UNRAE, Adolfo Di Stefano Cosentino, presidente FEDERAUTO.

Prossimo appuntamento il 7 giugno 2019. Sarà il turno di fleet&rent.

Maggiori Informazioni 

The 9th Summit dedicated to the used and circulating car market has just concluded, organized by Pierluigi Del Viscovo, Founder and Director of the Fleet & Mobility Study Center.

Under the “La Capitale Automobile” brand every two or three months, the various operators of the fleet and rent, cars, vans and trucks, mobility, motorcycle, used and circulating market meet.

Today it was the time of: used and circulating and it took stock of all aspects of the market, from the numbers to the possible strategies for rejuvenating the market. There has been talk of the trend of the various sectors, used young and over ten years, electric, gasoline, diesel, methane. Then the services that can facilitate sales such as transport, warranties and inspections of distant cars purchased on the internet.

Speakers include Toni Purcaro Head of Region Central East Europe & Middle East- Executive Vice President DEKRA Group, Ercole Messina President at AIRVO Italian Association of Occasional Vehicle Dealers, Massimiliano Archiapatti General Manager, Italy at Hertz, Giampiero Mosca, Director Aon Benfield, Michele Crisci, president of UNRAE, Adolfo Di Stefano Cosentino, president FEDERAUTO.

Next meeting 7 June 2019. It will be the turn of fleet & rent.

 

More information http://www.fleetandmobility.it/eventi/

 

Slide del convegno

Andrea Olivieri è il nuovo presidente di AICIS

Andrea Olivieri è il nuovo presidente di AICIS, l’Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, nel cinquantesimo anno dalla sua fondazione
Andrea Olivieri, 51 anni tra qualche settimana, torinese, è il nuovo presidente AICIS per il triennio 2019-2021.
Insieme al Presidente Olivieri, farà squadra l’Ufficio di Presidenza composto da Annalisa Bianchi (presidenteLombardia), Ezio Bordonaro (presidente Lazio), Massimiliano Canellini (presidente Campania), Laura Morone (presidenteLiguria), Casimiro Pellegrino (presidente Piemonte), Marcello Pirone (consigliere regionale Campania).
Nel Consiglio di Amministrazione, oltre all’Ufficio di Presidenza, saranno presenti i consiglieri Luigi Longhitano(presidente Sicilia), Maurizio Menicucci (presidente Umbria), Fabrizio Sanna (presidente Sardegna), Paolo Valle (presidenteTrentino Alto Adige), Stefano Bianchi (Lombardia), Giovanni Lavacca (Piemonte), Felice Pastore (Campania).
Nelle prossime settimane, verrà ufficializzata la vicepresidenza.
AICIS – ha dichiarato il neo presidente – è l’associazione che, con i suoi cinquant’anni dalla sua fondazione, ha accompagnato, più a lungo di ogni altra, la figura peritale nel percorso che ha costruito una  professione essenziale per garantire le basi tecniche per un equo risarcimento. Professionalità che si estende anche al di fuori del mondo risarcitorio e che questa associazione si prefigge di valorizzare”.
Dalla redazione di Periti Auto sincere congratulazioni ed i migliori auguri di Buon Lavoro.

#CONSAP. Pronti a sfornare nuovi #PeritiAssicurativi

Blog di Luigi Mercurio

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Cantiere” Consap continua a sfornare periti assicurativi. Infatti anche quest’anno è stato pubblicato il bando della prova d’esame con provvedimento del dicembre 2018 e pubblicazione a gennaio 2019.

Mi chiedo quale sia la collocazione delle nuove unità abilitate all’accertamento ed alla stima dei danni in un mercato del lavoro in continua involuzione. Un mercato nel quale la “PERIZIA” è diventata un optional ed i “PERITI ISCRITTI A RUOLO” sempre meno utilizzati dalle COMPAGNIE ASSICURATIVE.

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Il Tribunale boccia le polizze “Auto Presto&Bene” di UnipolSai

Blog di Luigi Mercurio

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Con la recente Sentenza n. 1067/2019 del Tribunale di Torino pubblicata il 07/03/2019, viene stabilito che le polizze “Auto Presto&Bene” non godono di legittimità giuridica nella riduzione dell’indennizzo per i danni ai veicoli quando coperti da garanzia diretta (es. Atti vandalici, Kasco, ecc.) e che non vengono riparati presso “carrozzerie convenzionate” con la UnipolSai Assicurazioni.

Con questa decisione viene confermata ancora una volta la libertà di scelta del danneggiato di rivolgersi ad un “carrozziere indipendente” nel rispetto del Codice del Consumo ed in linea da quanto previsto dal recente DDL Concorrenza.

Di seguito potete scaricare la sentenza clicca qui: Tribunale-Torino-1067-2019 Auto Presto&Bene!

Per maggiori dettagli sulla vicenza vi consiglio di leggere l’articolo pubblicato dal blog Il Carrozziere.it clicando al seguente link. Buona lettura

http://www.ilcarrozziere.it/blog/2019/03/ma-siamo-sicuri-che-queste-polizze-siano-legali/

 

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Fleet Manager Academy Milano 20 marzo 2019

Per info e iscrizione clicka qui

A Fleet Manager Academy al Palazzo del Ghiaccio di Milano il 20 marzo

Lectio Magistralis del Professor Armaroli (CNR)

sulla transizione all’elettrico nella mobilità

L’81,4% dell’energia prodotta nel Mondo deriva dai combustibili fossili. L’impatto sul clima, in questa situazione, è innegabile. Dal 1979 ad oggi i ghiacci della calotta artica si sono ridotti del 35% in superficie e del 65% in volume.

Abbandonare i combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas è ormai un imperativo categorico da realizzare nei tempi più brevi possibili.

L’alternativa c’è ed è ampiamente disponibile. Il Sole invia sulla Terra in un’ora una quantità di energia pari a quella che l’umanità consuma in un anno. Occorre approfittarne per potenziare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e sostituire l’energia elettrica all’energia derivante da combustibili fossili in tutte le attività in cui è possibile, compresi i trasporti.

Questo in estrema sintesi è il nucleo centrale della Lectio Magistralis che Nicola Armaroli Direttore di ricerca del CNR di Bologna terrà alla XIII edizione della Fleet Manager Academy a Milano il 20 marzo 2019. L’obiettivo è introdurre il dibattito sulla transizione all’elettrico anche nelle flotte, dibattito che avrà ampio risalto nel corso dell’Academy, che affronterà anche altri temi di grande attualità ed interesse per il mondo dell’auto aziendale.

La partecipazione all’Academy è gratuita per i fleet manager.

BMW E DAIMLER INSIEME, NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA

L’iniziativa mette in evidenza BMW e Daimler come gli attori che cambiano le carte in tavola nel crescente mercato della mobilità urbana, con una visione ben precisa che si fonda su tre linee. Anzitutto una prospettiva “all electric”, in secondo luogo focalizza sull’autonomia degli utenti, infine contempla una mobilità on demand.

I cinque marchi soddisfano a livello globale già 60 milioni di clienti.

“Abbiamo raggiunto una base di utenti forte e abbiamo messo a fattor comune la forza e l’esperienza di 14 marchi di successo – commenta il presidente del Cda di Daimler e a capo di Mercedes-Benz, Dieter Zetsche -. Creando un network intelligente di joint venture siamo capaci di dare forma all’attuale e al futuro della mobilità cittadina, traendo il massimo beneficio dalla digitalizzazione e dai crescenti bisogni di servizi in condivisione delle persone. Ulteriori collaborazioni con altri fornitori, incluse partecipazioni in startup innovative nonché aziende consolidate, sono altre opzioni possibili”.

NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA: BMW E DAIMLER SI ALLEANO

Messaggio alquanto chiaro: non finisce qui. Il futuro è di consolidamento in un mercato che punta a grandissimi numeri. E i big data faranno il loro dovere per ingaggiare i clienti. “Stiamo creando un interlocutore globale: i 60 milioni di clienti che abbiamo beneficeranno di un ecosistema completamente integrato di car sharing, ride hailing (Uber, per intenderci), parcheggi, ricarica e trasporti multimodali. La nostra visione è precisa: i cinque servizi saranno sempre di più connessi per formare una piattaforma unica di mobilità con una flotta di veicoli completamente elettrici, con sistemi di auto-guida che si ricaricano e parcheggiano in autonomia, connessi ad altre modalità di trasporto urbano”, rincara Harald Krüger, presidente del board di Bmw. La casa tedesca aveva già chiarito la sua visione sulla “smart mobility”, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

I marchi riuniti in un’unica piattaforma

La collaborazione prevede la nascita di cinque joint venture tra i servizi, tutti accessibili in modalità digital:

Reach Now che ha 6,7 milioni di clienti ed è un’app che prenota auto, bici e taxi condivisi, nonché mezzi pubblici;

Charge Now ha 100mila punti di ricarica in 25 Paesi e agisce anche in modalità white label così che le case automobilistiche e le società di gestione delle flotte possano personalizzare le colonnine;

Park Now è un’app che individua i parcheggi disponibili, gestisce le soste e gli ingressi senza spreco di tempo. Considerato che la ricerca di parcheggio incide per il 30% del tempo trascorso sulla strada, si qualifica come soluzione innovativa per diminuire il traffico e, quindi, le emissioni in città; tra Europa e Stati Uniti conta 30 milioni di utilizzatori;

Free Now asserisce di avere 21 milioni di clienti e 250mila driver, comprende taxi, autisti privati, scooter elettrici: tutto a portata digital;

Share Now è un serivizo di car sharing con 20mila vetture in 31 città, in essa confluiscono car2go e DriveNow.

 

mobilità on demand

Un futuro di mobilità urbana on demand

Se da una parte BMW e Daimler rimarranno competitor nell’automotive, questo portafoglio comune di offerta sulla mobilità urbana on demand rappresenta “una logica estensione della catena del valore: vogliamo dare tutte le opportunità ai clienti per spostarsi. In breve, possono guidare, condividere o essere guidati”. E in tutto questo, la digitalizzazione è l’abilitatore.La scelta della sede di questa nuova società integrata è caduta su Berlino: hub di creatività e innovazione A livello globale, l’operazione porta alla creazione di mille nuovi posti di lavoro.

NEWS DA CONSAP

Registro Generale degli Indirizzi Elettronici

Come noto, nell’ambito del Processo Civile Telematico, è stato istituito il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici – cosiddetto ReGIndE – gestito dal Ministero della Giustizia (art. 7 del D.M. 21.2.2011 n. 44).

Il ReGIndE contiene i dati identificativi nonché l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti abilitati esterni a dialogare ed interagire con il Tribunale, quali, tra gli altri, i consulenti del Giudice.

In sostanza, dal 30 giugno 2014, i Tribunali ricevono gli atti endoprocessuali (relazioni peritali, ecc.) non più in formato cartaceo, ma esclusivamente con trasmissione telematica attraverso la posta elettronica certificata (PEC) e comunicano con i CTU esclusivamente con lo stesso mezzo.

Pertanto i periti assicurativi che svolgono funzioni di CTU devono procedere autonomamente alla registrazione al ReGIndE (“Registrazione in proprio di un soggetto”) secondo le modalità indicate sul Portale Servizi Telematici del Ministero della Giustizia al seguente link:

http://pst.giustizia.it/PST/en/pst_1_0.wp?previousPage=pst_1_17&contentId=SPR355

Ciò premesso, su invito dei Tribunali, si sollecitano gli interessati ad effettuare la registrazione al ReGIndE nonché a comunicare l’indirizzo PEC anche a ruoloperitiassicurativi@consap.it al fine di consentire l’aggiornamento dei dati di iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi.

Albo CTU Telematico

AVVISO PUBBLICO DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA

Il Tribunale di Bologna comunica che a breve verrà sottoscritto un protocollo d’intesa tra gli ordini/collegi professionali e il lo stesso Tribunale, avente ad oggetto il regolamento per l’iscrizione e la permanenza nell’Albo dei CTU e Periti.

Le domande presentate nelle forme tradizionali dovranno essere riformulate nelle modalità indicate nel prossimo protocollo.

Si prega, pertanto, di contattare la segreteria dell’Albo CTU d Bologna.

 

Accordo Vodafone AT&T sulle auto connesse

Vodafone e AT & T stanno collaborando su argomenti come la sicurezza, la protezione e le soluzioni di intrattenimento per i costruttori automobilistici con l’avvento dell’Internet of Things (IoT), hanno dichiarato le aziende lunedì. Gli operatori hanno affermato di voler semplificare il processo di implementazione delle soluzioni per auto connesse e semplificare il processo di certificazione in quanto i mercati dell’auto hanno i propri requisiti e normative.
Le aree di interesse principali includeranno la tecnologia 5G ed i veicoli autonomi, l’intrattenimento a bordo dei veicoli e l’integrazione della connessione tra auto e smart city, hanno affermato.

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Fca Bank lancia la sua carta di credito, la prima di un gruppo auto in Italia

Una carta di credito che rappresenta uno strumento di fidelizzazione per il gruppo Fca. Dagli sconti sui tradizionali servizi di manutenzione e riparazione all’accesso privilegiato al merchandising del gruppo automobilistico torinese sono diversi i vantaggi per i possessori della carta Fca Bank che opera sul circuito Visa, è 100% online e può essere richiesta e gestita completamente sul web

La carta Fca Bank, la prima di una casa automobilistica in Italia, permette al cliente di rimborsare ogni transazione nella modalità più adeguata alle proprie esigenze. La funzione MyBudget permette infatti di scegliere tra l’addebito a saldo o a rate, a sua volta personalizzando in quest’ultimo caso l’importo della mensilità. La sicurezza è garantita grazie al servizio MyControl, che consente di abilitare o disabilitare gli acquisti online nonché l’utilizzo all’estero o anche il ritiro dei contanti.

Il nuovo prodotto di Fca Bank, banca specializzata nel finanziamento e nel leasing auto detenuta pariteticamente da Fca Italy e Crédit Agricole Consumer Finance, si affianca al Conto Deposito, a disposizione di chiunque, ma diretta in primo luogo ai clienti Fca: ai primi è garantito un tasso annuo dell’1,15%, che sale al 2% per i clienti che hanno sottoscritto un finanziamento per l’autovettura con la banca.

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MERCATO AUTO A GENNAIO -7,5% 

La decrescita del mercato auto rievoca lo spettro della crisi 
Reagire subito è un dovere

Inizia in affanno il mercato auto 2019, infatti, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti le autovetture immatricolate a gennaio sono state 164.864, con una diminuzione del -7,5% rispetto alle 178.326 di gennaio 2018. Guardando ai canali di vendita, si assiste ad un incremento delle immatricolazioni a privati (+4,1%), ad una flessione consistente delle immatricolazioni a società (-29,5%) e ad un più contenuto calo delle immatricolazioni a società di noleggio (-17,8%). Relativamente alle motorizzazioni, continua l’inesorabile erosione delle vendite di auto diesel che scendono del -30,9% e una quota di rappresentatività sul totale che arriva al 41,09%; in forte flessione anche le vendite di auto a metano (-46,1%) mentre crescono quelle alimentate a benzina (+27,4%), GPL (+8%), ibride (+18,8%) ed elettriche (+26,6%). Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 40,8% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, hanno inciso per il 10,2% sui volumi di vendita mensili. In particolare, le auto-immatricolazioni dei dealer sono diminuite del 13%, attestandosi a 16.114 vetture (2.407 in meno rispetto a gennaio 2018), mentre si sono pressoché azzerate le Kilometri zero delle case auto (-91,7%).

“L’anno parte in decrescita – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – e questa per noi non rappresenta una prospettiva felice. Fisiologicamente gennaio è un mese positivo, tranne che negli anni di crisi. E noi di crisi ne abbiamo abbastanza, avendone alle spalle una piuttosto lunga, che ha lasciato sul terreno il 48% delle concessionarie. Oggi il rallentamento del mercato automobilistico può essere espressione del dato generale di flessione economica del Paese, ma temiamo che a breve possa essere ulteriormente aggravato da fattori specifici imputabili alle scelte politiche del Governo. Per terminare l’analisi di quanto accaduto a gennaio, va comunque detto che le immatricolazioni avrebbero potuto presentare un consuntivo ben più pesante, dal momento che esse comprendono una quota non trascurabile di vetture a Kilometri zero e demo, in misura quasi totalitaria a carico delle concessionarie”.

Aggiunge il Presidente di Federauto: “La recessione non è un meteorite che precipita dallo spazio e necessita, a nostro avviso, di reazioni immediate da parte di chi ha il controllo della politica economica di un paese. Ci chiediamo quanto potrà incidere sulla crescita dell’economia italiana un settore auto che segna il passo, con pesanti conseguenze determinate dal calo della domanda e, conseguentemente, sull’assetto delle imprese della filiera commerciale ed industriale”.

“Reagire subito significa, anzitutto, chiedere al Governo di riflettere con urgenza sul provvedimento contenuto nella legge di bilancio relativo al bonus/malus in vigore dal prossimo marzo, che oggi sembra poter ulteriormente danneggiare il mercato, ingenerare nel cliente l’errata convinzione che il motore endotermico possa avere vita breve. Crediamo che il Ministro Di Maio abbia il dovere di ascoltare la voce del settore: abbiamo un mese di tempo, non di più”.

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Il dettaglio delle immatricolazioni rese note dal Ministero dei Trasporti è disponibile cliccando qui di seguito:

Nuovo – Gennaio 2019

Usato – Gennaio 2019

ARVAL: 200.000 veicoli noleggiati in Italia

200.000: è questo il numero di veicoli in flotta che Arval Italia, da oltre 20 anni leader nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità, annuncia di avere appena raggiunto.

È la prima volta che, nel nostro Paese, una società di noleggio a lungo termineregistra un risultato di questo tipo, frutto anche dell’accelerata diversificazione del modello di business dell’azienda.

Grégoire Chové, Direttore Generale di Arval Italia, si dice soddisfatto ed emozionato: “Sono veramente orgoglioso di questo successo, ottenuto grazie ai nostri collaboratori, che giorno dopo giorno, lavorano con energia e passione, al servizio di tutti nostri clienti, che così continuano a sceglierci, confermandoci la loro fiducia.

Ora, forti di quest’ultimo successo, affrontiamo il 2019 ancora più fiduciosi, concentrandoci sui nostri principali obiettivi: consolidare la presenza sul mercato business e accrescere l’impegno nel mercato dei privati.

I sinistri RCA nel 2017: numeri, costi e indici

Nel settore delle autovetture, la frequenza dei sinistri r.c. auto assicurati durante il 2017 è stata complessivamente pari al 6,6%, in diminuzione dello 0,1% circa rispetto al 2016.

La distribuzione provinciale di queste frequenze, pur presentando notevole variabilità sul territorio, non sembra evidenziare particolari correlazioni con aree specifiche, ma piuttosto appare più elevata in alcune zone a maggiore densità abitativa e nella provincia di Prato.

Nel 2017, la totalità delle imprese operanti sul mercato italiano ha fatto registrare un costo medio dei sinistri pagati e riservati pari a 4.163 euro, in diminuzione dello 0,7% rispetto al 2016.

Il Loss Ratio (proxy) medio nazionale è cresciuto all’82,0%, in aumento rispetto al 2016 (81,1%).

Per i ciclomotori, la frequenza dei sinistri è mediamente del 2,8%, stabile rispetto a quanto fatto registrare nel settore l’anno precedente.

Al dato sostanzialmente stabile della frequenza dei sinistri, si accompagna una forte riduzione nel loro costo medio totale. Nel settore dei ciclomotori il costo medio totale dei sinistri gestiti nel 2017 è stato pari a 5.136 euro contro i 5.609 euro del 2016 (-8,3%).

Per i ciclomotori si è registrata una rilevante diminuzione nel Loss Ratio medio nazionale che, dopo essere aumentato considerevolmente nel 2016 (101,5%) ritorna a 91,4%. Molto ampia è il range di variazione sul territorio di questo indicatore, con province che raggiungo valori anche 8 volte superiori a quelli riscontrabili in altre località.

La frequenza dei sinistri per i motocicli si attesta al 4,0% a livello nazionale, quindi immutata rispetto al dato registrato nel 2016.

Alla stabilità nella frequenza dei sinistri corrisponde un costo medio complessivo dei sinistri, pari a 6.704 euro, in aumento dello 0,7% rispetto al 2016.

In Italia, il Loss Ratio vale mediamente il 117,5% per i motocicli, con un incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore del 2016.13 Anche per questo settore, come già notato per i ciclomotori, il campo di variazione del Loss Ratio si mantiene ampio.

Nel settore degli autocarri la frequenza dei sinistri r.c. auto assicurati durante il 2017 è stata complessivamente pari al 7,0%, in lieve aumento rispetto al 6,9% dell’anno precedente. La distribuzione provinciale di queste frequenze presenta notevole variabilità sul territorio con picchi, tanto al Nord, quanto nel Mezzogiorno.

Nel 2017, la totalità delle imprese operanti sul mercato italiano ha fatto registrare un costo medio dei sinistri pagati e riservati pari a 5.318 euro (-0,7%). Nonostante i maggiori rischi connessi a questa tipologia di veicoli, l’ammontare medio dei sinistri non eccede quello riscontrato in altri settori di tariffazione.

Nel 2017 il segmento degli autocarri ha un Loss Ratio (proxy) medio nazionale del 65,0%, il dato migliore tra le differenti tipologie di veicoli.

Fonte: IVASS

Sara Assicurazioni riduce il costo dell’RCA per i veicoli dotati del sistema anticollisione retrofit Mobileye

Esclusivi vantaggi tariffari (20% di sconto) sull’assicurazione RC Auto saranno riconosciuti da Sara Assicurazioni a chi possiede veicoli privati o aziendali dotati dei più efficaci e innovativi sistemi di sicurezza Mobileye.
Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è da sempre particolarmente sensibile al tema della sicurezza stradale. Questa iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza dei sistemi ADAS installati sul veicolo, premiando con un sostanzioso risparmio sul costo della polizza chi sceglie di avvalersene pur non avendo un’auto nuova. In caso di incidente, questi sistemi posso davvero fare la differenza a vantaggio del guidatore, dei passeggeri del veicolo e anche degli utenti stradali più vulnerabili (pedoni e ciclisti).
Mobileye è un dispositivo aftermarket che, installato sulle autovetture, consente di rilevare ben 6 diversi tipi di comportamenti pericolosi legati alla guida. Mobileye, attraverso un semplice allarme sonoro e video al verificarsi dell’evento critico, riesce ad allertare il guidatore con un anticipo fino a 2.7 secondi rispetto al possibile impatto, dandogli la possibilità di rimediare o attenuare le conseguenze dell’evento.
Secondo una recente ricerca, 8 incidenti su 10 sono infatti causati da episodi di distrazione della durata di soli 3 secondi. Un importante studio internazionale in ambito assicurativo ha dimostrato che grazie ai sistemi ADAS è possibile ridurre o mitigare gli effetti del 75% circa degli eventi di distrazione che sono causa di incidente stradale.
Queste le principali funzioni dei sistemi ADAS (Advance Driver Assistance Systems, in italiano sistemi di assistenza avanzata alla guida) Mobileye: Avviso di collisione frontale, avviso di collisione con pedone o ciclista, cambio involontario di corsia, avviso di ridotta distanza di sicurezza, segnalazione sul display del limite di velocità, controllo automatico fari abbaglianti.
E’ noto che il parco veicoli in Italia è tra i più vecchi d’Europa. Il sistema anticollisione Mobileye, oggetto dell’accordo con SARA Assicurazioni rende tutte le auto più “intelligenti” e più sicure, anche quelle non di ultima generazione, garantendo l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale su veicoli di ogni età, perfino quelli storici.
“La sicurezza stradale è sempre stato per noi tema particolarmente importante – ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, per questo abbiamo deciso di premiare gli automobilisti che scelgono di dotare la propria vettura dei sistemi di sicurezza più avanzati tecnologicamente con uno sconto del 20% sul premio dell’assicurazione RCA. Questi strumenti possono realmente contribuire a ridurre gli incidenti stradali e a migliorare la sicurezza sulle strade.”

AUTO: MODESTO SPRINT IN DICEMBRE (+1,96%), MA BILANCIO 2018 IN ROSSO (-3,11%)

Ombra cupa sul 2019 dell’auto da congiuntura e manovra del Governo

Dopo tre mesi in calo il mercato italiano delle autovetture tenta in dicembre un modesto sprint, che non modifica però il risultato complessivo del 2018. In dicembre le immatricolazioni sono cresciute dell’1,96% sullo stesso mese dell’anno scorso, ma il bilancio dell’intero 2018 chiude a quota 1.910.025 immatricolazioni contro il 1.971.345 del 2017 e quindi con un calo del 3,11%. Quello sul mercato automobilistico è il primo dato sull’economia italiana nell’intero 2018 che viene reso noto e – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – non è un dato di buon auspicio. Nel 2018 si è interrotta la robusta ripresa della domanda di autovetture dopo il drastico calo che aveva portato le immatricolazioni nel 2013 a quota 1.304.648, cioè al di sotto del 47,7% rispetto al livello ante-crisi (2007). Da questo minimo assoluto, dopo un fase di stabilizzazione nel 2014, è iniziata una robusta ripresa con tassi di crescita del 16% nel 2015 e nel 2016 e dell’8% nel 2017. Nel 2018 il recupero si è interrotto nonostante che fosse ancora ben lontano il livello fisiologico delle immatricolazioni per un Paese che dispone di un parco circolante di autovetture di 39 milioni di unità ed ha quindi una forte domanda di sostituzione.

La battuta d’arresto del 2018 è dovuta a diverse cause: in particolare al fatto che alcune case auto hanno rallentato nella pratica dei chilometri zero, all’introduzione dal 1° settembre del nuovo sistema europeo di omologazione WLTP ed anche, e soprattutto, al progressivo rallentamento dell’economia italiana. La crescita del Pil, che nell’ultimo trimestre del 2016 e nel primo del 2017 aveva fatto registrare incrementi congiunturali dello 0,5%, si è progressivamente ridotta fino a portare ad un calo dello 0,1% nel terzo trimestre 2018. La frenata dell’economia italiana è dunque particolarmente evidente ed è molto probabile che anche nel quarto trimestre 2018 il Pil abbia fatto registrare un ulteriore calo. Se così fosse, vi sarebbero state due variazioni congiunturali negative consecutive che, secondo le convenzioni degli economisti, segnano l’entrata di un sistema economico in recessione.

La situazione dell’economia getta un’ombra cupa sulle prospettive del mercato automobilistico italiano. A ciò si aggiunge che anche altri elementi inducono a valutare con grande cautela l’andamento della domanda di automobili nel 2019. Dall’inchiesta congiunturale mensile di dicembre del Centro Studi Promotor emerge che soltanto l’11% degli operatori auto interpellati si attende una crescita della domanda, mentre il 52% ipotizza stabilità e ben il 37% si attende una frenata delle immatricolazioni. Occorre poi considerare l’effetto dei provvedimenti sull’automobile introdotti dal Governo con la Legge di Bilancio recentemente approvata, provvedimenti che prevedono, come è noto, bonus per l’acquisto di vetture ecologiche e penalizzazioni per l’acquisto di altre vetture con emissioni di CO2 medio-alte o alte. Secondo il Centro Studi Promotor il saldo tra maggiori acquisti di vetture ecologiche e i minori acquisti di altre vetture dovrebbe essere negativo di 100.000 unità.

BEI finanzia MotorK con 30 milioni di Euro

Riceviamo e pubblichiamo con piacere il comunicato dall’amico Marco Marlia, fondatore di MotorK, che qui vediamo (a sinistra) con un funzionario della Banca Europea degli Investimenti che ha erogato alla sua azienda un finanziamento multimilionario.

A lui i più sinceri complimenti e congratulazioni per il grande successo, chiaro riconoscimento del suo lavoro innovativo ed altamente professionale nel quale è stato pioniere agli inizi del secolo e del quale ora può essere orgoglioso ed apprezzato a livello globale.

Milano, dicembre 2018 – MotorK (https://www.motork.io/it), la scaleup italiana che sta innovando a livello europeo l’intero comparto digitale automotive, annuncia oggi di aver ricevuto un finanziamento di 30 milioni di Euro dalla Bei, Banca europea per gli investimenti. L’istituto si è impegnato a sostenere l’attività dell’azienda, considerata realtà chiave nel panorama dell’innovazione del Paese, oltre che punto di riferimento per le imprese automobilistiche operanti in Europa.

Il finanziamento della Banca europea per gli investimenti è rivolto in primis alle attività della sede italiana di MotorK e sarà destinato alle attività di Ricerca e Sviluppo: l’azienda, che attualmente tra gli uffici di Milano Agrigento ha già sviluppato uno dei dipartimenti R&D più grandi in Italia, con circa 100 componenti, punta a rafforzare lo staff e ad accrescere l’offerta tecnologica per i suoi partner, tra i quali case produttrici, dealer e altri operatori del settore auto.

Il contratto di finanziamento è legato a doppio filo al progetto di crescita tecnologica: i 30 milioni rappresentano un’alta percentuale della somma che MotorK è pronta ad impiegare nei prossimi cinque anni in progetti di sviluppo digitale per il mercato automotive. La scaleup ha infatti programmato di investire quasi 75 milioni di euro nella sua divisione Ricerca & Sviluppo che, in primis dall’Italia, produce innovazione per tutta l’Europa.

Fondata nel 2010, MotorK si è imposta nel mercato come partner di oltre il 90% delle case automobilistiche (continua a leggere…)

 

Liquidazione volontaria per Qudos Insurance

Qudos Insurance HiRes (2) HP

Facendo seguito al comunicato stampa dello scorso 26 ottobre, l’IVASS ha reso noto che nella giornata di ieri, martedì 27 novembre, l’Autorità di Vigilanza danese Danish Financial Services Authority (DFSA) ha comunicato, nell’ambito della piattaforma di collaborazione tra le Autorità di vigilanza europee, che Qudos Insurance – impresa con sede in Danimarca abilitata ad operare in Italia in regime di libera prestazione di servizi (ossia senza una sede stabile) – ha deciso di porsi in liquidazione volontaria.

Qudos, si legge ancora nella nota dell’Istituto (diffusa attraverso i suoi canali istituzionali), operava in Italia attraverso l’intermediario Broker Advice ed era attiva nel settore delle polizze accessorie alla Rc auto (es: incendio, atti vandalici, kasko, ecc).

Per ogni assistenza è possibile rivolgersi al Contact Center IVASS: numero verde 800-486661, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 14.30.

FONTE: Intermedia Channel

ACI: condivide intervento Governo su abuso auto con targhe estere — Gino Bruni

“L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia – dichiara il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani – perché il fenomeno dell’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con […]

via ACI: condivide intervento Governo su abuso auto con targhe estere — Gino Bruni