Ruolo dei Periti Assicurativi: avviso agli iscritti (11.11.2015)

Consap, ai sensi dell’art. 159 lettera E del Decreto legislativo 209/2005, ha recentemente avviato la procedura di cancellazione dal Ruolo dei periti assicurativi che non hanno provveduto al pagamento dei contributi di vigilanza per gli anni 2013 e 2014.

Equitalia Sud, giusta Convenzione stipulata con Consap, ha provveduto ad inviare agli interessati lettere di sollecito al pagamento dei contribuiti arretrati.

Il pagamento, cui deve aggiungersi l’importo di € 10,00 a titolo di spese, dovrà essere effettuatoesclusivamente con le modalità indicate nelle citate lettere, utilizzando il bollettino allegato alle stesse.

In caso di inadempimento entro la data di scadenza fissata, oltre alla cancellazione dal Ruolo, si darà luogo alla riscossione coattiva dei contributi dovuti tramite la stessa Equitalia Sud, con ulteriore aggravio di spese, ai sensi dell’art. 337 comma 4 del richiamato Decreto legislativo.

Assicurazioni, Ivass: limiti per calcolo incentivi sistema Card

CONTRASSEGNO ASSICURAZIONE RCA AUTO AUTOMOBILE TAGLIANDO ASSICURATIVO DOCUMENTO

L’Ivass fissa i limiti per il calcolo degli incentivi e delle penalizzazioni nel sistema Card (convenzione risarcimento diretto). Con l’approvazione di un provvedimento il 28 dicembre, afferma l’authority, “si completa l’attuazione della revisione regolamentare avviata nel 2014 per rendere più efficiente il funzionamento del sistema di compensazioni previsto dalla Card”.

È stato quindi introdotto, sottolinea l’istituto di vigilanza, “un sistema di incentivi o penalizzazioni che va a integrare il vigente sistema di rimborsi in base a forfait, con l’obiettivo di scoraggiare comportamenti opportunistici e rischi di scarso interesse a contrastare le richieste di risarcimento esorbitanti o fraudolente”. Il nuovo sistema, a partire dal 2016, e già con riferimento ai risarcimenti erogati nel 2015, creerà le condizioni per premiare le imprese più efficienti e, di converso, penalizzare quelle meno efficienti.

Le variabili, spiega l’Ivass, su cui si basa il sistema di incentivi e penalizzazioni, ritenute rappresentative della capacità e dell’efficienza gestionale di ogni compagnia, sono: il livello del costo medio dei risarcimenti (capacità dell’impresa di contenere i propri costi rispetto alle altre compagnie); la dinamica temporale del costo medio tra un anno e l’altro (capacità dell’azienda di ridurre progressivamente nel tempo i propri costi); la velocità di liquidazione dei sinistri (capacità dell’azienda di risarcire in modo veloce ed efficiente il proprio assicurato).

Nel calcolo della velocità di liquidazione si tiene anche conto dell’attività antifrode svolta dalle imprese nel senso che ritardi o mancati pagamenti causati da forti sospetti di frode non incidono negativamente sull’indicatore di efficienza. Il
sistema di incentivi e penalizzazioni si applica anche nei confronti delle imprese comunitarie operanti in Italia nel settore Rc auto e aderenti alla convenzione Card. Per tutte le imprese aderenti, conclude l’istituto di vigilanza, un apposito sistema di controlli consente all’Ivass la verifica della rispondenza tra valori di bilancio e valori comunicati alla Stanza di compensazione.

Fonte: Milano Finanza 30/12/2015 17:30

Ddl Concorrenza, per le compagnie l’Rc Auto è da rifare

vendita-auto-web   Così come è stato modificato dalla Camera, il ddl Concorrenza rischia di provocare problemi al settore assicurativo e un aumento delle tariffe Rc Auto anziché il calo auspicato. È il parere condiviso dalle compagnie di assicurazioni, in particolare da Unipol  e Ania, ma anche dall’Ivass, l’autorità di controllo del settore guidata daSalvatore Rossi, chiamate ieri in audizione alla Commissione Industria del Senato. Nel mirino ci sono le norme sugli sconti minimi obbligatori Rc Auto e sulla perequazione territoriale in caso di installazione di scatola nera, contenute negli articoli 3 e 7 del ddl e che, secondo l’Ivass, «presentano rischi di ordine legale, di senso economico, di contraddizione con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la concorrenza e favorire gli assicurati».

Il pericolo è che le imprese, di fronte a costi complessivamente elevati di acquisto e gestione delle scatole nere e in un contesto di prezzi imposti, smettano di offrire la scatola nera o innalzino la tariffa media. Un comportamento che produrrebbe un danno sicuro per tutti gli assicurati. Unipol nel corso della sua audizione ha chiesto quindi di lasciare libertà nella determinazione degli sconti sulle polizze con scatola nera, mentre Ania ha sottolineato che il ddl, così com’è, è incompatibile con il diritto comunitario, come sostenuto anche da Rossi.

(di Anna Messia – Milano Finanza)

L’auto da un taglio alle «carte»

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Tutte le novità su assicurazioni e pratiche automobilistiche, all’insegna della digitalizzazione. Da domenica cadrà l’obbligo di esporre il tagliando Rc. Dematerializzato il certificato di proprietà. Ma per ora restano vietati i controlli automatici contro le false polizze

Da domenica prossima non sarà più obbligatorio esporre sul parabrezza il tagliando dell’assicurazione Rc auto. Ma ciò non implica l’avvio dei controlli automatici per stanare quei quasi quattro milioni di veicoli che si stima circolino senza copertura: se tutto andrà bene, occorrerà attendere che diventi legge il Ddl concorrenza, che contiene anche numerose altre novità in campo assicurativo. È invece già operativa da una settimana la dematerializzazione del certificato di proprietà.

Il tagliando

Il 18 ottobre scatta la dematerializzazione del cosiddetto contrassegno della Re auto, cioè il tagliandino che oggi va esposto sul parabrezza o comunque nella parte anteriore dei veicoli (su motocicli e ciclomotori, invece, va solo portato con sé). Con la dematerializzazione, il contrassegno cartaceo perde valore: per i controlli, le forze dell’ordine dovranno consultare la banca dati delle polizze (Sita), messa in piedi dalla Motorizzazione con dati forniti dall’Ania (l’associazione delle compagnie).

La novità serve per rendere definitivamente inutile la falsificazione del tagliandino (sempre più praticata da quando la crisi ha aumentato il tasso di evasione dell’obbligo assicurativo) e per tagliare le gambe ai truffatori che finora hanno approfittato del contrassegno per chiedere il risarcimento di falsi incidenti (bastava avvicinarsi a un qualsiasi veicolo in sosta, annotare il nome della compagnia che lo copre e spedire a quest’ultima una denuncia per un presunto sinistro avvenuto in zona in quel momento).

Una controindicazione è nel rischio che, non vedendo più il contrassegno, ci si dimentichi della scadenza dell’assicurazione. Ma va detto che si riceve un avviso dalla compagnia e si potrà sempre verificare la propria posizione su «iPatente», la app della Motorizzazione.

Si è letto che con la dematerializzazione partono anche i controlli automatici, perché gli apparecchi di rilevazione di altre infrazioni che siano in grado di leggere le targhe, se connessi col Sita, possono capire se un veicolo in transito è assicurato o no. Tecnicamente è vero, giuridicamente non ancora. La soluzione sta in un emendamento al Ddl concorrenza votato dalla Camera, che ora è tornato al Senato.

Attenzione: resta in vigore l’obbligo di tenere a bordo il certificato di assicurazione. Serve per consentire di compilare il modulo blu in caso d’incidente e per dimostrare di essere assicurati anche quando la propria polizza non risulta nel Sita. Chi circola senza il certificato continuerà dunque a rischiare una multa di 41 euro e a vedersi richiesto di esibire il documento entro un termine indicato dagli agenti.

Le altre novità Rc auto

Il Ddl concorrenza, nel suo passaggio alla Camera, è stato molto modificato rispetto alla sua versione di partenza, scritta dal Governo a febbraio. Tra le tante modifiche, l’“equiparazione” di chi monta la scatola nera e non causa sinistri da almeno cinque anni ai migliori assicurati anche se abita in zone (come il Sud) che hanno tariffe alte, l’eliminazione dei tagli ai risarcimenti sui danni a persone e delle disposizioni che penalizzavano gli autoriparatori, come il divieto di cessione del credito da parte del danneggiato e gli “incentivi” a far effettuare le riparazioni in officine convenzionate con le compagnie. Ma per ora si tratta solo di novità “futuribili”, che attendono il vaglio del Senato.

Il certificato di proprietà

Lunedì 5 ottobre è scattata la dematerializzazione dei certificati di proprietà: tutti i veicoli nuovi e quelli usati su cui sarà annotata una variazione nei dati relativi alla proprietà non hanno più il documento cartaceo e fanno fede i dati contenuti nell’archivio Pra, che resta invariato così come le tariffe a carico degli utenti e tutte le norme su compravendite, ipoteche eccetera. I vantaggi sono che il Pra risparmia costi e il cittadino non rischia più di smarrire il certificato.

(di Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore)

Che fine ha fatto l’Albo Nazionale degli Esperti di Veicoli e Danni a Cose?

albo periti esperti

A maggio del 2014 la senatrice Adele Gambaro, quando era tra le file dei senatori M5S aveva presnetato quest DDL.

Ora è nel gruppo misto e sembra essersi dimenticata del lavoro fatto.

Chissà se qualcuno ne sa qualcosa di più.

DDL PERITI TESTO DEFINITIVO (1)

Se non ripari dove dico io, ti raddoppio la franchigia? Anche no

FONTE FEDERCARROZZIERI

sentenza doppia franchigia

Cominciamo dalla fine. Qui non parliamo di sinistri Rc auto, ma di garanzie dirette. L’ultima moda è la franchigia più elevata per chi non ripara l’auto dal carrozziere indicato dalla compagnia. Che può fare il carrozziere indipendente? 1) Arrendersi, piangendosi addosso e facendo vincere la compagnia. 2) Combattere, reagire. Ad aver scelto l’opzione due è stato un associato Federcarrozzieri che, per aiutare il cliente a non essere penalizzato dall’aver scelto un riparatore indipendente, ha fatto causa. E l’ha vinta. Avvalendosi di un legale di Federcarrozzieri. La controparte era il colosso assicurativo Genertel, la compagnia diretta del gigante Generali.

Sentenza pilota

Ci riferiamo alla sentenza 2150 del 24 agosto 2015 del Giudice di pace di Pinerolo (Torino). La causa civile è stata promossa nei confronti di Genertel dalla Carrozzeria Mille Miglia di Orbassano in provincia di Torino, con l’avvocato Massimo Perrini. L’importo è irrisorio, simbolico, il principio invece no: la carrozzeria Mille Miglia chiede che Genertel sia condannata a pagare 350 euro più interessi. È l’importo della franchigia che era stato ingiustamente raddoppiato perché il cliente si era rivolto a un carrozziere indipendente. Ma cos’era successo? Nel 2012, un automobilista si ritrova la sua Peugeot danneggiata da vandali e la porta a riparare dal suo carrozziere di fiducia, la Carrozzeria Mille Miglia, alla quale cede il credito vantato nei confronti della Genertel: la vettura era assicurata per gli atti vandalici. Al momento di pagare, la sorpresa. Infatti, Genertel nega l’indennizzo integrale e raddoppia la franchigia ragionando in questo modo: il danno sarebbe pari a 1.666,63 euro; la franchigia sarebbe del 5%, con minimo 350 euro, ma Genertel pretende di raddoppiarla, ossia portarla a 700 euro, perché l’automobilista s’era rivolto a un carrozziere indipendente, anziché a un centro convenzionato con la compagnia. La carrozzeria, a tutela del cliente e delle ragioni della concorrenza, non ci sta: la clausola che prevede il raddoppio della franchigia è evidentemente ingiusta oltre che vessatoria.

Perché l’automobilista vince e l’assicurazione perde

Il Giudice di pace dà ragione al cittadino, motivando la sua decisione così: “La legge ritiene vessatorie e illegittime le clausole che limitano la responsabilità della compagnia; è certamente ammissibile una franchigia ‘semplice’, ma la franchigia assoluta, differenziata addirittura per fatti che non attengono le modalità del sinistro e la determinazione del danno, no, quella è vessatoria. Quindi nulla”. Il raddoppio della franchigia di Genertel per ragioni che non riguardano il sinistro e la determinazione del danno, ma comportamenti (la scelta del carrozziere) non inerenti il rischio assicurato, è una clausola vessatoria, pertanto nulla. Il Giudice di pace ha condannato Genertel: deve risarcire l’assicurato (che si è rivolto al carrozziere di fiducia) nella stessa misura di quello che è stato indotto a rivolgersi al fiduciario. Nessuna decurtazione di ulteriori 350 euro e l’enunciazione di un principio ovvio, ma finora mai espresso: non si può differenziare il risarcimento a seconda del carrozziere che ripara l’auto.

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I periti assicurativi esclusi dall’albo dei Ctu

legislatore  La sentenza del Tar Lazio

Bloccato il ruolo dei periti assicurativi dall’albo dei Ctu (consulenti tecnici di ufficio). A dirlo il Tar del Lazio che in una sentenza (9947/15) ha accolto il ricorso promosso dal Collegio dei periti industriali di Frosinone con l’intervento ad adiuvandum dello stesso Consiglio nazionale di categoria e del Consiglio nazionale degli ingegneri, implicitamente affermando (come prevede la legge) che in quell’elenco possono essere inseriti solo i professionisti iscritti a un ordine o un collegio professionale. La vicenda prende le mosse da un reclamo proposto dai periti industriali di Frosinone contro il presidente del tribunale di Cassino che, secondo i ricorrenti, aveva permesso l’iscrizione di sei periti assicurativi all’Albo dei Ctu senza che questi fossero in possesso dei requisiti previsti dalla legge, cioè l’iscrizione a un ordine o collegio professionale. In sostanza per il tribunale in questione era sufficiente far parte del ruolo nazionale dei periti assicurativi, istituito con la legge n. 166/92 e recepito dal dlgs 209/2005. Dopo aver presentato reclamo davanti alla Corte d’appello di Roma, che ha confermato la decisione del tribunale di Cassino, i periti industriali di Frosinone decidono di andare però davanti al giudice amministrativo. Secondo il tribunale capitolino «la decisione di non espungere dall’albo dei Ctu di Cassino i periti assicurativi è stata assunta da un collegio illegittimamente composto, attesa la presenza nello stesso di un rappresentante dell’Isvap».

Secondo la legge, infatti, l’albo dei Ctu è formato da un comitato, chiamato a decidere sui titoli e i requisiti per il mantenimento dell’iscrizione, costituito dal presidente del tribunale, dal procuratore della repubblica, da un professionista designato dall’ordine o dal collegio della categoria a cui appartiene chi ne richiede l’iscrizione e da un rappresentante della camera di commercio nel caso di periti estimatori. Nel caso specifico la convocazione era stata estesa anche ad un rappresentante designato dall’Isvap la cui presenza per il Tar è illegittima. E, seppure non ha un’influenza concreta, è sufficiente la mera presenza all’interno del comitato per invalidare l’intero processo decisionale. La conseguenza diretta è che i periti assicurativi non possono essere assimilati agli iscritti a un ordine o collegio professionale, i cui rappresentanti sono gli unici soggetti individuati dalla legge e legittimati a partecipare alle adunanze del comitato. Viene quindi ribadito, hanno affermato i consigli nazionali di periti industriali e ingegneri, «il ruolo degli ordini professionali, istituiti per legge come rappresentanti di una data categoria, contro i tentativi di ridimensionarne la funzione, o di confonderli con altri organismi, privi di rappresentanza degli iscritti».

(di Benedetta Pacelli – ItaliaOggi)

La lobby dei colpi di frusta e la tabella unica

Zampino e Giuntini

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(di Federica Pezzatti – Plus24)

Compagnie assicurative e le otto associazioni di consumatori che aderiscono al Forum Ania Consumatori concordano sull’importanza dell’introduzione dell’articolo 7 del Ddl Concorrenza, che definisce in maniera omnicomprensiva il danno non patrimoniale, uniformando a livello nazionale la valutazione economica del danno alla persona coinvolta in incidenti stradali. Non è cosa da poco: l’impatto economico delle nuove norme ancora in discussione, sui premi assicurativi dipenderà dall’approvazione delle tabelle di quantificazione del danno biologico (compreso tra 10 e 100 punti di invalidità) la cui definizione è rimessa a un Decreto del Presidente della Repubblica. Secondo le imprese e i consumatori (Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) il provvedimento garantirebbe certezza e uniformità valutativa e magari anche una riduzione delle tariffe Rc Auto.

Ma di questo non c’è certezza (visto che abbiamo ancora l’Rc Auto più cara in Europa…

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Battuta d’arresto al Disegno DiLegge Concorrenza dalla II Commissione Permanente Giustizia

foto a roma Ieri è stata una brutta giornata per la Senatrice Vicari. La sua proposta di Legge, già bocciata in vista del traguardo con la maglia Art. 8 del Decreto Legge Destinazione Italia nel 2013 rischia di fare la stessa brutta figura.

La Commissione Giustizia tira il freno a mano sull’RCA – DDL Concorrenza e fornisce un importante assist agli automobilisti e carrozzieri. Una battuta d’arresto politica per il governo e lobby assicurativa che avrà sicuramente ulteriori sviluppi.

La commissione, nel merito del disegno di legge, evidenzia sostanzialmente 5 punti critici a riguardo del risarcimento in forma specifica, sulla restrizione della cessione del credito, sull’impiego e modalità per le testimonianze dell’avvenuto sinistro, sul risarcimento del danno fisico alla persona, sulla scatola nera e infine sulle frodi.

Vediamo, con l’aiuto di Confartigianato Verona, punto per punto i passaggi più importanti, contenuti nel documento ufficiale allegato in forma integrale a fine articolo:

Primo punto, Cessione di credito e risarcimento in forma specifica

Con riferimento alla disposizione di cui alla lettera d), si rileva una grave limitazione delle facoltà contrattuali degli assicurati espressamente riconosciute dal codice civile, e si attribuisce, invece, maggiore forza contrattuale all’assicuratore. La disposizione non risulta, inoltre, sorretta da adeguata giustificazione sotto il profilo dell’efficacia del contenimento del fenomeno delle frodi assicurative, la cui origine non risiede nell’istituto della cessione del credito in sé considerato. A fronte della prevedibile inefficacia rispetto allo scopo perseguito, si determina invece sotto il profilo del bilanciamento degli interessi, una compressione sproporzionata e discriminatoria delle facoltà contrattuali di una specifica categoria di creditori. La disposizione, pertanto, dovrebbe essere soppressa.

Secondo punto, le prove testimoniali

Il nuovo comma 3-bis in esame pone delicate questioni di bilanciamento degli interessi, poiché introduce una deroga alle vigenti norme in materia di acquisizione delle prove testimoniali, giustificata dalla condivisibile ratio di contenimento del fenomeno delle frodi. Qualora si ritenesse di fondamentale importanza per la finalità anti-frode della norma porre una anticipazione del termine di identificazione dei testimoni, questo termine non potrebbe essere quello previsto dalla disposizione in esame, ma potrebbe essere quello della richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione oppure quello relativo all’invito alla stipula della negoziazione assistita. Si potrebbe pertanto riformulare la norma, nel senso di prevedere che l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla denuncia di sinistro, “ovvero” dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione o dall’invito alla stipula della negoziazione assistita e, quindi, in un tempo considerevolmente più ampio rispetto a quello attualmente previsto dalla norma. Peraltro, in tale caso, analogo obbligo dovrebbe essere posto a carico delle compagnie di assicurazione, determinandosi in difetto un ingiustificabile sbilanciamento dei diritti processuali delle parti.

Terzo punto, lesioni fisiche gravi

Considerato che il comma 2 dell’articolo 7 consente comunque l’ultrattività, per i centoventi giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge, delle disposizioni precedentemente vigenti circa l’adozione della tabella sulle macrolesioni, al momento non ancora adottata con l’apposito decreto del Presidente della Repubblica, è da ritenere che la futura Tabella Unica Nazionale sarà predisposta sulla falsariga delle c.d. Tabelle di Milano, ma il valore del punto di invalidità sarà limitato a quello che oggi è definito “danno biologico”, quindi senza l’aumento dovuto a quello che fino ad ora è definito “danno morale” . La materia della quantificazione del danno non patrimoniale è, peraltro, oggetto della proposta di legge C. 1063 Bonafede ( Modifiche al codice civile, alle disposizioni per la sua attuazione e al codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, concernenti la determinazione e il risarcimento del danno non patrimoniale), il cui esame è stato avviato dalla Commissione Giustizia il 12 settembre 2013. All’esito di una indagine conoscitiva effettuata durante la fase istruttoria, è stato costituito un Comitato ristretto, nel cui ambito il relatore ha presentato una proposta di nuovo testo che, tenendo conto delle audizioni svolte, è impostata partendo proprio dalle modifiche al codice civile in materia di risarcimento del danno non patrimoniale. In effetti, considerata la complessità di questo tema, sembrerebbe opportuno esaminarlo specificamente, piuttosto che nell’ambito di un disegno di legge di contenuto ampio. In tale prospettiva si potrebbe procedere allo stralcio dell’articolo 7, per poi abbinarlo alla proposta di legge C. 1063 e, quindi, esaminarlo in maniera più approfondita di quanto è possibile fare finché costituisce un articolo di un ampio disegno di legge che tocca diverse e complesse tematiche. In via alternativa appare opportuno sopprimere l’articolo.

Quarto punto, la scatola nera

L’articolo 8, comma 1, introduce nel decreto legislativo n. 209 del 2005 (Codice delle assicurazioni private) l’articolo 145-bis, il cui comma 1 stabilisce che “quando uno dei veicoli coinvolti in un incidente risulta dotato di un dispositivo elettronico che presenta le caratteristiche tecniche e funzionali stabilite ai sensi dell’articolo 132-ter, comma 1, lettere b) e c), e fatti salvi, in quanto equiparabili, i dispositivi elettronici già in uso alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo.

Quinto punto, le frodi

L’articolo 9, nel novellare l’articolo 148, comma 2 bis, del codice delle assicurazioni private, estende i casi nei quali, sussistendo elementi che siano sintomo di frode, si applica una specifica procedura che consente all’impresa di assicurazioni di non presentare offerta di risarcimento. Qualora l’impresa attivi tale procedura, rifiutandosi di formulare l’offerta di risarcimento, l’assicurato può proporre l’azione di risarcimento davanti al giudice solo dopo aver ricevuto le determinazioni conclusive dell’impresa o in mancanza allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Tale ultima disposizione andrebbe soppressa, anche in ragione della prevista abrogazione della disposizione di cui al vigente articolo 148, comma 2 bis, del codice delle assicurazioni, che fa salvi i diritti del danneggiato in merito alla proponibilità dell’azione di risarcimento nei termini previsti dall’articolo 145, nonché il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.

II Commissione Permanente Giustizia 9 luglio 2015

R.C. AUTO – Risarcimento diretto, spese legali risarcibili se sussiste un nesso causale tra sinistro e spesa

Spese legali nei sinistri       In tema di responsabilità civile automobilistica e, segnatamente, di danni consistenti in spese erogate a professionisti di cui il danneggiato si sia avvalso per ottenere il risarcimento del danno, quel che rileva, ai fini della risarcibilità, è unicamente la sussistenza di un valido e diretto nesso causale tra il sinistro e la spesa. Lo ha affermato il giudice di legittimità con sentenza del 29 maggio 2015, n. 11154 relativa ad una controversia insorta a seguito del mancato pagamento da parte dell¿assicuratore, in sede di liquidazione del danno materiale, delle spese legali sostenute dal danneggiato a fronte di un sinistro stradale nell¿ambito di una richiesta di risarcimento diretto.

Tecnico degli incidenti stradali: pubblicata la norma nazionale UNI 11294

Immagine     La norma, che ritira e sostituisce la UNI 11294:2008 e della quale abbiamo preannunciato la pubblicazione fin dal 2013 (>> VAI ALL’ARTICOLO), è relativa alla qualificazione dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali e ne specifica requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

La norma stabilisce un minimo di competenze per la qualificazione dei tecnici che effettuano la ricostruzione degli incidenti stradali, delle cause tecniche che li hanno determinati e dei comportamenti delle persone coinvolte nell’evento.

UNI 11294:2015 “Attività professionali non regolamentate – Qualificazione dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”

Euro 46,00 + iva (in lingua italiana)

La norma, disponibile sia in formato elettronico che in formato cartaceo, sarà scontata del 15% ai soci effettivi.

La norma UNI 11294 è contenuta negli abbonamenti all’OT U71 e alla SC U7100 relativi alla commissione tecnica Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrutture.

Per informazioni:
Settore Vendite
Tel. 0270024200 (call center dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì)
Email: diffusione@uni.com

Riforma rc auto: l’ACI si schiera dalla parte dei carrozzieri

L’ACI di Livorno esprime forti dubbi sul ddl concorrenza, criticando la vaghezza degli sconti e il “ricatto morale” di dover rinunciare al carrozzierie di fiducia per ottenere lo sconto

aci livorno Anche l’ACI sembra esprimere forti dubbi in merito ai provvedimenti sull’rc auto previsti dal ddl concorrenza.
E’ in particolare l’Automobile Club Livorno a farsi portavoce delle critiche più pesanti.
L’Ente sottolinea il fatto che lo sconto del quale si parla nel Ddl in realtà risulti assai vago (non sono stati definiti parametri oggettivi per calcolarlo) e critica il ‘ricatto morale’ al quale l’automobilista si trova costretto a sottostare: appare ingiusta e ingiustificabile la scelta forzata tra il vantaggio del riconoscimento dello sconto e la libera scelta di riparare il mezzo presso la carrozzeria di fiducia. L’ACI si schiera dunque dalla parte dei carrozzieri
“La verità è che, con la scusa di limitare le frodi, le assicurazioni cercano di mettere le mani sulle carrozzerie, costringendole a prezzi imposti ‘da fame’ e fornendo loro direttamente i ricambi. Se prima il cliente poteva scegliere quali ricambi e da quali carrozzerie di fiducia farsi assistere, d’ora in poi sarà soggetto alle decisioni imposte dall’alto dalle compagnie”, ha sottolineato Riccardo Heusch, Presidente della Commissione Traffico e Mobilità. Tutto ciò in barba alla democrazia e alla, a questo punto, solo presunta libera scelta. Tutto questo senza contare che i vantaggi legati al risparmio risultano in pratica riservati solo alle stesse compagnie assicurative, mentre per gli automobilisti non credo cambi molto rispetto ad una oculata scelta del rinnovo della polizza”.

www.carrozzeria.it

Negoziazione assistita per i sinistri stradali. Chi paga le spese legali

Entrata in vigore da febbraio 2015, la conciliazione assistita già pone dei dubbi

Negoziazione assistita per i sinistri stradali. Chi paga le spese legali?
Dal mese di febbraio 2015, subentra l’obbligatorietà della Negoziazione Assistita prima di intraprendere una causa di risarcimento danni derivanti da sinistro stradale. L’istituto è stato introdotto con il Decreto legge 10 settembre 2014 e con la legge 10 novembre 2014 sono seguite ulteriori modifiche. La negoziazione assistita è dunque condizione di procedibilità della domanda giudiziale, nel senso che in caso di sinistro stradale, non si può andare in giudizio se prima non si avvia la negoziazione. Ma da oggi in poi chi pagherà le spese legali di questa procedura?

La risposta più ovvia è che sarà la Compagnia di assicurazione a doversi accollare tali spese. Ma il vero problema sorge nei casi di risarcimento diretto poiché la normativa di riferimento (art. 9co 2° del regolamento DPR 254/2006) stabilisce che nel caso in cui il danneggiato accetta la somma offerta dall’assicurazione, la somma erogata non comprenderà l’onorario dell’avvocato mentre se la somma viene accettata in acconto, l’onorario sarà dovuto. Dunque nulla cambia anche in caso di negoziazione assistita. E’ evidente che l’avvocato nella negoziazione tratterà il complessivo danno subito dal cliente ivi compresa la sua parcella poiché in caso contrario la negoziazione avrà esito negativo.

Ma per capire meglio come funziona la negoziazione assistita in tema di incidenti stradali, facciamo brevi cenni.Innanzitutto l’avvocato deve rivolgere alla controparte un invito sottoscritto anche dalla parte a stipulare un accordo. L’invito deve indicare l’oggetto della controversia e contenere l’avvertimento che la mancata risposta entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto potrà essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli artt.96 e 642, co.1, c.p.c.. L’invito ha anche lo scopo di interrompere la prescrizione. Se la controparte non risponde entro 30 giorni, o rifiuta il tentativo di conciliazione, la parte potrà adire l’autorità giudiziaria.

Il vantaggio della nuova procedura è sicuramente un maggiore coinvolgimento degli avvocati che assumono un ruolo importante nellimitare il ricorso al giudice in caso di incidenti stradali, mentre il punto debole è rappresentato dall’esistenza di una moltitudine di norme e percorsi alternativi al contenzioso che potrebbe creare maggiore confusione.

Tra l’altro, molti avvocati sono convinti che la nuova procedura sia un doppione inutile, atteso che la previgente normativa già prevedeva un iter articolato che tutelava tutte le parti. Infatti, l’assicurazione doveva formulare la propria offerta fornendo le sue motivazioni anche eventualmente di diniego, mentre il danneggiato doveva fornire una serie di documenti, mettere a disposizione i beni danneggiati e sottoporsi a visita medica in caso di lesioni. Soltanto dopo il danneggiato insoddisfatto, poteva iniziare la causa. In caso invece di accordo, le parti anche per il tramite dell’avvocato, firmavano la quietanza e la vertenza si chiudeva.

Dunque alla luce di ciò, la legge ha cambiato l’iter ma non la sostanza. Ci si augura che la nuova procedura di risarcimento danni da sinistro stradale non produca l’effetto di allungare ancor di più i tempi, poiché se così fosse il soggetto a venirne maggiormente danneggiato sarebbe proprio l’assicurato.

di Maura De Sanctis

Rc auto: il contrassegno cartaceo va in pensione

Da aprile non occorrerà più esporre il contrassegno cartaceo sul parabrezza. Sarà il sistema Targa System ad occuparsi del controllo dell’RC Auto

tagliandi assicurativi tante compagnie

Il contrassegno cartaceo della rc auto va in pensione. Già da aprile non occorrerà più esporre il contrassegno cartaceo sul parabrezza. Sarà il sistema Targa System ad occuparsi del controllo dell’RC Auto, interrogando il database che, in base al numero di targa, segnalerà immediatamente se la copertura assicurativa è attiva. Per ora il Targa System funzionerà solo su interrogazione da parte di un pubblico ufficiale, ma nell’immediato futuro è previsto che i controlli siano estesi anche a sistemi quali autovelox, tutor e controlli per le Ztl, che in automatico verificheranno se l’auto è in possesso di regolare assicurazione.

Il Targa System farà i controlli e segnalerà i risultati ai terminali di Polizia. Le sanzioni saranno di 841 euro e sequestro del veicolo in caso di assicurazione scaduta, sospensione della patente e confisca del veicolo in caso di assicurazione falsa o contraffata, 168 euro in caso di mancata revisione.

Gli automobilisti dovranno dotarsi di posta elettronica semplice o certificata e l’assicurazione sarà consegnata per via telematica almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto

Nel frattempo l’Ivass ha posto in pubblica consultazione lo schema di Regolamento concernente la dematerializzazione del contrassegno Rc auto.

www.carrozzeria.it

Sinistro stradale, anche chi non è proprietario può chiedere i danni, ma solo a certe condizioni

corte cassazione Legittimato a domandare il risarcimento del danno, consistente nel costo di riparazione di un autoveicolo danneggiato in un sinistro stradale, non è necessariamente il proprietario o il titolare di un altro diritto reale sul bene mobile, ma anche chi, avendo il possesso o la detenzione del veicolo, risponde nei confronti del proprietario dei danni occorsi allo stesso e ha provveduto a sue spese (avendovi interesse) alla riparazione del mezzo. Lo afferma la Cassazione nell’ordinanza 3082/15.

Il caso In seguito ad un sinistro stradale, una donna conveniva in giudizio l’uomo che l’aveva tamponata e le compagnie assicuratrici. Il tribunale di Siracusa rigettava la domanda, avendo rilevato la mancanza di legittimazione da parte della donna. Quest’ultima ricorreva in Cassazione, contestando la decisione nella parte in cui aveva dichiarato la sua mancanza di legittimazione attiva. La Cassazione ricorda che legittimato a domandare il risarcimento del danno patrimoniale, consistente nel costo di riparazione di un autoveicolo danneggiato in un sinistro stradale, non è necessariamente il proprietario o il titolare di un altro diritto reale sul bene mobile, ma anche il soggetto che, avendo il possesso o la detenzione del veicolo, risponde nei confronti del proprietario dei danni occorsi allo stesso e ha provveduto a sue spese, avendovi interesse alla riparazione del mezzo. Nel caso di specie, i giudici di merito non avevano negato che il risarcimento del danno potesse essere chiesto anche da chi non è proprietario, ma avevano sottolineato che, in tal caso, occorre la prova di aver sostenuto l’onere della riparazione o, comunque, di essere titolare di una situazione di possesso giuridicamente rilevante. L’attrice non era proprietaria dell’autoveicolo e la fattura di riparazione del mezzo era intestata alla proprietaria (la figlia). Per questi motivi, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it

Rc Auto, con il ddl concorrenza regalo alle assicurazioni

Con l’approvazione del disegno di legge sulla concorrenza le compagnie assicurative potrebbero risparmiare oltre il 40%

Rc Auto, con il ddl concorrenza regalo alle assicurazioni

Si potrebbe sintetizzare con “regalo alle assicurazioni” il Ddl concorrenza che è stato approvato dal consiglio dei Ministri lo scorso 20 febbraio. Il motivo è semplice: la tabella per i risarcimenti di lieve entità (come ad esempio la perdita di un dito o dell’olfatto) è stata rivista al ribasso, ma non solo, il danno morale è stato -di fatto- cancellato perché racchiuso nel “danno non patrimoniale” e per concludere c’è anche l’intervento sul tetto massimo dei danni non lievi. Al momento non esiste alcuna tabella ufficiale ma dalle prime stime il risparmio per le compagnie assicurative potrebbe superare il 40%.

Sul taglio ai danni lievi i risarcimenti se il provvedimento verrà approvato saranno del 15,21% in meno, poi con una “manovra lessicale” verrà cambiato il titolo dell’articolo 139 che invece di riportare “danno biologico per lesioni di lieve entità” si chiamerà “danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità, di qui l’eliminazione del danno morale.

“E’ vergognoso – sipiega l’avvocato Marco Bona – ed è profondamente ingiusto perché le vittime di incidenti stradali sono sempre più vittime di serie B. Queste tabelle infatti valgono solo per gli incidenti stradali e per la responsabilità medica, guarda caso anch’essa coperta da assicurazione. In tutti gli altri casi si applicano invece le tabelle messe a punto dall’Osservatorio Giustizia Civile di Milano, che prevedono risarcimenti molto, ma molto più elevati”. Per il caso del 30enne, ad esempio, di solo danno biologico la tabella prevede oltre 16.200 euro, mentre il risarcimento per i danni temporanei di grave entità arriva a 140 euro giornalieri anziché 39,37. Com’è possibile che lo stesso danno venga liquidato in modi diversi a seconda se la vittima è stata investita da un’auto o è stata colpita da un’insegna caduta da un negozio? “La Consulta ha sancito con la sentenza 235 del 2014 che ciò è perfettamente costituzionale“.

Via | IlFattoQuotidiano.it

«Mercato delle riparazioni consegnato alle assicurazioni»

Pino Pace

Pino Pace

Rc Auto, Pace (Confartigianato):
«Mercato delle riparazioni consegnato alle assicurazioni»

“@ddlconcorrenza #carrozzerie presunta liberalizzazione mercato,
consegnato nelle mani delle assicurazioni!” è il commento di
Confartigianato Liguria su Twitter sulle norme in materia Rc Auto
contenute nel ddl concorrenza approvate oggi dal governo. E, chiamando in
causa Roberta Pinotti e Andrea Orlando, chiede, con un secondo tweet, di
“modificare la norma”. «Errare è umano, ma perseverare è diabolico –
spiega Pino Pace, presidente regionale dei Carrozzieri di Confartigianato
– Per l’ennesima volta, con le misure in tema di Rc auto, assistiamo al
tentativo di consegnare il mercato delle riparazioni auto nelle mani delle
assicurazioni. Questo, in nome di una preunta liberalizzazione e senza
tener conto che una misura identica era già stata stralciata nel 2014 dal
Decreto Destinazione Italia e che in Parlamento sono state presentate
proposte di legge proprio su questa materia»

Genova, 20 febbraio 2015

Venerdì 20 febbraio, arriva il “giorno del giudizio” per la riforma rc auto

matteo renzi    Il disegno di legge sulla concorrenza annunciato dal Governo, e che contiene molti controversi punti sulla riforma rc auto, sarà discusso tra due giorni durante il Consiglio dei Ministri

Fra i vari punti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì 20 febbraio c’è anche la riformaRC Auto. Il ddl Concorrenza prevede infatti una corposa mole di norme riferite a questo specifico argomento e se approvato il ddl andrà a impattare fortemente anche sui carrozzieri
Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza c’è infatti un intero capitolo dedicato alla riforma della rc auto. Come già si sospettava, la bozza prevede lo sconto ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, portando l’auto in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. Una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Sono previsti sconti anche quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. La bozza del ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione.

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni.

www.carrozzeria.it

 

Sinistri stradali: in caso di feriti meglio attendere la polizia

assopec

Chi resta coinvolto in un sinistro stradale con danni alle persone deve sempre fermarsi e attendere l’arrivo delle forze di polizia per i rilievi di rito. E questo vale a prescindere dalla responsabilità nell’evento. Infatti, è necessario che le persone presenti consentano la loro identificazione alle autorità che redigeranno poi il relativo verbale. Diversamente, se anche ci si ferma, ma poi ci si allontana (magari perché erroneamente si crede che l’infortunato non si sia fatto nulla) si rischia seriamente una denuncia per fuga dal luogo dell’incidente.  Lo ha detto la Cassazione con una sentenza ……………… CONTINUA A LEGGERE …………………

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