Contenzioso RC Auto 2012

Contenziosi RC Auto 2012   Nel 2012, secondo la rilevazione dell’Ivass, le cause civili si sono ridotte dello 0,8% rispetto al 2011, ma l’incidenza delle cause sul numero dei sinistri è in crescita per il quarto anno consecutivo e riguarda il 21% dei sinistri. In aumento anche le cause penali

Riportiamo i risultati della rilevazione annuale dell’Ivass sui contenzionsi RC Auto riferiti all’anno 2012.
Alla fine del 2012 le cause civili pendenti, in ogni grado di giurisdizione, sono 291.504, in lieve riduzione (-0,8%) rispetto alle 293.772 cause pendenti al termine del 2011 (Allegato -Tav. 1). Tuttavia, l’incidenza delle cause sul numero dei sinistri a riserva è in crescita per il quarto anno consecutivo, attestandosi al 21% (19,3% alla fine del 2011).1---Copia.jpg

In dettaglio, le cause di I grado pendenti al 31 dicembre 2012 sono 277.469 (-0,7% rispetto alla fine del 2011) e rappresentano, come nel 2011 e nel 2010, il 95,2% dei procedimenti civili in essere. Nell’ambito dei procedimenti di I grado, a fine 2012, quelli pendenti presso i Giudici di Pace sono 229.340, in calo dello 0,1% rispetto al 2011, e costituiscono l’82,7% del totale delle cause civili di I grado (82,1% nel 2011); l’incidenza sui sinistri a riserva, in linea con la tendenza dei precedenti esercizi, continua a crescere, raggiungendo il 16,5% (15,1% alla fine del 2011).
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Per quanto riguarda i procedimenti civili di II e III grado, a fine 2012 sono pendenti 14.035 cause, in calo dell’1,3% rispetto alle 14.217 in essere al termine del 2011. In particolare, registrano una riduzione sia i procedimenti innanzi i Tribunali (-2,5%, da 6.831 a fine 2011 a 6.657 a fine 2012) sia quelli in essere presso la Corte di Cassazione (-14,6%, da 543 a 518 procedimenti), mentre sono in lieve crescita quelli pendenti nelle Corti d’Appello (+0,2%, da 6.843 a 6.860 procedimenti). L’analisi della globalità delle cause civili in funzione dell’anzianità dei sinistri appostati a riserva a fine 2012, come evidenziato dal prospetto seguente, mostra un’incidenza minima delle cause per i sinistri avvenuti in tale anno (1,6%) e massima (55,6%) per i sinistri verificatisi nel 2004 e negli anni precedenti (Allegato – Tav. 4).

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Contenzioso penale
Alla fine del 2012 le cause penali pendenti nei diversi gradi di giudizio (Allegato – Tav. 5) sono 7.949, con un incremento del 5,4% rispetto alle 7.542 in essere al termine del 2011.
L’incidenza di tali procedimenti sui sinistri a riserva, pari allo 0,6%, risulta in crescita rispetto al 2011 (0,5%). La tabella e il grafico sottostanti sintetizzano l’andamento delle cause penali pendenti
rispetto ai sinistri a riserva a partire dal 2006.
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Le cause in esame risultano in trattazione, prevalentemente, presso i Tribunali, dove sono pendenti 7.247 procedimenti; davanti ai Giudici di Pace, alle Corti d’Appello e alla Cassazione sono in corso, rispettivamente, 584, 101 e 17 procedimenti.
L’analisi riferita ai sinistri a riserva a fine 2012, suddivisi per anno di accadimento, evidenzia un’incidenza percentuale minima dei procedimenti penali per i sinistri avvenuti nell’anno in esame (0,1%) e massima (2,3%) per i sinistri avvenuti nel 2006 (Tav. 6), come si evince dal seguente prospetto
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12° Rapporto ANIASA

La crisi dei mercati internazionali tocca anche il settore dell’auto aziendale e del noleggio veicoli. Occorre rivedere la fiscalità sull’auto aziendale: le imprese italiane sostengono oggi costi superiori ai competitor europei che ne minano la competitività. Agendo sulla leva fiscale il Governo riuscirebbe a liberare risorse finanziarie per le aziende, rimettere in moto il mercato dell’auto oggi in crisi e, nel medio periodo, garantirebbe maggiori entrate anche alle Casse dello Stato”.

E’ questo il messaggio lanciato oggi da ANIASA – l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria nel corso della conferenza stampa di presentazione della dodicesima edizione del Rapporto annuale sullo stato di salute del comparto.

Dopo un 2012 che ha visto il settore del noleggio veicoli a breve e lungo termine mantenere intatto il proprio giro d’affari intorno ai 5 miliardi di euro con un parco circolante di 670.000 veicoli e le sole immatricolazioni in sofferenza (-15%, dalle 302.332 del 2011 a 256.596), nei primi tre mesi del 2013 gli indicatori mostrano segnali contrastanti: crescono, seppur di poco, fatturato e flotta circolante, subiscono un nuovo stop le immatricolazioni di veicoli che perdono oltre 10mila unità (-17,8%).

I dati positivi di fatturato e flotta confermano la capacità del settore di garantire, anche nella fase più acuta della crisi, una stabilità dei costi, funzionando da “sostegno finanziario” alle aziende in crisi di liquidità e vessate dal cronico ritardo dei pagamenti da parte della PA.

La forte contrazione delle immatricolazioni negli ultimi 15 mesi è determinata dal calo generalizzato degli indici di fiducia che ha indotto le aziende del settore e le imprese clienti (65mila e 2.400 PA nel lungo termine) a concordare il prolungamento della durata dei contratti (in media di 6-12 mesi) e dal massimo efficientamento, nel rent-a-car,  dei veicoli disponibili. Nonostante il calo registrato per la prima volta in modo così deciso, il settore vede gradualmente salire al 17% (ad aprile 2013 fino al 22%) la propria incidenza sul mercato nazionale di vetture nuove.

Le manovre tributarie degli ultimi 18 mesi hanno finito per aumentare oltremisura la tassazione sull’auto, deprimendo ulteriormente il mercato e raggiungendo, peraltro, risultati di gettito opposti agli obiettivi iniziali. Il mercato dell’auto aziendale si trova così oggi in condizioni di gravi difficoltà strutturali, sottodimensionato come è a causa di un trattamento fiscale penalizzante rispetto agli altri Paesi europei, che negli ultimi mesi è diventato ancora più iniquo.

In Italia, infatti, la deducibilità è stata ridotta in pochi mesi (prima dalla “Legge Fornero” e poi dalla “Legge di Stabilità 2013”) dal 40% al 20%, mentre in ambito UE arriva fino al 100%. Per di più, le soglie di deducibilità per le auto utilizzate da imprese e professionisti sono ferme addirittura al 1997, non essendo mai state rivalutate secondo gli indici ISTAT come, invece, previsto. Per completare il quadro, nel nostro Paese l’IVA è detraibile solo al 40%, mentre nei principali Paesi UE la detraibilità arriva al 100%; a dicembre di quest’anno, peraltro, scadrà il termine concesso dagli organismi comunitari per mantenere questa minore aliquota.

Secondo un’analisi ANIASA, su una vettura aziendale media (valore 30.000 euro) la somma di detrazioni e deduzioni fiscali in Italia ammonta a 5.697 €, quasi un quinto di quanto riescono a “scaricare” le aziende tedesche e spagnole e circa un quarto di Francia e Gran Bretagna.

I trasporti rappresentano il 6-8% dei costi complessivi aziendali”, dichiara Paolo Ghinolfi, Presidente ANIASA, “E’ fondamentale che il nuovo Esecutivo metta in campo interventi lungimiranti e innovativi con costi limitati per l’Erario ovvero prospettive di maggiori entrate derivanti dalla ripresa del mercato. Riteniamo non rinviabile un’azione sulla leva della fiscalità, volta a colmare il gap che ci separa da altri Paesi in cui l’auto aziendale rappresenta quote di mercato ben più ampie che in Italia (36%): Germania (62%), Spagna (49%), Francia (43%) e Gran Bretagna (55%)”.

Dall’inizio dell’anno, con l’entrata in vigore della minor deducibilità, si è registrato un calo di 24.000 immatricolazioni per le auto aziendali, con una prospettiva tendenziale a fine 2013 di oltre 80.000 unità, di cui circa 25.000 per il noleggio: una ulteriore riduzione complessiva per l’erario di 350 milioni di euro solo tra imposte dirette ed indirette per le mancate immatricolazioni.

Un allineamento ai parametri europei, sempre presi negli ultimi anni come paradigma  assoluto di riferimento per la nostra economia, garantirebbe maggiore competitività alle aziende, libererebbe risorse per investimenti, produrrebbe un graduale aumento delle immatricolazioni di vetture aziendali, dando ossigeno al mercato dell’auto con vetture più giovani, ecologiche e sicure e garantirebbe maggiori entrate al fisco.

 

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Concorso per Perito Assicurativo

periti assicurativi presso ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO

SCADENZA:
20/02/2013

ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO

CONCORSO (scad. 20 febbraio 2013)

Prova di idoneita’, per l’anno 2012, per l’iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi.

L’ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE COLLETTIVO

Vista la legge 12 agosto 1982, n. 576 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente la riforma della vigilanza sulle assicurazioni;

Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 e successive modificazioni ed integrazioni, recante il Codice delle assicurazioni private e, in particolare, l’art. 157 che istituisce il Ruolo dei periti assicurativi e l’art. 158 che attribuisce all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d’interesse collettivo – ISVAP – il potere di determinare le modalita’ di svolgimento della prova d’idoneita’ per l’iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi, nonche’ di provvedere alla relativa organizzazione e gestione;

Visto il Regolamento ISVAP n. 11 del 3 gennaio 2008, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente la disciplina dell’attivita’ peritale ed, in particolare, gli articoli 6, 7, 8, 9 e 10;

Visto il decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ed in particolare l’art. 13, comma 28 e comma 35;

Visto il citato art. 13, comma 35, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che dispone il trasferimento a CONSAP S.p.A. (nel seguito CONSAP) della tenuta del Ruolo dei periti assicurativi, cosi’ come di ogni altra competenza spettante all’ISVAP in materia, a far data dal subentro dell’IVASS nelle funzioni precedentemente attribuite all’ISVAP;

Ravvisata la necessita’ – in relazione al disposto del citato art. 9, comma 1, del Regolamento ISVAP n. 11 del 3 gennaio 2008 ai sensi del quale la prova di idoneita’ e’ indetta almeno una volta all’anno – di indire una prova di idoneita’ per l’anno 2012 per l’iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi;

Dispone:

Art. 1

Prova di idoneita’ e requisiti per l’ammissione

1. E’ indetta per l’anno 2012 una prova di idoneita’ per l’iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi di cui all’art. 157 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

2. Per l’ammissione alla prova e’ richiesto, alla data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione:

  • il possesso del titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale oppure quadriennale integrato dal corso annuale previsto per legge, o di un titolo estero dichiarato equipollente con provvedimento anteriore sempre alla data di scadenza per la presentazione della domanda di ammissione;
  • l’aver svolto il tirocinio di cui all’art. 158, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, cosi’ come disciplinato dagli articoli 6 e 7 del Regolamento ISVAP n. 11 del 3 gennaio 2008.

 

Art. 2

Presentazione della domanda di ammissione e procedura di ammissione alla prova

1. A pena d’esclusione, la domanda di ammissione alla prova di idoneita’ dovra’ essere presentata dal candidato a CONSAP in via telematica, entro la data di scadenza indicata nel comma successivo, utilizzando l’applicazione informatica accessibile all’indirizzo www.consap.it. Non sono ammesse altre forme di produzione o di invio delle domande di partecipazione alla prova di idoneita’. La data di presentazione on-line della domanda di partecipazione alla prova e’ certificata dal sistema informatico che, allo scadere del termine utile per la sua presentazione, non permettera’ l’accesso e l’invio del modulo elettronico.

2. La procedura di compilazione ed invio on-line della domanda potra’ avere inizio a partire dalla mezzanotte del 21 gennaio 2013 e dovra’ concludersi entro la mezzanotte del trentesimo giorno successivo a tale data, compresi i giorni festivi.

3. Nella domanda di ammissione alla prova di idoneita’ i candidati dichiarano ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e con le responsabilita’ di cui all’art. 76 dello stesso decreto:

  • a)cognome e nome;
  • b)luogo e data di nascita;
  • c)codice fiscale;
  • d)comune di residenza e relativo indirizzo;
  • e)domicilio (se diverso dalla residenza) e numero telefonico per eventuali comunicazioni;
  • f)estremi di un documento di identita’ in corso di validita’;
  • g)titolo di studio posseduto, con l’indicazione della data del conseguimento e dell’istituto presso il quale e’ stato conseguito, completa di sede e relativo indirizzo;
  • h)il periodo di tirocinio svolto e il/i perito/i presso il quale lo stesso e’ stato effettuato, cosi’ come risultanti dalla dichiarazione di compiuto tirocinio rilasciata dal perito ai sensi dell’art. 7, comma 3, Regolamento ISVAP n. 11 del 3 gennaio 2008, secondo il modello di cui all’allegato 1 del medesimo Regolamento;
  • i)il codice identificativo e la data di emissione di una marca da bollo di € 14,62, che dovra’ successivamente essere consegnata, al momento dell’identificazione prima della prova, ed apposta nella domanda di ammissione di cui al comma 5.

4. Coloro che hanno gia’ presentato, in originale, nelle sessioni 2010 e 2011, l’attestato di tirocinio, oltre a quanto previsto alla lettera h), dovranno dichiarare – sempre ai sensi degli articoli 46 e 47 deldecreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e con le responsabilita’ di cui all’art. 76 dello stesso decreto – di aver gia’ prodotto in originale l’attestato di compiuto tirocinio, precisando la sessione d’esame di riferimento.

5. In fase di inoltro della domanda, l’applicazione informatica attribuira’ alla stessa il numero identificativo univoco dell’istante composto dal codice della prova e dal numero di protocollo. Tale numero dovra’ essere citato per qualsiasi successiva comunicazione. Al termine della procedura di presentazione della domanda di ammissione, l’applicazione informatica inviera’ il modulo di domanda riportante gli estremi identificativi sopraindicati, tramite posta elettronica all’indirizzo utilizzato in fase di registrazione al portale, a conferma dell’intervenuta iscrizione.

6. Il modulo della domanda, cosi’ come compilato dal candidato, sara’ stampato da CONSAP e sottoposto al candidato per la sottoscrizione il giorno dello svolgimento dell’esame, al momento dell’identificazione. Allo stesso tempo, il candidato sottoscrivera’ la dichiarazione sostitutiva relativa alla domanda di partecipazione, previa:

  • a)esibizione di un documento di riconoscimento in corso di validita’;
  • b)consegna della marca da bollo di € 14,62 di cui al comma 3, lettera i);
  • c)consegna dell’originale, o della copia autenticata, della dichiarazione di compiuto tirocinio di cui al comma 3, lettera h), con allegata la copia fotostatica di un documento d’identita’ del perito che l’ha rilasciata, il quale dovra’ apporre, in calce alla copia del documento, la propria firma autografa, laddove non abbia gia’ partecipato alla prova di idoneita’ – sessioni 2010 o 2011 – e reso la comunicazione di cui al comma 4.

7. L’ammissione alla prova avviene con la piu’ ampia riserva di accertamento del possesso dei requisiti di partecipazione dichiarati dal candidato e richiesti dal bando.

8. Per il riconoscimento dei benefici previsti dall’art. 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, i candidati disabili devono indicare – mediante compilazione della sezione «disabilita’» dell’applicazione – la necessita’ di tempi aggiuntivi e/o di ausili per lo svolgimento delle prove in relazione alla specifica condizione di disabilita’. A tal fine i candidati devono attestare di essere stati riconosciuti disabili mediante dichiarazione da rendere secondo lo schema della sezione “disabilita’”. I candidati disabili possono, per ogni evenienza, prendere contatto con CONSAP. Qualora CONSAP riscontri la non veridicita’ di quanto dichiarato dal candidato, procedera’ all’annullamento delle prove dallo stesso sostenute.

9. Ogni variazione dell’indirizzo dovra’ essere tempestivamente comunicata a CONSAP all’indirizzo di posta elettronica ruoloperitiassicurativi@consap.it.

10. CONSAP non assume alcuna responsabilita’ nel caso di dispersione di comunicazioni dipendente da inesatta o non chiara trascrizione dei dati anagrafici o del recapito da parte del candidato o da mancata o tardiva comunicazione della variazione di indirizzo indicato nella domanda, ne’ per eventuali disguidi postali o informatici non imputabili a colpa del destinatario o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o a forza maggiore.

Art. 3

Cause di esclusione

1. E’ escluso dalla partecipazione alla prova di idoneita’ il candidato che:

  • a)alla data di presentazione della domanda di ammissione, non sia in possesso dei requisiti di cui all’art. 1, comma 2;
  • b)il giorno dello svolgimento della prova di cui all’art. 6, non esibisca un documento di riconoscimento in corso di validita’, rifiuti di sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva relativa alla domanda di partecipazione, ovvero non provveda alla consegna dell’originale o della copia autenticata della dichiarazione di compiuto tirocinio di cui all’art. 2, comma 3, lettera h), con allegata la copia fotostatica di un documento d’identita’ del perito che l’ha rilasciata, il quale dovra’ apporre, in calce alla copia del documento, la propria firma autografa, laddove non abbia gia’ partecipato alla prova di idoneita’ – sessione 2010 e 2011 – e reso la comunicazione di cui all’art. 2, comma 4.

 

Art. 4

Data e luogo della prova d’esame

1. La data, il luogo e l’orario della prova d’esame saranno comunicati da CONSAP, entro i centoventi giorni successivi alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, mediante pubblicazione di avviso sul proprio sito internet www.consap.it. Tale comunicazione assume valore di notifica a tutti gli effetti di legge.

Art. 5

Svolgimento della prova d’esame

1. I candidati, i quali non siano stati esclusi dalla prova di idoneita’ ai sensi dell’art. 3, sono ammessi a sostenere la prova d’esame e sono tenuti a presentarsi nel giorno e nel luogo stabiliti ai sensi dell’art. 4, muniti di quanto previsto dall’art. 2, comma 6.

2. Il tempo assegnato ai candidati per lo svolgimento della prova e’ comunicato dalla Commissione prima del suo inizio.

3. Per lo svolgimento della prova non e’ ammessa la consultazione di vocabolari, dizionari, testi, ne’ l’utilizzo di telefoni cellulari, calcolatrici e altri supporti elettronici o cartacei di qualsiasi specie. L’inosservanza di tali disposizioni, nonche’ di ogni altra disposizione stabilita dalla Commissione esaminatrice per lo svolgimento della prova, comporta l’immediata esclusione dalla prova.

Art. 6

Modalita’ della prova d’esame

1. La prova consiste in un esame scritto articolato su due elaborati:

  • a)quesiti a risposta multipla sulle materie indicate al comma 2;
  • b)redazione di una perizia, corredata dall’illustrazione delle valutazioni e dei principi seguiti nella redazione della stessa.

2. Le materie oggetto dell’elaborato di cui alla lettera a) del comma 1 sono le seguenti:

  • a)normativa in materia r.c. auto; elementi di diritto e tecnica delle assicurazioni; elementi di diritto della circolazione stradale e della navigazione;
  • b)elementi di fisica; elementi di topografia; elementi di fotografia; estimo; meccanica; veicoli a motore e natanti.

3. Saranno considerati idonei i candidati che riporteranno in ciascuno dei due elaborati un punteggio non inferiore a settanta centesimi (70/100); il mancato conseguimento del punteggio minimo nel primo elaborato non dara’ corso alla valutazione del secondo elaborato.

Art. 7

Esito della prova d’esame

1. L’esito della prova di cui all’art. 6 e l’eventuale idoneita’ dovranno essere verificati da parte di ciascun candidato sul sito di CONSAP www.consap.it., previo inserimento delle proprie credenziali di accesso assegnate durante la fase di registrazione di cui all’art. 2, comma 5.

2. CONSAP rende nota, mediante specifico comunicato sul proprio sito internet www.consap.it., la data a far tempo dalla quale ciascun candidato potra’ consultare l’esito della prova. Tale modalita’ di comunicazione assume il valore di notifica a tutti gli effetti di legge.

Art. 8

Commissione esaminatrice

1. La Commissione esaminatrice della prova d’idoneita’ e’ nominata da CONSAP.

Art. 9

Informativa sul trattamento dei dati personali dei candidati

1. Ai sensi dell’art. 13, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si informano i candidati che i dati personali sono raccolti e conservati presso CONSAP e sono trattati anche in forma automatizzata ai soli fini dell’espletamento della prova di idoneita’ e per l’assolvimento delle finalita’ ad essa connesse.

2. Titolare del trattamento e’ CONSAP S.p.A., via Yser, 14 – 00198, Roma.

Il presente provvedimento e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino e sul sito dell’ISVAP all’indirizzo www.isvap.it.

  • Roma, 13 dicembre 2012

 

Il commissario straordinario: Giannini

Società tra Professionisti, che fine ha fatto il regolamento attuativo?

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Quando verrà varato il decreto attuativo per le Società tra Professionisti? A tal proposito, il presidente del CNAPPC Leopoldo Freyrieha scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico Paola Severino e Corrado Passera. Scrive Freyrie: “I doveri di attuazione della Riforma sono una nostra responsabilità in quanto organi ausiliari dello Stato – e ne siamo consapevoli – così come lo siamo per quanto concerne la vostra responsabilità riguardo all’attuazione di Leggi e di norme comunitarie in vigore”. Il motivo del ritardo sta forse nella tenace opposizione dei colleghi del Consiglio Nazionale Forense?

Leopoldo Freyrie sollecita dunque per l’ennesima volta il varo, prima delle elezioni, del regolamento che consente di avviare le Società tra Professionisti (Stp). Nel novembre scorso già il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giuseppe Jogna, ha pubblicato una lettera aperta al ministro della Giustizia Paola Severino nella quale lamentava il ritardo nell’emanazione dello stesso regolamento attuativo sulle Società tra professionisti.

Leggi anche Soldi per tutti, tranne che per i Professionisti: intervista a Salvo Garofalo.

Tornando a Leopoldo Freyrie, scrive: “Sono anni che chiediamo e attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d’Europa, ma da troppi mesi ormai il provvedimento che dà attuazione alle Società tra Professionisti giace in un cassetto ministeriale, immaginiamo per la tenace opposizione dei colleghi del Consiglio Nazionale Forense, opposizione che però ora, dopo il varo della loro Riforma, non ha più alcun motivo d’essere”.

Ogni ulteriore ritardo – continua – sarebbe non solo ingiustificabile ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati quali le “start up” e le “società a 1 euro”, si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse”.

Inoltre Freyrie pone l’attenzione sulla possibilità di accesso dei professionisti italiani alle Reti d’Impresa, “che l’Agenzia delle Entrate impropriamente nega agli iscritti agli Albi – contro la lettera e lo spirito delle norme comunitarie, in contraddizione con la possibilità in essere da decenni – professionisti che, in questa situazione, non possono far parte dei G.E.I.E, Gruppo Europeo di interesse economico”.

Conclude Freyrie: “Mirare poi con azioni burocratiche ad hoc, a impedire ai professionisti di fruire degli stessi vantaggi fiscali delle imprese, appare evidentemente in contraddizione con la volontà di rilanciare lo sviluppo e di creare, nell’interesse generale, nuove opportunità di lavoro”.

http://www.ediltecnico.it/14206/societa-tra-professionisti-dove-e-finito-il-regolamento-attuativo/

Bollettino Antifrode n. 2

Ecco il secondo numero del Bollettino Antifrode.

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Con questo numero vogliamo augurarci che il 2013 sia finalmente un anno di inversione di tendenza per le frodi assicurative.

Giovanni Romito

Esempio di: CAPITOLATO DEI SERVIZI ALLA RETE MANUTENTIVA

Art. 2. Oggetto del Contratto. Obblighi delle parti

2.1 Fornitore si obbliga a coordinare ed eseguire, direttamente e/o per il tramite di Società PA, in favore di XY RENT , i servizi (nel seguito denominati, congiuntamente, anche i “Servizi”) indicati nei paragrafi successivi e meglio disciplinati dai singoli Capitolati di erogazione servizi allegati al presente accordo sub “A” e “B”. Fornitore si obbliga ad erogare i Servizi non solo con riferimento ai veicoli concessi in locazione senza conducente da XY RENT ma anche a quelli per i quali XY RENT ha concluso o concluderà accordi di gestione e/o Fleet Management con la propria Clientela per veicoli singoli o per flotte di veicoli.

2.2 Resta inteso tra le parti che XY RENT avrà rapporti diretti esclusivamente con Fornitore, ad eccezione di accordi diretti con ricambisti e riparatori, con esclusione di qualsivoglia relazione con le Società PA della stessa, le cui prestazioni verranno direttamente retribuite da Fornitore, intendendosi, quindi, qualsivoglia obbligo nascente dal presente contratto in capo a Fornitore, la quale si impegna per sé e, promettendo il fatto del terzo ex art. 1381 c.c., per le Società Partner Fornitore (PA). Fornitore sarà responsabile del corretto adempimento delle obbligazioni nascenti dal presente accordo.

2.3 Fornitore si rende disponibile ad accogliere, in qualsiasi momento e previa semplice comunicazione scritta, eventuali audit da parte di XY RENT e/o delle società appartenenti al Gruppo Societè General a ciò delegate, e ad accettare verifiche dirette sul servizio svolto in ottica di customer satisfaction. Le risultanze dell’audit verranno formalizzate in uno specifico documento e trasmesse a Fornitore.

2.4 XY RENT si obbliga nei confronti di Fornitore a non assumere, come conseguenza di atto proprio, alcuna delle risorse umane già impiegate da Fornitore nelle attività oggetto del presente accordo.

2.5 Fornitore si obbliga ad erogare in favore di XY RENT il servizio Manutentivo così come disciplinato nell’Allegato sub A – Vedi allegato.

2.6 Fornitore si obbliga ad erogare in favore di XY RENT il Servizio Gestione Sinistri così come disciplinato nell’Allegato sub B – Vedi allegato .

2.7 Fornitore metterà a disposizione di XY RENT un software web based di gestione delle riparazioni, dei sinistri, delle attività, del personale impiegato nell’attività, delle telefonate, delle perizie, delle vetture, dei fornitori e dei clienti. Tale software dovrà interfacciarsi col sistema gestionale interno di XY RENT e lo scambio delle informazioni tra i due sistemi dovrà avvenire in tempo reale o con scarti sulla sincronizzazione di 24 ore massimo.

2.8 Fornitore dovrà esercitare le sue attività e garantire le prestazioni di cui al presente capitolato sull’intero territorio europeo e specificatamente:

Albania, Andorra, Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia (compresi la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano), Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, F.Y.R.O.M. – Macedonia, Madera, Malta, Marocco, Moldavia, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia Europea (esclusi i Monti Urali), Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria.

In questi territori dovrà essere garantito il servizio di soccorso stradale e la possibilità di ricovero dei veicoli presso officine o carrozzerie convenzionate. Dovrà essere inoltre fornita la possibilità di erogazione di un veicolo sostitutivo di categoria pari o superiore a quello per il quale si è chiesta l’assistenza.

2.9 Negli stessi territori di cui al punto precedente Fornitore dovrà garantire l’accesso di personale tecnico ispettivo per la verifica dei danni di carrozzeria o di meccanica sui veicoli fino a 35 quintali a pieno carico. Tali accessi dovranno avere una tempistica di esecuzione di 24 ore in Italia e 48 ore negli altri paesi europei.

2.10 Qualora fosse richiesto da XY RENT il fornitore dovrà avere la capacità di emettere una perizia redatta da un perito assicurativo iscritto nel relativo albo o ruolo nazionale (ISVAP per l’Italia) con certificazione rilasciata da un organismo di parte terza accreditato al relativo organo di controllo.  I professionisti degli studi peritali periferici della rete del Fornitore, dovranno avere, alla data della firma del contratto in oggetto, un contratto di collaborazione sottoscritto ed in corso di validità.

2.11 Per alcune attività legate alle coperture assicurative delle vetture, XY RENT potrà richiedere al Fornitore l’iscrizione al Quadro E del RUI (Registro Unico degli Intermediari Assicurativi) tenuto dall’ISVAP.

2.12 XY RENT potrà richiedere in maniera occasionale o continuativa in accordo con fornitore la presenza di una o più risorse presso la propria sede di __________________ .

CAPITOLATO DEI SERVIZI ALLA RETE MANUTENTIVA XY RENT

Oggetto: Quesito relativo alle competenze professionali dei periti industriali nel settore dell’infortunistica stradale

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA

Direzione Generale Degli Affari Civili e Delle Libere Professioni

Oggetto: Quesito relativo alle competenze professionali dei periti industriali nel settore dell’infortunistica stradale

…omissis…

In conclusione, alle condizioni indicate, i periti industriali con specializzazione in meccanica possono svolgere le attività citate, previa iscrizione al ruolo dei periti assicurativi, senza dover sostenere l’esame. Glia ltri periti industriali che volessero svolgere la medesima attività dovrebbeo, invece, richiedere l’iscrizione nel ruolo dei periti assicurativi senza poter contare sull’esonero dall’esame. LEGI TUTTO all.1,2,3_

In base a questa disposizione l’Istituto Tecnico Industriale specializzazione Meccanica è l’unica scuola che forma persone che possono accedere alla professione di Periti Assicurativi senza ulteriori corsi o esami. E di fatto la scuola per periti e meccanici e periti assicurativi. Per similitudine i Periti Assicurativi dovrebbero essere equiparati ai Periti Industriali sia come collegio che come forma di previdenza.

Sono graditi commenti.

 

 

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato www.agcm.it

I626 – TARIFFE DEI PERITI ASSICURATIVI

Provvedimento n. 14926

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2005;

SENTITO il Relatore Professor Carlo Santagata;

VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;

VISTI gli articoli 10 ed 81 del Trattato CE;

VISTO l’articolo 54, della legge 6 febbraio 1996, n. 52;

VISTO il Regolamento del Consiglio n. 1/2003,

del 16 dicembre…..agcm tariffa periti assicurativi

Legge 17 febbraio 1992, n. 166

Legge 17 febbraio 1992, n. 166

(in Gazz. Uff., 27 febbraio, n. 48).

Istituzione e funzionamento del ruolo nazionale dei periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni
ai veicoli a motore ed ai natanti soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990, derivanti dalla
circolazione, dal furto e dall’incendio degli stessi.

Art. 1. Istituzione, tenuta e pubblicazione del ruolo.

1. E’ istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato il ruolo nazionale dei periti
assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio
dei veicoli a motore e dei natanti soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990.

2. La tenuta del ruolo è affidata alla Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse
collettivo del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

3. La Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo cura l’aggiornamento del ruolo
entro il 31 dicembre di ogni anno e la sua pubblicazione entro i tre mesi successivi e ne invia copia alle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

4. Per ciascun iscritto debbono essere indicati il nome, la data di nascita, il comune di residenza, il titolo
di studio, il codice fiscale, la data di iscrizione, l’indirizzo della sede operativa e il tribunale territorialmente
competente presso il quale gli iscritti svolgono le funzioni di consulenti del giudice o di periti di ufficio.

Art. 2. Iscrizione nel ruolo.

1. Nel ruolo sono iscritti i periti assicurativi che esercitano l’attività in proprio e che siano in possesso
dei requisiti di cui all’art. 5.

2. L’iscrizione nel ruolo è disposta dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con
provvedimento motivato, previo accertamento dei requisiti di cui all’art. 5 da parte della commissione nazionale
di cui all’art. 7. Si applicano le norme di cui all’art. 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 3. Accertamento dei danni da parte delle imprese di assicurazione.

1. Le imprese di assicurazione possono effettuare direttamente l’accertamento e la stima dei danni alle cose e
proporre la liquidazione all’assicurato che ha la facoltà di accettarla oppure di ricorrere all’accertamento
ed alla stima dei medesimi tramite un perito assicurativo iscritto nel ruolo di cui all’art. 1.

Art. 4. Obbligatorietà dell’iscrizione nel ruolo.

1. L’attività professionale di perito assicurativo per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti
dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti soggetti alla disciplina della
legge 24 dicembre 1969, n. 990, non può essere esercitata da chi non sia iscritto nel ruolo.

Art. 5. Requisiti per l’iscrizione nel ruolo.

1. Ha diritto di essere iscritto nel ruolo chiunque sia in possesso dei seguenti requisiti:

a) sia cittadino italiano o cittadino di uno degli Stati membri della Comunità economica europea o straniero
residente nel territorio della Repubblica italiana a condizione che analogo trattamento sia riservato nei Paesi
di origine ai cittadini italiani, salvo il caso di apolidia;

b) abbia il godimento dei diritti civili;

c) non abbia riportato condanna per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro l’amministrazione
della giustizia, contro la fede pubblica, contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, contro il patrimonio,
o per altro delitto non colposo per il quale sia comminata la pena della reclusione non inferiore nel minimo a
due anni o nel massimo a cinque anni, o per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali
obbligatori, ovvero condanna comportante l’applicazione della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici
di durata superiore a tre anni;

d) sia fornito di diploma di scuola media secondaria superiore di indirizzo tecnico o di laurea;

e) abbia superato una prova di idoneità mediante esame scritto ed orale vertente su materie tecniche
specialistiche concernenti l’esercizio dell’attività, salvo coloro che risultano forniti di diploma di perito
industriale in area meccanica o di laurea in ingegneria e risultano iscritti nei relativi albi professionali da
almeno tre anni, avendo altresì esercitato per tre anni l’attività nel settore specifico che deve
risultare da idonea documentazione anche fiscale.

2. Non possono esercitare l’attività di perito assicurativo gli enti pubblici, le imprese o gli enti
assicurativi. Non possono esercitare l’attività di perito assicurativo nè essere iscritti nel ruolo
gli agenti e i mediatori di assicurazione, i riparatori di veicoli e di natanti e tutti coloro che hanno un rapporto
di lavoro dipendente, salvo le deroghe già concesse allo scopo di aggiornare la qualità professionale.

3. Le modalità della domanda di iscrizione nel ruolo, le materie e i programmi di esame per la prova
di idoneità, la composizione della commissione esaminatrice, i compensi ad essa spettanti e le modalità
per la partecipazione e lo svolgimento degli esami sono disciplinati con decreto del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, da emanarsi, per la prima attuazione della presente legge, entro tre mesi dalla data
della sua entrata in vigore.

4. Alla domanda di iscrizione nel ruolo deve essere allegata l’attestazione del versamento della tassa di concessione
governativa di lire 150.000 ai sensi del numero 117, lettera b), della tariffa annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641 e successive modificazioni. Il versamento deve essere effettuato all’ufficio
del registro di Roma.

5. Si applicano le norme di cui agli articoli 2, 18, 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 6. Cancellazione dal ruolo e reiscrizione.

1. La cancellazione dal ruolo è disposta dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
con provvedimento motivato, sentita la commissione nazionale di cui all’art. 7, in caso di:

a) rinuncia all’iscrizione;

b) perdita di uno dei requisiti di cui all’art. 5, comma 1, lettere a) e b);

c) sopravvenuta incompatibilità ai sensi dell’art. 5, comma 2;

d) condanna irrevocabile per alcuno dei reati di cui all’art. 5, comma 1, lettera c);

e) radiazione;

f) dichiarazione di fallimento.

2. La reiscrizione nel ruolo può essere richiesta senza alcun limite in caso di rinuncia; dopo il venir
meno dei presupposti che hanno determinato la cancellazione, qualora la stessa sia stata disposta in alcuno dei
casi di cui alle lettere b) e c) del comma 1; dopo intervenuta l’estinzione della pena quando la cancellazione
sia stata disposta in alcuno dei casi di cui alla lettera d) del comma 1; dopo intervenuta la riabilitazione, quando
la cancellazione sia stata disposta in alcuno dei casi di cui alla lettera f) del comma 1; decorsi cinque anni
in caso di radiazione. Per la reiscrizione si segue lo stesso procedimento previsto per l’iscrizione. Resta valido
l’esame sostenuto in sede di prima iscrizione.

Art. 7. Commissione nazionale per i periti assicurativi.

1. Presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato è istituita la commissione nazionale
per i periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto
e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990.

2. La commissione è composta:

a) da un Sottosegretario di Stato del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che la presiede;

b) dal direttore generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo, con funzioni di vice presidente;

c) da un funzionario della Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo con qualifica
non inferiore a primo dirigente;

d) da un funzionario del Ministero del tesoro con qualifica non inferiore a primo dirigente;

e) da quattro rappresentanti dei periti iscritti nel ruolo, di cui almeno due iscritti nei rispettivi albi professionali;

f) da un rappresentante delle imprese di assicurazione;

g) da un rappresentante dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo
(ISVAP).

3. Le funzioni di segreteria sono svolte da un funzionario con la qualifica non inferiore all’ottavo livello
funzionale in servizio presso la Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo.

4. Tutti i componenti della commissione, nonchè i supplenti per ciascuno dei componenti di cui al comma
2, lettere c), d), e) e f), ad eccezione del presidente e del vicepresidente, nonchè i segretari ed i relativi
supplenti, sono nominati, per la durata di tre anni, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

5. I componenti di cui al comma 2, lettere e) ed f), nonchè i relativi supplenti sono nominati su designazione
delle rispettive organizzazioni sindacali e professionali di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale.
Qualora dette organizzazioni non provvedano all’indicazione dei soggetti proposti entro trenta giorni dalla data
della richiesta, i componenti sono nominati di propria iniziativa dal Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato. Ai componenti ed ai segretari compete, in deroga al decreto del Presidente della Repubblica 11
gennaio 1956, n. 5, ed al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n. 748, un compenso per ogni
seduta che viene stabilito con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

6. I supplenti dei componenti di cui al comma 2, lettere c) e d), sono rispettivamente nominati dal Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, su designazione effettuata dalla Direzione generale delle assicurazioni
private e di interesse collettivo, e dal Ministro del tesoro.

7. La commissione decide a maggioranza dei suoi componenti; in caso di parità di voti prevale quello
del presidente.

8. La commissione è organo consultivo del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
per tutte le questioni concernenti la formazione e la tenuta del ruolo. La commissione ha inoltre il compito di
promuovere ed istruire i procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti nel ruolo e di proporre al Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato i provvedimenti disciplinari da adottare.

Art. 8. Commissioni provinciali per i periti assicurativi.

1. Presso ogni camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura è istituita una commissione provinciale
per i periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto
e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti, soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990.

2. Le commissioni durano in carica tre anni e sono composte:

a) dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o da un suo delegato, con
funzioni di presidente;

b) da un funzionario della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assolve le funzioni
di segretario;

c) da tre rappresentanti dei periti iscritti al ruolo, nominati dal presidente della camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, di cui almeno uno iscritto nel rispettivo albo professionale, designati tra gli iscritti
nel ruolo dalle rispettive organizzazioni sindacali e professionali di categoria maggiormente rappresentative sul
piano nazionale.

3. Le commissioni provinciali, oltre ad adempiere a tutti gli altri compiti loro demandati dalla presente legge:

a) esercitano le funzioni inerenti alla custodia del ruolo;

b) controllano la legittimazione degli esercenti l’attività di perito assicurativo;

c) esercitano funzioni di controllo sull’etica professionale degli iscritti nel ruolo e vigilano sul corretto
esercizio della attività di perito assicurativo comunicando alla commissione nazionale le eventuali infrazioni
riscontrate;

d) promuovono iniziative atte ad elevare la qualificazione e l’aggiornamento professionale dei periti assicurativi.

Art. 9. Funzionamento della commissione nazionale e delle commissioni provinciali.

1. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono dettate le norme per la costituzione ed il funzionamento della
commissione nazionale di cui all’art. 7 e delle commissioni provinciali di cui all’art. 8.

Art. 10. Tassa annuale.

1. A decorrere dall’anno 1991 gli iscritti nel ruolo sono tenuti al pagamento della tassa annuale di lire 150.000
da versarsi in modo ordinario entro il 31 gennaio dell’anno cui si riferisce l’iscrizione. L’attestazione relativa
al suddetto pagamento deve essere inviata alla competente commissione provinciale entro trenta giorni dalla data
del versamento.

2. La misura della tassa annuale è modificata con decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all’art. 7, in modo da
assicurare la copertura finanziaria degli oneri recati dalla presente legge.

3. Le entrate derivanti dall’applicazione del presente articolo sono iscritte in apposito capitolo all’uopo
istituito nello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato.

Art. 11. Sanzioni disciplinari.

1. L’iscritto nel ruolo che nell’esercizio della propria attività tenga una condotta o compia atti non conformi
all’etica, alla dignità e al decoro professionale è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari:

a) richiamo;

b) censura;

c) radiazione dal ruolo.

2. Il richiamo consiste in una dichiarazione di biasimo formale, è motivato ed è inflitto per
lievi violazioni. Viene notificato all’iscritto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

3. La censura è disposta per rilevanti violazioni. Viene notificata all’iscritto con le stesse modalità
del richiamo e di essa è data comunicazione anche alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
della provincia in cui l’iscritto ha la sua sede operativa.

4. La radiazione è inflitta per violazioni di particolare gravità e comporta la cancellazione
dal ruolo. Essa viene notificata all’iscritto con le stesse modalità del richiamo e di essa è data
comunicazione con le stesse modalità di cui al comma 3 alla camera di commercio, industria, artigianato
e agricoltura della provincia in cui l’iscritto ha la sua sede operativa e a tutte le imprese di assicurazione
operanti nel territorio nazionale.

5. Contro il provvedimento di radiazione dal ruolo può essere proposta impugnazione, entro novanta giorni
dalla data di comunicazione della deliberazione di cui al comma 4, con ricorso al tribunale nella cui circoscrizione
l’iscritto aveva la sua sede operativa, il quale decide in camera di consiglio sentito il pubblico ministero.

6. I provedimenti disciplinari di cui al presente articolo adottati nei confronti di coloro che risultino iscritti
ad albi professionali devono essere comunicati ai rispettivi albi. Si applicano le disposizioni di cui all’art.
2 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

7. I provvedimenti disciplinari sono adottati dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
su proposta della commissione nazionale di cui all’art. 7.

Art. 12. Procedimento disciplinare.

1. Il procedimento disciplinare è promosso dalla commissione nazionale di cui all’art. 7, anche su segnalazione
delle commissioni provinciali di cui all’art. 8. Si applicano le disposizioni di cui all’art. 2 della legge 7 agosto
1990, n. 241.

2. Il presidente della commissione nazionale dispone i necessari accertamenti e ordina la comunicazione all’interessato
della apertura del procedimento disciplinare, nomina il relatore e fissa la data della seduta per la trattazione
orale.

3. La comunicazione all’interessato deve essere fatta mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento
e deve contenere l’avvertimento che gli atti del procedimento restano, per venti giorni dalla data della ricezione,
a sua disposizione presso la Direzione generale delle assicurazioni private e di interesse collettivo, con facoltà
per l’interessato di estrarne copia. Deve contenere, altresì, l’invito all’interessato a far pervenire alla
commissione, almeno venti giorni prima della data fissata per la seduta, eventuali scritti o memorie difensive
e documenti.

4. L’interessato ha facoltà di intervenire alla seduta per svolgere oralmente la propria difesa.

5. Nel giorno fissato per la trattazione orale la commissione, sentiti il relatore e l’interessato, sempre che
questi ne abbia fatto richiesta, adotta le proprie deliberazioni.

Art. 13. Sanzioni amministrative.

1. Salva l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto sia previsto dalla legge come reato e delle sanzioni
disciplinari previste dall’art. 11, l’inosservanza delle disposizioni contenute nella presente legge è punita
con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di lire 500.000 a un massimo di lire 5 milioni.

2. Al procedimento per l’accertamento e l’irrogazione della sanzione amministrativa si applicano le disposizioni
della legge 24 novembre 1981, n. 689. Competente ad emettere l’ordinanza-ingiunzione di cui all’art. 18 della stessa
legge è il direttore dell’ufficio provinciale dell’industria, del commercio e dell’artigianato del luogo
in cui è stato commesso l’illecito amministrativo.

Art. 14. Tariffa delle prestazioni.

1. La tariffa delle prestazioni dei periti assicurativi, previste dalla presente legge, per l’accertamento e la
stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti,
soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990, è determinata con decreto del Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, sentite la commissione nazionale di cui all’art. 7 e le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative dei periti assicurativi iscritti nel ruolo nonchè l’associazione rappresentativa
delle imprese di assicurazione.

2. Per le prestazioni rese ad imprese o enti assicurativi la tariffa è determinata di intesa dalle associazioni
dei periti maggiormente rappresentative sul piano nazionale e dall’associazione rappresentativa delle imprese di
assicurazione ed è approvata con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
In caso di mancata intesa la tariffa è determinata a norma del comma 1.

3. Per la determinazione delle tariffe a norma del comma 1, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
chiama a partecipare alle riunioni della commissione nazionale di cui all’art. 7 esperti nella particolare materia.

4. Resta fermo quanto previsto dalla normativa per le prestazioni effettuate dagli iscritti nel ruolo quali
consulenti del giudice o quali periti d’ufficio.

Art. 15. Oneri finanziari.

1. A decorrere dall’anno 1991, agli oneri derivanti dalla presente legge si fa fronte con le entrate derivanti
dalla tassa annuale stabilita dall’art. 10 e dai successivi decreti ministeriali di variazione.

Art. 16. Disposizioni transitorie.

1. Entro il termine previsto dal comma 3 sono esonerati dalla prova di idoneità necessaria per l’iscrizione
nel ruolo coloro che, essendo in possesso dei requisiti previsti all’art. 5, comma 1, lettere a), b) e c), abbiano
esercitato senza soluzione di continuità l’attività di perito assicurativo per l’accertamento e la
stima di danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti,
soggetti alla disciplina della legge 24 dicembre 1969, n. 990, nei cinque anni precedenti la data di entrata in
vigore della presente legge.

2. Possono partecipare alla prova di idoneità necessaria per l’iscrizione coloro che, essendo in possesso
dei requisiti previsti dall’art. 5, comma 1, lettere a), b) e c), abbiano esercitato senza soluzione di continuità
l’attività di perito assicurativo per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione,
dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti, soggetti alla disciplina della citata legge n. 990
del 1969, nei due anni precedenti la data di entrata in vigore della presente legge.

3. Con decreto da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dell’industria,
del commercio e dell’artigianato adotta le norme per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 in conformità
a quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

4. Le disposizioni di cui all’art. 4 hanno effetto a decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della
presente legge.

5. Le associazioni di cui all’art. 14, comma 2, determinano la tariffa entro il termine di nove mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge.

Art. 17. Ampliamento del ruolo delle assicurazioni private e di interesse collettivo.

1. Le dotazioni organiche del ruolo delle assicurazioni private e di interesse collettivo di cui alle tabelle 1
e 2 allegate al decreto del Presidente della Repubblica 4 marzo 1983, n. 315, sono sostituite da quelle di cui
alle tabelle A e B allegate alla presente legge.

Allegato 1

Tabella A

(Art. 17)

Ruolo delle assicurazioni private e di interesse collettivo

Quadro E

Dirigenti della Direzione generale delle assicurazioni

private e di interesse collettivo.