«Rc Auto, la caduta dei prezzi è terminata»

Il conto economico aggregato delle compagnie assicurative italiane si sta chiudendo con utili da record e la buona notizia per gli investitori, nello scorcio del 2015, è che nei rami danni è finita la caduta dei prezzi dell’Rc auto. Tuttavia sul comparto «il vento sta cambiando», spiega Davide Corradi, responsabile del settore assicurativo per Europa centrale, Europa dell’Est, Medio Oriente e Africa di Boston Consulting, e il 2016 sarà più difficile.

«Se guardiamo al mercato vita, le riserve tecniche sono cresciute molto, a fine anno dovrebbero raggiungere 570-580 miliardi di euro, i premi lordi sono attesi attorno a 110 miliardi. Tuttavia il dato annuale, che è in linea con quello del 2014, è in forte calo trimestre su trimestre», dai 32 miliardi dei primi tre mesi del 2015 ai 24 miliardi del terzo trimestre. Una frenata segnata dalla caduta dei tassi e dalla «minore attrattività, per le compagnie, delle polizze tradizionali del Ramo I». In altre parole, lo «switch» che interessa il settore vita, dal Ramo I ai prodotti finanziari del Ramo III, che nei mesi passati sembrava funzionare, continua ma i volumi totali frenano. «Nel danni – spiega Corradi – il calo dei prezzi Rc Auto si è arrestato. Ma veniamo da due anni di discesa importanti e la frequenza sinistri comincia ad aumentare per effetto della ripresa in atto». Insomma, il flusso dei sinistri continua a crescere e «la forbice della redditività si sta chiudendo». A fronte di una pressione sui margini della Rc Auto, gli spazi per aumentare l’efficienza delle compagnie ci sono ma, sul fronte dei costi, molto è già stato fatto: «Le grandi operazioni strutturali, da Generali Italia, che ha completato l’integrazione, a Unipol-Sai che ha concluso il salvataggio e rilancio di Fondiaria-Sai» hanno chiuso una stagione, adesso bisogna lavorare «di lima»,«processo per processo», spostando il mix degli investimenti sulla soddisfazione del cliente.

Nel danni, il monitoraggio di Bcg registra un aumento dei prezzi dei rami non auto del 2-3%, dalla casa agli infortuni, grazie alle innovazioni, guidate dalla tecnologia e nuove componenti di servizio che il settore sta provando a valorizzare commercialmente.

A pochi giorni dall’introduzione delle nuove regole sui requisiti di solvibilità di Solvency II, lo scenario per le compagnie italiane è rassicurante; tuttavia la competitività fra assicuratori in tutta Europa sta cambiando e più di carenze di capitale – che al momento non sono il problema principale – il mercato è interessato a capire come la migliore misurazione dei rischi e gestione dei dati derivanti dall’applicazione di Solvency II modificherà le politiche di prezzo creando disallineamenti di competitività. «Chi ha avuto l’approvazione dei modelli interni – sottolinea Corradi – ha un’arma in più rispetto a chi adotta la formula standard nelle politiche tariffarie e nelle strategie commerciali e questa è la sfida del 2016 per le assicurazioni italiane». Insomma, si chiude un anno positivo per il settore, le compagnie italiane – meno alcune piccole società mono-ramo – non hanno problemi di Solvecy II e il mercato attende dividendi 2015 da record, tuttavia guardando al 2016 si intravede una nuova competitività, un settore vita in frenata – «benché con redditività stabile allo 0,5- 0,6% delle riserve» – un settore danni in contrazione per volumi e marginalità e spazi per un nuovo consolidamento.

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