Quali sono le caratteristiche del pacco batterie di una Tesla e qual’è un sistema di carica non collegato alla rete elettrica utilizzabile?

tesla sotto carica

L’auto del desiderio sta diventando elettrica. Non più solo Ferrari, Porsche, Lamborghini  o Maserati con motori a benzina enormi e rombanti, ma muti motori elettrici dalla potenza e dallo scatto altrettanto mozzafiato . La Tesla ha aperto la strada ma è quasi certo che le altre la seguiranno, grandi e piccine.

L’elettrico sta cominciando a convincere tutti e tutte la case stanno mettendo modelli senza motori a combustione nei listini.

Ma dove sta la forza e la potenza di una Tesla? Nei motori e nei pacchi batterie.  Ma come è fatto il pacco batteria?Batterie tesla

Ci sono 6831 pile NCR18650 Panasonic nel “Pacco batterie” come questa.unità batteria tesla11 moduli in serie ognuna con 9 “mattoni” in serie e ogni mattone con 69 pile NCR18650 in parallelo. Così 69  x  9  x  11 = 6831 pilette Panasonic. Se le comprassimo su Amazon una per una avremmo una spesa di 19,84 x 6831 =  135.527 euro,  quanto tutta la macchina. per fortuna il pacco costa “solo” 33.000 euro.

Ogni piletta ha una  tensione nominale ed una capacità  di 3,6 Volt in corrente continua e 2,9 Ah. Con gli opportuni collegamenti in serie ed in parallelo , come dicono le specifiche Tesla  di 375 volt. I kWh  richiesti dalla Tesla sono 56, se si fa il conto le batterie riescono a darne  74,9 kWh, quindi il pacco batterie è utilizzato normalmente al 75%

Le pilette pesano 54 grammi che moltiplicato per il loro numero 6831 = 369  kg, oltre all’involucro, i collegamenti ed il sistema refrigerante.

Per caricare il pacco occorrono circa 10 ore da una presa domestica. Tesla dice  1 ora per 50 chilometri di autonomia e l’autonomia a carica completa è di 500 km.

Tesla sta puntando poi sulle stazioni di carica rapida dette Supercharger. Sono punti per il rifornimento rapido nei viaggi a lungo raggio. Un caricatore in grado di ricaricare la metà della capacità delle batterie in appena 20 minuti. Tesla promette che i Superchargers saranno posizionati nei punti più comodi lungo le maggiori autostrade in tutto il paese.

Ma se una una vettura si ferma perchè il suo proprietario è stato troppo ottimista? Un mezzo di soccorso deve trainarla o rimuoverla, oppure potrebbe ricaricarla parzialmente.  1 ora di carica normale, con un qualsiasi gruppo elettrogeno che dia almeno la corrente di casa oppure un pacco batterie da mettere in parallelo, ma non esiste la presa diretta.  Vediamo allora come è fatto questo Supercharger. Nella foto è quello di Dorno Ovest sulla Milano Genova.

supercharger dorno ovest Miano Genova. E’  una colonnina che eroga corrente a 240 volts e 90 KWh.

Quindi facendo gli opportuni calcoli (qui c’è la calcolatrice e le formule) http://www.rapidtables.com/calc/electric/Amp_to_kW_Calculator.htm

per ottenere la stessa potenza dovremmo avere un gruppo elettrogeno o un pacco batterie.

  1. Un gruppo elettrogeno come questo che pesa 1600 chili e costa 16.000 euro.
  2. Un pacco batterie composto da 10 elementi in serie tipo questo di Bosch che da 12 volt per 9o Ah  per 108 Kwh totali. La batteria singola costa 162 euro IVA inclusa quindi 1.620. euro di batterie ed un inverter.

L’inverter porta la corrente da continua ad alternata. Vediamo cosa offre il mercato.

Ho trovato questo che mi sembra vada bene. Il modello 1000 costa circa 1.400 euro con iva per cui con 3.000 euro totali ce la caviamo.

Ecco fatto il nostro Supercharger trasportabile.

 

 

 

 

 

 

Informazioni su APAID

https://peritiauto.wordpress.com/periti-auto-per-provincia/liguria/genova/marino-roberto/

One thought on “Quali sono le caratteristiche del pacco batterie di una Tesla e qual’è un sistema di carica non collegato alla rete elettrica utilizzabile?

  1. Gentile Sig. Marino,

    ho letto l’articolo (in allegato il link) sulla problematica di ricaricare, almeno parzialmente, le batterie di una TESLA rimasta in panne per fine energia.

    L’articolo, di evidente taglio giornalistico, semplifica di molto il problema. Quando carichiamo un accumulatore dobbiamo disporre di alcuni dati di partenza che sono i seguenti:

    · Tensione necessaria (questa la conosciamo in quanto è la comune 230Vac/50Hz della rete civile)

    · Potenza necessaria riferita ad un tempo di ricarica. In pratica dovremmo conoscere per caricare la batteria al 10% (il necessario per allontanarsi dal luogo dello stop forzato) quanta energia è necessaria (espressa in Joule o meglio ancora nei più pratici KW/ora)

    · Velocità di acquisizione dell’energia da parte del veicolo. In pratica, ammettendo di disporre di una sorgente importante di energia quanto tempo è necessario per caricare al 10% la batterie della TESLA?

    Disponendo di questi dati, desumibili immagino dal libretto di uso e manutenzione del veicolo, si possono definire i dati di un “Energy Tank” relativamente portatile su di un mezzo di soccorso, per soccorrere questo tipo di veicoli.

    L’idea del giornalista di mettere insieme un po’ di batterie e associarle ad un inverter è in se corretta come principio. Occorre però dimensionare in modo razionale il tutto.

    A sua disposizione la saluto cordialmente.

    Maurizio Pedemonte
    Technical Manager
    // SAE Electronic Conversion srl
    Ph + 39 010 726 18 34
    Fax + 39 010 726 18 36
    E-mail: pedemonte@saepowerelectronic.it
    http: http://www.sae-electronic.com

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