Maxi truffa alle assicurazioni: 8 arresti, anche medici e avvocati, 139 indagati

Coinvolti professionisti e i dottori del Santissima Annunziata. Oltre due milioni di euro il danno per 18 compagnie

L’organizzazione simulava incidenti stradali per incassare i risarcimenti dalle Compagnie assicurative e organizzavano le truffe in maniera scientifica. C’era chi reclutava gli automobilisti, chi istruiva la pratica, chi forniva il certificato medico, chi seguiva l’iter fino alla liquidazione del sinistro. La messinscena era davvero plateale: diversi indagati, ignari della presenza dei poliziotti in borghese che avevano iniziato a indagare sul raggiro, entravano in ospedale camminando normalmente e poi uscivano dal pronto soccorso zoppicando.

La presunta organizzazione criminale avrebbe truffato 17 Compagnie utilizzando sempre lo stesso metodo. Sono 25 gli incidenti finti documentati fino a questo momento, ma altre pratiche sono in via di accertamento. L’unico indagato condotto in carcere è Saverio Palumbo, di 48 anni, ritenuto la ‘mente’ della maxi-truffa, che tesseva la rete dell’organizzazione. Un ruolo determinante, secondo gli inquirenti, veniva svolto da Giuseppe Ax, di 61 anni, capo tecnico radiologo, in servizio nel reparto di radiologia dell’ospedale, il quale avrebbe predisposto esami diagnostici contraffatti (Tac ed Ecg) per attestare l’aggravamento della prognosi. Due avvocati, il 42enne Andrea Tagliente e il 37enne Gianfranco Trani, avrebbero curato le pratiche e istruito i soggetti coinvolti nei falsi sinistri anche in relazione alle risposte da dare agli inquirenti nella fase culminante dell’attività investigativa.

Tra gli altri destinatari della misura cautelare figurano un portantino del pronto soccorso dell’ospedale, un autista di ambulanze di un’associazione di volontariato e un ex dipendente di una farmacia di Taranto. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso che l’organizzazione indicava con il termine ‘partita di calcio’ la data dell’accesso al pronto soccorso, con il termine ‘allenatore’ il medico di turno che avrebbe rilasciato la documentazione sanitaria, mentre con la parola ‘maglietta’ si faceva riferimento al referto medico. Il comandante della locale sezione della Polstrada, Giacomo Mazzotta, ha parlato di una vera ‘piaga sociale’ da debellare, mentre il Codacons ha annunciato che si costituirà parte civile.

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