Aneis e Aicis contro Consiglio Ordine Avvocati Siracusa

L’Ordine degli Avvocati di Siracusa reclama l’esclusività della competenza dell’attività di consulenza ed assistenza stragiudiziale.

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Pronta la risposta di ANEIS e AICIS: ‘Discutibile il fatto che una simile interpretazione sbrigativa ed interessata della legge arrivi da coloro che dovrebbero essere esperti conoscitori della materia. Evidentemente la crisi economica fa perdere di vista i veri principi giuridici’

Con una comunicazione agli iscritti del 30 aprile 2013, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Siracusa afferma di aver inviato agli uffici della Procura locale una segnalazione denunciando, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.348 c.p., l’illegittima attività professionale svolta in particolare dagli studi di infortunistica stradale.

A detta dell’Ordine, tali affermazioni sarebbero supportate dall’art.2, comma 6, della Legge Professionale n.247/2013 che riserverebbe esclusivamente agli avvocati la attività di consulenza e assistenza stragiudiziale, connessa ad attività giurisdizionale e svolta in modo continuativo, sistematico ed organizzato’.

La risposta a tale azzardata segnalazione non si è di certo fatta attendere. In una lettera congiunta firmata da Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, e da Marco Mambretti, Presidente AICIS – Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, si legge: ‘E’ quanto mai singolare che proprio gli avvocati, esperti e fini conoscitori della variegata materia giuridica, adottino una a dir poco sbrigativa ed interessata interpretazione della

recente Legge Professionale Forense n.247/2012. Evidentemente la grave crisi economica, che non fa sconti ovviamente neppure agli avvocati, fa perdere di vista quelli che sono i principi giuridici e gli ordinari criteri di una corretta interpretazione di un testo normativo’.

Inoltre, le due associazioni ricordano che: ‘quando la legge si riferisce all’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale connessa ad attività giurisdizionale, essa intende riferirsi ad una effettiva connessione attuale e concreta e non solo eventuale e futura.’

In altri termini, non è sufficiente che l’attività stragiudiziale di consulenza ed assistenza svolta dal non avvocato abbia la potenzialità di essere in futuro sottoposta alla cognizione del giudice per far scattare la riserva esclusiva a vantaggio della classe forense.

La riserva esclusiva degli avvocati riguarda, dunque, quelle attività stragiudiziali già sottoposte al parere di un giudice o connesse ad un processo ancora in corso. Se, al contrario, la questione ancora non è stata sottoposta all’attenzione di un giudice, l’attività di consulenza deve ritenersi del tutto libera, proprio perché non connessa con una attività giurisdizionale in corso.

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