Vittoria Assicurazioni: l’Agcm dichiara la non vessatorietà delle clasole sulla cessione del credito

A pochi giorni dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che si pronuncia negativamente sugli accordi tra compagnie assicurative e carrozzerie fiduciarie, in Italia l’AGCM va controcorrente.
Gaetano Leanza

25/03/2013 | L’Agcm nega la vessatorietà delle clausole sulla cessione del credito di Vittoria Assicurazioni. Rimangono dunque inascoltate le posizioni di chi, in seguito alla richiesta dell’assicurazione si era rivolto al’Agcm

In Retecar Consorzio, Consorzio Carrozzieri Cesena, Associazione Nazionale Carrozzieri di Confartigianato, CNA servizi per la Comunità Autoriparatori, Casartigiani – insieme a Federcarrozzieri Nazionale, Assoutenti, Associazione Carrozzieri Provinciale di Cagliari, B.D.V. Banca del Veicolo, Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio Carrozzieri Bresciani, Consorzio Carrozzieri Italiani, Rete Tutela Genova -, Federcarrozzieri nazionale sede di Bologna, Banca del Veicolo di Macerata, due associazioni di consumatori (Adiconsum Latina, Codacons) e due imprese operanti nel settore delle autoriparazioni. tante le segnalazioni e i pareri riguardo la  vessatorietà delle clausole poste in alcuni contratti da Vittoria Assicurazioni che, lo scorso 7 dicembre chiedeva un interpello all’Acgm sull’argomento.

Stando a quanto riporta l’Agcom “nei predetti contributi resi vengono mosse critiche alla clausola oggetto di consultazione, evidenziando anche l’impatto negativo che la sua introduzione produrrebbe nel mercato degli autoriparatori indipendenti”. Richieste e chiarimenti che evidentemente non sono state sufficienti all’Agcm per dare un parere negativo sulle clausole in oggetto.

In sostanza, infatti, nonostante la clausola presenti “costi aggiuntivi” (tradotti come “eventuali maggiori oneri, non giustificabili sulla base dei criteri tecnici e di legge utilizzati per valutare l’entità del risarcimento del danno riparato”) a carico dell’assicurato consumatore, qualora questi decida di cedere il credito al proprio carrozziere di fiducia invece che a un fiduciario di Vittoria Assicurazioni la clausola non sembra avere carattere vessatorio per l’Agcm.

Sul danneggiamento agli operatori indipendenti l’Agcom sembra invece posizionarsi su indicazioni che vedono, nella riparazione indipendente, solo una concentrazione dei ruoli, ribaltando così le ultime sentenze dell’Alta Corte.

Secondo quanto indicato dall’IVASS e riportato nella motivazione della risposta all’interpello, infatti, “la diffusione dell’istituto della cessione del credito risponde, da un lato, all’interesse del consumatore ad ottenere la riparazione del veicolo senza anticipare le spese e senza doversi occupare di una procedura liquidativa; dall’altro lato, all’interesse dei carrozzieri ad assumere la titolarità del diritto al risarcimento del danno nei confronti dell’impresa assicurativa, con possibilità di intervenire nel processo di quantificazione del danno in quanto ne accertano l’entità, predispongono il preventivo, effettuano la riparazione, determinando autonomamente la tipologia di intervento da eseguire, la manodopera necessaria e i servizi aggiuntivi (es. autoveicolo sostitutivo) e richiedono infine all’assicuratore la liquidazione del quantum da risarcire”

“Questa concentrazione di ruoli, funzioni e interessi in capo ai carrozzieri, in parte in conflitto tra loro, – conclude quindi l’Agcm- può favorire fenomeni speculativi o fraudolenti, dando origine a preventivi e fatture non sempre conformi all’effettività dei danni subiti dai veicoli, all’entità delle riparazioni ed alla necessità di servizi aggiuntivi”

Nella visione dell’Agcom, insomma sono le carrozzerie indipendenti a concentrare un potere decisionale maggiore della limitazione delle clausole dell’assicurazione. La clausola, inoltre, non è limitante, secondo l’Agcm, perché l’assicurato è comunque libero di cedere il credito al carrozziere che, a questo punto, risponde direttamente della riparazione.

L’Agcm, inoltre, dichiara che la clausola non è vessatoria, perché, nonostante limiti la libertà dell’assicurato di far riparare l’auto dove preferisce, tale limitazione è operativa solo nell’ipotesi di risarcimento diretto e non opera qualora “Vittoria non abbia manifestato il proprio diniego entro il termine di 4 giorni dal ricevimento dell’assicurato di avvalersi di una carrozzeria non convenzionata”
L’utente, secondo l’Agcm è inoltre tutelato perché cedendo il credito al carrozziere di fiducia non è più responsabile, mentre quest’ultimo può riscattare il credito concordando la cifra con il perito di Vittoria, che in ogni caso ha due giorni di tempo per recarsi in loco e valutare il danno.

La terza motivazione lascia invece più stupiti, perché riguarda il fatto che, la limitazione della libertà contrattuale dell’assicurato contrasterebbe, come da indicazioni dell’IVASS, una soluzione ai comportamenti fraudolenti delle carrozzerie (punto piuttosto opinabile).

Invitiamo comunque a leggere interamente le motivazioni dell’AGCM riportate nell’allegato a pag.51

Articolo tratto da http://www.carrozzeria.it

3 thoughts on “Vittoria Assicurazioni: l’Agcm dichiara la non vessatorietà delle clasole sulla cessione del credito

  1. un pensiero….forse slegato.
    Finchè non si attuerà la piena libertà del Perito assicurativo non vincolato come è in realtà, alle compagnie mandanti, ogni considerazione di tale figura professionale, resterà vincolata, quindi appellabile.

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  2. Il caso pratico mi è stato sottoposto proprio stamane. Infatti, ad un assicurato/contraente che, ignaro della clausola, aveva effettuato la cessione del credito al suo carrozziere di fiducia, la Vittoria a inviato comunicazione riferendo che “la polizza non prevede la possibilità di cedere a terzi il credito relativo al risarcimento del danno, fatta salva la circostanza che si tratti di strutture convenzionate con Vittoria Assicurazioni”.
    Appare del tutto evidente che si tratta di una grave limitazione della libertà.
    Difatti, la costituzione, all’art 41, afferma il principio della libertà di iniziativa economica privata a cui è strettamente collegato il principio della libertà di concorrenza, la quale contribuisce ad elevare il livello qualitativo dei prodotti, costituendo nello stesso tempo un efficace strumento di autoregolamentazione dei prezzi e dei profitti dell’impresa. Inoltre, l’art. 2595 del Codice Civile – Limiti legali della concorrenza – prevede quanto segue:
    la concorrenza deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi dell’economia nazionale e nei limiti stabiliti dalla legge (e dalle norme corporative). La norma sulla libertà di concorrenza precisa che essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana e autorizza la legge a introdurre particolari limiti a tale libertà in considerazione dell’utilità sociale.
    Ritornando al caso di cui sopra vorrei sottolineare altre tre cose:
    1. la Vittoria ha inviato una prima comunicazione che non fa riferimento né a diniego né alla clausola, ma comunica che il sinistro è regolarmente aperto indicando i riferimenti di ispettorato ecc., tanto è vero che il perito si recato presso l’autocarrozzeria per effettuare i rilievi peritali;
    2. alla luce delle motivazioni dell’AGCM, successivamente la Vittoria ha ben pensato di rivedere in maniera assolutamente arbitraria la precedente posizione assunta;
    3. inoltre, la carrozzeria dove si è recato l’assicurato è più conveniente (in base ad un confronto delle tariffe) rispetto a quelle convenzionate nella zona di residenza dello stesso.
    Pertanto, non riusciamo ad intendere dove nasce il problema visto che l’attività ripartiva avviene alla luce del sole, sotto il controllo meticoloso del perito che segue tutte le fasi della riparazione. A chi non conviene?
    Perché penalizzare genericamente gli assicurati (danneggiati) e, come nella motivazione dell’AGCM al terzo punto, far intendere che le carrozzerie non convenzionate potrebbero avere comportamenti fraudolenti?

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