RcAuto, mistero sulla sorte delle scatole nere

Le buone regole di governance si vedono da ciò che accade quando non vengono applicate. È il caso del principio generale che impone ai regulator di effettuare una preventiva analisi costi-benefici delle nuove norme che intendono varare. È addirittura banale ricordarne l’importanza eppure spesso non viene rispettato. In questi giorni l’opinione pubblica è alle prese con il guazzabuglio delle “scatole nere” nella Rc auto, una norma varata dal Parlamento all’inizio del 2012 (e ancora in attesa di essere attuata), allo scopo di ridurre i costi delle coperture assicurative. Il legislatore aveva stabilito che le compagnie avrebbero dovuto praticare una «riduzione significativa» delle tariffe agli automobilisti che accettavano di installare quei dispositivi atti a controllarne lo stile di guida (e a contrastare possibili frodi). Ma non precisò se le assicurazioni dovevano obbligatoriamente offrirli ai loro clienti. È un vincolo, quest’ultimo, che stabilì invece l’Isvap (ex regulator assicurativo) intervenendo sulla questione nell’aprile dello scorso con una “lettera” al mercato. Vi era contenuta un’analisi d’impatto? Giammai. Se fosse stata condotta il regulator sarebbe giunto probabilmente alle stesse sconfortanti conclusioni di uno studio dell’Ania (associazione delle compagnie) reso noto in questi giorni: le “scatole nere” possono indurre un risparmio nelle aree dove le tariffe sono più alte e c’è maggiore rischio di frodi (ad esempio Napoli) ma altrove aumentano il costo del servizio assicurativo.

Nel recente decreto sulle “tariffe base” della Rc auto il ministero dello sviluppo economico ha implicitamente fatto proprio il punto divista della vecchia authority (quella nuova, l’Ivass, non si è ancora pronunciata) sulla obbligatorietà dell’offerta assicurativa. Se l’orientamento non cambierà c’è il rischio di un risultato paradossale. Poiché la legge impone comunque sconti per chi installa le scatole nere a pagarne il costo potrebbero essere quelli che ne sono sprovvisti, visto che le tariffe sono comunque libere. Sulla questione sta per dire la sua anche il Garante della Privacy con un parere che verrà incluso in un imminente regolamento dell’Ivass. In discussione c’è il bilanciamento tra le esigenze di privacy perché le black box non diventino eccessivamente intrusive della vita privata dei soggetti e quelle di rendere sufficientemente tracciabile (e anche registrabile) lo stile di guida degli automobilisti, diversamente quei dispositivi perderebbero qualunque utilità pratica. Incrociamo le dita.

Autore: Riccardo Sabbatini – Plus24 (Estratto articolo originale)

Informazioni su APAID

https://peritiauto.wordpress.com/periti-auto-per-provincia/liguria/genova/marino-roberto/

One thought on “RcAuto, mistero sulla sorte delle scatole nere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.